giovedì 17 dicembre 2009

RUBRICA SETTIMANALE DI POLITICA INTERNA. N. 19

Mi pare che oggi si possa dire che la parentesi Tartaglia si sia chiusa senza troppi danni. Il paventato decreto che avrebbe dovuto introdurre delle restrizioni sulle manifestazioni e sul web sembra non verrà promulgato, e quindi ora si parla di un eventuale DDL: almeno, non essendo applicato subito, avremo il tempo di analizzarlo e magari predisporre dei mezzi di difesa.

Si è trattato di un fattaccio di cui avremmo volentieri fatto a meno. Non credo alla tesi dell’incidente taroccato, ma certo che gente come Feltri e Cicchetto si è comportata esattamente come se lo fosse stato: potremmo dire che si tratti di riflessi condizionati.

Apparentemente, sembra che in questo paese non ci si renda conto di come il potere, di qualsiasi tipo esso sia, richiede una corrispondente responsabilità. Di conseguenza, il signor B. dovrebbe capire che non può permettersi di attaccare figure istituzionali quali il Presidente della Repubblica, la Corte Costituzionale, e altri poteri dello Stato come l’ordinamento giudiziario: se lo fa, è inevitabile che scateni delle reazioni che non gli saranno di certo gradite.

Analogamente, come può un ministro della Repubblica rivolgersi agli elettori dell’opposizione, augurandosi che muoiano, e continuare imperterrito a sedere in Consiglio dei Ministri. L’ultimo episodio riguarda Cicchitto che, da capogruppo alla Camera del PDL, non ha la sensibilità per capire quanto attaccare un elenco nominativo di persone, se messo in atto da una persona nella sua posizione, acquista jun significato persecutorio, quasi uno scatenare una caccia all’uomo. Ovviamente, non ho dubbi che come Brunetta continua a fare il ministro, allo stesso modo Cicchitto continuerà a fare il capogruppo del PDL, saranno onorati, intervistati, e sarà data loro ampia opportunità di continuare a spargere veleno su chi si oppone alla marcia trionfale del capo.

Quindi, a seguito dell’incidente Tartaglia, non è successo nulla di clamoroso, ma si è solo aggiunta un’ulteriore pagina di degrado nella storia di questo povero paese.

Se le cose stanno così, mi pare che l’ipotesi che lanciavo la settimana passata, prima quindi del fattaccio, possa ora essere ripresa, anche se vedo che le reazioni sul web sono prevalentemente di silenzio. Questo silenzio non è certo una cosa confortante, perché segnala non tanto un dissenso, che potrebbe almeno costituire un’occasione di dialogo, ma invece proprio la negazione del dialogo. Tenterò qui di motivare meglio l’ipotesi dell’appello che ho avanzato.

Lo faccio sulla base dei risultati delle ultime elezioni politiche, quelle del 2008. Esse confermano come la pretesa plebiscitaria del signor B., di avere il popolo dalla sua parte, oltre ad essere democraticamente improponibile (in democrazia esistono cittadini elettori, ognuno con la propria opinione, soggetta tra l’altro a cambiare nel corso del tempo, e pertanto non esiste alcun popolo, inteso come entità collettiva monolitica), è infondata anche nei numeri, come mostro nel proseguo per punti:

1. Esistono milioni di cittadini senza diritto al voto, ed alcuni, come gli adolescenti, esercitano già un ruolo attivo nella società.

2. Quando si calcolano le percentuali dei voti acquisiti dalle liste elettorali, ciò viene fatto sul totale dei voti validi. Ciò è ovviamente corretto, ma se qualcuno rivendica di avere il popolo dalla propria parte, allora, almeno questi, dovrebbe considerare le percentuali sul totale degli aventi diritto al voto. Questi includono, oltre gli astenuti, anche chi ha votato scheda bianca, essendo anche questi, come voti non espressi, esclusi dal computo delle percentuali.

3. Infine, bisogna considerare che in accordo alla legge elettorale vigente, a causa della soglia minima necessaria per accedere al Parlamento, e per la Camera a causa del premio di maggioranza, per avere la maggioranza dei seggi in Parlamento non occorre avere la maggioranza dei voti, ne bastano molti di meno.

Ho richiamato brevemente alcune considerazioni di natura tecnica che probabilmente già conoscete, per dare forza all’ipotesi della rivolta civile che io sostengo come unica via valida per uscire da questo stato di degrado in cui l’Italia si trova e per evitare che essa sia condotta verso il peggio. Il signor B. ha certo molte persone al suo servizio, gode di una certa popolarità in ampi strati di popolazione, ma certo non gode della fiducia della maggior parte delle persone in questo paese. Ciò che si dovrebbe quindi farre è adesso di dimostrarlo.

