giovedì 12 giugno 2014

OGGI LO SI PUO' DECRETARE UFFICIALMENTE: IL TERMINE SINISTRA IN POLITICA E' DEFINITIVAMENTE DEFUNTO

Pochi giorni fa postavo sulle questioni riguardanti la lista Tsipras, che costituisce un esperimento non da poco vista la sua collocazione netta e in qualche misura tradizionale nell'alveo della sinistra. 
Ebbene, mi pare risulti chiaro che le formazioni che si collocano a sinistra del PD stiano subendo un progressivo ed apparentemnte inarrestabile processo di degrado e di diminuizione del loro consenso...
Pensiamo anche all'esperimento della lista Ingroia delle elezioni politiche dell'anno scorso, cronologicamente l'ultimo che si qualificasse inequivocabilmente come interamente di sinistra e di che brutta fine abbai fatto, e pensiamo che la lista Tsipras ha raggiunto il quorum imbarcando elementi e personaggi che non hanno una storia di sinistra. Quel risicatissimo 4% è stato raggiunto grazie ad i voti raccolti da gente come la Spinelli e Maltese, personaggi che non hanno tentato di qualificarsi come sinistra. 
Ora, se spostiamo il mirino andando a guardare al PD, notiamo un processo che si svolge parallelamente in modo equivalente. Il successone di Renzi alle primarie, in qualche misura confermato dall'exploit elettorale del PD alle europee, ha spogliato il PD di ogni stigma di sinistra. 
Ormai, questo termine viene associato a un ceto politicante che pretende di sopravvivere al loro incontestabile calo di consenso elettorale. Ferrero, Vendola, Civati, Ciliberto, Rizzo, ma anche Viale, Revelli, Gallina, malgrado una loro certa notorietà e probabilmente i loro personali meriti e competenze, non possono a nessun titolo essere considerati personaggi politici, sono persone che si occupano con particolare assiduità di politica, ma per essere davvero dei politici, mancano del supporto elettorale, di una reale capacità di rappresentanza. 
La cosa però non si ferma qui, il consenso si è dileguato anche in quella che solo pochi mesi fa costituiva ancora il gruppo di potere del PD. Gli unici che si sono salvati in verità sono quelli che sono stati lesti a saltare sul carro del vincitore (e ve ne sono parecchi così).
Cosa accomuna personaggi per altri versi così diversi tra loro se non questa appartenenza a questa categoria sempre più fumosa della politica a cui viene dato il nome di sinistra? 
Così, giungo alla conclusione che la sinistra ha smesso di costituire una categoria della politica, al più sarà qualcosa per nostalgici. Si capisce che si tratta di un processo progressivo e di lunga durata, ma oggi è proprio il giorno per decretarne definitivamente la morte. 
La cosa non mi lascia certo indifferente, dopo che agli ideali di sinistra ho dedicato tanto del mio tempo migliore. Tuttavia, la scomparsa di un termine non comporta l'automatica sparizione delle idee che avevano in quel contenitore la loro collocazione. C'è piuttosto bisogno di un ampio rimescolamento di queste idee per una adeguata cernita, scegliere cosa conservare e coltivare con cura e cosa invece scartare ed abbandonare all'oblio. 
Il vantaggio sarà di gran lunga maggiore, liberarsi di tradizioni gravose ed ingombranti, ed in primis del marxismo. 

Il marxismo, quello sì, è definitivamente tramontato, è rimasto solo un richiamo nostalgico a tempi ormai trascorsi. La cosa più strana riguardo al marxismo è l'atteggiamento degli intellettuali che, in passato militanti marxisti, si costringono a definirsi ancora marxisti, ma sempre con tanti e tali distinguo che davvero questa dichiarazione d'appartenenza appare più come un'escamotage, una volontà pervicace di mantenere un legame ad ogni costo, piuttosto che dovuto alla una reale appartenenza ideale.
Meglio dirlo che il marxismo ha perso ogni capacità attrattiva come sistema complessivo, salvo specificarne un numero limitato di aspetti che mantengono una loro attualità.

