venerdì 23 aprile 2010

CHE SPETTACOLO INDECOROSO!

Da Repubblica a pezzi del PD, in queste ore si sbracciano per difendere Fini e il suo intervento alla direzione del PDL. Dico la verità, da quel poco che ne so, non riesco ad essere d’accordo. Fini ha commesso secondo me un errore madornale: avendo un problema di spazio politico nel PDL, di questo ha parlato in direzione, e questo egli non doveva. Così, ciò che appare all’esterno è una bega di potere, forse perfino un problema di incompatibilità caratteriale. Oggi, egli aveva un’occasione storica, mostrare quanto egli ritenga debba essere il programma di un vero partito di destra. E invece, si mette a litigare se stare nel PDL, come starci, la democrazia nel partito e simili questioni che, seppure in sé legittime, suggeriscono una logica interna ai politicanti. Pessima questa direzione,e di questo ne sono naturalmente contento, mi meraviglio soltanto di quanto ormai questi politici non siano più neanche furbi. Si direbbe, a vederli agitare le braccia con fare minaccioso, che si comportino come dei bambini che si contendono la caramella, senza più alcuna capacità di mediazione culturale con i propri desideri di primeggiare, al cospetto di questi sedicenti dirigenti politici plaudenti non si sa bene a cosa, plaudenti a uno spettacolo così meschino e umiliante. E da questa parte dello schermo, milioni di TVM (TV modificati) che si appassionano, riempiendo di contumelie ora uno ora l’altro dei contendenti.

Per me, devo dirlo, è stata un’enorme delusione vedere questa ennesima puntata del vuoto assoluto di idee di un’intera classe politica. Intera perché giornalisti e politici dell’opposizione si sono precipitati a plaudire al coraggio di Fini, con ciò stesso confessando inconsapevolmente come il vuoto mentale li abbia contagiati, tutti ormai a urlare, a volere governare, quando dovrebbe essere evidente a chi detiene ancora un cervello funzionante essi esprimono ormai solo una tendenza dominante a livello mondiale, senza nessuna apparente capacità di contrastarla. Ci stiamo mangiando il nostro pianeta, l’unico che abbiamo, mai così velocemente come ai nostri giorni, da quando altre tre miliardi di persone hanno cominciato ad imitare quello scarso miliardo che lo faceva già da decenni. Qui, ancora stiamo ad adorare il PIL, siamo ancora fermi a un secolo fa, quando il problema era soltanto come distribuire la ricchezza prodotta, ma nessuno, giustamente direi per quei tempi, si poneva il problema dell’aumento della produzione in sé. Siamo alla totale omologazione, tutti a scimmiottare la stessa storiella, perché alla fine la storiella è identica da Bossi, a Fini, da Bersani a Di Pietro, ma nello stesso tempo mai così litigiosi come oggi, visto che si litiga non sulle idee, ma su chi deve avere il potere, una contesa personalistica a cui gente sempre più istupidita assiste vociando come fosse a uno stadio di calcio.

10 commenti:

  1. non sono nemmeno più dei politici,a te sembra che pensino al cosidetto bene comune?

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  2. Pensano al patrimonio personale, il senso comune viene deriso da anni, in primis sulla televisione.
    Ultimamente non parlo più di politica perché fatico a trovare un contraddittorio sincero intorno a me.
    Sono d'accordo con te.
    E' una spirale di superficialità e vuoto fatta da politici, popolo, votanti, non votanti...
    Banche, capitali e affari fanno da padroni mentre uccidiamo le risorse naturali.

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  3. Credo che tu abbia colto perfettamente nel segno. Quello di oggi temo non sia altro che il classico teatrino italiano espressione della totale vacuità politica che regna sovrana nel nostro paese.

    Assistiamo ad ogni istante a slogan, grida, cori a favore dell'uno o dell'altro contendente. La contrapposizione civile (e civica) basata sulle idee, sui progetti, sui programmi e sugli ideali ha lasciato il posto alla politica della vittoria fine a sé stessa.
    Contano le percentuali, i voti, il numero di vittorie messe a segno, neanche fosse un campionato mondiale di Formula 1.

    Stiamo lasciando il passo ad una politica che assomiglia sempre più ad uno scontro tra aziende appartenenti ad uno stesso settore che litigano per le quote di mercato. Le aziende non si distinguono sulla base di ideali o di appartenenze, ognuno difende la sua semplicemente perché è la sua.

    E quando serve organizza una fusione. O una scissione. Il mercato è un po' così...

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  4. Autoreferenziali. Lo scrivo sempre perché è così.
    Sono spettacoli deprimenti.

    Saluti e buon fine settimana. :)

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  5. Assolutamente concorde con la tua disamina della "piazzata" di Fini.
    E dello sporco e cattivo fango che i giornali di governo stanno buttando sulla questione ci rendiamo conto?
    La politica in Italia è sempre di più un gioco di bambini all'asilo, con il paese in ginocchio che aspetta il miracolo di San Gennaro solo che il sangue qui non si scioglie, si versa...
    Melodrammatica? Si; non è una dramma da teatro lirico quello che vediamo? Caro Vincenzo, sapessi come sono stanca come donna e mamma di vedere queste schifezze di uomini ubriachi di potere...
    Un abbraccio affettuoso come al solito, di immuatata stima

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  6. @Zefirina
    A me sembra certo di no, è già molto se pensano :-D

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  7. @Alessandro
    Già, Tabacci sottolineava in un dibattito come Berlusconi tratti il syuo partito come se si trattasse di un'azienda, come se la Segreteria fosse piuttosto un consiglio di amministrazione.

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  8. @Luce
    Eh no, t5u l'ottimista a tutti i costi, non ti puoi permettere di sentirti stanca, abbiamo bisogno anche di te :)

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