martedì 14 luglio 2009

TREGUA E DOPOTREGUA

Decisamente, non se ne può più! Prima la tregua per il G8, e poi, a G8 concluso, un migliore rapporto governo – opposizione, e tutti i politicanti a dire sì, facendo finta di avere capito, quando sarebbe semmai opportuno fare finta di non aver capito!

Qui, Presidente, e politicanti vari c’è in gioco la sorte di un signore che dal ’93 inquina la nostra vita politica, che non perde occasione di proporre ed imporre a un Parlamento imbelle, perché imbelle non può che essere essendo stato nominato, provvedimenti di legge che segneranno il futuro di questo paese.

La logica di questo governo è quella emergenziale, sia un’emergenza personale del premier, sia un’emergenza effettiva del paese o di una sua parte, e il risultato non può che essere quello di ritrovarci, dopo aver magari tamponato qualche falla più vistosa oggi, con tutte le conseguenze nefaste in un futuro prossimo. Del resto, lo stesso DDL Alfano, che tutti noi contestiamo oggi, seppure con modalità differenti, è uno degli esempi di questo andazzo. Quale rilevanza mai potrà avere una mia rettifica, da suggerire che la legge imponga un termine così ravvicinato (48 ore) per l’esecuzione? Pensate che ulteriore ingorgo delle aule giudiziarie si potrà avere, quando i bloggers contesteranno la multa prevista per il mancato rispetto dei tempi previsti! Io non capisco davvero se sia maggiore la protervia politica di imporre un bavaglio all’informazione o la sprovvedutezza che non permette di prevedere tutte le conseguenze implicite in un provvedimento di legge! Il prevedere una sanzione per chi tossisce in un luogo pubblico potrebbe essere un altro provvedimento di legge da suggerire a questi signori: povera davvero la nostra Italia!

Questo signore, che ha messo su un impero economico in maniera incomprensibile, e che mai ha voluto chiarire la fonte effettiva delle sue fortune, facendo credere che si tratti (sic!) di pura e semplice abilità imprenditoriale, è l’uomo delle smentite, nulla gli si confà di più che le smentite continue che hanno caratterizzato senza soluzione di continuità tutta questa parte della legislatura.

Cos’è poi una smentita? Una smentita è composta di due parti (ovviamente, se non c’è la smentita della smentita: in questo caso, le parti sarebbero tre…): la prima parte è la dichiarazione, che volontariamente è sopra le righe, un ballon d’essai, direbbero i francesi (pazientate se l’ortografia non è corretta, col francese ci bisticcio…). La logica è: intanto, io la sparo, vediamo un po’ che effetto che fa, forse se la bevono tranquillamente, forse per bersela, si devono turare il naso, ma comunque va giù, e se poi non se la bevono, dirò che mi hanno frainteso. Ecco, la prima fase della tattica della smentita sistematica include già una possibile seconda parte, si va a tentativi e si valuta tutto proprio sulla base di tali tentativi.

Ci sarebbe un ma, che le tecnologia di cui ampiamente disponiamo possono facilmente riprodurre le esatte parole pronunciate dall’interessato, e potrebbero così rendere vana qualsiasi smentita. Diciamo che un pubblico dotato di cervello si renderebbe subito conto dell’inconsistenza della smentita, in quanto invoca una colpa dell’incomprensione da parte di chi ascolta del tutto inconsistente.

La cosa che lascia trasecolati è che la gente, tantissima gente, se la beve la smentita , se la beve alla grande, e questo dimostra come i teoremi matematici e soltanto loro possono fare, che i cervelli sono già da tempo all’ammasso, che nella nostra società un pensiero anche solo fuggevolmente critico non solo non è necessario, ma è addirittura assolutamente superfluo e forse perfino dannoso.

Ebbene, in questa Italia deprivata di materia grigia, scoppiano uno dietro l’altro una serie di scandali che coinvolgono il premier. Non siamo certo bimbi ingenui, qui Travaglio, con tutta la sua abilità, non ce la fa bere (ma perché poi tutti vogliono che beviamo tanto? Sarà che la disidratazione estiva richiede di assumere tanti liquidi?): di casuale qui non c’è nulla. E allora, cosa cambia il fatto che qualcuno, evidentemente d’importante, sia interessato ad indagare sui vizi privati di un personaggio pubblico? Ciò li rende forse meno gravi o meno importanti?

