venerdì 30 gennaio 2015

LA VERA SPONSORSHIP DI SERGIO MATTARELLA

A quanto pare, stavolta Renzi ha davvero rotto con Berlusconi. Con la convergenza di "Scelta civica" e degli autonomisti, e poi quella di SEL, esiste una maggioranza abbastanza robusta per eleggere Mattarella. Anche all'interno del PD, ci sono ottime ragioni per credere che la minoranza sarà disciplinatissima a votare questo nome, anche, anzi direi principalmente, per il suo valore simbolico di rottura del patto del Nazareno...
L'unico in verità che potrebbe determinare la sua mancata elezione sarebbe lo stesso Renzi, ma sembra a questo punto un machiavellismo eccessivo, estremamente rischioso perchè questa constatazione che qui sto facendo, la potrebbero fare tutti, così che tutti potrebbero facilmente identificare in lui il responsabile. A sua volta, ciò potrebbe costituire un ottimo motivo per un suo avversario nel PD per votare contro Mattarella, lasciando così a Renzi questa grana, ma per come è nata la candidatura di Mattarella, questa operazione verrebbe scoperta agevolmente. 

Esiste una sola persona che gode di un potere reale oltre Renzi e ben oltre Berlusconi, è Giorgio Napolitano, a cui dobbiamo credere quando dice esplicitamente che non intende mettersi a riposo, pronto invece a continuare ad operare politicamente anche dopo le dimissioni da capo dello stato. 
In altre parole, Napolitano si è scelto il suo successore, o forse ha offerto una rosa di nomi a Renzi, ed il premier ha dovuto accettare più o meno volentieri di seguire questo percorso. 

Insomma, il patto del nazareno non l'ha incrinato la sinistra PD, ma Napolitano, con un'offerta che Renzi non poteva rifiutare. 
Il risultato di tutte queste manovre è che Mattarella sarà in tutti i sensi il successore di Napolitano, e le dimissioni dovrebbero essere invece indicate come abdicazione.

Se le cose stanno così, lo scenario che si apre è quello di un potere ancora ancorato al duo Napolitano-Renzi, con Berlusconi che sarà comprensivo verso Renzi, visto che il vero sponsor non è lui, potremmo dire che hanno subito entrambi. Ciò che si riconferma è la marginalizzazione ancora una volta della sinistra PD che pensa oggi di avere colto un successo con il famigerato patto del Nazareno che avrebbe subito una rottura. Tale rottura non ci sarà, ci sarà certo l'indebolimento ulteriore di FI, con l'esito a questo punto pressocchè scontato dell'adesione collettiva di almeno una parte al PD.

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