giovedì 3 settembre 2009

RUBRICA SETTIMANALE DI POLITICA INTERNA. N. 5

Questa settimana niente di davvero nuovo in politica interna. Del resto, in questo paese, non è che si capisca bene cosa sia la politica. Ormai, siamo costretti a parlare di questioni che riguardano il costume, il codice etico dei giornalisti, i dissidi di natura giuridica. Questo stesso dato di fatto conferma che oggi a politica stiamo davvero a zero, o sotto zero. Quando quello che dovrebbe essere il normale dibattito politico non riesce a dare soluzione e sbocco ai problemi che si producono nel suo stesso ambito, significa che già da un pezzo le parole e la loro capacità di esprimere istanze ed idee si sono esaurite, e non rimane che un mondo di menzogne e di rapporti di potere nelle sue varie forme.

Per quanto riguarda le note vicende partite dall’iniziativa di Feltri di coinvolgere Boffo in vicende discutibili, ho già postato. Qui vorrei solo riconfermare i tre punti che a questo proposito sollevavo, e che a mio parere non hanno smesso di essere attuali. Trovo alquanto strano, ma già da un pezzo ho smesso di sorprendermi, almeno in questi ambiti, che la grande stampa li ignori, ed anche andando tra blogs non ve ne ho trovato finora traccia. Mi soffermerò in particolare sugli ultimi due che coinvolgono i rapporti tra il signor F. (Feltri) e il signor B. (con questa abbreviazione sapete già tutti a chi mi riferisco).

Da una parte, il signor B., coerentemente col suo tirarsi fuori dall’attacco a Boffo, potrebbe dimostrare il suo dissenso licenziando Feltri.

Dall’altra Feltri, che con i suoi attacchi ha mostrato la sua sensibilità per comportamenti sessuali di personaggi pubblici, dovrebbe lui per primo chiedere conto e ragione al suo padrone dei di lui comportamenti, documentati aldilà di ogni ragionevole dubbio da foto, filmati ed audioregistrazioni di ogni tipo. Una chicca che forse non tutti tra voi conoscete, è che Feltri, per discolpare il signor B. dall’aver attentato alla virtù di alcune minorenni, ha tirato in ballo l’operazione alla prostata che il signor B. nel 1996 avrebbe subito, e che dovrebbe averlo, nella parole del signor F., reso impotente. Così, proprio il signor F., prima ancora delle giornaliste dell’Unità, dovrebbe essere chiamato a rispondere legalmente di tali affermazioni, che il signor B. ritiene pregiudizievoli della propria dignità.

Altre notizie della settimana riguardano lo stanco proseguo del dibattito tra i candidati alla segreteria del PD, da cui emerge un Marino in gran spolvero, almeno nelle parole di alcuni bloggers che ho letto. Su questo, posterò successivamente, anche considerando che sabato dovrebbe parlare anche Bersani.

12 commenti:

  1. A me, Marino non dispiace affatto, ma non sono così convinta della sua candidatura a segretario del partito.

    RispondiElimina
  2. Una chicca che forse non tutti tra voi conoscete, è che Feltri, per discolpare il signor B. dall’aver attentato alla virtù di alcune minorenni, ha tirato in ballo l’operazione alla prostata che il signor B. nel 1996 avrebbe subito, e che dovrebbe averlo, nella parole del signor F., reso impotente.

    Sapevo già di quest'imperdibile chicca. :D Comunque siamo in pochi a conoscere simili perle d'italico giornalismo e quindi è giusto metterle in luce il più possibile.
    Che dire? In un'affermazione del genere c'è tutto il signor F., tutt'intero come uomo e come "professionista". E non mi spiego oltre.

    Così, proprio il signor F., prima ancora delle giornaliste dell’Unità, dovrebbe essere chiamato a rispondere legalmente di tali affermazioni, che il signor B. ritiene pregiudizievoli della propria dignità.

    Esatto. Ma conosciamo bene la faccia di bronzo e l'assenza di dignità di certuni.

    Quanto al dibattito politico in generale, è vero che ormai non c'è più, almeno non degno di questo nome. La casta è sempre più autoreferenziale e tesa al mantenimento delle proprie posizioni di potere.