Qui, caro Presidente Napoletano (caro solo come orpello retorico), vengono a galla degli strani comportamenti del premier. Malgrado io rifugga dal giudicare i comportamenti altrui nella loro sfera sessuale, mi dica lei Presidente se non è giusto indagare, ed evidentemente oltre che da parte degli organi giudiziari a ciò preposti, , da parte della stampa e dei singoli cittadini, come mi pare sia prassi in un paese che si pretende democratico. Indagare sapendo che questo signore invita decine di fanciulle, alcune minorenni tra l’altro, per trascorrere con altri ospiti le vacanze di fine anno in una delle sue tante ville. Qui, l’avesse fatto un qualsiasi altro cittadino, c’è odore di reato, da verificare, ma insomma abbiamo foto più che eloquenti, su i cui dettagli, per buon gusto, eviterò di soffermarmi.

Ma soprattutto, Presidente, c’è una strana reazione del signor B., che nega, rettifica, ridimensiona, e alla fine, quando è evidente che ha spudoratamente mentito agli Italiani, a quegli stessi che col loro voto, gli hanno consentito di sedere dove siede, rifiuta di dare spiegazioni, come un giocatore di poker che, vedendo che sta perdendo inesorabilmente, butti il mazzo di carte all’aria.

Lei, Presidente, in questa situazione, cosa fa? Invece di chiedere spiegazioni pubbliche al premier, chiede che si taccia su questi aspetti, perché sono pettegolezzo. Ora, penso anch’io che ci siano anche evidenti elementi di pettegolezzo, ma il punto non mi sembra più questo. Il punto, Presidente, è che molti di noi nutrono dubbi consistenti di essere governati da un mentitore professionista e forse anche da una persona che ha gravi elementi di psicopatologia. Questa non è robetta, non è pettegolezzo, e chiedere prima una tregua e poi un non meglio definito clima civile significa di fatto concedere una sponda al premier per uscire dall’angolo in cui egli stesso si è collocato con una tattica reticente e dare quindi un colpo di spugna a comportamenti privati, non solo moralmente discutibili, ma potenzialmente di interesse del codice penale.

Chi ci assicura adesso che il nostro premier domani magari, vedendo di potere uscire indenne anchedalle situazioni più scabrose in cui si è cacciato non decida di orinare nella fontana del Bernini in piazza Navona? Chi domani potrà porre un freno a un individuo che, sulla base del successo che sperimenta, della accondiscendenza che tanta parte della classe dirigente gli manifesta, è arrivato alla convinzione di essere onnipotente nella completam indifferenza di elettori che hanno mandato il loro cervello all’ammasso?

Queste sono responsabilità storiche che Lei, nel suo alto ruolo, dovrebbe avere presenti: certo, qualcuno di noi ce le ha ben presenti e non le scorderà così facilmente, su questo, Presidente, ci conti.

19 commenti:

  1. Napolitano è il bell'addormanetato nel bosco, vuole fare il Capo di Stato "bipartisan" (prima si chiamava "inciucio") che oggi va tanto di moda, ma ha scelto il momento peggiore. E' l'uomo sbagliato al momento sbagliato.
    In questa situazione ci sarebbe voluto uno come Pertini o come Scalfaro.

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  2. Napolitano chiede moderazione affinché le parti possano "dialogare"...
    Ma di cosa dialogherebbero poi, io questo ancora non l'ho capito...Del colore delle poltroncine della buvette?

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  3. @Matteo
    Più distesamente di Napolitano parlerò alla scadenza del suo mandato, per motivi che altrove ho già enucleato: qui, esprimo solo un giudizio politico, perchè solo questo mi è concesso di fare.

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  4. @Chiara
    Temo che non sia come tu pensi. Ce ne sono a iosa di cose di cui parlare tra PDL e PD, e penso che non abbiano mai smesso. L'invito di Napolitano sembra essere quello alla classe politica, ma direi a tutta la classe dirigente, di riprendere a fare quadrato, come hanno sempre fatto: basta coi litigi, qui diremo al signor B. di non essere troppo ingordo, di contenersi, e a quelli del PD di non iniziare adesso a fare quello che non hanno mai fatto: una reale opposizione al signor B.

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  5. Ciò che hai scritto è così intriso di passione, così fecondo di urgenze che mi verrebbe voglia di dire " Sì!! Sì!! è così!!" Ma non voglio dimenticarmi che il presidente Napolitano spesso ha avuto queste posizioni ambigue e contraddittorie che il presidente del consiglio era già conosciuto sin dalla sua prima legislatura come imprenditore da un indubbia fortuna e che gli italiani sanno dei suoi capricci mondani e come è tipico nella natura degli italiani amano le sue intemperanze. La maggioranza degli italiani ha valutato e lo ha nuovamente confermato alle regionali.
    Forse possiamo dirci che non si tratta di maggioranza vera e propria, che il 30% degli italiani non ha votato e che anche fosse non è detto che la maggioranza abbia ragione, ma di fatto la democrazia ha questo piccolo difetto. Cioè fa governare chi raggiunge il maggior numero di consensi. Gli italiani amano i piccoli faccendieri, i furbastri. Provano per questo genere di individui un'attrazione genetica. Sino a che non si troveranno alla disperazione. E' già successo. Dunque: godiamoci lo spettacolo.

