mercoledì 20 maggio 2009

LE MIGRAZIONI (PARTE TERZA)

I dati che Aleph c’ha gentilmente fornito, mi sollecita a un ulteriore intervento.
Dirò preliminarmente che ho provato a consultare direttamente il dossier citato, ma purtroppo non l’hanno reso disponibile in rete, è necessario acquistare il libro (e soprattutto leggerlo…): dobbiamo contentarci della sintesi giornalistica di Repubblica che ritroviamo nel commento di Aleph.
La prima cosa che mi ha colpito dell’articolo, lo confesso, è l’espressione “entrambi i genitori stranieri”: possibile che il giornalista ignori che in italiano dovrebbe dirsi “genitori entrambi stranieri”? E’ una questione di chiarezza, l’entrambi deve riferirsi a stranieri, non a genitori. Mah, magari in un tema in classe qualche insegnante l’avrebbe segnato, ma a un signor giornalista lo perdoniamo…
Andiamo alle cose serie. Dunque, alcuni numeri ci sono, magari non tutti quelli che servirebbero, altri li ho estrapolati di persona, e infine altri li ho appresi da una trasmissione Tv (e poi parlo male della Tv…).
Sul totale di circa 4 milioni di immigrati regolari o regolarizzabili, gli africani sono circa 920.000. Di questi poi, più di metà vengono dal Nord Africa, dall’Africa araba. Dall’Africa nera, non dovrebbero esserci più di 400.000 presenze, probabilmente un po’ meno (350.000 ?). Perché tento di quantificare questa tipologia di immigrati? Perché i miei post erano rivolti proprio a quei casi di migranti che giungono alla costa libica attraverso il deserto, provenendo da paesi più a sud. Per quanto ne posso dedurre, si tratta di una fascia sub-sahariana che attraversa tutto il continente da ovest ad est. E’ questa la tipologia statisticamente prevalente tra i migranti via mare che partono dalla Libia per sbarcare prevalentemente sulle coste delle isole Pelagie. Queste migrazioni sembra che nel 2008 abbiano coinvolto circa 20.000 persone, mentre l’anno precedente (2007) soltanto 10.000. Quindi, il numero che avevo azzardato, meno di 50.000, è perfino sovrastimato. Probabilmente, i casi realmente disperati sono significativamente minori, ma consideriamo pure per prudenza una media di 30.000 arrivi l’anno.
Adesso, è evidente a tutti che un numero di arrivi di veri disperati che non possiamo, come dicevo, dissuadere, ma solo mandare verso una morte quasi certa, rappresenterebbe una percentuale dello 0,05% dell’intera popolazione italiana, e circa lo 0,75% del totale di immigrati presenti in Italia. Questi numeri non alterano in maniera significativa la situazione demografica italiana, costituiscono quindi un’inapprezzabile alterazione della nostra popolazione.
Rimane il problema di stabilire dei criteri in qualche misura obiettivi per valutare il numero augurabile di abitanti che l’Italia debba avere. Molti dicono che gli attuali 61 milioni sono troppi, ma non mi pare che portino argomentazioni per sostenere questa tesi, a meno di considerare un’argomentazione dire che le città sono affollate, o impressioni soggettive di questo tipo. Ricordo come, oltre che al numero complessivo di abitanti, sia necessario considerare l’andamento demografico in funzione dell’età.
Spero prossimamente di scrivere su questo blog su alcuni dei problemi italiani, mostrando come essi siano annosi e causati da una classe dirigente incapace e corrotta, e che non possono essere attribuiti al fenomeno dell’immigrazione.

14 commenti:

  1. E' sempre interessante leggere i tuoi post,Vincenzo. Sono di stimolo a qualche doverosa riflessione... il che non può farci che bene!
    Saluti

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  2. E per essere più precisi teniamo presente che i 'clandestini' dovuti agli sbarchi sono poco meno del 20%.
    Gli altri arrivano in italia con permessi per studio o turistici e ci rimangono dopo la scadenza dei visti. Ciao Vin

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  3. Molto interessante questa ricerca che hai fatto, Vincenzo, con il supporto di Aleph.
    La rabbia viene quando questi dati ci vengono forniti da persone colte e volonterose, ma MAI dalla informazione ufficiale. Lo so che è ovvio, ma è difficile accettarlo.
    Quindi, un grande grazie a te, Vincenzo!
    Ciao,
    Lara

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  4. @Angelo azzurro
    Grazie: stavolta devo molto anche alla Aleph :)

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  5. @aleph
    Per chi non lo sapesse, oggi non è più obbligatorio andare all'ufficio stranieri per chi inviti dall'estero: rimangono tutti gli altri obblighi, ma questo l'hanno tolto. Naturalmente, è un fastidio in meno, ma mi chiedo perchè un governo con questa politica verso l'immigrazione, l'abbia fatto...non ho risposte...

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  6. @Lara
    Il punto mi pare è perchè si adotti un determinato provvedimento. Se devi risolvere un problema, hai bisogno di dati circostanziati, se devi solo mandare un messaggio politico al tuo elettorato, i dati sono ovviamente superflui!

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  7. Grazie per i dati, questa è una bella lezione su come una certa politica pensi solo alla retorica e al populismo.

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  8. E' un piacere leggerti, la questione è attuale, invece di fare campagna elettorale giocando sulla paura del diverso...sarebbe bene analizzare il problema e trovare soluzioni giuste ed eque per tutti.

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  9. @Gio
    Tanto elettoralmente gli frutta sempre...

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  10. @La signora in rosso
    La campagna elettorale è per loro l'unica cosa davvero importante...purtroppo.

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  11. lo so, ma bisogna pure controbattere quando ti trovi i "seguaci" dinnanzi :)

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  12. @Gio
    Nel nostro piccolo, tentiamo di fare del nostro meglio: dell'opposizione ufficiale non può dirsi lo stesso.

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  13. E' un gioco politico vergognoso, che ci spinge gli uni contro gli altri, il problema non sono gli immigrati, di problemi ne abbiamo ben piu' gravi,solo nel nostro paese si parla in questi termini... mentre negli altri paesi si fanno poliche di integrazione, qui si respingono in mare ...senza pietà...
    Un bacio
    Ornella

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  14. @Ornella
    Soprattutto, è insopportabile il carico di ideologie discriminatorie e razziste che l'accompagnano. Creano un sentire comune che mi ripugna e che ritengo pericoloso per una convivenza democratica. Un caro saluto!

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