8 commenti:

  1. Secondo me è semplice: gli "intellettuali marxisti" non vivono in una botte come diogene, hanno le loro posizioni, le loro carriere, la loro corte di nani e menestrelli, il loro contado di servi della gleba che li riveriscono quando passano sulla portantina.

    Quelli che si auto-definiscono di "sinistra" lo zerovirgola ha mai letto "Il Capitale" oppure ha una vaga idea della teoria marxista e della critica alla teoria marxista, per la stessa ragione per cui il contadino prega con fervore ma non ha mai letto i Vanbgeli o l'Antico Testamento.

    Secondo me non è il marxismo ad avere perso attrattiva, era una religione prima e continua ad essere una religione adesso. La differenza è che mentre in passato il servo della gleba votava PCI perché pensava che questo gli avrebbe fatto avere un salario senza competenze e spesso senza lavorare, una pensione senza avere accantonato una somma, cure mediche gratis e in ultimo il "diritto" ad essere "uguale", oggi il servo della gleba è vagamente consapevole che il comunismo ha creato miseria ovunque ma sopratutto è consapevole che in Italia non ci sono le risorse per continuare ad erogare stipendi, pensioni, sanità eccetera secondo principi di "giustizia sociale".

    E quindi il voto si sposta da chi ti promette il "paradiso dei lavoratori" a chi ti promette di mantenere il purgatorio attuale fino alle estreme conseguenze.

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    1. Toglimi una curiosità, Lorenzo, ma tu ti senti servo della gleba, o che altro? Sei un vassalletto, un giullare, un monaco, tanto per rimanere nel medioevo?

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    2. Ripeto, è tutto molto semplice.
      Dipende se il "marxismo" ti da da campare oppure no.
      Nel mio caso non recito la parte dello "intellettuale marxista" e non dipendo dai favori di alcun "intellettuale marxista".
      Quindi rimango estraneo a tutto il circo TRANNE nel momento in cui lo Stato mi chiede di pagare dei tributi che vengono poi dati in gestione agli "intellettuali marxisti" perché facciano favori a quelli che dipendono da loro.
      Faccio un esempio concreto: mettiamo che io sia un dipendente di una delle tantissime aziende italiane con meno di 16 addetti. L'azienda va in crisi e io mi prendo un calcio nel sedere, senza alcuna tutela. A quel punto lo Stato mi chiede ancora di pagare i tributi con i quali paga la cassa integrazione per sei anni ad un dipendente della FIAT. E qual'è la differenza tra me e il dipendente FIAT? A parità di "classe sociale", siamo diversi nel legame di vassallaggio/servaggio con gli "intellettuali marxisti" e la loro corte. E non vado a citare il caso di coloro che vengono definiti "nemico di classe" dagli "intellettuali marxisti", perché la proprietà privata è un crimine. Cosi si arriva all'assurdo che il disoccupato di cui sopra deve pagare la cassa integrazione di qualcun altro e in più gli viene anche tassata la casa in cui vive come se fosse un vizio.

      In generale per non sentirsi servo in un paese governato dalla "sinistra" bisogna essere un po' cretini e pensare che gli "intellettuali marxisti" ti infilino delle cose nel colon per il tuo bene.


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  2. Hola, http://e-caffeverde.it/

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  3. Ciao Vincenzo,seguo i tuoi post,qualche volta sono d'accordo,altre no,ma evito di lasciare commenti.Mi spiace ma certi stucchevoli e ripetitivi commenti fanno venire meno la voglia di un approccio sereno con quello che scrivi.Ti chiedo scusa.

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    1. Ciao Chicchina. Mi spiace che tu ti senta a disagio sul mio blog, spero che nessuno si sia permesso di importunarti qui, anche perchè tento di farci attenzione, che almeno polemiche più o meno significative riguardino me e non i miei ospiti.
      Purtroppo, la rete è una giungla ed è giusto che ognuno si regoli come meglio crede sul proprio livello di coinvolgimento.
      Cari saluti.

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