martedì 2 marzo 2010

FILMATI E BLOGS

Quanto conta in un blog l’aspetto grafico? Quanto contano le immagini e quanto i filmati?

Come sa chi mi segue, il mio blog è spartano, non ho mai tentato di renderlo più appetibile con orpelli vari, e non inserisco nei post né immagini né filmati. Questo mi pare il punto fondamentale, quanto l’aspetto visuale sia dominante nella società in cui viviamo.

Mettiamo ora da parte le immagini fisse, le foto, i disegni, tutta roba la cui funzione è essenzialmente estetica: si capisce che un aspetto gradevole attira sguardi e nel web contatti (provate con qualche bella figliola svestita e vedrete i risultati). Mi vorrei piuttosto soffermare sui filmati, resi disponibili a tutti da servizi come youtube, che risulta non a caso uno dei siti più clickati in assoluto. I filmati hanno dalla loro l’evidenza delle immagini, ci consentono un approccio perfettamente analogo a quello che sperimentiamo nella nostra vita quotidiana. Soprattutto direi, ci evitano uno sforzo immaginativo che risulta crescente passando a un audio e ancora più intenso nel caso della parola scritta.

Tra tutti i filmati però, ne esiste una sottospecie che davvero suscita la mia curiosità. Mi riferisco a quelli che chiamerò “alla Travaglio” che, seduto alla scrivania del suo studio, semplicemente legge qualcosa che egli stesso ha già scritto. Vedo con stupore che quest’uso si va man mano diffondendo, che sempre più blogs offrono come post filmati, generalmente con poche righe di commento scritto, a volte anche senza ulteriori commenti scritti. Non dico adesso che non mi piacciano, che, se ben realizzati, non possano svolgere perfettamente una funzione informativa. L’obiezione di fondo che faccio è cosa aggiungano al testo scritto. Sicuramente, l’intonazione della voce, le corrette pause, possono sicuramente facilitare la comprensione del messaggio, ma credo che possiamo tutti convenire che durante la lettura possiamo ben ricostruire da noi queste caratteristiche, guadagnandone in tempo: è un fatto che si legge più rapidamente di quanto si possa fare parlando, dovendo cioè pronunciare le parole.

La cosa più importante che avviene quando si passa dalla scrittura al filmato è il ridimensionamento del ruolo dell’immaginazione. Assistere a uno spot, non richiede granchè immaginazione, in quanto tutto è esplicito, il processo di decifrare non è richiesto, o almeno se ne richiede una dose minima, in quanto i codici di interpretazione delle immagini, soprattutto se in successione come avviene nei filmati, ci sono ben noti come cittadini del nostro mondo. Quando invece passiamo alla scrittura, allora al soggetto è richiesto di aggiungere tanto, ricostruire l’intonazione e le pause aiutandosi con la punteggiatura, ed in ogni caso il messaggio perviene abbastanza ambiguo da richiedere la partecipazione attiva del lettore: il leggere non è per niente un’attività passiva, ma è molto creativa, nel leggere in qualche modo riformuliamo il pensiero trasmesso. Non credo che dovremmo considerare questo impegno immaginativo come un elemento negativo? Credo piuttosto che dovremmo apprezzarlo, dovremmo goderci qual minimo di autonomia che il leggere ci regala in più dell’assistere ad un filmato.

Perché allora tanto successo dei filmati? Direi per un inganno biologico che ci fa credere sempre preferibile l’azione a minimo dispendio, e mi fermo qui in proposito perché il discorso diventa complicato e non riportabile in questa sede. C’è però anche un elemento culturale, l’essere la civiltà della televisione, avere quindi acquisito nel corso della vita un’abitudine a seguire immagini in movimento su uno schermo. Nel fatto di preferire il testo scritto ai filmati, riconosco in definitiva la mia età anziana, l’avere anche solo sfiorato nella primissima parte della mia vita una società priva di TV.

