giovedì 22 luglio 2010

BLOGGERS INDIGNATI

Oggi parlerò dei bloggers dell’indignazione. Nella vasta tipologia della blogsfera, non v’è dubbio che ci siano dei siti specificamente specializzati in post grondanti indignazione. Apparentemente, l’indignazione paga: si tratta di siti abbastanza frequentati, e molti bloggers non si perdono l’occasione di commentare, anche se quasi sempre si tratta di una breve frase che conferma l’opinione dell’ospitante. Naturalmente, mi rendo conto che la situazione politica aiuta, aiuta tanto. Indignato lo sono tanto anch’io, ma quando mi metto a scrivere tento in qualche misura di censurarmi, di liberare il testo con cui vorrei fornire una certa chiave di lettura dell’argomento che tratto, dall’influenza del mio stato d’animo. Questo sforzo lo compio perché tento di fornire un servizio ai miei pochi lettori, un servizio che consiste nel mettere in comune qualche riflessione che ho sviluppato. Se questo è il servizio che tento di fornire, allora la lucidità mentale è un obbligo.

Ebbene, non v’è dubbio che anche nel mondo dei blog c’è una componente fondamentale di autosoddisfazione, e potere sfogare rabbia e indignazione accumulata anche soltanto leggendo i quotidiani corrisponde per alcuni a un vero e proprio piacere, a una sorta, soprattutto in seguito ai segni di solidarietà e consenso nei commenti ricevuti, di rito di liberazione. Come è ovvio, una volta ricevuta questa solidarietà, prontamente la si restituisce e così si formano dei veri e propri clubs dell’indignazione. Sia chiaro, io non trovo nulla di male in tutto ciò, ma mi piace osservare i comportamenti collettivi in un ambito non tradizionale come quello costituito dalla blogsfera. Probabilmente, tornerò ancora sui tipi di atteggiamento che ho osservato, sempre che non susciti qualche risentimento di troppo.

20 commenti:

  1. E' proprio l'indignazione suffragata da validissime argomentazioni che fa del tuo blog un blog attendibile, ed io leggendoti so che imparerò tanto e che soprattutto capirò meglio, anche se essere sempre più consapevole dello schifo di società in cui viviamo accresce la mia angoscia e la mia sfiducia nel domani. Continua così, Vincenzo, io sto sempre al primo banco ammirata nell'ascoltarti.

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  2. È vero quello che scrivi e mi riconosco anche parzialmente nel bloggertipo che hai così bene delineato. Credo che tutto dipenda dal "valore" che - ognuno di noi - attribuisce al proprio blog. "Valore" (da "valere") in senso etimologico: "aver voglia di significare". Il blog è per me una sorta di convivio virtuale con amici che, nel mondo reale, non ho. È un modo di "parlare" di cose che mi hanno colpito, che mi hanno fatto ridere o che mi hanno indignato. E credo sia inevitabile, appunto perché si posta (rectius: io posto) su argomenti che ci "hanno colpito", che si sia sempre un po' sopra le righe. Se così non fosse, da blogger ci trasformeremmo in "commentatori", magari con la velleitaria presunzione di "indicare la rotta".
    Lo stesso vale per i commenti che si ricevono o che si lasciano: ma non è un do ut des come affermi. È ovvio che - se si è in sintonia - si esprima il proprio agreement. Lo stesso mi sembra si faccia quando si è in disaccordo. Proprio come accade tra amici davanti a una pizza...

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  3. Preferisco seguire i blog che tentano un cammino di riflessione, cammino che può tranquillamente iniziare con l'indignazione ma che deve poi tramutarsi in una forma di crescita.
    Rimane una cosa spiacevole dei blog: molti ti seguono solo per avere/ricevere commenti.

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  4. Il blog è letteralmente un diario on line, almeno per questo credo sia nato: per dialogare con se stessi e condividere le proprie emozioni-riflessioni col mondo. Alcuni addirittura vi raccontano i propri fatti personali,tanta è la solitudine che ci circonda!
    Quanto alla sua utilità non so se questa attività possa servire a qualcosa: alcuni ci guadagnano con la pubblicità,ma non credo ci campino.Per me , se c'è un dialogo con persone a me affini anche se di idee diverse, tanto di guadagnato: mi piace sapere che ci sono persone che la pensano in maniera diversa e nello stesso tempo confrontarmi e scoprire una nuova forma di consapevolezza.

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  5. Io attraverso la comunicazione del blog ho conosciuto un sacco di persone interessanti ( come te per esempio e non sto facendo la lecchina) e devo dire mi sono sentita meno sola per quanto riguarda le mie idee e in opiù anche la mia mente si è espansa sulle cose del mondo.
    Io nel mio blog ci metto tutto quello che mi passaper la testa e il cuore, aderisco ad iniziative che ritennfo giuste e poi mi piace anche scrivere! :-)
    Un abbraccio

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  6. @Ornella
    Anch'io indignato, dici? E dire che tentavo di dissimularlo :-D

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  7. @BC
    Eh no, tu non sei tipicamente indignata, sei soprattutto ironica, ironia per cui ti ammiriamo tutti: mi spiace, per l'indignazione ti tocca riprovare :-D.
    Per il resto, mi pare di leggere una garbata critica. Io me la prendo tutta, perchè non nascondo la mia ambizione di fare da commentatore, che però, e qui ti esprimo il mio dissenso, non significa dettare la linea, ma condividere un punto di vista. Insomma, tento di impormi un'autodisciplina per non fare "pizzeria", ma quel qualcosa in più che dovrebbe a mio parere essere implicito nella scrittura.

