giovedì 5 dicembre 2013

PRIME IMPRESSIONI SULLA SENTENZA DELLA CONSULTA

La sentenza di ieri della Consulta è un atto gravissimo che mette l'intero sistema istituzionale in uno stato di illegittimità, e quindi crea una situazione apparentemente senza via d'uscita...

Come dice Gramellini, un parlamento illegittimo comporta a cascata che le leggi promulgate sono illegittime, che lo stesso capo dello stato è illegittimo, con la conseguenza paradossale che la stessa corte costituzionale è illegittima e così circolarmente la stessa sentenza di ieri è da ritenere illegittima. 

Tutto ciò, badate, non è una barzelletta, la anticostituzionalità di un atto o di una norma ha, al contrario delle nuove leggi, un effetto retroattivo. 
Insomma, non esiste una via predefinita per uscirne, se ne uscirà allora in accordo alle teorie di Schmitt, dei poteri reali che vengono fuori nei momenti di emergenza, facendo così emergere la inconsistenza di taluni poteri ufficialmente considerati sommi.
Non vi fate prendere in giro dai costituzionalisti che già oggi nei giornali vaticinano, significativamente però ognuno in maniera difforme dagli altri. In effetti, basta avere alcune capacità logiche e qualche competenza generica per dire la propria, e francamente non trovo le opinioni dei costituzionalisti più profonde o fondate delle opinioni che si potrebbero ascoltare in un bar. 
In linea ovviamente del tutto teorica, un qualsiasi generale si potrebbe svegliare stamane, e rivendicare il proprio potere visto che opera in assenza di organismi istituzionali legittimi, compiendo un classico golpe militare, qualcosa di simile insomma a quanto avvenuto in Egitto.

Bisogna capire quale sia il piano politico di chi ha ispirato questa sentenza. Apparentemente, si direbbe che chi ha il potere effettivo e non solo quello formale, delegittimando tutti gli organismi istituzionali, concentra su di sè tutti i poteri. In effetti, la stessa corte costituzionale ha emesso una frase che suona davvero sgradevole se non francamente fuori luogo, aggiungendo che il parlamento può legittimamente legiferare sulle regole elettorali, visto che la sentenza entra in vigore non oggi, ma soltanto nel momento in cui sarà formulata la motivazione, il che richiederà almeno un mese di tempo. Poichè ciò è ovvio, il fatto che la consulta lo specifichi non può che avere un significato politico, di indicare cioè quella che i giudici costituzionali ritengono la via d'uscita da imboccare. 
Ci sarà tempo di riflettere sul "cui prodest" di tutta questa situazione ingarbugliata, ma si può soltanto dire che esistono poteri che si trovano alla disperazione, e che per difendersi non indietreggiano di fronte all'ipotesi di creare una situazione che obiettivamente può favorire sbocchi golpistici. 

Lo dicevo da tempo, finchè non si farà chiarezza sul voto dei 101, non se ne uscirà più, l'opacità nella politica monterà sempre più, dobbiamo vigilare.

5 commenti:

  1. Hai ragione è un momento drammatico e forse sbocchi golpisti non sono contemplati soltanto perché in Italia tutti (tutti tranne il popolo Italiano) mangiano bene sotto l'ala protettrice dei Governi della Repubblica e dei Parlamentari che sono seduti in quelle aule. In realtà ci vorrebbe una "sanatoria" come una specie di condono per rimettere le cose a posto. Sanatoria giuridicamente impossibile salvo che questo Parlamento facesse la legge elettorale (o semplicemente si tornasse al Mattarellum) e si tornasse al voto. Nuove elezioni "regolari" ed un nuovo Parlamento che allora sì forse con un atto "atipico" potrebbe "sanare" il pregresso. E' vero, sarebbe una forzatura costituzionale ma almeno sarebbe compiuta da un organo legittimato non a compierla ma a stare dov'è.

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    1. Caro Daniele, non ho soluzioni da proporre, almeno per il momento, e comunque non credo che aspettino il mio parere per prendere le loro decisioni.
      Mi limito solo a constatare il livello di irresponsabilità generalizzata che domina incontrastato in questa povera nazione.

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  2. Condivido parola per parola. Ciao.

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  3. Condivido parola per parola.
    Massimo

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  4. Il problema per me sta a monte. Qualsiasi forma di governo, qualsiasi "assetto istituzionale", emana dal popolo che lo esprime, non importa se si tratta di una democrazia o di una dittatura.

    Quindi il problema che vedo non è tanto di ordine formale, la progressiva decadenza del potere legislativo e il "golpe" esercitato dal potere giudiziario. Piuttosto vedo un problema nel fatto che quello che succede dipende dalla confusione mentale degli Italiani. Confusione mentale che ad oggi è prevalentemente frutto della strategia egemonica della cosiddetta "sinistra", vedi alla voce Gramsci.

    Con una piccola considerazione: in origine l'idea era quella di abbattere la "società borghese" per sostituirla con la collettivizzazione. Adesso la macchina continua a girare ma dato che nessuno crede più veramente che la collettivizzazione possa funzionare e nessuno vuole veramente vivere come in Corea, la macchina è priva di scopo, si muove, fa rumore, fumo, scintille ma nessuno sa bene a cosa serva. Che Guevara ma solo per finta.

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