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  6. @Antonella
    Il sistema elettorale vigente, per quanto osceno esso sia, non prevede l'elezione diretta del premier, e quindi nulla vieta che la sua stessa maggioranza possa fargli le scarpe, senza dover procedere al proprio scioglimento, alla faccia del voto degli elettori. Ti ricordo che Prodi è caduto due volte, ed entrambe a causa delle scelte del Parlamento.
    Non è che non mi renda conto che quelli erano delle coalizioni estremamente variegate, in cui anche un singolo voto poteva fare la differenza, e qui le cose stanno ben diversamente. Sono convinto che la Lega sarà l'ultima a sfilarsi perchè il signor B. è il miglior alleato che possano trovare sulla piazza, ma proprio all'intenro del PDL una congiura può sempre avvenire. Ciò per dire che t4ecnicamente la caduta di B. è possibile anche oggi stesso, ma naturalemnte bisogna considerare la cornice complessiva dei poteri in Italia e del loro agitarsi in maniera occulta senza che noi possiamo averne informazione alcuna.

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  7. Volevo intanto far presente che quel poco che è rimasto del mio cervello sta ancora dentro la mia testa e non l'ho portato all'ammasso a differenza di altri.
    Molti di noi, io fra questi, (ma purtroppo non i suoi elettori) nutrono effettivamente forti dubbi su chi presiede l'attuale governo perchè dmostratosi, fra l'altro, bugiardo, smentitore di professione, alquanto immorale e non a posto dal lato psico-fisico.

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  8. @Aldo
    Purtroppo, constato con te che siamo una minoranza, fors'anche esigua. Chi ha responsabilità istituzionali dovrebbe saper prescindere, quando occorre, dal consenso.

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  9. Napolitano penserà anche al dialogo fra le parti, ma quale dialogo è possibile se appunto il protagonista della scena muove i fili a suo piacimento, con il consenso della maggioranza degli italiani?

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  10. Vincenzo, ma in questo contesto come interpreti la decisione di Napolitano di non firmare il ddl sulle intercettazioni?
    Io sinceramente non so spiegarmelo, non è stato coerente con le sue precedenti firme (lodo Alfano).
    ciao
    gigi

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  11. Caro Vincenzo, non starò qui a tediarti con una difesa d'ufficio di Napolitano. Sai che la penso sul tema in modo diverso da te. Volevo invece porre un punto di vista differente, se vuoi una provocazione. Ho una sensazione strana. Non mi sembra che gli appelli (perchè tra l'altro in questo periodo?)di Napolitano siano in una qualche misura a difesa di B. Mi sembra prescindano. Che non siano espressione di una preoccupazione odierna. Sembra quasi che siano un lavoro preparatorio. Come se la Presidenza della Repubblica, si preoccupasse oggi del domani o del dopodomani. Insomma, per fartela breve, ho l'impressione che si sia cominciato a lavorare al dopo B.

    Si stanno prendendo le distanze e si sta preparando il dopo e ci si sta come preparando anche ad una forte turbolenza nel momento del passaggio.

    Per questioni di lavoro, non perchè ci appartenga, ma ho a che fare giornalmente con imprenditori, con quelli che genericamente vengono definiti come appartenenti alla classe dirigente del paese. Ebbene, in questi ambienti si da per scontato da mesi un cambio della guardia, che dovrebbe avvenire comunque dopo aver incassato l'ennesimo condono sul rientro dei capitali.

    Non lo so. Ma queste voci, che di per sè non sarebbero significative, se aggiunte a manovre apparentemente senza senso delle Presidenza della Repubblica, a smarcamenti da parte della Presidenza della Camera, ad appelli a porre attenzione a scosse prossime venture (non credo che uno scafato come baffino si riferisse a storie di puttane) ed a una sensazione sempre più diffusa di fine impero, di qualcosa che si è andato esaurendo, ad uno strano silenzio, mi fanno pensare che "nelle segrete stanze del potere" si stia preparando il dopo B, anzi ci si stia lavorando attivamente.

    Chi vivrà vedrà.

    ciao.

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  12. @gigi
    Posso solo tirare ad indovinare: nell'ipotesi che Napolitano caldeggi davvero un accordo, potrebbe fare parte del pacchetto frutto di questo accordo, di cui egli si farebbe in qualche modo garante.

