giovedì 6 agosto 2009

RUBRICA SETTIMANALE POLITICA INTERNA: N. 1

L'analisi che facevo la settimana passata mi pare viene confermata anche dalle notizie di questi ultimi giorni. La lega adesso attacca la bandiera italiana, chiedendo di accostarla a bandiere regionali del tutto inventate: un localismo che, in mancanza di dati esistenti, viene inventato di sana pianta. Mi chiedo a questo punto dove questi vadano a parare, e, allo stesso modo, dove vadano a parare tutti gli altri attori. Questi fautori del partito del sud, ad esempio, esprimono anch'essi un obiettivo chiaro? In caso contrario, sono in grado di valutare tutte le conseguenze dei loro atti, fossero anche solo minacciose dichiarazioni?
E in tutto questo, lasciando da parte il signor B., che pare contare meno di nulla in questi giorni (vedi anche quel famoso saltafossi di Paolo Guzzanti com'è saltato oggi!), e che becca solo sberle, da Tremonti prima, poi dalla figlia Barbara, poi dalle regioni, insomma a tutto campo, cosa fa il Capo dello Stato? Che Napolitano abbia chiesto di tacere sulle faccende a sfondo sessuale del signor B. non è un'opinione, è un fatto, sono dichiarazioni ufficiali,e come tali a tutti note. Il Presidente ritiene di dovere svolgere un ruolo politico, come la Costituzione gli impone, o pensa di potere sgaiattolare dalle propria responsabilità? Non si ritiene in grado di indirizzare un chiaro appello alla nazione, del tipo che certi comportamenti di uomini pubblici non possono essere tollerati, oppure dobbiamo ritenere che egli pensi che quello che il signor B. ha fatto è tutto lecito?
Ritiene di essere il primo garante dell'unità nazionale e quindi di dovere rimbeccare puntualmente ed inesorabilmente il leghista pirla di turno, o anche il sudista in odore di mafia di turno, oppure sceglie di starsene sotto le coperte, tanto a me chi me la fa fare?
C'è infine qualcuno in questo paese che ritiene, sulla base di un'autorità che gli viene riconosciuta, fosse anche soltanto di tipo morale, di dare del pirla razzista a chi pirla razzista è per propria stessa ammissione?
La mia opinione, che lascio aperta e soggetta a sviluppi e modifiche quando elementi oggi al gran pubblico ignoti verranno alla luce, è che è un tutto un tirare la coperta dalla propria parte, una tattica sul cadavere prossimo venturo del signor B., senza alcuna capacità di prevedere le implicazioni di lungo periodo che tali mosse tattiche mettono in atto.
Come ho ripetutamente detto, questo lento disfacimento del potere del signor B., che si sta lasciando cuocere senza avere l'accortezza di tirarsi da parte ci costerà carissimo, ed oggi come oggi non mi sento di escludere che a forza di bluff leghisti e sudisti vari, qui si vada davvero alla separazione dell'Italia. C'è qualcuno che si sta preparando a situazioni di secessione, forse anche armata? Chi ha in questo momento il reale controllo delle forze armate?
Questi pirla irresponsabili giocano col fuoco senza sapere che il fuoco brucia, e divampa diventando in un batter d'occhio un incendio e una tempesta di fuoco.
L'ultimo pensierino lo dedico ai pirla del PD, i pirla più DOC in assoluto. Chiederei al quel genio di Chiamparino cosa ne pensa delle ultime iniziative della Lega, se, in base alla logica che ha da tempo esternato che esiste un problema del Nord, non ritiene anche lui di chiedere che ci sia anche la bandiera di Torino: se si deve inseguire la Lega, che lo si faccia sino in fondo. Egli fino a che punto è pronto a farlo? E che fine ha fatto il problema del governatore della Campania Basssolino? Nessuno che gli chieda più conto e ragione, ad avallare la correttezza dal punto di vista del suo tornaconto della sua scelta di non lasciare la poltrona? Ma di che si dibatte in questa campagna per l'elezione del nuovo segretario? Niente discussioni sulle elezioni, niente sulle cavolate che hanno portato il PD ad avere meno suffraggi di quelli avuti da una sola delle due forze che hanno concorso a costituirlo, niente sugli uomini, nè sugli episodi.
Niente mi pare anche sulla gravità della situazione politica. Diciamolo: che persone inutili a sè stessi ed agli altri!