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  8. @MP
    I commentatori compulsivi li esaminerò un'altra volta, o anche no per non attirarmi troppe antipatie :-D

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  9. @Paola
    Sono d'accordo con te, ma comunque credo che la scrittura dovrebbe richiedere un pizzico in più di cura rispetto alla comunicazione orale.

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  10. @Luce
    Ma sì, alla fine dev'essere anche un piacere. Rilevo solo che alla fine il clima "pizzeria" tende a prevalere.

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  11. Io non so definirmi. Cerco di fare denuncia, non mi esimo da momenti di forte indignazione se li sento e con la poesia riporto fatti e sensazioni che riesco più facilmente a sintetizzare attraverso questo strumento emotivo. Cerco cmq sempre di scrivere anche di fatti meno noti o anche non più tanto considerati. Cerco, se ci riesco non so dirlo. Però non mi esimo dal lottare e dal cercare di smuovere qualcosa quando avverto un pericolo più serio. Ed il famigerato comma 29 del DDL sulle intercettazioni é uno di quei temi per i quali la lotta va fatta eccome secondo me.

    Bel post! (ok dai ora vieni pure a commentare da me eh? LOL! Scherzo!!!!!! :-)))))!!!!!)

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  12. @Daniele
    Ma no, tu fai un bel lavoro di documentazione, e i filmati che hai messo sul web li ho apprezato molto (forse finirò con l'imitarti :) )

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  13. Il numero dei commenti non corrisponde ai reali lettori di un blog e non è segno della sua eventuale qualità. So che ne sei consapevole, ma vale la pena soffermarsi sul tema.

    Spesso i blog, soprattutto quelli incentrati sull'attualità politica, si trasformano in circoli chiusi e autoreferenziali: le medesime persone si scambiano visite, pur di assicurarsi un certo numero di lettori. Perciò se la cavano con un commentino breve o chiaramente raffazzonato.

    Ricordo bene cosa accadeva quando avevo un blog dedicato alla politica. Siccome, a dirla tutta, non sono certo una sprovveduta, mi accorgevo subito di chi veniva sul mio blog solo per assicurarsi visite in cambio. Dal genere di commenti capivo chi leggeva davvero con interesse e chi, invece, impiegava al massimo due minuti per scorrere un post denso di concetti. Infatti i commenti che seguivano erano spesso superficiali o addirittura deformavano il senso dei miei scritti.

    Altro dato. I post più complessi e lucidi (anch'io, come te, amo la lucidità e la razionalità) avevano meno "successo" di quelli più semplici o banali. Per tutti questi motivi, oltre che per l'assenza di tempo, sono stata felicissima di aver chiuso quel blog.

    Adesso scrivo altro, come sai. Ma anche ora i post più complessi sono quelli meno commentati, anche se molto letti. La qualità difficilmente va d'accordo con la quantità, c'è poco da fare. ;)

    Saluti e buona domenica. :)

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  14. @Romina
    Sono d'acordo con te praticamente su tutto. Veramente, non so se dal punto di vista della creazione di gruppi chiusi ci sia davvero una specificità di quelli politici: a me pare, che non sia minore nel caso di altri argomenti, ma non ho una casistica adeguata per trarre conclusioni in proposito.

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  15. Sì, hai ragione, i gruppi chiusi si creano anche nel caso di blog che non trattano l'attualità politica. Solo che nel caso della politica, a mio parere si crea, qualche volta, maggior fanatismo: capita che il blogger possa sentirsi un punto di riferimento importante e che, incensato dal suo gruppo di fieri e acritici sostenitori, perda il senso del limite, specialmente quando è mediocre e scrive banalità.

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  16. Assolutamente no, Vincenzo, nessuna velata critica! Non mi riferivo a te e - se hai avuto questa impressione - evidentemente mi sono spiegata male...

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  17. Per me il mio blog è essenzialmente una valvola di sfogo in cui parlare delle cose che mi interessano di più: politica, informazione e musica. Ovviamente mi fa piacere se a qualcuno interessa quello che scrivo e se stimolo una qualche riflessione, ma questo è un sovrappiù rispetto al piacere di condividere i miei pensieri con il mondo. Concordo in tutto e per tutto con Romina: probabilmente riceverei molti più commenti se pubblicassi solamente le continue dichiarazioni di Berlusconi con tanto di imprecazione correlata, ma di una cosa del genere non me ne può fregare di meno. A me piacerebbe ricevere più critiche, punti di vista diversi, e difatti tento continuamente di stimolare un dialogo nei blog con posizioni distanti dalle mie, ma purtroppo mi sembra un tentativo vano...

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  18. @Alessandro
    Ma perchè sarebbe un tentativo vano? Il tuo mi sembra un atteggiamento da condividere, ma non condivido il tuo pessimismo.

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  19. Nei blog che ho avuto occasione di frequentare lo è stato. Ho espresso la mia opinione in maniera educata e pacata, e sono quasi sempre stato censurato. La moderazione si trasforma in censura in troppi casi. Ma non demordo, in fondo sono un inguaribile idealista.

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  20. http://egill-larosabianca.blogspot.com/24/01/11, 15:03

    _-Aiuto non riesco ad accedere a wordpress!-
    Non ho idea delle intenzioni dei blogger
    é certo che si "conversa"in relazione ai
    sentimenti al modo di vedere il mondo e
    non penso che per questo debbano diventare
    lobby,nemmeno rispondere tanto per apparire
    Non vendiamo niente e manipolare nessuno.
    Sensibilizzare è importante.Esiste molta
    confusione e ignoranza e sottomissione.Egill

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