mercoledì 19 marzo 2014

LA FORMULA MAGICA DI RENZI PER CREARE LAVORO

Quello che ha detto Brunetta nel suo intervento odierno alla camera mi pare possa essere sottoscritto quasi integralmente, si parla tanto delle iniziative del governo Renzi, peccato che sia tutto ancora nel libro dei sogni, che si parla tanto dei provvedimenti dal versante positivo, ma si tace in maniera francamente preoccupante sul versante opposto, del reperimento delle risorse.

Tuttavia, malgrado questa tecnica scopertamente elettoralista di Renzi, qualcosa si comincia a capire. 
Senza dilungarci, c'è un punto che è evidentissimo. 
Per dare i famosi ottanta euro ai salariati più poveri, si fa affidamento sui proventi della riduzione di spesa dello stato. 
Ebbene, la fetta più grossa dlela spesa statale è quella costituita dagli stipendi dei dipendenti. Come doveva apparire subito ovvio, se vuoi davvero sforbiciare il totale delle spese statali, la parte su cui deve puntare in modo prevalente è proprio sul monte salari. Si procederà all'ulteriore riduzione del turnover, già al 20%, mettendo in mobilità decine di migliaia di dipendenti.

Detto in una frase, la formula di Renzi per creare lavoro è ridurre l'occupazione nel pubblico impiego. 

Qui, siamo davvero alla farsa, pretendere di stimolare l'attività economica spostando da un capitolo ad un altro le spese è un'idiozia conclamata, come tentavo di illustrare in un recente post. Ciò a cui assistiamo è ridurre subito nuove assunzioni nel pubblico impiego, per liberare risorse che speriamo dogmaticamente che creino nuova occupazione. 

Quando avremo il coraggio di mandare questa gentaglia a casa a calci nel sedere?

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