lunedì 21 marzo 2011

LA SENTENZA SUL CROCEFISSO

Il giudizio d’appello sul crocefisso della Corte di Giustizia europea e stato aspramente criticato. Colpisce soprattutto il testo della sentenza che in sostanza derubrica il crocefisso a semplice simbolo identitario. Come è stato detto, ciò significa che il crocefisso viene assimilato alla pizza o agli spaghetti al pomodoro, simboli di una certa cultura nostrana.

Condivido totalmente questo giudizio, ma mi chiedo se la Corte non ha poi detto la verità. Mi chiedo insomma se il significato religioso, di mistero religioso che il crocefisso dovrebbe avere, non sia già cessato da tempo, e che quindi solo un atteggiamento ipocrita consente ancora di accostargli un contenuto di fede religiosa.

La mia opinione è che, certo, i credenti dovrebbero essere contrariati da questa sentenza, ma in fondo anch’essi sono “uomini di mondo”, e queste cose le sanno. La Chiesa cattolica si è tanto battuta su questa questione, per motivi di potere, gli stessi motivi che la costringono a fare patti con Berlusconi, che, anch’egli “uomo di mondo”, della religione se ne frega allegramente, ma dei provvedimenti che stanno a cuore alla Chiesa per motivi finanziari e per motivi di egemonia culturale invece se ne occupa, eccome!

Il crocefisso negli edifici pubblici è il simbolo, non tanto delle nostre radici culturali, quanto del potere della Chiesa Cattolica, a cui si conferma in Italia il trattamento speciale, quello che neanche i padri costituenti ebbero il coraggio di toglierle, accogliendo integralmente i Patti Lateralensi.

4 commenti:

  1. Bravo, hai detto una verità sacrosanta! Questa battaglia sull'esposizione del crocefisso nei luoghi pubblici è stata fatta solo per assecondare la Chiesa la quale, ancora una volta, utilizza il Cristo per ribadire e difendere il proprio potere! Il Cristo bisogna averlo innanzitutto nel cuore ed agire secondo i suoi insegnamenti, a partire proprio dagli stessi ecclesiastici! Ma alla Chiesa di Roma interessa poter esercitare ancora il potere temporale mantato di potere spirituale, altrimenti non si spiegherebbe tutta l'ipocrisia che da sempre ha caratterizzato i suoi comportamenti! E purchè chi sta al governo sia disposto a spartire con lei il potere, quello vero, ecco che ci ritroviamo, col suo beneplacito, un primo ministro che col povero Cristo sulla croce non ha proprio niente in comune!

    RispondiElimina
  2. Sottoscrivo, con illuministico sdegno e ribrezzo.

    RispondiElimina