martedì 21 luglio 2009

SULL'ASTENSIONE DALLO SCIOPERO

A distanza di qualche giorno, posso tornare sulla questione dello sciopero dei bloggers, spero senza sollevare polemiche eccessive, come invece ho dovuto mio malgrado constatare in occasione del primo post che ho dedicato a questo argomento.

Mi riferirò in questo caso a coloro che non hanno aderito, o almeno non secondo lo standard previsto. Prima però, permettetemi di dedicare solo poche parole agli altri, cioè a quelli che hanno aderito con tutti i crismi.

La teoria che alcuni di loro hanno enunciato è che i distinguo che venivano sollevati dai vari blogs sarebbero stati la causa degli esiti stessi della lotta tra la destra del signor B. e delle Lega, e la sinistra. Del resto, questa volontà presunta di distinguersi, rifletteva il comportamento tipico delle formazioni politiche di sinistra.

Proprio a proposito di queste osservazioni, desidero sollevare due questioni.

La prima è la concezione stessa che taluni bloggers hanno del loro ruolo. Credo che, anche attraverso i social networks, si generino delle complicità e delle gerarchie, generando un microcosmo che finisce per alcuni per sostituire, almeno in parte, il mondo reale, facendo perdere la giusta dimensione delle cose. La tendenza spontanea ad assumere il ruolo di leader o al peggio di sottoleader, finisce per oscurare gli scopi stessi delle iniziative che si vogliono intraprendere.

La seconda riguarda questa questione della divisione, come causa dei mali della sinistra. Per me invece, la divisione sorge come effetto di una carenza di dibattito: si crea uno stendardo, che raccoglie alcune persone, e che diventa come un marchio, in un certo senso, un marchio di qualità, come la denominazione DOC. A quel punto, sembra abbastanza ovvio, il confronto è già bello e finito.

La cosa comunque che mi lascia più perplesso, è quella di coloro che hanno sentito il bisogno di dichiarare di non essere in sciopero. Tra questi, qualcuno potrebbe mettere anche me, e forse chissà, magari avrei fatto meglio ad astenermi dal postarci su, ma in realtà io ho curato che non si trattasse dello stesso giorno, e l’ho considerato come un importante momento di dibattito, e dopo, il giorno incriminato, considerato che nessuno avrebbe più avuto il tempo di cambiare opinione, non ho più aggiunto nulla a proposito. Trovo strano che lo stesso giorno dello sciopero ci sia qualcuno che lo proclama sul proprio blog, e fin qui, mi pare abbastanza logico manifestare chiaramente la propria adesione, ma altri che sentono l’esigenza di dichiarare il contrario: perché mai preoccuparsi di fare questa dichiarazione esplicita di non adesione? Sarebbe ragionevole per i sostenitori del governo, per chi vuole che il DDL Alfano vada avanti senza ostacoli. Qui, invece, si tratta piuttosto di bloggers accesi oppositori di ogni controllo in rete, che hanno magari anche postato contro, ma che hanno molto tenuto a prendere le distanze dallo sciopero, motivandolo in vario modo, ma sostanzialmente per molti di essi per motivi metodologici, come un mezzo inappropriato e altro. Mi chiedo: non sarebbe bastato non farlo lo sciopero, era veramente così straordinariamente importante dichiararlo, la maggior parte delle volte direttamente nel titolo, a volte addirittura solo nel titolo?

34 commenti:

  1. Per quanto mi riguarda.
    Non sono naturalmente a favore delle legge che regola in quel modo le dichiarazioni sul web e/o sulla carta, ma non credo che basti avere un blog per essere uno che sa scrivere bene e che faccia informazione. per questo non scrivere il giorno dello sciopero non avrebbe tolto nulla nè aggiunto nulla all'informazione. ma ho voluto ugualmente esporre il mio dissenso nonostante il fatto che un gruppo di persone abbia voluto a tutti costi sentirsi perseguitati direttamente quando invece dei blogger in generale i poteri se ne stra fregano abbastanza. Non erano certamente quelli a voler essere colpiti.
    fare informazione o contro informazione significa avere un informazione inedita od avere una contro informazione rispetto all'informazione che ancora nessuno ha pubblicato. ma di solito i post dei blogger sono opinioni personalissime e spesso prodotte da informazioni generiche.Oppure ancora peggio una satira spicciola contro berlusconi definendolo nano o maniaco sessuale ed adesso anche Santo silvio. Ho proposto di avere un nome solo di un blog che fa informazione ( eccetto beppe grillo) e non solo opinione, ma non l'ho ancora avuto.
    Dunque: definiamoci come quelli che siamo: cittadini che si dilettano a scrivere on line le proprie opinioni, pensieri e cose simili. Chi lo fa bene, chi lo fa male, Tutto qua. Ma non vedo condottieri con la spada sguainata a combattere per il bene dell'umanità.certamente mi fa sorridere leggere come ho letto: Non potranno fermare l'informazione e poi andare a vedere il blog e trovarmi vari post con scritto " Il mare è bello d'estate"

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  2. @Antonella
    Implacabile come sempre, non lasci vie di scampo..., e sai che sono d'accordo con te.

