sabato 17 gennaio 2015

RAPIMENTI E RISCATTI

Non potrei dire meglio di come abbia fatto la deputata del M5S, Gentiloni non avrebbe potuto comportarsi in modo più inutile e reticente di come abbia fatto. Non si viene in parlamento a tacere su tutto quanto ha accompagnato la liberazione di Greta e Vanessa, compiendo così un gesto rituale senza contenuto alcuno. Tra l'altro, questa reticenza finisce con l'assecondare le false voci messe in giro, il ministro dice, dagli stessi terroristi: tanto più. ciò avrebbe dovuto sollecitare un minimo di chiarezza, sennò non serve lamentarsi delle false voci, il ministro vi ha dato un poderoso contributo con il suo vuoto intervento in parlamento. 
Sul dibattito generale sull'accaduto, io partirei da un passaggio doveroso che a quanto leggo nessuno ha compiuto, separare la specifica situazione delle due ragazze riscattate, da quella del pagamento di riscatti...

Sul primo punto, non posso che unirmi al coro di quanti ritengono le due ragazze del tutto sprovvedute, vittime di un loro furore umanitario che ha impedito loro di percepire l'altissimo livello di pericolo nel loro catapultarsi senza organizzazione alcuna proprio nell'occhio del ciclone della guerra civile siriana, un comportamento non da persone adulte, ma del tutto infantile e che dovrebbe suggerire ai loro genitori di tentare di limitarne le iniziative.

Sul secondo, quello del pagamento dei riscatti, penso sia preferibile prescindere dal caso contingente. Che i riscatti servano a finanziare il terrorismo, o la guerra, non voglio qui occuparmi di questo aspetto lessicale che pure è fondamentale, non ci piove, come è altresì certo che il problema esista e sia molto concreto. Per quanto sia a mia conoscenza, l'ISIS non chiede riscatti, se cattura odisti occidentali, o li rende loro complici come è accaduto con un giornalista britannico, o li uccide senza ulteriori indugi. Tale comportamento è in linea col fatto che l'ISIS gode di fonti di finanziamento indipendenti ed ingenti, così come col fatto che intende porsi come un'autorità statale tra le altre autorità statali. 
Sono i combattenti poveri che praticano il riscatto a fine di riscatto, e per questi i riscatti costituiscono appunto la loro fonte principale di finanziamento. 
Pagando il riscatto, non solo li si finanzia ad esercitare le attività terroristiche contro l'occidente, ma li si incoraggia ai rapimenti come fonte di finanziamento. Si entra così in un circolo vizioso in cui la risoluzione positiva di uno specifico rapimento ha l'effetto collaterale terribile di incentivare il sorgere di sempre nuovi casi di rapimento. 
Ciò vale anche per i rapimenti della criminalità comune come attività finalizzata ad arricchimento personale, e il dibattito sull'opportunità di non pagare fino al tanto discusso blocco dei conti bancari dei familiari delle vittime, non è certo una novità dei nostri giorni. 
Il mio parere che so sarà criticato in un paese cattolico fino al midollo come l'Italia, è che, allo scopo di estirpare questo che costituisce uno dei crimini più odiosi che esistano, si debba affermare la prassi anche con la forza della legge dell'impedire il pagamento di riscatti. Ciò non può essere lasciato alle famiglie che non possono certo decidere da sè di mettere a rischio l'incolumità dei loro cari, ma allo stato sì, esso dovrebbe farsene carico. 
Sembra un atteggiamento inumano, come si può negare un pagamento che serva a salvare una vita umana, ma se ci si riflette meglio, si capisce che l'assecondare i piani criminali ha l'effetto indotto di mettere a rischio la vita di altri esseri umani.

Togliendo dalla tematica dei riscatti gli aspetti contingenti legati alle due ragazze rapite in Siria, è possibile meglio scorgere le motivazioni che possono suggerire di non pagare nè in patria nè all'estero.

2 commenti:

  1. Ieri sera, intervistata alla TV, una delle due ragazze ha detto che esse intendevano portare cibo e medicinali alla popolazione civile in Siria.
    Qualcuno mi potrebbe spiegare quale cibo e quali medicinali? Si erano portate dietro una colonna di camion con queste merci?
    Non mi pare, quindi seguito a non capire quale fosse lo scopo della loro missione.

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  2. Chissà cosa c'è veramente dietro il viaggio di queste due deficenti e per quali scopi siano state (molto probabilmente a loro insaputa) utilizzate. Sono d'accordo con Lei che non bisognava pagare.

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