A postilla di quanto già scrissi in proposito, spendo qualche ulteriore parola a proposito dell’atteggiamento della Chiesa, e in particolare di Bertone riguardo la nota sentenza europea sulla presenza di crocifissi in uffici pubblici.
Qua, ancora una volta si dimostra come questi clericali hanno una marcia in più dei politici servili che gli sbavano dietro, scambiando un atteggiamento chiaro e netto con uno urlato, inutilmente ingiurioso, da casalinga frustrata anni 50 (vedi La Russa in TV).
Mi pare che nessuno lo abbia notato, o lo abbia comunque fatto notare: la Chiesa è stta stranamente avara di parole in questa vicenda. Le dichiarazioni ci sono, ma infine sono abbastanza reticenti, direi io: dicono e non dicono, fanno intendere, ma mai ad esplicitare un ragionamento compiuto.
Da questo punto di vista, Bertone è davvero emblematico: invece di parlare del crocifisso, ha parlato delle zucche di Halloween. Insomma è andato fuori tema alla grande. Mi ricorda la barzelletta dello studente che, avendo preparato un tema sulla Francia, se ne ritrova uno sulla Germania, ed allora esordisce così: La Germania non è come la Francia, perché la Francia invece… e seguita poi a parlare della Francia, dell’argomento cioè su cui si sente preparato.
Allo stesso modo, l’ineffabile Bertone devia subito su Halloween, un argomento evidentemente senza alcuna attinenza col crocifisso, e su cui può raccogliere anche il mio consenso. Trovo che festeggiare Halloween in Europa sia prima di ogni altra cosa patetico, la dimostrazione dimostrata del mito del nuovo e dell’america che evidentemente ci istupidisce completamente.
Perché dunque tanto silenzio, tanta cautela a non argomentare con chiarezza sulla questione? La ragione è abbastanza semplice, e già ne parlavo nel mio recente post: la Chiesa non può dire che il crocifisso è un simbolo semplicemente culturale, salvo toglierlo dagli edifici sacri, dagli altari, da tutti quei luoghi insomma in cui la sua presenza è strettamente legata al suo significato religioso. Se però questo affermassero, darebbero ragione alla corte europea, e questo evidentemente non conviene loro.
Cosa fanno allora? Lasciano che gli ascari e i servetti di quasi ogni partito (potremmo dire parrocchia) dicano le loro boiate: hanno visibilità, non hanno alcuna credibilità da difendere (stanno già sotto zero), ed hanno un uditorio di bocca buona che pensa al crocifisso della nonna, e confonde la nonna col crocifisso. A freddo, tutte queste frasi scomposte ed insensate sarebbero smascherate, ma essi certo non puntano alla fama sempiterna. Oggi noti, ben pagati (da noi contribuenti), onorati da stuoli di sottoservetti, e qualche escort spunterà sempre: insomma, il lunario lo sbarcano, perché porsi altri problemi. La Chiesa no, ritiene, credo a ragione, di dovere garantire una certa coerenza. Tra qualche anno, magari in un’atmosfera culturale differente, potranno sempre dire che nse ne sono tenuti fuori, che è stato uno scontro tutto interno alla politica: non è vero, ma sarà impossibile dimostrarlo.