    Trovo comunque alquanto curioso postare proprio il giorno dello sciopero, un post che poi è costituito magari quasi soltanto da un titolo, o magari con qualche breve frase in aggiunta, solo per dire "io non sciopero". Se facciamo il raffronto con lo sciopero dal lavoro, non trovereste strano che chi lavora regolarmente, entri in ufficio con la scritta "io non sciopero" ?

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  3. io personalmente ho dichiarato con toni un po' ironici il mio dissenso alla Legge proprio come una privata cittadina che vive in uno stato democratico ( vabbè democratico è una parola grossa , ora)

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  4. io ho postato esponendo il logo e i link a spazi importanti e giornalistici, come ben sai, perchè sono in accordo con il dissenso per questa legge ma non ho aderito allo sciopero in quanto sarebbe stato inutile per uno spazio come il mio e ho spiegato anche i motivi. Ho ritenuto, tuttavia, importante pubblicizzare l'evento in modo che i pochi utenti disinformati che sono entrati sul mio spazio hanno potuto constatare di cosa si trattava. Ho letto anche io, su blog diversi, di post molto accesi che spiegavano il perchè averbbero scioperato o il perchè non l'avrebbero fatto ma ognuno è libero di scrivere cio' che vuole o semplicemente sentire il desiderio di esprimere la propria opinione...l'importante, secondo me, è parlarne e, in qualche modo, diffondere la notizia.

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  5. @Antonella
    Non mi pare di aver letto sul tuo blog dichiarazioni esplicite di adesione o non adesione allo sciopero: insomma, più o meno come ho fatto io, ho postato contro il DDL senza scioperare, ma senza dichiarare di non scioperare.

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  6. @Bruno
    Sì, ho letto un "ni" sul tuo blog, motivato anche dalla sua condivisione con altri.
    Vorrei però precisare che intendevo stimolare una discussione di carattere generale, che prescinda dai singoli casi personali, tutti in sè, sia chiaro, rispettabili e insindacabili.

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  7. Ho un blog da poco più di un anno. L'inizio, per quel che riguarda le visite, è stato stentato. Poche visite, che vivevo come fallimento. Con il passare dei mesi le visite sono arrivate, sono cresciute, sono molto cresciute, e l'effetto è stato che, come pensavo che poche visite fossero sinonimo di fallimento, molte visite fossero sinonimo di successo. Ho anche pensato di essere diventato in piccolo un opinion leader o maker. Questa illusione, questa falsa prospettiva, è a mio avviso il limite dei social network e dei blog. Si rischia di fare delle figure barbine e di curare e incoraggiare il proprio narcisismo, compensare le proprie frustrazioni. Questo è molto umano, ma anche molto sbagliato. Nei blog, in alcuni blog e spesso di successo, dove il successo si misura con le visite o con i commenti, le persone perdono di vista la realtà e sono portate a sentirsi importanti, a credere che le loro opinioni siano "pesanti" a diventare dei piccoli capopolo. Così caro Vincenzo si spiega a mio avviso il bisogno di fare post del tipo "Io a questo sciopero non aderisco", oppure anche "Io a questo sciopero aderisco" (non mi riferisco a te, nè alla totalità di quelli che hanno postato sciopero sì sciopero no). Voglio dire "macchisenefrega". I blog sono una piccola fiera delle vanità, se non si sta attenti si finisce col dire in continuazione "ma guarda quanto sono bravo, ma guarda che importante è la mia opinione" ecc.
    Io ero così. A volte forse lo sono ancora. Di questa cosa bisogna essere consapevoli. Bisogna saper prescindere dalle visite, siano tante o poche. I blog sono importanti se le persone ci scrivono o ci annotano le cose cui veramente tengono, se ci si scrive ciò che si sente. Se un giorno ti va di postare dieci volte lo devi fare anche se nessuno avrà il tempo di leggere o commentare, anche se i tuoi lettori si "perderanno" i tuoi post. E' un diario on line, e non cambierà la storia. Credere che il Governo ci voglia censurare è ingenuo ed egocentrico, qui nessuno rischia la vita. I blggers in Iran fanno informazione e ci lasciano la pelle, ma qui no. Ce ne stiamo con il culo al caldo a scrivere e a divertirci o a incazzarci, ma sempre con il culo al caldo e ben parato. Le nostre opinioni non faranno cadere governi, nè faranno lotte di liberazione. Scendiamo dal ciliegiaio, come si dice dalle mie parti. Divertiamoci, facciamo anche informazione, esprimiamo opinioni, cerchiamo confronti ma senza mai perdere di vista la realtà. Le false prospettive, rendono il comportamento delle persone ridicolo...ed il ridicolo è una cosa che si vede e molto.
    ciao.

