mercoledì 12 agosto 2009

SULLE GABBIE SALARIALI

Sulla questione delle riproposte gabbie salariali, ho letto diverse cose, tranne però su un aspetto di fondo, che è stato inspiegabilmente trascurato.

Si tratta di questo. La Lega che ha avanzato questa proposta, la motiva col differente costo della vita tra Sud e Nord. Ebbene, non dovremmo forse chiederci perché viene pagato uno stipendio a un lavoratore dipendente? Perché, se ce lo chiedessimo, dovremmo, mi pare, convenire sul fatto che lo stipendio è il controvalore per la prestazione lavorativa. Qui, non stiamo parlando di una pensione sociale, il cui fine è appunto quello di permettere il sostentamento a chi non ha altri mezzi di sussistenza. No, per i lavoratori salariati, il salario corrisponde a una valutazione della prestazione fornita. Così almeno dovrebbe essere, e quest’aspetto formale non può essere ignorato: io vengo pagato un tot perché fornisco una prestazione di questo valore. Così, se io svolgo una determinata mansione al sud, devo necessariamente essere pagato quanto un lavoratore che svolga analoga mansione al nord, salvo che esista un motivo accertato aldilà di ogni ragionevole dubbio che io svolga un lavoro valutabile meno rispetto al collega del nord.

Mi si potrebbe obiettare che esiste un meccanismo di rivalutazione automatica del salario al costo della vita, e che quindi su questa rivalutazione si possa conteggiare un differente incremento del costo della vita. Tuttavia, questa obiezione risulta infondata, dal momento che questo meccanismo è stato scelto, ove esistente, dalla legislazione vigente per evitare una continua ricontrattazione del salario. Anche, in fondo, considerare un uguale salario per lavoratori differenti che svolgano uguali mansioni è una scelta legislativa, giustificabile, visto che si tratta di una legge nazionale, solo se applicata sull’intero territorio nazionale. Una volta che il legislatore volesse discriminare geograficamente all’interno del proprio territorio nazionale, tutti i meccanismi automatici perdono valore, e credo che giuridicamente il lavoratore possa rivendicare di avere valutato il proprio lavoro individualmente: fossi anche io l’unico lavoratore efficiente dell’intero sud, non capisco come mi si possa obbligare a dovere subire la sorte di lavoratori “fannulloni”, solo perché operanti nella mia stessa zona geografica, permettendo a lavoratori “fannulloni” del nord di godere i frutti di trovarsi nella zona giusta d’Italia.

Ho citato e mi sono soffermato su questo problema giuridico perché non ho letto nulla di simile: potrei ancora citare il caso di chi lavora in una città, e risiede in un’altra, magari attraversando nei suoi spostamenti quotidiani il confine tra due differenti zone salariali. E ancora, quella che è risultata l’obiezione più frequentata, le differenze nel costo della vita tra due paesi a breve distanza tra loro, e perfino tra due differenti quartieri della stessa città.

Ma non importa, ai nostri governanti la plausibilità giuridica e l’attuabilità tecnica del provvedimento che caldeggiano, come non importa nulla la rilevanza negli scarti che si verrebbero a determinare tra una zona salariale e l’altra. L’importante in tutta questa faccenda è soltanto l’elemento simbolico, nell’affermare ancora una volta l’esistenza di due differenti Italie, senza neanche rendersi conto delle potenzialità esplosive che questa ideologia razzista e discriminatoria può avere per il nostro prossimo futuro: nostro, intendo sia del nord che del sud.

14 commenti:

  1. Mi chiedo perchè, da ingenuo, questi ragionamenti chiari, condivisibili ed
    esplicativi non vengano recepiti da chi occupa
    indegnamente certe poltrone.

    RispondiElimina
  2. Questa è un'altra prova di ciò cui mira veramente la Lega, senza dirlo esplicitamente.

    Scommetto che, fra pochi giorni, sentiremo qualche altra amena proposta volta a spaccare ulteriormente il Paese, e anche, fatto non trascurabile, ad esacerbare gli animi e a creare ulteriore risentimento fra nord e sud.
    La Lega, infatti, esiste finché riesce a dividere, a creare conflitto e dicotomie, ad assecondare una certa cultura esistente da sempre qui al nord.
    Questi sono i suoi scopi, queste le linee della sua politica, sempre se così possiamo chiamarla.

    C'è da dire che, sulla questione delle gabbie salariali, la Lega sembra per il momento isolata. Eppure bisogna stare attenti, perché tutta la classe politica, nel suo complesso e a parte poche e ovvie eccezioni, è inaffidabile e autoreferenziale, tesa solo al mantenimento di posti e di privilegi di casta. Comprese le più alte cariche dello Stato.

    RispondiElimina
  3. @Aldo
    Perchè viviamo nel mondo dell'immagine, della manipolazione deliberata della realtà, facendone addirittura un'arte: la contesa tutta giocata attraverso gesti simbolici, con l'unico scopo di ottenerne un consenso e un personale successo politico, ignorandone ricadute obiettive e prolungate nel tempo.

    RispondiElimina
  4. @Romina
    Isolata non mi pare veramente, considerando che il signor B. ha già piegato per l'ennesima volta la schiena, seguendola pedissequamente. Mi ha colpito questo legare il salario al costo della vita, come se ai lavoratori dipendenti spettasse un obolo perchè sopravvivino.