39 commenti:

  1. il filmato è diretto ed evita lo sforzo di leggere ...ehehehehehehe....
    nel mio blog amo inserire immagini inerenti al post e soprattutto video dei nostri concerti, dei nostri pezzi ma per la musica il discorso cambia

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  2. Credo che sia opportuno miscelare le due cose: testi scritti e video.
    Non necessariamente passare da un'estremità all'altra, poichè entrambe le cose hanno la loro utilità e i loro punti a sfavore.

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  3. a me piace associare le immagini che più mi piacciono allo scritto postato, e mi piace più scrivere perchè è proprio questo esercizio che mi mancava, come già detto, nel mio lavoro non ho bisogno di scrivere, potrei postare un mio video mentre leggo qualcosa che ho scritto solo se servisse ai non vedenti, ma so che loro hanno un programma di lettura, che mi dicono sia un po' sperzonalizzante perchè vengono usate delle voci metalliche.

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  4. Io in parte dissento. Io ho fatto e sto facendo dei video ma io recito poesie e questo é un qualcosa che il blog non può darti solo con la scrittura. Quindi credo che si debba valutare forse di quali video si tratta e cosa contengono. Concordo che Travaglio potrebbe forse anche postare i propri scritti ma a volte cmq l'immediatezza della voce é decisiva. Immagini, video..... non so io credo che di fatto si tratti sempre di vedere che cosa si posta e con quale scopo.

    Ma mi rendo conto che forse sono troppo di parte in questo caso.

    Ciao
    Daniele

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  5. Chi preferisce un video alla lettura credo lo faccia essenzialmente per pigrizia; ascoltare, infatti, richiede meno concentrazione del leggere. Quando leggo io sento come una vocina dentro me che, rispettando la punteggiatura, fa le giuste pause; è la vocina dentro di me che usa il tono ironico o sdegnato, a seconda dei casi. Insomma, in un certo senso, io leggendo faccio mio ciò che è scritto.

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  6. Sono d'accordo con quanto tu dici anche se c'è da dire che internet ha fatto sì che alle immagini fosse affiancato un testo scritto, riportandoci quindi, almeno in parte, in una dimensione dove la parola scritta ha un certo significato, laddove invece la televisione aveva quasi cancellato del tutto la scrittura.
    I tanti blogs ne sono un esempio.

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  7. Ho adesso una predilizione per il filmato perchè ho grande fiducia nella capacità di giudizio della gente. un filmato ti presenta la situazione nuda e cruda. E' lì e sta a te con la tua intelligenza estrapolarne l'essenza reale. Non ha bisoghno di commenti anche perchè se ne avesse bisogno a quel punto non sarebbe compreso veramente, profondamente insomma non sarebbe una opinione condivisa perchè non sentita.
    Inutile dire Mario è scemo e perchè. fai prima a mostrare un'azione di mario , ma un'azione talmente stupida che allora sì che Mario sarà agli occhi di tutti un vero stupido. bacioni

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  8. Non sono d'accordo. O almeno, io la vedo in un'altra prospettiva. Il video, come la musica e lo scritto, è una modalità espressiva. Si può preferire lo scritto al video come si può preferire la pittura alla musica, ma ritengo che ogni forma espressiva abbia la propria dignità. Il fatto che lo strumento del video sia spesso utilizzato in maniera svilente dalla tv non autorizza, secondo me, a considerare il video nel suo complesso come una modalità di espressione "minore". Detto questo ognuno è libero di preferire lo scritto al video

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  9. Personalmente non so esprimere un'opinione chiarissima su questo aspetto. Non ho ancora mai fatto uso di video-post e in genere non uso immagini chissà quanto accattivanti, ma scelgo sempre immagini o video che consentano semplicemente di arricchire (quando possibile) quanto scritto nel post.
    Ma non mi sento di escludere la possibilità di utilizzare un giorno video-filmati o qualcosa di analogo.

    Personalmente mi concentro molto sui contenuti espressi, do molto poco peso alla forma o all'aspetto grafico.
    Penso solo che per quanto concerne l'uso dei video in luogo dei testi scritti, si tratti di una questione di COME lo si fa, piuttosto del COSA si fa.