30 commenti:

  1. La tua disamina è amara, ma purtroppo realistica. L'enigma è immaginare l'Italia post Berlusconi. Un filo di ottimismo innato mi fa sperare che più giù di così non sia possibile, però se avanti questa Lega, meglio emigrare . . . visto che l'Islanda me l'hai bocciata, va bene la Nuova Zelanda?

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  2. Da quando hanno tolto l'Ici si respira nell'aria l'idea di un sistema fiscale diverso da regione a regione. La gente però guardava solo al vantaggio dell'esclusione dall'Ici.

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  3. hai fatto caso che sui giornali c'erano articoloni che parlavano di questo disegno di legge (perchè è solo un disegno di legge) presentato dai leghisti e invece c'era solo un trafiletto sui 5 operai che se ne stanno da giorni su una gru per protestare contro i licenziamenti che verrano messi in atto prossimamente?????

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  4. Benchè io sia un italiano qualsiasi e non "mi viene riconosciuta alcuna autorità" dò tranquillamente del "pirla" - voglio essere educato - a nordisti e sudisti del PD e del PDL
    Ci sarà un motivo per cui mi viene in mente la "secessione" in America di oltre 140 anni fa nata soprattutto per questioni razziali?

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  5. @Lucien
    Vada pure per la Nuova Zelanda :-D
    Per quanto mi riguarda, ho un invito in Francia in caso di espatrio. Solo, devo far presto, prima che quanto rimarrà dell'Italia verrà espluso dalla UE...

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  6. @Gio
    E io ci rimango fregato... Chissà che tipo di permesso tra poco ci richiederanno per trasferire la residenza da una regione all'altra :-D

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  7. @zefirina
    Beh, un po' di attenzione mediatica c'è sugli operai, è già un miracolo. Senza altre iniziative operaie, mi sa che non hanno speranza però...

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  8. @Aldo
    Le tragedie dell'umanità a volte nascono dalle farse più ignobili, purtroppo...

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  9. Vincenzo Cucinotta@ La lega adesso attacca la bandiera italiana, chiedendo di accostarla a bandiere regionali del tutto inventate: un localismo che, in mancanza di dati esistenti, viene inventato di sana pianta. Mi chiedo a questo punto dove questi vadano a parare, e, allo stesso modo, dove vadano a parare tutti gli altri attori.

    La Lega vuole andare a parare da una parte ben precisa: la secessione. Se però ha potuto giungere a questo punto, è stato a causa della responsabilità di moltissime persone, a vari livelli: giornalisti, presunti intellettuali, politici di centrosinistra e servi di tutte le risme. Gente che, fin dall'affacciarsi del fenomeno, l'ha interpretato in maniera pittoresca, da un lato sottovalutandolo e dall'altro cercando in malafede di nobilitarlo.
    Ricordo i tantissimi articoli di giornale che leggevo negli anni Novanta, articoli scritti da opinionisti presunti "autorevoli" che credevano di essere dei soloni e invece erano soltanto dei pirla o dei venduti. Costoro evitavano di scrivere l'unica, chiara e semplice verità: la Lega aveva soltanto strumentalizzato l'antimeridionalismo e il razzismo tipici di molte genti del Nord, usandolo per i propri fini di potere. I politici della Lega si sono arricchiti compiendo il lavoro più sporco di tutti, cioè coltivando ed esasperando la mentalità già esistente e ben radicata in certe zone.
    Però nessuno, all'epoca, lo scrisse.

    Parliamoci chiaro, senza ipocrisie: se io adesso vado in provincia di Bergamo e comincio a parlar male dei "terroni" e dei negri, affermando certe cose che al Nord costituiscono un patrimonio "culturale" sedimentato nel corso del tempo, prendo una valanga di voti. Questo è il punto, e bisogna dirlo senza giri di parole altrimenti si rischia di non capire che cos'è la Lega, di nobilitarla quando non è il caso di farlo.

