lunedì 1 giugno 2009

LO SVILUPPO EDILIZIO (PARTE PRIMA)

Ieri, come credo tanti di voi, ho seguito “Report”, e vorrei adesso scambiare qualche opinione con voi sui contenuti della trasmissione. Sulla qualità del lavoro giornalistico svolto, niente da dire, ma sono rimasto davvero sorpreso dalle tesi lì espresse. Tra l’altro, coincidenza volle che proprio in questi giorni stavo postando sul problema del traffico all’interno delle nostre città, ed ecco che invece l’indice dei giornalisti viene puntato sulle aree extra-urbane.

Non c’è dubbio che da alcuni decenni, è in corso un processo di deurbanizzazione: i grandi centri urbani sono diventati a popolazione pressoché costante, anche se mi mancano dati numerici precisi, a vantaggio di centri più piccoli, in gran parte a ridosso dei centri urbani. La tesi di Report, da una parte, opportunamente, ribadisce l’esigenza di una programmazione collettiva del territorio, cosa che ovviamente condivido totalmente, ma, nello stesso tempo, entrando nel merito del problema, sembra essere sfavorevole a questo processo, a favore di una concentrazione proprio nel cuore delle aree urbane della popolazione. Il motivo di questa tesi sta nelle esigenze di spostamento che si vengono a creare come conseguenza di questo processo di decentramento, visto che il luogo di lavoro rimane all’interno dei centri urbani. A loro volta, le esigenze di spostamento determinano esigenze di sempre nuove arterie di traffico extra-urbano e di carburante per le autovetture, e quindi un impatto ambientale di notevole rilevanza.

Fin qui, la tesi di Report. Voglio ora avanzare alcune perplessità in proposito, tentando di capirne di più, mediante un approccio più organico al problema. In tale contesto, approccio organico significa considerare sempre un confronto tra una determinata situazione e una alternativa che viene avanzata. Si diceva a Report ad esempio che un km in più di percorso con l’autovettura per persona e per giorno si traduce nell’anno in una quantità considerevole di carburante. Questa persona però, non può essere fatta sparire: bisognerebbe aggiungere cosa succede a questa stessa persona se rimane nel perimetro urbano, sennò ha poco senso parlare di chilometri di percorrenza.

Io partirei quindi col chiedermi quali siano le motivazioni che spingono una determinata persona a spostarsi dalla città alle zone meno urbanizzate. Su questo aspetto, Report mi è sembrato alquanto elusivo. In sostanza, si è soffermato soltanto sull’aspetto dell'offerta, spiegando cioè quali siano i meccanismi che favoriscono l’offerta di nuove abitazioni in zone non ancora urbanizzate. Tutto ciò è naturalmente estremamente interessante, ma, tuttavia, devo rilevare che bisognerebbe parallelamente chiarire perché si crei corrispondentemente una domanda. In generale, per me risulta incomprensibile come si sia potuta determinare in Italia una disponibilità di alloggi superiore alle esigenze, e come nel contempo i costi abitativi, nel duplice aspetto dell’acquisto e dell’affitto, siano cresciuti ben più dell’inflazione.

Ebbene, io penso che la domanda di alloggi in zone decentrate sia dovuto a una serie di motivi, che tenterò di elencare in ordine di importanza:

- costo più ridotto rispetto alla città, dove spesso è al di sopra delle disponibilità finanziarie di un reddito medio

- carenza di mezzi di trasporto pubblico nelle città che obbliga all’uso dell’autovettura anche nei centri urbani, obbligando nel contempo al reperimento di zone di sosta per la propria , il cui possesso rimane indispensabile

- scarsa vivibilità delle città

Nel caso poi di scelta di abitare in un villino, si aggiunge la difficoltà di convivenza nei condomini, a favore dell’abitazione singola.

Mi fermo qui per ora, ripromettendomi di affrontare nel prossimo post i problemi che sorgono vivendo in città.

14 commenti:

  1. Il prezzo delle abitazioni nelle aree urbane limitrofe alle citta' è ancora, purtroppo, molto elevato. Nella zona dove abito, Bologna, per riuscire a risparmiare sensibilmente sul costo di un'abitazione è necessario acquistarla a 15/20 km di distanza dal centro cittadino.