    L'impiego dei video come arricchimento di quanto si possa esprimere a parole, come ad esempio fa magistralmente Daniele Verzetti, abbia un suo senso profondo. Utilizzare il video come semplice sostituto "televisivo", come accenni tu in chiusura, di un post scritto analogamente "digeribile", possa sì essere visto come una sorta di sudditanza inconscia nei confronti del mezzo TV.
    Anche perché, ricordiamolo, un video priva anche di parecchi privilegi della scrittura in rete. A partire dai banalissimi (ma preziosissimi) link ipertestuali!

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  10. Ovviamente in una frase del mio commento manca un "Credo che" iniziale. Inizio a perdere pezzi per strada! :)

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  11. I video nei blog ... non so se mi piacerebbe vederli, però non sento la mancanza di ciò che non non ho mai avuto - vale a dire la possibilità di vederli, dato che la mia zona non è raggiunta dall'ADSL.
    Ma una volta ho visto il video(a singhiozzo) di Daniele Verzetti il Rockpoeta in circa un'ora e mezza, ed è stato meglio che non vederlo del tutto. Forse però dal vivo sarebbe ancor meglio ...
    ciao
    Milena

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  12. Personalmente preferisco leggere Marco Travaglio, anzichè ascoltarlo: sarà vero che la lettura-scrittura è più veloce delle parole dette!E poi ci si può fermare a riflettere.

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  13. @Bruno
    Sicuramente è come tu dici: la musica è tutta un'altra faccenda. Poi, ci sarebbe da aprire il capitolo "musica", ma non qui, merita una riflessione ben più ampia :)

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  14. @Guernica
    Difatti, secondo me bisognerebbe attribuire ai filmati una funzione che sia specifica. Del resto, per me era interessante non esprimere giudizi, quanto osservare una "moda", come nel corso del tempo i mezzi espressivi abbiano subito uina determinata evoluzione.

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  15. @Zefirina
    Sì, come dicevo a Guernica, i filmati possono svolgere un ruolo prezioso. E' per me comunque interessante osservare questo progressivo scivolamento verso una cultura visuale, in cui l'immaginazione non è più così fondamentale.

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  16. @Daniele
    Ti devo confessare che proprio i tuoi filmati mi hanno ispirato per questo post. Come già commentai sul tuo blog, trovo che tu sia bravissimo a recitare, e credo che anche Danilo facia benissimo la sua parte. E' proprio a partire dal piacere che avevo ad osservare i tuoi filmati che mi sono chiesto perchè. Mi sono cioè serviti per uno spunto più generale. Seppure uno come me che ha tanta dimestichezza, esperienza di vita con testi, subisce il fascino di un filmato ben realizzato, allora le sorti del testo scritto sono davvero in pericolo :)

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  17. @Ornella
    Sì, è quello che si definisce il ruolo creativo della lettura, ma la tendenza generale mi pare vada da tutt'altra parte...

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  18. @Matteo
    Sì, lungo da me l'assimilare il mezzo blog al mezzo TV, ma come dicevo anche negli altri commenti una tendenza verso un peso crescente dei filmati mi pare indiscutibile. La TV la richiamavo solo come una delle possibili cause di tale tendenza, ma ho ben chiara la diffirenza tra i due mezzi.

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  19. @Antonella
    Tu dici "l'evidenza delle immagini", ma così ti riferisci a documentari. Nei blog però non mi pare che prevalgano filmati documentaristici, ed io mi riferivo in particolare ai discorsi filmati, che mi sembrano la tendenza più perversa, ma nello stesso tempo, più di successo.

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  20. @Giudaballerino
    Lungi da me il volere svilire i filamti: non solo ne riconosco l'indispensabilità, ad esempio a livello documentaristico, ne riconosco il valore artistico a livello cinematografico e potrei andare avanti così...
    In ogni caso, non esprimevo giudizi di merito, quanto osservavo una tendenza, che in parte mi pare di subire anche in prima persona.

