sabato 7 dicembre 2013

IL RAPPORTO DEL CENSIS

Stavolta il Censis di De Rita secondo me l'ha azzeccata perfettamente, aggettivando la società italiana come "sciapa ed infelice". 
Infelice, senz'altro, il che ovviamente non implica un costante stato di disagio, ma piuttosto come un sottofondo che condiziona costantemente il nostro stato d'animo. 
Soprattutto però vorrei soffermarmi sul termine sciapo, cioè privo di sale, in altre parole questa società appare insulsa...

Sarà impopolare, ma io credo che il mondo dei web esprima pienamente questo aspetto, Intanto, con lo spostamento delle presenze dai blog ai social networks, sede di un chiacchericcio davvero insensato, un semplice passatempo privo di scopo alcuno. 
La conseguenza è che chi è entrato nel mondo dei blog nel 2009, quindi neanche così precocemente, ha tuttavia dovuto verificare questo calo di attenzione, di visite e di commenti. Ora, non è che il mio sia un blog granchè frequentato, ma nel mio piccolo tale ridimensionamento l'ho osservato anch'io. 
Soprattutto, sia sul mio che su altri blog, osservo una sostanziale omertà, la reazione ad un'opinione difforme,soprattutto seprofondamente difforme, si preferisce rispondere col silenzio, senza sentire neanche il bisogno di obiettare, prorio quindi il rifiuto del blog come luogo del dialogo. 

Oggi, direi che il blog o come i più frequentati è simile a un social network, una specie di chat improvvisata fatta da interventi in genere molto sintetici e che soprattutto perdono di vista l'articolo che li avrebbe dovuto suscitare e finiscono col riferirsi al commento immediatamente precedente, come avviene appunto quando si chiacchera, oppure sono blog-vetrina, in cui il bloggista si pone come il maestro che mette in mostra le proprie idee, e che in sostanza ignora i commenti, se addirittura non li proibisce direttamente. 
La verità è che gli italiani hanno una paura enorme, l'Italia come paese delle paure, che spingono quindi a rinchiudersi in un proprio guscio, a vedere l'estraneo, soprattutto se originale, come un potenziale nemico da tenere a debita distanza. 
Una situazione che risulta particolarmente favorevole a chi comanda, che da una parte ha i mezzi mediatici per imporre all'attenzione generale il proprio messaggio, dall'altra conta proprio su questo ottuso atteggiamento di chiusura nel proprio stretto circondario, per evitare che si possa coagulare un'organizzazione alternativa. 

Del resto, gli stessi parlamentari almeno in qualcosa rappresentano molto fedelmente i loro elettori, in questa atmosfera complessiva di paura, quella stessa che dopo il voto di riconferma di Napolitano, applaudiva freneticamente lo stesso Napolitano che riversava con generosità sul parlamento accuse pesantissime, infamanti direi. Allo stesso modo, questa sentenza che deligettima un po' tutti, quest'atto irresponsabile della Consulta viene abilmente sfruttato da chi ha più potere per mortificare ancora una volta il ruolo legislativo di un parlamento che appare come una foglia che trema al primo spirare di vento. Come dire, conoscono i loro polli e ne approfittano a piene mani, danneggiando tutta la cittadinanza che assiste inebetita ed imbelle a questo indegno spettacolo.

Non sono nè uno storico nè uno psicologo e neanche un sociologo, non so dire se e quando il popolo italiano uscirà da quest'atmosfera oppressiva di paura, so tuttavia per certo che sarà sempre troppo tardi.

A pochi giorni dalla clamorosa sentenza della consulta, a un giorno appena dalle primarie del PD, le reazioni appaiono deicsamente inadeguate

2 commenti:

  1. La "società italiana" è sciapa e infelice quando si conforma ai modelli di altre "società", segnatamente quelle della "anglosfera". E cioè società dove si produce apposta un essere umano che non esce mai dalla adolescenza, una "singolarità", senza punti di riferimento nel passato perché tutto quello che è "tradizione" è male e quindi va demolito e senza scopo nel futuro se non quello di consumare, di soddisfare bisogni continuamente indotti ad arte, una singolarità senza identità (di genere, di lingua, di storia, di età, di etnia) senza modelli, disciolto dentro una "equalizzazione" universale.

    Il "popolo italiano" vive ancora molto meglio di altri "popoli" ma solo perché il processo di estirpazione non è ancora completato.

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    1. Riguardo la "paura", secondo me ti sbagli. Invece penso sia un mix di due cose, la prima ovvia superficialità per cui è difficile andare oltre i luoghi comuni e la seconda è che rimanere confinati al luogo comune è rassicurante. Mandela, tutti con la lacrimuccia. Berlusconi, chi ammicca e chi odia. Solidarietà, tutti gonfiano il petto, Corruzione, tutti si indignano. eccetera.

      Non solo l'italiano medio non ha le basi per mettere in discussione le cose che sente dire e che ripete a pappagallo ma non lo vuole fare perché significherebbe andare contro corrente e non ci si guadagna nulla. E' come quando esci con una tipa che ti fa la pappardella sul fatto che lei ama gli animali, l'ambiente, eccetera e tu hai due alternative, stare al gioco e trombare oppure farle notare una delle mille mila incoerenze, cosi in irrita e tromba con un altro.

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