    A proposito di Napolitano, è tutto molto chiaro. Come si fa a non vedere ciò che è sotto gli occhi di tutti? Come si fa a non capire che Berlusconi, in qualsiasi democrazia, sarebbe a casa da un pezzo? Come si fa a non comprendere il grado di complicità e il marcio che c'è dietro tutto quello che sta accadendo?
    D'altra parte, e qui mi ripeto, molti italiani hanno ciò che si meritano.

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  10. .... e l'italia giocava alle carte, e parlava di calcio nei bar .... (Gaber),
    Ci fu un periodo, durante gli anni di piombo, che mi alzavo la mattina col terrore di trovarmi un carro armato davanti alla finestra. Chiesi allora, preoccupato, ad un amico militare di carriera se i miei timori fossero fondati. Mi rispose: "Fin quando il reclutamento dei militari avviene mediante la "leva" non succede nulla perchè le armi sono distribuite in modo incontrollabile. E' quando avverrà, se mai avverrà, che il reclutamento sarà su base volontaria e si parlerà di militari professionisti che dovrai cominciare a preoccuparti".
    E' giunto il momento?
    Massimo

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  11. Il rischio di una "jugoslavizzazione" del Paese esiste, benchè io credo che fortunatamente, possa autodisinnescarsi grazie alla confusione mentale di tanti personaggi, nonchè grazie a tanti interessi (anche poco nobili).
    Ciò non esclude però che qualche poveraccio rischi di finire male; il razzismo dà sempre dei brutti e comunque pessimi.
    Sono d'accordissimo, infine, con Romina: il fenomeno-Lega è stato sottovalutato in modo gravissimo.
    Al disagio del nord si è risposto... assecondando(!) pulsioni razziste, anzichè stimolare risposte culturali, etiche e di politica davvero "alta."
    C'è ancora chi cerca di non "offendere" il razzista di turno, che parla di specificità culturali, quando non ha idea neanche di che cosa queste siano.
    L'esamino di cultura e dialetto del nord, poi, è la comica finale. Che però non fa ridere nessuno.

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  12. @Romina
    Capisco il tuo punto di vista, ma tuttavia ho difficoltà tuttora a credere che la Lega voglia davvero la secessione. Che la predichi e la coltivi, nessun dubbio, ma a mio parere la Lega conta molto sulla resistenza alla secessione degli altri. E' una tattica furbetta: noi minacciamo e voi ci date tutto quello che vogliamo. Sarebbe interessante vedere la loro reazione se qualcuno dicesse loro: prego, accomodatevi, fatevi il vostro stato padano, ma magari non vi ammettiamo nell'Unione Europea. Allora, sarebbero proprio i piccoli imprenditori che hanno costruito nel corso degli anni la Lega a tornare precipitosamente sui loro passi. Poichè però la loro battaglia richiede il coinvolgimento di tutti i padani, qualcuno di loro potrebbe prendere la questione della secessione sul serio e magari armarsi.
    Le ragioni della secessione, altrove, vedi balcani, giustificate da secoli di storia, da ideologie religiose differenti, qui senza fondamento storico, potrebbero formarsi adesso, proprio in seguito allo stesso processo di secessione.
    Tu dici: c'è una cultura al Nord da sempre razzista. Il punto però che mi pare sottovaluti è che una volta ci si vergognava di manifestare tali sentimenti, ora non più e questo ha un effetto moltiplicatore.
    La Lega ha creato il suo successo proprio sdoganando una mentalità impresentabile, ma in tal modo essa può rimanere vittima della propria logica, andando a finire in situazioni che non aveva neanche immaginato.

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  13. @Massimo
    Forse, l'esercito su base volontaria c'è. Non ci sono, credo, golpisti, ma quello che io temo è che le cose sfuggano di mano a tutti. Mi pare che abbiano perso la testa a tutti i livelli: potrei sbagliarmi, ma il declino qualitativo della classe dirigente pone i più foschi e imprevedibili scenari, rendendoli in qualche modo possibili.

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  14. @Riccardo
    Tu pensi che la confusione mentale possa disinnescare. Io penso piuttosto il contrario: siamo in mano a un gruppo di apprendisti stregoni che sono tanto pericolosi proprio perchè non in grado di comprendere tutte le implicazioni dei propri atti. nelle rapine, è meglio essere vittima di professionisti che capiscono l'importanza di non uccidere, che di principianti che hanno tanta paura da sparare al primo contrattempo.