20 commenti:

  1. Ottima analisi , lucida e corretta.
    Allora partire con un'iniziativa popolare non sarebbe male e cioè, cosa che ci è consentita dalla Costituzione, promuovere una raccolta di firme per una proposta di legge, elettorale come l'hai descritta tu tra le righe, da portare a Roma.
    Credi che ci si possa muovere in questo senso?
    Magari cercando teste come la tua per la redazione del documento da firmare e facce di bronzo come la mia( e di altri) per cercare le firme nei gazebi sul campo, approfittando della rete non solo del web ma anche delle conoscenze e cercando un consenso trasversale ( io conosco alcuni di destra che non sono berlusconiani)che aiuti il paese e che voglia migliorare il paese.
    E poi cercare i canali mediatici che portino l'iniziativa al paese, quindi reti locali, giornali anche locali e piano piano, senza fretta, arrivare a Roma, che anc'essa non fu costruita in un giorno ( e nemmeno dostrutta in un giorno)
    Siamo una democrazia? E allora facciamo valere i nostri diritti senza violenza ma con la costanza del dialogo.
    Ci vorrebbe poi un comitato che invece denunci costantemente tutti i Ministri e chi per loro che nell'esercizio della loro funzione OFFENDONO impunemente con le loro dichiarazioni chi dissente dai loro programmi, una specie di Comitato del Cittadino che scopra, segnali e denunci questi abusi, che sì, potrebbero essere archiviati, ma farebbero notizie e chissà curerebbero anche qualche testolina vuota.
    Questo il mio contributo alla tua idea.
    Fai tu, valuta e fammi sapere.
    Sono conatattabile anche attraverso il mio blog tramite email:io non vedo l'ora di are qualcosa di concreto per questa Italia che continuo ad amare molto,molto,molto.
    Un abbraccio e buon inizio giornata.
    Ah, e complimenti per la tua "rubrica", altro che la compianta Tribuna politica! :-) ( un sorriso fa sempre bene anche in guerra!)

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  2. Il problema non mi sembra essere un problema "tecnico"...ovvero legato alla quantità di astensionisti rispetto ai votanti. Anche nel caso in cui il governo governasse con un'effettiva maggioranza dei cittadini ciò non toglierebbe la necessità di una dialettica critica e democratica. Cosa che il PDL impedisce per esempio ponendo la fiducia su ogni DL o DDL.
    Quello che molti degli elettori di B. non capiscono o non vogliono capire è che un governo non deve mai tradursi in quella dittatura della maggioranza che paventava Tocqueville.
    Che è esattamente quanto sta succedendo in Italia..
    "Se cerco di immaginare il dispostismo moderno, vedo una folla smisurata di uguali che volteggiano su se stessi per procurarsi piccoli e meschini piaceri...Al di sopra di questa folla vedo innalzarsi un potere tutelare che...lavora per i cittadini, ma vuole esserne l'unico agente, l'unico arbitro..."
    Così Tocqueville...

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  3. E' chiara e condivisibile la tua analisi. E penso anch'io che questa sia la strada da seguire. Ma come dice Chiara il problema di fondo è che, indipendentemente da chi ha la maggioranza e quindi il diritto/dovere di governare il paese , chiunque la abbia DEVE rispettare le istituzioni. Il parlamento, la magistratura ecc. Mandare a casa questa maggioranza ora è una buona soluzione, ma in generale bisogna lottare affinché non vengano svilite e umiliate le istituzioni democratiche di questa nazione.

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  4. Io mi domando perchè tutti quelli dell'opposizione non hanno snocciolato al cicchetto l'altro giorno in Parlamento tutti gli insulti che il venditore di padelle e i suoi hanno rivolto verso Prodi, verso la sinistra, insomma verso chi non la pensa come loro a partire dal 1994 fino all'altro ieri. Per non parlare poi dei leghisti leccapiedi che ne hanno dette di tutti i colori così ignobili, da galera
    dico io. L'arroganza del potere da questi soggetti esibita suscita altro che odio.

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  5. Vincenzo, sei molto ottimista per quanto riguarda la rinunzia a indire misure retrittive . Credo che siano solo rimandate.
    Molti di noi si sono chiesti il questi giorni come mai l'opposizione non si è ribellata alle continue dichiarazioni di guerra da parte della maggioranza. Non ultimo il Monticiano sopra questo testo. Io mi dici che dovremo piantarla di chiedercelo: rendiamoci conto che se molti cittadini , molti blogger, molti giornalisti hanno sentito la necesità di intervenire attivamente contro questa reazione demagogica del governo e dei suoi ministri è perchè non esiste un 'opposizione che lo sta facendo. Non ci sarà dunque un'opposizione alla loro oppressione, non ci sarà una opposizione alla loro prevalicazione. Questo forse è il dato più preoccupante.
    I cittadini dovrebbero starsene a casa e non scrivere di politica . Occuparsi di cose più interessanti. Abbiamo eletto persone apposta per delegarle a questa fastidiosa incombenza. Non lo stanno facendo. E credo che anche in futuro non lo faranno mai. Allora dico: meno male che ci sono certi giornalisti che stanno rimediando a questo vuoto abissale.

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  6. Quoto Luce ed Antonella. Stessa identità di vedute. E come il monticiano, sono oltremodo indispettita dalla mancata reazione degli esponenti del PD agli attacchi di Cicchitto in parlamento.

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  7. Riprendo la tua conclusione:
    "ma certo non gode della fiducia della maggior parte delle persone in questo paese. Ciò che si dovrebbe quindi farre è adesso di dimostrarlo."

