giovedì 18 settembre 2014

LA SCOZIA ED IL FENOMENO DELLE SECESSIONI

Che sta succedendo alle nazioni europee con questa voglia di secessionismo come dimostrano senza possibilità di equivoco i casi della Scozia e della Catalogna?...

Succede ciò che era ovvio aspettarsi. Una volta che i governi nazionali hanno abdicato ai loro poteri per farsi meri esecutori degli ordini della grande finanza internazionale, si è creato un vuoto di sovranità. La sovranità non è solo l'esercizio di alcuni poteri, tipicamente quello di stampare liberamente moneta, ma è anche una forma di garanzia, lo stato esiste se usando la propria sovranità, difende i propri cittadini di fronte al mondo inteso qui come un'enitità complessiva non meglio specificata. 
L'esistenza insomma di una nazione, comporta inevitabilmente la definizione di un dentro e di un fuori, di un ambito nazionale e di un ambito estero. Estero, è superfluo forse specificarlo, non significa di per sè ostile, anzi, al contrario una nazione si può fare promotrice di accordi internazionali che consentano ad esempio un mantenimento più efficace della pace. Tuttavia, in nessun caso è lecito ignorare questa distinzione fondamentale tra quanto costituisce la specifica nazione e l'ambito complessivo delle altre nazioni. 
E' forse utile ricordare che la storia delle nazioni è abbastanza breve per i tempi storici ed anche geograficamente alquanto limitata. E' l'Europa che ha dato origine a questa nuova organizzazione del mondo, ed essa l'ha successivamente ampiamente esportata in ogni dove. 
Occorre ricordarlo in questo momento in cui i potenti decidono di sfruttare proprio le singole nazioni per un loro disegno (tra l'altro disperato) e che quindi non sono interessati a distruggerle, ma solo a vampirizzarle. Ebbene, odiati potenti del mondo, la notizia è che le nazioni sono meno forti di quanto credevate, e che pensare di succhiarne il sangue come se questo fosse in quantità illimitata, è una solenne sciocchezza. 
La solidità delle nazioni in questa fase non viene messa in pericolo da parte di altre nazioni che sono altrettanto deboli, ma da quanto succede al loro interno. 
Il discorso dei secessionisti è chiaro, visto che questa nazione non è in grado di garantirci, dobbiamo individuare un ambito alternativo in cui invece questa garanzia possa funzionare. 
Così, non bisogna fermarsi alle apparenze, è vero che le secessioni fniscono per essere proposte guardando al passato, ma ciò avviene soltanto per l'influenza che comunque quello che potremmo chiamare le "faglie storiche", mutuando un termine utilizzato nell'ambito degli eventi sismici, tende ad esercitare, una sorta di linea di minima resistenza. Il sisma tuttavia è nuovo, la voglia di essere parte di una vera nazione è nuova ed attuale, anche se utilizza percorsi già esistenti, ma si tratta di due piani da tenere comunque ben distinti e separati. 
Non so di certo come andrà il referendum di oggi in Scozia, ma ove dovesse avere successo, porrà dei problemi non indifferenti, non come leggo in giro per problemi di natura formale e di natura organizzativa, ma soprattutto come esempio per altri popoli che tenteranno con ogni evidenza di seguirne l'esempio. 

La globalizzazione promossa dall'alta finanza avrà così sortito l'effetto opposto a ciò che ci aspettavamo, invece di unire, avrà l'effetto per certi versi paradossale di dividere di più, di moltiplicare le unità statuali esistenti.

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