sabato 28 aprile 2012

CHE DELUSIONE FASSINA DA SANTORO!

Ho trovato proprio deludente Fassina, il responsabile economico del PD, nell'ultima puntata di "Servizio Pubblico". Davvero, diventa sempre più difficile trovare qualcosa di buono nel PD, questo Fassina, descritto come un pericoloso estremista di sinistra da parte dell'ala destra del suo stesso partito, mi è in realtà apparso come un Bersani in piccolo, in piccolo da tutti i punti di vista. 
Bersani ha una sua personale fascinazione nell'esposizione, questa sua cultura dell'Emilia profonda, di chi ha un substrato culturale a cui fare riferimento. Poi, naturalmente, le posizioni politiche di Bersani non le condivido per niente, ma devo ammettere che una sua abilità oratoria il Bersani senza dubbio la ha. Fassina al contrario, non solo finisce col dire le identiche cose del suo segretario, ma le dice anche male. 
Il punto peggiore è stato quando Fassina, per difendere la pronta accettazione del fiscal compact con la rapidissima modifica dell'articolo 81 della nostra costituzione, ha fatto una distinzione tra economia e politica. Per lui, questo atto, inaccettabile da un punto di vista sttrettamente economico, in aperto contrasto con le scelte dello stesso PD, erano invece giustificate su un piano politico, dove per politico egli intende "convincere i tedeschi". 
La cosa appare paradossale, e del resto mi pare che mai come oggi si faccia un uso così disinvolto e a volte davvero incomprensibile del termine "politica". La politica è decidere l'economia, si chiama appunto economia politica, ed invece la politica viene derubricata a una specie di tattica, di procedura semplicemente finalizzata a raggiungere un obiettivo economico che a quanto pare per costui non merita di essere considerato politico.
E' mancato da parte sua, come del resto da parte di tutti gli intervenuti, conduttore incluso, l'inquadramento dell'attuale crisi in europa nel contesto generale. Fassina si è spinto fino al punto di parlare di due distinte crisi, la prima quella del 2008 che prese avvio con il fallimento della Lehamn brothers, mentre ce ne sarebbe una seconda, evidentemente distinta dalla prima, che sarebbe quella attuale...

Ora, soprattutto per il maggiore responsabile del maggior partito italiano, almeno in base ai sondaggi, è di estrema gravità questo separare quelli che con tutta evidenza sono due fasi della stessa crisi, perchè la crisi è in effetti una ed una sola, e non è nata in europa. 
Per colpa di una classe politica europea che definire modesta è usare un eufemismo, i paesi anglosassoni, i veri responsabili della crisi ed anche coloro che stanno proprio sul ciglio del burrone, esposti più e prima di tutti gli altri paesi, sono riusciti a scaricare proprio sulla nostra europa gli aspetti più concreti della crisi intesi come condizioni di vita delle persone. 
Seppure non mi sogno neanche di difendere la merkel, tuttavia devo specificare due aspetti. 
Il primo è che la Merkel l'ha avuta vinta, almeno finora, per l'arrendevolezza degli altri, per quelli che come Fassina credono che si possa trovare la soluzione alla crisi assecondando i tedeschi quando sbagliano in una procedura che somiglia al prenderli in giro: spesso, queste presunte furbizie si tramutano in danni per chi li pratica. 
Il secondo aspetto è quello che dicevo prima, che la crisi è nata negli USA e nel Regno Unito, e che gli errori della Merkel non stanno all'origine della crisi, ma nell'assumere un atteggiamento francamente incomprensibile di fronte a questa crisi importata. 
Tornando a Fassina, trovo così grave questo suo vedere due distinte crisi perchè così sembrerebbe che sia sufficiente aumentare la liquidità in europa, ed infatti egli invoca come il suo capo gli eurobonds, per uscirne. 
A mio parere, gli eurobonds non serviranno a nulla, come del resto non sono serviti quasi a nulla i mille miliardi regalati dalla BCE alle banche europee. Per scaricare la crisi ai paesi che l'hanno causata, può servire solo che la BCE sia prestatore di ultimna istanza, che insomma l'europa si comporti come fanno tutti i paesi del mondo, con una banca centrale che si sa essere in grado di difendere il proprio paese qualunque sia la violenza degli speculatori, avendo mezzi illimitati. Nel caso degli eurobonds, essendo mezzi limitati, la speculazione potrà continuare a martellare senza che noi ci si riesca a difendersi. 
Tuttavia, deve essere comunque chiaro che nel quadro complessivo della crisi ormai in corso da ben quattro anni, l'europa può al massimo spostare su altri i disagi della crisi, ma si tratta comunque di una fase temporanea perchè prima o poi non si potrà più nascondere e rinviare il fallimento del sistema bancario globale. 
Per non bloccare il commercio mondiale, occorrerebbero decisioni ben più coraggiose, ma Fassina e quelli come lui sono troppo impegnati a tentare di fregare i tedeschi.

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