    Ritengo che sia difficile che si possa mouovere una foglia, per questi 2 motivi:
    - perchè come dici tu non si è ancora dimostrato in maniera lampante che berlusconi e la sua cricca non è degna di fiducia (per tutti i motivi che conosciamo) e rappresenta, oltretutto, solo una minoranza.
    - la fiducia che il resto degli italiani non ripone in berlusconi, non la ripone in nessun altro. La gente non si fida, quindi non crede, quindi non rischia.

    Non è capacità della massa guardare troppo in là, immaginare paradigmi e stili di vita diversi.
    Se gli si fornisse un esempio (una piccola comunità autosufficiente, un movimento...) potrebbe iniziare a credere che cambiare non solo si può, ma conviene.
    Senza un evidente ritorno personale, è difficile che nasca lo stimolo a lottare, cambiare e, generalizzando, a far qualsiasi cosa.

    Quindi oltre quello che tu proponi, credo sia indispensabile incanalare gli interessi personali in una direzione diversa dal profitto e dai piaceri spiccioli che ne conseguono.

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  8. Analisi lucidissima. E' curioso che a giocare il ruolo della parte politica miracolosamente eletta a guidare il paese ci siano partiti politici vittoriosi in ben 3 occasioni e tutte e tre le volte senza nemmeno avvicinarsi alla soglia del 50% dei voti validi.
    Figurarsi il conteggio dei voti in relazione al numero di aventi diritto...

    Una cosa è chiara: gli stessi che in queste ore gridano contro il clima d'odio generatosi nei giorni passati, oggi stanno cercando di spegnerlo con benzina e fiammiferi.
    Liste di proscrizione, leggi d'urgenza (fortunatamente congelate) contro web e manifestazioni, attacco alle trasmissioni RAI indipendenti e classifiche improvvisate tra "buoni" e "cattivi".
    La ricetta migliore per creare le condizioni per un civile scontro politico...

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  9. L'analisi è lucidissima. Ma dubito che lo sia la maggior parte degli italiani.
    Saviano,a fronte delle 500.000 firme raccolte, ha una controparte di ben 49.500.000 italiani che non la pensano come lui.

    Riporto il passo di Toqueville citato da Chiara Milanesi:
    "Se cerco di immaginare il dispostismo moderno, vedo una folla smisurata di uguali che volteggiano su se stessi per procurarsi piccoli e meschini piaceri...Al di sopra di questa folla vedo innalzarsi un potere tutelare che...lavora per i cittadini, ma vuole esserne l'unico agente, l'unico arbitro..."

    Un potere che lavora per i cittadini mentre loro volteggiano su se stessi: questo secondo me vorrebbero gli italiani. Alla faccia della democrazia....
    Quello che c'è ce lo siamo voluti!

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  10. @Luce
    Ti dico che ammiro la tua passione politica. Ce ne fossero come te. Sai che proprio in questi giorni tanti hanno addirittura chiuso il loro blog? Ma non perdiamoci d'animo, qualcosa è certo doveroso fare. Vi sottoporrò, spero presto, una bozza del testo che si potrebbe offrire per la sottoscrizione.

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  11. @Chiara
    Naturalmente, sono perfettamente d'accordo con te. Comunque, l'aspetto tecnico riguardava esclusivamente la conta dei consensi. Non citavo la mia opinione, che coincide con la tua, ma mettevo il signor B. di fronte ai suoi stessi criteri.

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  12. @giudaballerino
    Purtroppo, temo che questa cultura populista che abbiamo di fronte debba essere sconfitta sul suo stesso terreno, non mi pare che le istituzioni potranno reggere a lungo. Già il Parlamento è ostaggio del governo, del tutto incapace di costituire una voce autonoma. prima o poi faranno le modifiche costituzionali che servono loro e una riforma della giustizia che ne mortifichi l'autonomia di questo potere. A quel punto, non vedo che ostacoli si potranno più trovare verso forme conclamate di dittatura.

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  13. @Angustifolia
    L'ennesimo episodio di mortificazione del ruolo del Parlamento.

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  14. @Antonella
    Ma certo che l'opposizione è inadeguata: se qualcuno aveva ancora dei dubbi, bastano le dichiarazioni di D'Alema di oggi...

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  15. @Ornella
    E come dicevo nel precdente commento, baffino ha già ricominciato ad inciuciare: è più forte di lui :-D

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  16. @Gigi
    Condivido le tue perplessità, che sottolineano giustamente l'assenza di alternative credibili, a casusa di un'opposizione del tutto inadeguata.
    E lo penso come te anche sul fatto di dovere anticipare come collettivo un modo di vivere in maniera differente. Il problema è che quest'entità colletiva non esiste ancora: forse è più facile costruirla nel corso di una lotta.

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  17. @Alessandro
    La pensiamo allo stesso modo: gettare acqua sul fuoco, invocare moderazione è fare il gioco di chi comanda. Chi sta al governo preferisce il silenzio, ha ben altri mezzi che la semplice parola per agire.

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  18. @Kinnie51
    Non stiamo tutti dalla stessa parte però...

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