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  8. ma Silvano! Che bel commento!! ( ma non ti montare la testa per il complimento)

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  9. Antonella, ti dispiace se il tuo complimento lo posto nel mio blog?

    ;))))))))))))))))))

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  10. sono d'accordo con silvano, e per quello che mi riguarda il 14 ho aderito allo sciopero con un semplice annuncio. vorrei solo aggiungere che un blog spesso è qualcosa per sé stessi, una maniera di fermare alcuni attimi della vita per lasciarli nella memoria di domani. a me piace scrivere, mi piace farlo come se si ricamasse, se si dipingesse, mi piace "giocare" con le parole, con la sintassi, e questo è quanto. se poi qualcuno passa dalle mie parti e se ne rende partecipe, non può che farmi piacere, altrimenti la cosa resta per me, per il mio piacere personale di creare e divertirmi con questo.
    baci

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  11. Ultimamente leggo spesso commenti contro l’ipocrisia, la superficilità o il narcisismo dei blogger.
    Francamente non sono stupita da questi aspetti, il mondo web rispecchia una piccola comunità di amici acuendo aspetti caratteriali solitamente celati nell’individuo, la scrittura infonde coraggio. Siamo nascosti nelle nostre stanze, possiamo decidere di sfogare il peggio o il meglio di noi senza dover dimostrare nella pratica quotiana alcuna cosa.

    Il complimento puo’essere ambiguo, menzognero, ignorante, spesso è ingenuo. La qualità dello scrivere, del pensare, dell’essere è imprescindibile da ogni apprezzamento. Questo potrebbe esser un buon sentiero da seguire nella critica personale, si condividono spazi per una crescita personale, avere mille visite non è sinonimo di successo.

    Ovviamente non mi riferivo a Silvano o Antonella che hanno espresso un ottimo punto di vista.

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  12. E bravo Vincenzo che pian piano ci fa uscire allo scoperto.

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  13. @Silvano
    Giusto per precisare: io, il giorno dello sciopero, non ho dichiarato la mia non partecipazione, ho postato il giorno prima per attivare un dibattito, magari suggerendo dei parametri di riferimenti per altri. Forse anche questo non andava fatto, ma in ogni caso si tratta di qualcosa di differente dalla pura e semplice dichiarazione, fatta tra l'altro il giorno stesso. Non è un caso che nessuno è andato a postare commenti roventi sulle dichiarazioni di non sciopero, al contrario che sul mio post, ritenuto a torto o a ragione più pericoloso per le sorti dello storico sciopero.
    Detto questo, le tue osservazioni sono interessanti, una specie di socio-psicologia dei bloggers, che mi sento di condividere. Del resto, una piccola dose di narcisismo mi pare inevitabile.
    Nei miei intendimenti, provavo a fare un'analisi più circostanziata sull'evento "sciopero", ma, come è logico e bene che avvenga, nell'interloquire il discorso si allarga arricchendosi.
    Mi chiedo soltanto se ci sia qualcuno che mi possa dare una motivazione per la dichiarazione di non sciopero, perchè la cosa francamante mi incuriosisce.

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  14. @Antonella
    Se vuoi avere un mio giudizio, con Silvano ho trovato pane per i miei denti, è molto razionale come me, e forse è questo che ammiri in lui. Se è altro, non m'interessa :-D

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  15. @maria rosaria
    Mi pare di avere espresso chiaramente che era ovvio, per chi aderiva, dichiarare il proprio sciopero, come hai fatto tu, che hai tra l'altro avuto la bontà di non mordermi per la mia mancata partecipazione :-D

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  16. Detto tra noi, il tuo post sullo sciopero era interessante proprio perchè alla fine ha portato ad allargare il discorso a discutere del senso dei blog, della rete e delle piazze virtuali. Proprio in quanto piazze, personalmente non vedo nulla di male nemmeno in quei blog che magari fanno chiacchiericcio e dove i commenti sono sul tipo "ciao" "passo per un saluto" " buonanotte, buongiorno, ti voglio bene, come va? bacibacibaci..." io magari vado nel capanello di persone in fianco che parlano d'altro, ma sempre di piazza si tratta. C'è spazio per tutti, proprio come nelle defunte piazze reali (defunte almeno nelle grandi città).