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  21. @Alessandro
    Spero di avere chiarito nei precendeti commenti alcuni aspetti del post che potevano risultare poco chiari: non ho nulla contro i filmati in generale, ma osservo come una caratteristica interessante questo crescente loro peso, fino ad invadere il campo specifico della scrittura.

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  22. @Milena
    Sì, Daniele e Danilo sono davvero bravi, concordo :)

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  23. @Paola
    Bene, almeno non sono il solo. Credo che nel caso di Travaglio ci sia una componente promozionale, metterci la faccia, affinchè questa diventi sempre più popolare.

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  24. PER VINCENZO: non credo siano in pericolo. Nel caso ti incollassi un giorno a vedere un video di Vespa allora ci preoccuperemo LOL....

    Seriamente, credo che le due forme d'arte e denuncia possano e debbano andare di pari passo e non cannibailizzarsi a vicenda.

    Grazie per la tua risposta davvero, sono onorato! :-)))

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  25. Non mi riferivo ai documentari. per esempio . un uomo che si aggira presso la sua casa terremotata e mostra i disastri che lo circondano. oppure un video di promozione elettorale: la faccia, il ghigno.. insomma si riconosce il candidato

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  26. Carissimo, credo che l'immagine, come la scrittura sia una forma di comunicazione ma è di chi legge e vede che è l'attenzione catturata.
    Io per esempio amo molto leggere, perchè come dici tu, immagino, creo toni, mi soffermo sui concetti e mi sento molto a mio agio e se "vedo " una cosa mi distraggo di più, se parliamo di un messaggio che debba essere divulgato,quindi preferisco leggere,come leggo te:-)
    un abbraccione

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  27. @luce
    Vedrò di non deluderti allora :-D

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  28. Tempo fa avevo pensato di postare delle micro-videolezioni di "storia della filosofia". A parte la difficoltà tecnica di realizzarle (bisogna essere portati per certe cose), mi sono anche fatto qualche domanda sulla loro eventuale utilità od opportunità - come sai nel mio blog ogni tanto va di moda chiedersi che senso ha la forma-blog e se abbia senso o no chiederselo, ecc. ad libitum...
    Siccome mi sono risposto (almeno per ora) che no, non ce la vedo quell'utilità, servisse anche ad "acchiappare" nuovi lettori (che diventerebbero quindi spettatori un po' meno invogliati a commentare),resto abbarbicato alla scrittura.

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  29. …Un po di tempo fa leggevo che in frazioni di secondo decidiamo se andare avanti o meno nel visionare una pagina web. E’ talmente ampia la possibilità di scelta che il cervello si estranea dal contenuto salvaguardando la forma. Partendo da questa considerazione diventa inevitabile ,a secondo della “mission” della pagina web, blog o altro una costruzione tecnica-visiva adeguata.
    Sull’uso in alcuni blog del post-filmato anziché scritto, a parte casi ovviamente particolari per gli argomenti trattati(la poesia è sicuramente uno di questi casi), penso rientri nell’autocelebrazione che colpisce sia “personaggi” già famosi come Travaglio, sia benemeriti sconosciuti che attraverso il blog cercano di rompere un muro di anonimato politico, sociale, fisico. Necessiterebbe (ma constato che è molto difficile) rompere quel meccanismo a cui ho fatto riferimento nelle prime righe del commento e, salvaguardare solo la parte “contenuto”.

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  30. In un tempo lontano quando il popolo era, per necessità del potere, ignorante le sacre scritture venivano divulgare attraverso le immagini di pittori o scultori, il rigore e il timore religioso erano intimati con i gargoyle nelle cattedrali gotiche.
    L'immagine può essere velocità, leggerezza, rapidità. Il mezzo adatto a un mondo dove ci si rifiuta di comprendere, se non torneremo ad amare lo scorrere delle parole, la recitazione impegnata di un attore, perderemo l'umanità e il nostro prezioso spirito critico.