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  13. @Silvanoù
    Dici cose del tutto sensate, e davvero io non ho mai perso la speranza che sia davvero in atto una operazione come quella che tu ipotizzi. avendomi seguito, saprai che varie volte ho parlato di intrecci che si muovevano dietro le quinte. Tutto sta a capire quale siano i termini dell'accordo. Io mi soffermo su una prima ipotesi, quella peggiore, per motivi ovvii, mantenere nel mio piccolo una pressione. In ogni caso, anche nell'ipotesi favorevole che tu tracci nel tuo commento, è bene che le cose non avvengano nel vuoto, nel silenzio dell'opinione pubblica: questo tipo di politica non mi va bene. D'altra parte, se le cose stanno come tu, ma anche io, speriamo, è bene tracciarne i passaggi, perchè da come tutto questo si concretizzerebbe, dipende quello che avremo alla fine, e quindi il futuro politico di questa nazione.

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  14. @Angelo
    In ogni caso, grandi manovre avvengono proprio in questi giorni, e certo l'ipotesi di Silvano non è peregrina.

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  15. Cambio della guardia o meno è offensivo invitare le anime inquiete al silenzio.
    Sono pur sempre i nostri stipendiati e decidono il nostro destino!

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  16. @Gio
    Tu ricordi che li paghiamo noi, e io potrei ricordare che il termine ministro significa letteralmente "servitore". Ma i ministri, altro che etimologia, quelli non hanno neanche la più pallida idea di quando fu scoperta l'America (prima o dopo Cristo?) :-D

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  17. 1) Berlusconi è il rappresentante emblematico di una parte dei cittadini italiani: dei loro desideri, delle loro proiezioni, dei loro miti. L'ometto arricchito che, tronfio e ingordo, può permettersi tutto ciò che vuole, ignorando leggi e regole varie.

    2)Non apprezzo la condotta del Presidente della Repubblica, pur rispettandone in pieno la carica istituzionale.

    3)Le vicende private di Berlusconi ci riguardano in quanto è il premier, e quindi la sua condotta poco consona al ruolo che ricopre è affare pubblico in quanto può avere concrete ricadute sulla sfera pubblica.

    4)In generale, l'Italia è un Paese conservatore in tutti i sensi: politico, sociale e culturale. Pertanto se anche esistesse un partito progressista valido e serio, sarebbe comunque in minoranza e continuerebbe a vincere il ducetto de' noantri, alias il messia lombardo o chi per lui.
    Provincialismo, individualismo, superficialità, furbizia, sprezzo delle regole, ipocrisia di fondo (mutuata da un certo tipo di cattolicesimo),campanilismi vari e ridicoli, tutto questo e altro ancora concorre a far sì che l'Italia sia in buona parte conservatrice e a tratti anche reazionaria.

    A tutto ciò occorre unire la decadenza culturale e il disprezzo e la diffidenza nei confronti degli studi, e quindi l'ignoranza, l'ottusità e la chiusura mentale che stanno creando una nuova forma di analfabetismo di ritorno. Ma certi politicanti hanno tutto l'interesse a coltivare l'ignoranza, intesa in senso letterale, cioè come assenza di conoscenza. E l'ignoranza è un cancro perché priva le persone di senso critico e quindi di libertà, rendendole schiave di un'oligarchia di furbi.

    Quando penso che come ministro abbiamo un soggetto di nome Calderoli, mi vengono i brividi. D'altra parte, so bene com'è il padano medio che vota per un simile ceffo.

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  18. Tutta la filippica precedente solo per dire che non credo che Berlusconi cadrà. Però spero di sbagliarmi, è ovvio.
    D'altra parte, se anche cadesse probabilmente ne arriverebbe un altro simile, sebbene in apparenza diverso.

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  19. @Romina
    Pur concordando sostanzialmente con te, vorrei che ricordassi di quanti consensi godesse il defunto PCI anocra 25 anni fa, che non è certo un periodo breve, ma neanche così lungo volendo...
    Del resto, se richimiamo il ventennio fascista chre è molto più distante, converebbe considerare che gli Italiani non sono sempre stati gli stessi. Ciò che davvero ci caratterizza in particolare è il pressocchè assenza dello spirito dello stato, la mentalità da furbetti, del credersi unici e migliori degli altri.
    Credo che la società contemporanea ponga dei problemi sostanzialmente nuovi, nella capacità di proppagaione del monopensiero globalizzato, e purtroppo non credo che fenomeni alla signor B. rimarranno limitati all'Italia: certi sintomi si intravvedono un po' ovunque.
    La mia ricetta ce l'avrei, e sull'argomento ho scritto un libro, ma prima che faccia breccia...

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