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  17. @La mente persa
    Forse ti riferivi a me? :-D
    Naturalmente, scherzo.
    Comunque, io ne scrivo non perchè ne sia meravigliato, ma perchè anche un'analisi critica è qui lecita e forse anche opportuna. Se il fisiologico narcisismo che tutti noi in qualche misura condividiamo supera una certa soglia, io trovo che segnalarlo, senza personalizzare e quindi senza offendere qualcuno in particolare, ma riferendosi in generale ad uno stile, possa essere di qualche utilità.

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  18. nella fretta mi son dimenicato una n.

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  19. @Silvano
    Mi sono trovato già a dinfendere la diversità nei blogs, proprio perchè qui nessuno si deve ritenere il "maestro degli standards". Poi, ognuno di noi è libero di visitarli o di tenersene ben lontano. A me ad esempio, non dispiace frequentare blogs dove ci si occupa di riflessioni meno legate all'attualità rispetto a ciò che scrivo io.
    Certo che a volte si fanno proprio dei cattivi incontri andando per blogs, se incontri qualche tipo litigioso, senza sapere neanche come, ti ritrovi coinvolto: d'altra parte, se ti ingiuriano, non è così facile fare l'indifferente! :-D

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  20. In realtà io ho scioperato. Nel momento in cui si apre un post e non si mette solo l'immagine e basta e scrivi anche solo una parola cmq non scioeperi davvero oppure scioperi se stabiliamo che postare sul DDL Alfan dicendo che non lo si condivide e che non vogliamo essere imbavagliati, credo che sia scioperare; si posta ma non parlando di altre notizie ma solo di quel DDL;
    Credo che fosse fondamentale mostrare cmq una ferma volontà di manifestare contro quel DDL e quindi non postare nulla, postare solo l'mmagine e basta o postare sul tema in breve come anche ho fatto io, credo che poi si arrivi ad avere blogger che sono cmq legati da comune denominatore: dimostrare la compattezza contro un DDL vergognoso.

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  21. @Daniele
    Mi pare che ci siamo comportati in maniera simile: anch'io ho voluto esplicitamente manifestare la mia opposizione, e difatti mi riferivo a una tipologia diversa, ma forse sono troppo impiccione :-D

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  22. Sciopero non sciopero. Scopo ultimo era comunque richiamare l'attenzione sul decreto Alfano. Direi che in qualche maniera un po' di riflettori si sono accesi.

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  23. Io che non ho messo sul blog il logo e che non ho scritto post riguardanti lo sciopero pur essendo decisamente contro questa legge e assolutamente a favore del suo annullamento (ma si può annullare?) cosa sono un crumiro?

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  24. Io ho semplicemente fatto un post per esprimere il mio dissenso su questa legge. Secondo me è una sciocchezza litigare sul fatto che non tutti hanno messo loghi o altro. Alla fine, girovagando per la rete, sono stato soddisfatto perchè pochi si sono uniformati e ognuno a messo di suo.

    Ma non è una cosa bella?

    Poi sul fatto di alcuni bloggher che hanno scritto di non aderire, son d'accordo con te: potevano non dir nulla e andare avanti.

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  25. PS Silvano mi ha dato la possibilità di dire una cosa che penso da tempo, a tutti non dispiace di avere molte visite. Ma sinceramente di 5ooo visite al giorno solo perchè scrivo parole chiave riguardanti il sesso, oppure parlo di Berlusconi e Noemi,o ancora perchè posto foto di donne nude, non servono a nulla.

    Preferisco rimanere di nicchia ed essere coerente con me stesso e sperare di servire a qualcosa. Lo stesso equivale per i commenti.

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  26. @Alberto
    Questa tua sintesi te la invidio proprio: poche parole per sottolineare ciò che ti appare come l'essenziale, e su cui non posso che convenire con te. A volte mi chiedo se non dovrei anch'io risparmiare qualche parola di troppo, anche se il tentativo era quello di fare un'analisi più esauriente.

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  27. @Aldo
    Credo che nessuno oserà acccusarti, eppoi alla fine ci vogliamo tutti bene!