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  15. ...se penso a Calderoli mi sento male...

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  16. Comunque siamo ad un livello talmente basso, l'ignoranza è talmente dilagante che tutte le ipotesi che ho letto nei commenti sono, nel breve o lungo temine, possibili.
    Purtroppo.

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  17. @Pia
    E chi ignorante non lo è, si guarda bene dal farsi coinvolgere...

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  18. Anche io abbondo di "pirla" ma il mio è un costume regionale, veramente, sono del nord.
    Della Lega bisogna avere paura per la sua intrinseca ignoranza, per la sua base volgare bassa e razzista perché ignorante (nemmeno per un piano razzista dico io, uno studio - anche se sbagliato naturalmente - per pura ignoranza.
    Non ti preoccupare per l'unità, credo sia l'unico problema non reale, per ora si intende (col tempo potrebbe esserlo, le nazionalità si possono anche costruire artificiosamente).
    Ti saluto, bel post e... salutami quelli del Pd; d'accordo con te: insuperabili.

    Blogger

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  19. @Blogger
    Mi pare che siamo d'accordo. Certo, il problema della scissione oggi non si pone, ma non è cosa su cui si possa giocare per tattiche contingenti. Se si usa una bomba a mano per ottenere qualcosa, il rischio che prima o poi esploda, anche involontariamente, c'è, eccome se c'è!

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  20. I leghisti ... la mentalità è così diffusa e spudoratamente "normale", che, anche al sud, basta trovare una nicchia di "nord" per assumere atteggiamenti culturalmente (?) leghisti.
    L'altro giorno nel corso di una discussione "provocata" da me durante l'attesa presso l'elettrauto, ho cercato di mettere in evidenza l'aspetto "solidale" di una corretta gestione integrata delle acque: eliminare lo spreco delle acque nelle nostre zone ricche (etna) per approvvigionare quelle povere (piana di catania ecc.).
    Unanime la risposta: "i problemi se li deve risolvere chi ce l'ha: se non hanno l'acqua se la vadano a procurare; non è un problema nostro e non intendiamo pagare un solo euro per risolverlo". ..... i leghisti.
    massimo

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  21. Mi spiego meglio, Vincenzo.
    E' certo possibile che nel caos italiano possa verificarsi una situazione in stile "principianti", come scrivi.
    Ma io trovo più plausibile pensare che la confusione di certi personaggi somigli alla "pazzia" di Amleto, in cui vi era del "metodo." Nel caso di costoro, è certo una bella lotta tra metodo e pazzia, ma alla fine il 1° si fa dare una bella mano dagli interessi, o "sghei."
    Infatti, quel sud tanto denigrato, serve loro come mercato per speculazioni e giochetti vari; camorra, mafia e 'ndrangheta si sono stabilite e da tempo anche al nord. Basti leggere quel che scrive il proc. antimafia Scarpinato ne "Il ritorno del Principe" (con S. Lodato, Ed. Chiarelettere).
    Il fatto è che siamo un Paese che ignora la storia (anche recente) e disprezza la cultura. Ma Gramsci già nel 1° dopoguerra(!) aveva visto chiaramente il rischio che gruppi economici del nordest potessero compiere operazioni che ricordano molto le attuali...
    Grazie comunque a te, Vincenzo, che pur nella diversità degli approcci sociali, culturali e d'appartenenza geografica di ognuno fornisci l'opportunità di discutere di certi problemi... e senza toni da osteria!

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  22. @Massimo
    L'episodio che tu descrivi mi pare sia ascrivibile a una cultura asociale che ben conosciamo, piuttosto che a un'ideologia razzista. Tra coloro che rifiutavano di farsi carico dei problemi idrici della zona della Piana, non si esprimeva, credo, alcuna solidarietà sociale a loro interna. Se avessi chiesto a ciascuno di loro un impegno per il vicino, certo non amico, avresti ricevuto egualmente un diniego.

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  23. @Riccardo
    Grazie a te e alla tua partecipazione alle discussioni.