    Comunque, nemmeno io mi sono spiegata il dato di ieri: se sono disponibili così tanti alloggi perché i prezzi non calano???
    Una variabile potrebbe essere l'utilizzo degli appartamenti come forma di investimento, moltissimi hanno il possesso di diverse unità immobiliari che mettono a rendita attraverso le locazioni.
    Altra cosa: i costruttori sull'orlo del fallimento non si decidono a scontare le unità invendute, perchè? Forse preferiscono il fallimento, oppure sono le banche che con l'applicazione di tassi di interesse assurdi gli impediscono di sanare il debito attraverso la svendita?
    gio

    RispondiElimina
  2. Salve Vincenzo, ho ricevuto il tuo messaggio e ho passato un po di tempo a leggere il tuo Blog dall'inizio. Mi sembra molto interessante. Ho visto con sorpresa che hai letto alcuni miei post dello scorso anno quando il blog era nato solo come un diario di appunti di filosofia messi più o meno a caso e difficilmente leggibili.

    Ho letto i punti principali del tuo modo di vedere il mondo, e a prima vista, sembrerebbe che abbiamo molte basi in comune. Sono interessato a collaborazioni o proposte, possiamo iniziare se ti va a scambiarci i link nei blog.

    Mi interesserebe approfondire reciprocamente e a mente aperta le rispettive visioni della realtà allo scopo di migliorarsi e soprattutto, nel caso in cui ci fossero le necessarie compatibilità portare avanti qualcosa insieme.

    Vorrei evitare però che l'approfondimento diventasse uno scambio macchinoso di liste, di link, testi o libri scritti da me o da te.

    Un Saluto, a presto!

    RispondiElimina
  3. @Gio
    Io abito a 25 km da dove lavoro, e non credo sia una distanza eccessiva: mi occorrono 30-35 minuti per spostarmi, e posso confrontare questo tempo con quello necessario per spostarsi tra zone centrali della città che sono dello stesso ordine di grandezza, (difficilmente meno di 20 minuti): a me pare una scelta ragionevole.
    Per qunto rigurada questo sbilancio tra domanda e offerta, che significa poi che il mercato nel settore immobiliare non funziona per niente, credo che ciò che tu ipotizzi, e cioè la scelta di alcuni proprietari di affittare non sia sufficiente a spiegare l'arcano: dovrebbero allora essere gli affitti a dover essere bassi, e non mi pare che le cose stiano così.

    RispondiElimina
  4. @Heeledjim
    Grazie della visita: lo scambio dei link l'abbiamo già fatto. Seguirò conn interesse i tuoi post, e spero tu faccia lo stesso coi miei, ma, come dici tu, senza stabilire programmi precisi: servirà a conoscerci meglio.

    RispondiElimina
  5. in primo luogo grazie della visita e del link, che contraccambio volentieri.
    per ciò che riguarda il tema, sebbene io viva in un centro storico medievale, i servizi da qualche anno si stanno spostando sempre di più
    verso la periferia e quindi l'aumento del volume di traffico è una logica, triste, conseguenza...
    Non so bene spiegarmi il perchè ma sembra che i centri storici attraggano sempre meno mentre le famiglie "neo-ricche" si spostano verso le colline, la campagna addirittura e qui parlo di un paese dell'Umbria, non di Milano...
    I servizi pubblici quindi seguono questa strada, ed i mezzi pubblici restano di norma semi vuoti.. non sono molto ottimista sull'esito della cosa e questo sviluppo non mi piace.
    a presto comunque, ora faccio un giro nel tuo blog
    Ciao