    L'immagine è anche egocentrica, un mezzo per emergere in questa società fatta di scorciatoie e scarsi talenti, perché creare significa percorrere una strada che costa fatica e sangue.
    " I want it all and I want it now ..." potrebbe essere l'inno della nostra generazione.

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  31. Potrei ricordare un movimento viennese, la Wiener Secession, secondo cui letteratura, musica, architettura e artigianato dovevano divenire un tutt'uno per creare la Gesamtkunstwerk, l’opera d’arte totale.
    La bellezza delle immagini contro la volgarità quotidiana, la bellezza per trascinare negli occhi degli stolti o dei pigri la cultura.
    Questi artisti s'imposero di staccarsi dall'arte accademica passata per riproporre nelle loro opere il tempo presente. Desideravano toccare la coscienza dell'oggi apportandovi vivacità.

    Il web di oggi e la tv supportano ben altri valori...

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  32. @MD
    Dobbiamo resistere, lo farò anch'io :)

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  33. @Loris
    Devo dire che sono leggermente meno pessimista di te. Infatti, ho potuto sperimentare che quando mi capita di fare zapping alla TV, ci sto pochi secondi per rendermi conto se si tratti di un film piuttosto che di fiction. Se mi chiedessero come faccio, non lo saprei dire, ma ti assicuro che non sbaglio mai. Così, anche se per decidere se leggere un blog o non leggerlo quando li facciamo scorrere velocemente sullo schermo, possiamo sempre sperare che anche pochi secondi siano sufficienti ad un occhio allenato per identificare blog interessanti. Naturalmente, rimane la questione di cosa per quel lettore specifico sia interessante...

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  34. @MP
    Tanti spunti nei tuoi commenti. Io vorrei solo puntualizzare che oggi siamo andati oltre: non più una cultura visiva inevitabile dato l'analfabetismo di massa, ma la scelta di rinunciare alla scrittura pur avendola appresa. Un po' come tagliarsi una mano, una perversa volontà di menomarsi.

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  35. Un film c'è anche senza lo spettatore
    La storia di un libro non c'è senza il lettore
    Il film è completo, lo spettatore non ci aggiunge niente se non la sua attenzione e le conseguenti emozioni
    La storia di un libro ha bisono del lettore per essere completata...
    "Esempio:
    Mi passò accanto un maestosdo cavallo. A cavalcarlo una grazioza signorina che mi salutò con un sorriso ambiguo...!
    Di colore è il cavallo? Solo con il contributo del lettore quel cavallo ha un colore...
    E su dieci lettori, avrà diversi colori, perchè ogni lettore lo colora con la sua fantasia... ecc.. ecc...
    E ho detto tutto, forse!

    mirco

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  36. @Mirco
    Tutto non puoi avere detto, senza contraddirti: qualcosa devi aver lasciato a chi ti legge :-D

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  37. "Mettiamo ora da parte le immagini fisse, le foto, i disegni, tutta roba la cui funzione è essenzialmente estetica"
    Non sono assolutamente d'accordo. Almeno per quello che mi riguarda.

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  38. @Alberto
    Scusa, ma non ho capito. Vuoi dire che non sei d'accordo sulla preminente funzione estetica delle immagini nei blogs?
    Io dicevo che non mi sarei occupato di tutto ciò che ha una funzione preminentemente estetica, anche se nel seguito inserisco anche il materiale documentaristico tra quanto escludo dalla mia analisi. Quindi, questa frase non costituisce il centro dell'interesse del post. Comunque, a scanso di equivoci, non trovo per nulla disdicevole che si voglia migliorare l'estetica del proprio blog.

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  39. Avevo detto per quel che mi riguarda, cioè per il mio blog. Rarissimamente pubblico foto pleonastiche col solo scopo di abbellire il post, ma le immagini, e molte le ho scattate io, fanno da supporto importante al testo. E può anche succedere che l'immagine viva di vita propria e il testo, la didascalia, le faccia da supporto. Questo intendevo.

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