    RispondiElimina
  3. Lascio perdere il Pd che giudico un caso perso. Per quanto riguarda la vicenda del direttore dell'Avvenire avanzo l'ipotesi, è solo un'ipotesi, che ci possa esser stato da entrambe le parti l'interesse a "fare fuori" questo personaggio e forse per una guerre interna alla chiesa, la segreteria di stato vaticana abbia approfittato per allontanare un uomo che forse non godeva delle sue simpatie (pur stigmatizzando ufficialmente l'accaduto) suggerendogli cortesemente di dimettersi. Suggerimento (forse qualcosa di più) che è stato guarda caso prontamente accolto.
    D'altra parte può darsi che Feltri, che non è certo Montanelli ma non è stupido, abbia fiutato questo attrito in ambienti vaticani e ne abbia approfittato per screditare la parte più debole, rea di aver attaccato il suo leader.
    Insomma, Feltri da vero marpione avrebbe colto due piccioni con una fava: da un lato avrebbe accontentato il suo padrone, levandogli di torno un "critico", dall'altro avrebbe fatto un favore ad ambienti vaticani eliminando un candidato un po' troppo "invadente". E infatti non si può dire che il Vaticano (e parlo della segreteria, non della Cei) si sia stracciato propriamente le vesti per l'accusa di Feltri.

    Ripeto, è solo un'ipotesi non dimostrata, però sembra verosimile.

    RispondiElimina
  4. @Angelo Azzurro
    Ben tornata su questo blog!
    Su Marino, conto di scrivere più dettagliatamente, vedremo se qualcosa di quello che dirò, potrà esserti utile :)

    RispondiElimina
  5. @Romina
    La casta dici...certo, ma purtroppo l'infezione si è rapidamente propagata in un tessuto civile in gran parte privo di anticorpi, anzi ben predisposto ad assumere simili infezioni. Quello che mi pare di osservare è che sarebbe vano coinvolgere il popolo per salvare il paese. Qui, se c'è qualcuno che si consideri in qualche modo "uomo di buona volontà" e abbia mezzi, anche finanziari, per intervenire, che intervenga: il popolo, come spesso accade nella storia, seguirà.

    RispondiElimina
  6. @Matteo
    Devo dire che, per mia negligenza, al momento di scrivere il post ignoravo ancora le dimissioni di Boffo. La tua interpretazione mi pare ragionevole, e del resto nel precedente post a questo argomento, avevo aggiunto un commento in cui sottolineavo le voci riguardo un regolamento di conti interno alla Chiesa. Le ultime notizie tendono a confermarlo. L'unica cosa che mi disturba, perchè non ne capisco il senso, è che questo invito a dimettersi sia venuto per primo da chi non ci si aspetta, dal vescovo di Trapani che sembrerebbe un fiero oppositore del signor B., diciamo dell'ala sinistra della Chiesa, mentre se la manovra, come sembrerebbe lecito supporre, viene da Bertone, si creerebbe uno strano connubbio tra destra e sinistra. Sarà che non posseggo la fine mente degli strateghi vaticani...

    RispondiElimina
  7. Onestamente mi interessano poco le schermaglie in questione.Ma non per negligenza o ignoranza...è che hanno davvero stufato!
    Tengono gli occhi puntati su questo e intanto i problemi seri restano in stallo.
    Ma anche il Vaticano...ma basta!

    RispondiElimina
  8. Il Cav. non può silurare Feltri... E' un modo ipocrita e fasullo per dimostrare che lui lascia liberi i suoi "servi" di criticarlo e di fare "inchieste" che lui non "condivide"......

    Su Marino ed il PD.... passo, non vedo luce in quel tunnel.

    Ciao
    Daniele

    RispondiElimina
  9. @Daniele
    Chiami allora Mauro a fare il Direttore de "Il Giornale", sarebbe un'idea niente male eh, per dimostrare la sua tolleranza :-D

    RispondiElimina
  10. L'ipotesi di Matteo mi pare sensata, anche a me rimane il dubbio sull'invito a dimettersi partito dal vescovo di Trapani...
    Certo che questa politica ridotta a gossip simboleggia sempre di più la deriva del nostro bel paese.

    RispondiElimina
  11. @Gio
    Sì, anch'io la condivido anche se non tutto è chiaro, ma forse ciò dipende dall'ignoranza dei dati preliminari,e cioè degli effettivi equilibri di potere all'interno della Chiesa.

    RispondiElimina