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  24. ricordo quando, anni fa, si tendeva a sottovalutare il "movimento leghista", e ricordo anche che c'era chi sosteneva che avremmo dovuto difenderci da una possibile sua affermazione... c'era anche chi rideva di ciò.
    sempre interessantissimi ed istruttivi i dibattiti sul tuo blog.
    grazie, vincenzo, e baci

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  25. @Maria Rosaria
    La Lega sembrava una manifestazione folkloristica, tipo la buffonata della raccolta dell'acqua alla sorgente del Po, ma se analizzassimo tutte le più grandi tragedie dell'umanità, ritroviamo questi stessi aspetti folkloristici che sono essenziali per ottenere il consenso negli strati meno istruiti e meno accorti della popolazione.

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  26. Vincenzo Cucinotta@

    I capi leghisti, attraverso le loro continue sparate, stanno saggiando il grado di unità dello Stato. Chiaro che quest'ultimo sia sempre stato debole, per le ragioni storiche che ben conosciamo e che non dobbiamo ripetere, ma la Lega punta a indebolirlo ulteriormente.
    Il sogno della secessione c'è, la Lega ce l'ha. Però ciò non significa necessariamente secessione nel vero senso della parola, ma anche volontà di ottenere un ampio margine d'autonomia che non si sa poi bene dove andrà a sfociare.
    Mi ripeto, ma temo che il fenomeno Lega non sia stato compreso in tutti i suoi risvolti. Ai vertici, i leghisti sono meno sciocchi di quanto si creda, perché strumentalizzano volontariamente la mentalità e la sottocultura esistenti in certe zone. Agiscono ben sapendo ciò che fanno e cercano anche d'infiammare gli animi degli elettori. Sono pericolosi, non devono essere sottovalutati.

    Si tenga anche presente che, in generale, l'Italia è un paese conservatore (e non ne ripeto le ragioni); la Lega è addirittura reazionaria, gioca sulle paure irrazionali di persone incolte o razziste per mentalità, e queste sono tante a vari livelli sociali: cambia l'entità del portafoglio, ma la mentalità di base è la stessa. L'ignoranza è tanta, abbonda anche fra chi dispone di denaro e ciò è un male.

    Bisogna poi aggiungere che una quota di cittadini è passiva e indifferente, in parte perché non può e in parte perché non vuole preoccuparsi di quanto accade nel paese.

    Se si sommano tutti questi dati, non c'è da stare allegri. E insisto sul fatto, a mio parere grave, che tanti presunti intellettuali e opinionisti sono troppo morbidi di fronte alle continue uscite dei leghisti, troppo inclini a considerarle solo sparate pittoresche.

    Detto questo, non si può prevedere esattamente cosa accadrà. Ma a mio parere un dato è certo: siamo in un momento di pericolosa involuzione civile e culturale, e non ci sono segnali di miglioramento. L'opposizione politica, poi, praticamente non esiste ed è persino collusa. Anche qui non mi ripeto, tanto conosciamo la situazione.
    In breve: il livello della classe dirigente, nel suo complesso, è bassissimo.

    Quoto Riccardo quando scrive:
    Il fatto è che siamo un Paese che ignora la storia (anche recente) e disprezza la cultura. Ma Gramsci già nel 1° dopoguerra(!) aveva visto chiaramente il rischio che gruppi economici del nordest potessero compiere operazioni che ricordano molto le attuali...

    Profondamente vero.

    Segnalo poi il sito di Don Giorgio De Capitani, combattivo parroco che risiede in Brianza e che detesta la Lega. Si trova nella tana del lupo, in una zona in cui la Lega ha il 30% dei voti, e perciò è particolarmente aggressivo e attivo. :) Mitici i suoi video su youtube.
    http://www.dongiorgio.it

    Saluti e buon fine settimana. :))

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  28. Mi pare alla fine che siamo d'accordo. Pare che facciamo a gara a chi considera più pericolosa la Lega. Io desideravo solo sottolineare rispetto al tuo richiamare una tradizione da sempre razzista di certi strati nel Nord, il ruolo giocato dalla Lega nel dargli visibilità e dignità di strategia politica. Al punto in cui siamo arrivati, sarà difficile rigettare indietro certe idee, e lo vedo anche sul web. Una sconfitta chiara ed inequivocabile della Lega è essenziale, ma non mi pare che ci sia chi sia in grado di dargliela, purtroppo.

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