Avrei voluto postare ieri sugli avvenimenti di avantieri, che mi sono sembrati molto significativi sulla situazione che si va sviluppando all’interno del PDL e della maggioranza. Il primo fatto è quello che occupa da due giorni le prime pagine dei quotidiani, riguardante la dichiarazione di Tremonti sul posto fisso. L’altro è costituito da una notizia che ho sentito al GR3 di avantieri pomeriggio di una dichiarazione di Gianni Letta che, pur senza minimamente citare il signor B., per i suoi contenuti non può che apparire critica nei suoi confronti. Ho tentato ieri di rintracciare questa notizia sul web: niente, introvabile. Ciò getta una luce sinistra sulla capacità del sistema informativo di oscurare selettivamente l’informazione.
Se diamo per confermate queste due notizie, ma anche in base alla sola dichiarazione di Tremonti, mi sembra si possa facilmente affermare che le acque all’interno del PDL si stiano in qualche modo muovendo.
Se fosse confermato che Letta abbia rilasciato dichiarazioni esplicite su temi di grande interesse politico, questa di per sé costituirebbe una importantissima notizia, data la natura del personaggio. La sua consueta e proverbiale riservatezza, e la sua estrema prudenza farebbero apparire un suo uscire allo scoperto come un atto addirittura clamoroso per la sua rarità, e che quindi non potrebbe non assumere un enorme significato simbolico, un segnale lanciato a chi di dovere, una specie di invito verso un nuovo equilibrio di poteri nell’altrimenti immobile trama di potere italiana.
Lasciamo ora da parte Letta, visto che questa notizia appare molto vaga ed alquanto incerta addirittura.
Vediamo l’altra notizia che sicura invece è. Si tratta della dichiarazione di Tremonti.
Ieri ho letto qualcosa andando per blogs, e mi pare che il modo in cui viene affrontata la questione sia inadeguato. Difatti, si entra nel merito della dichiarazione che, per la sua genericità, non implica alcun atto politico, né alcuna conseguenza normativa, e quindi nessun effetto concreto. Dovrebbe essere a tutti chiaro che si tratta solo di un atto simbolico, e pertanto da spendere nel campo degli equilibri parlamentari e partitici.
Analogamente, seguendo stamane la rassegna stampa su Radio 3, non riesco a capire la logica con cui la stampa affronta la questione. In pratica, i giornalisti tentano di capire quali siano le conseguenze della dichiarazione. Il punto essenziale mi pare piuttosto il motivo per cui Tremonti ha fatto questa dichiarazione. Senza affrontare questo aspetto, non si potrà neanche prevederne gli sviluppi, giacchè gli interlocutori di Tremonti colgono quell’aspetto simbolico, e rispetto ad esso si posizioneranno.
La dichiarazione sul posto fisso ha a mio parere il significato simbolico di smarcamento dal signor B. e quindi è come se Tremonti si ponesse all’interno del PDL come un’alternativa all’attuale leader, similmente direi a quanto avvenuto con Fini alcune settimane fa, seppure con modalità del tutto differenti. Tant’è, che il signor B., proprio per neutralizzare questo smarcamento, si è affrettato a condividere questa dichiarazione, così generica da non generare in sé effetti pratici, in tal modo depotenziando la presa di distanza di Tremonti. E’ anche ovvio che questa necessità di inseguire Tremonti, abbia irritato il signor B., che potrebbe licenziare il ministro, ma ciò acuirebbe, da una parte i malumori nel PDL, dall’altra, visti i rapporti strettissimi che intercorrono tra Tremonti e la Lega, igli stessi rapporti tra PDL e Lega all’interno della maggioranza.
Se quindi sommassimo assieme gli atti politici di Fini, di Tremonti e quello eventuale di Gianni Letta, avremmo un bel po’ di agitazione all’interno del PDL, una condizione propizia, anche se tutt’altro che scontata, per un ridimensionamento del signor B. Siamo finalmente alla svolta che tanti di noi attendono impazientemente da troppo tempo? Vedremo, ma segnali univoci di un’accelerazione si avvertono chiaramente.