sabato 3 maggio 2014

CAPIRE NAPOLITANO

Certo, che è difficile capire il presidente Napolitano. 
Intanto, sembra che i problemi con gli americani li abbia superato, che egli lavori ora senza particolari asperità assieme a Renzi, e tutto questo si vede dalla frequenza delle sue presenze pubbliche. 
Il presidente non fa mai passare più di qualche giorno senza ammanirci un messaggino in cui continua a criticare tutto lo stato di questa nazione. Ora, certamente non è che io voglia difendere la situazione esistente, ma invece Napolitano qualche piccola ragione ce l'avrebbe per farlo, diciamo che Napolitano dovrebbe passare l'intera giornata a difendere le cose così come stanno, e per un semplicissimo motivo...

Vediamo, mettiamo assieme alcune informazioni che sono a completa disposizione di tutti. Napolitano è oggi probabilmente il politico di più lungo corso ancora in circolazione. Ha attraversato praticamente tutta la storia della repubblica rivestendo vari ruoli, ma sempre in prima fila nell'agone politico. 
Ha fatto parte di un partito, il PCI, all'opposizione, ma che nella realtà ha condizionato profondamente le decisioni politiche nel sistema politco della prima repubblica anche da quella posizione. Nella seconda repubblica, il suo partito che ha cambiato svariate volte nome, ha governato per parecchi anni alternandosi al centrodestra di Berlusconi. Infine, dal 2006 è andato ad occupare il ruolo più alto, quello di capo dello stato, riuscendo perfino ad ottenere un secondo mandato. 

Allora, presidente, come la mettiamo? Se in più di mezzo secolo la politica c'ha portato dove siamo, e lei ne è stato un indiscusso protagonista per tutto questo periodo, cosa mai pensa di poterci insegnare? Non sarebbe meglio che si concedesse un po' di riposo, che ci lasci sbagliare da soli, invece di sbagliare sotto la sua illuminata regia? 
Anche analizzando il periodo più recente, dobbiamo ammettere che i due governi che lei si è totalmente inventato praticamente da solo, e sto parlando di Monti e Letta, sono stati un totale fallimento, tutti i parametri economici sono andati a picco, tutti nessuno escluso. Mi chiedo allora se un periodo di rigore economico serva per rimettersi a posto come lei ed i suoi presidenti del consiglio avete sempre affermato, o per distruggere il tessuto produttivo del paese che lei presiede. 
Mi chiedo quando e a seguito di quale tasso di disastrosità sia lecito chiedere che voi vi facciate infine da parte e lasciate che provino un po' anche altri, tanto peggio di voi sarebbe onestamente difficile fare.
Se volessimo poi andare ad esaminare la personale vita politica di Napolitano, avremmo anche tanto materiale per redigere un lungo elenco di errori, di cambiamenti di rotta, di ripensamenti. 

Di fronte a tutto questo disastro, di fronte ad una carriera politica che tanto danno ha provocato, almeno come partecipazione attiva a un contesto complessivo,  che tanto successo ha avuto proprio in virtù della sua capacità di interpretare il clima politico vincente, devo ammettere che trovo incomprensibile (si fa per dire...) questa insistenza a volere aiutare la nazione. 

Caro Presidente che si fa forte della seconda elezione e degli applausi scroscianti ricevuti in occasione del giuramento, l'aiuto lei l'ha in effetti dato, ma non alla nazione, quanto piuttosto a quei parlamentari che sono coloro che insistentemente le vanno dietro contribuendo anch'essi al disastro collettivo, una forma di solidarietà interna al microcosmo dei politicanti, non se ne faccia un vanto eccessivo, la prego.

1 commento:

  1. ciao, mi puoi scrivere a infinitejest@email.it

    dfw vs jf

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