    RispondiElimina
  6. Come faccio da quando è andato in onda la prima volta, ho visto anch' io Report di domenica sera però mi è venuto in testa un pemsiero, egoista per carità, ma mi ha fatto sorgere una domanda. Mio figlio, ecco l'egoismo, abita molto lontano dal centro di Roma ed è costretto a prendere la macchina tutti i giorni, esce la mattina e rientra a casa la sera. La sua professione,fisioterapista da oltre 29 anni, lo costringe a girare per moltissimi quartieri di Roma in quanto va al domicilio dei pazienti prevalentemente malati colpiti da malattie molto gravi e invalidanti. Col traffico infernale, i parcheggi a pagamento, i divieti di sosta e quelli di accesso, mi chiedo come può una persona lavorare in questo modo dato che recando con sè qualche macchinario medico non può circolare nè in moto nè in bici e deve necessariamente girare in macchina?. Io abolirei il traffico in città ma quando c'è da svolgere un'attività del genere come si fà?. Ho cercato di fargli avere un permesso per circolare più liberamente in centro senza oneri aggiuntivi, a parte il carburante. Ma il Comune ha risposto picche. Eppure il lavoro che svolge rientra nel campo sanitario oppure no?

    RispondiElimina
  7. @fabio
    Grazie della visita. In effetti, speravo ti leggessi il post intitolato "Un progetto per la scuola", ma fai ancora in tempo :-D

    RispondiElimina
  8. @Aldo
    Ecco, nella seconda parte, dovrei occuparmi delle città, perchè la mia tesi è che è lì che si decide anche per le zone extra-urbane. Vedremo se condividi le mie opinioni. Un saluto!

    RispondiElimina
  9. La scorsa domenica non ho seguito Report, quindi non posso esprime opinioni al meglio.

    L'analisi delle motivazioni che spingono ad acquistare casa nelle periferie mi sembra corretta.
    Tra pro e contro ai fini dell'inquinamento e del benessere persoanle bisogna fare ancora i conti tuttavia.
    Considerando lo stress quotidiano per raggiungere il posto di lavoro, se è in centro città, il traffico che si deve affrontare, e lo smog in più che si procura...
    Che il lavoro assorbe buona parte delle nostre giornate.Cos'è più conveniente?

    Per quanto riguarda i prezzi, mi rifaccio alla domanda che si poneva La Mente Persa, non calano e non caleranno a meno che la domanda non scenderà davvero ad un livello pari a zero o quasi...
    Più l'offerta cresce, più i prezzi salgono e la domanda scende.
    E purtroppo la situazione è in stallo poichè si tratta di beni immobili.
    L'elasticità della domanda rispetto al prezzo è minore poichè il bene non è sostituibile facilmente, poichè bene di prima necessità...

    A presto!:)

    RispondiElimina
  10. Molti comprano la casa in periferia, perchè nuova, in centro le abitazioni sono più vecchie e costano di più. A Mestre gli appartamenti in centro che non diventano uffici sono affittati a prezzi molto alti

    RispondiElimina
  11. @Guernica
    Come dicevo, nel prossimo post che dedicherò a questo argomento, tenterò di fare un confronto con la città, dove credo stia il punto centrale: questa settimana sono molto impegnato e sto ritardando, ma lo scriverò presto...
    La questione del mercato comunque per me rimane un mistero, perchè, pur convenendo con te, ovviamente direi, che si tratta di un bene di prima necessità, tuttavia, la questione che mi pongo è se questa domanda ci sia o no: rimango sorpreso che l'accresciuta disponibilità non abbia avuto alcun riflesso sui prezzi, nè di quelli di affitto, nè di quelli di acquisto. In questo periodo di crisi, ciò che si ottiene è magari il congelamento, estremamente improbabile un arretramento.

    RispondiElimina
  12. @ la signora in rosso
    La mia tesi, che però devo ancora argomentare, è proprio che ciò che avviene fuori dai centri urbani, dipende quasi esclusivamente proprio dalla sorte dei centri urbani: ne parlerò in un prossimo post che non ho ancora avuto iltempo di scrivere.

    RispondiElimina
  13. Qui la seconda parte si fa desiderare ;)

    RispondiElimina
  14. @Gio
    Hai proprio ragione, faccio ammenda, ma ho ragioni adeguate per la mia latitanza temporanea. Finirò per scriverlo nel WE delle elezioni, e non sarà il momento migliore perchè venga letto: pazienza, sarà a futura memoria :-d

    RispondiElimina