    RispondiElimina
  5. Quello che non capisco è perchè ci si tenga tanto a voler spaccare il Paese.Anche Lombardo mi pare voglia andare nella stessa direzione, o no?

    RispondiElimina
  6. creare differenze per ricattare meglio, invece di risolvere i problemi!
    Mi piaceva molto l'analisi di qualche anno fa, fatta da Prodi che diceva soltanto attivando risorse per sviluppare il turismo, il paesaggio è la grande risorsa del mezzogiorno, possiamo risollevare le sorti del merdione, altro che rilegarlo ancora nella fascia B del paese! La proposta della lega è fumo negli occhi, per metterci gli uni contro gli altri!

    RispondiElimina
  7. Vincenzo Cucinotta@
    Isolata non mi pare veramente, considerando che il signor B. ha già piegato per l'ennesima volta la schiena, seguendola pedissequamente.

    Ma infatti, nel mio commento, ho scritto "per il momento". Ovvio che poi Berlusconi si pieghi e non solo Berlusconi. Ovvio che poi Berlusconi prima dica una cosa e il momento dopo la smentisca; non c'è neppure bisogno di sottolinearlo. Accadrà di nuovo, tutti i giorni. E' la sua strategia e può abusarne finché vuole perché ai suoi elettori del nord e del sud sta bene così.

    Ma il problema è sempre quello: troppe persone hanno sbagliato a sottovalutare la Lega e a considerarla un fenomeno pittoresco. Troppi opinionisti hanno gettato fumo negli occhi ai cittadini, e adesso ne paghiamo le conseguenze.

    RispondiElimina
  8. Vincenzo Cucinotta@
    Mi ha colpito questo legare il salario al costo della vita, come se ai lavoratori dipendenti spettasse un obolo perchè sopravvivino.

    Infatti questo è gravissimo perché testimonia in che considerazione sono tenuti i lavoratori, e in che direzione si è andato e continua ad andare il mercato del lavoro in generale.

    Qui è in gioco sia la questione della lacerazione del Paese nord/sud, sia la questione più generale delle condizioni dei lavoratori.
    Fra l'altro, le nuove povertà sono utilissime perché forniscono manodopera a bassissimo costo e disposta a tutto pur di guadagnare qualcosa.

    I signori razzisti della Lega, ad esempio, che tuonano tanto contro gli immigrati, sono i primi, con le loro minuscole fabbrichette e impresucce, ad avere bisogno di disperati poverissimi costretti ad accettare di lavorare a qualsiasi condizione.

    Le grandi ricchezze, del resto, sono possibili solo a fronte di grandi povertà.
    Questa è gente che ha interesse a spingere sulle divisioni e a lacerare il tessuto sociale, a creare una guerra fra poveri e far estinguere il sentimento di solidarietà sociale.

    Il discorso sarebbe lungo, ma comunque ci siamo capiti.

    Saluti e buona giornata. :)

    RispondiElimina
  9. e in che direzione si è andato e continua ad andare il mercato del lavoro in generale.

    Il "si" non c'entra, mi scuso per il refuso. :)

    RispondiElimina
  10. @kinnie51
    La mia personale opinione è che, malgrado le apparenze e le dichiarazioni, sia tutto un tira e molla per avere la coperta troppo corta per sè stessi. Quello che più mi preoccupa non è tanto la volontà deliberata dei protagonisti, quanto le conseguenze indotte inconsapevolmente che potrebbero travolgere anche loro, oltre tutti noi, ovviamente.

    RispondiElimina
  11. @la signora in rosso
    Io che al sud ci vivo, mi rendo conto di come esista una cultura sedimentatasi nel corso del tempo, e che trova alimento e rinforzo nel fatto di risultare vincente. Qui, purtroppo, la carta vincente rimane la conoscenza personale, la raccomandazione, il barattare il voto per qualche vantaggio personale contingente. Finchè rimane questo costume dei politici, la gente vi si adeguerà, perchè l'uomo è un animale adattabile, e non vive di astratti principi etici, come pensava Kant. Per questo, io dico nel mio libro che la morale dipende dalla politica, e non il contrario come molti hanno detto erroneamente.

    RispondiElimina
  12. @Romina
    Dividere è più facile che unire: purtroppo, è così e solo con l'intelligenza si può capovolgere quest'ordine, ma di intelligenza purtroppo se ne vede ben poca in giro.

    RispondiElimina
  13. Finalmente qualcuno lo dice!
    Il lavoratore presta un servizio, proprio come l'imprenditore che mette a disposizione dei macchinari, per questo merita un compenso adeguato alle ore spese in azienda e che gli assicuri una vita dignitosa.
    Questo è il solito attacco della Lega al buon senso degli italiani, purtroppo in questa guerra tra poveri, raccolgono pure dei consensi!

    RispondiElimina
  14. @Gio
    Ogni volta che penso al potere e al consenso crescente della Lega, del fatto che ormai perfino nella rossissima Emilia Romagna, considerata fino a ieri un'inespugnabile cittadella della sinistra, essi comincino a ricevere consensi significativi, penso alla dabenaggine dei dirigenti ex-PCI, i dirigenti del PDS poi DS, alla loro incapacità di uscire dalle piccole logiche ed equilibrismi di una politica tutta centrata sul fregare gli altri, e prima di tutti del tuo compagno di partito.

    RispondiElimina