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  28. @inka
    Sai già, immagino, che sono d'accordo con te, e che in fondo mi sono comportato grosso modo come te. Nessuno di noi, almeno lo spero, si farà corrompere per avere più audience, ma, al solito, se si scrive qualcosa, si spera che qualcuno la legga. Poi sta alle capacità di equilibrio personale di non farne una gara e di mantenere il puro piacere di esprimere liberamente il proprio pensiero.

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  29. Io non ho aderito allo sciopero e ne ho spiegato le ragioni, ho aderito però alla protesta e l'ho fatto con un post contro il ddl Alfano.
    Non ho creduto che stare in silenzio fosse il modo migliore per protestare

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  30. @Matteo
    Rimango dell'opinione che la precisazione non fosse necessaria, bastava postare contro come alcuni di noi hanno fatto, senza esplicitamente mettere all'angolo quelli che, con i medesimi obiettivi, avevano scelto una forma diversa. Comunque, tu hai aggiunto le tue motivazioni inducendo un certo dibattito sul tuo stesso blog. Come dicevo, a me interessava la cosa in sè, a prescindere dai casi individuali.

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  31. Ritorno con piacere sull'argomento che hai sollevato alla vigilia dello "sciopero", cui ho aderito comunque tra molte perplessità. Incredibilmente, è stato il primo "sciopero" (avrei preferito fosse definito semplicemente "protesta") della mia vita: né all'università né nella mia successiva vita professionale ho mai scioperato e l'incrociare delle braccia l'ho sempre e soltanto subìto. È condivisibilissimo lo splendido commento di Silvano, se non che - e dice bene! - il blog è una sorta di diario on line, leggibile e fruibile da chiunque, e quindi non è quello chiuso con la chiavetta e riposto gelosamente sotto il materasso. Come faccio, allora, a protestare perché qualcuno vuole limitare la mia libertà di scrivere sul diario? A mio avviso, certo non riempiendo pagine e pagine di recriminazioni. Ma anche l'opzione di non annotare nulla - ora che ne sto scrivendo - mi pare una scelta peregrina.
    In realtà quel giorno, molto infantilmente, mi è venuta in soccorso una protesta messa in atto contro mia madre (avrò avuto forse 8 o 9 anni), la quale aveva deciso che i telefilm in bianco e nero di Perry Mason che passavano allora in TV (e dopo "Carosello"!), non facessero per me: ergo, dovevo andare a dormire. Per qualche giorno, finiti i compiti del pomeriggio, anziché mettermi a giocare, mi stendevo sul letto tipo morta, le braccia incrociate sul petto e gli occhi chiusi. Rinunciando a fare ciò che mi sarebbe tanto piaciuto fare (giocare), la spuntai e il martedì sera fu nuovamente mio e dell'avvocato del diavolo. Come allora, il 14 ho rinunciato a fare qualcosa che mi piace fare (postare), perché non venisse limitata la mia libertà. Ma è ben vero che il governo non è mia madre: era molto intelligente. Ed è altrettanto vero che, della nostra "protesta" se n'è strafregato alla grande. Hai ragione: una specie di "ruggito del topo"... ma tant'è...

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  32. @BC
    Forse ha ragione Alberto: alla fine un po' se n'è parlato, sciopero o non sciopero. Quel giorno un po' ne hanno parlato su Radiotre a Farehneit, la trasmissione pomeridiana sui libri.
    Dallo scettico che sono, temo che il motivo del poco che se n'è parlato sia più che altro perchè era coinvolto un giornalista di Repubblica...

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  33. Concordo in pieno con il commento di Silvano.

    Aggiungo che io ho avuto un blog dedicato all'attualità politico-sociale, fra agosto del 2006 e gennaio 2009. Poi, a causa dei troppi impegni, ho deciso di chiuderlo. Il mio interesse per la politica, però, non è venuto meno.
    Quando avevo quel blog, non ho mai pensato di "fare informazione", perché ovviamente non avevo gli strumenti per poter offrire notizie inedite. Il mio scopo era solo quello di riflettere in maniera autonoma sulle leggi e le decisioni politiche, e di mettere magari in risalto le opinioni dei giornalisti migliori, mostrando le contraddizioni e le faziosità dei venduti. Il mio scopo era solo critico, insomma.

    Dopo averlo chiuso, ho continuato con Oltre il cancello e ne sono felicissima. Ovviamente, visto il tipo di blog, non mi sono preoccupata dello sciopero.

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  34. @Romina
    Ecco, ora capisco come conciliare i tuoi commenti, sempre dettagliati e accurati, col tuo blog molto intimistico: è stata una tua scelta consapevole. Comunque, se volevi, potevi scioperare in ogni caso, e mi piace hce tu non abbia scioperato senza bisogno di spararlo sullo stesso tittolo di un post.

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