mercoledì 28 agosto 2013

TAGLIAMO LE SPESE DELL'1%?

L'avrete sentita anche voi pronunciata prevalentemente dai parlamentari del PDL a proposito del bilancio statale la geniale osservazione che l'1% delle spese supera già gli otto miliardi di euro. Da questa osservazione così sofisticata appunto, deriva non si sa in base a quale linea logica che dovrebbe essere un gioco da ragazzi ridurre le spese di un misero 1%, e quindi ogni volta che si devono rintracciare risorse per investimenti o per la riduzione delle tasse, basta procedere a questa modesta riduzione delle spese...
E' obiettivamente un ragionamento idiota. Per evidenziarlo, provate a ripetere questo ragionamento più volte. Riducete una prima volta le spese dell'1% e poi su questo nuovo totale di spese applicate una seconda riduzione dell'1% e così via: con un po' di perseveranza, avrete trovato il metodo magico per non spendere più nulla. D'altra parte, non si capisce perchè questo procedimento dovrebbe essere applicabile solo una volta sul bilancio attuale e non su quello già ridotto dell'1%, visto il suo automatismo. Chi sostiene che si tratti di un'operazione non solo possibile ma anche agevole, non entra nel merito del tipo e dell'ammontare delle singole voci di spesa, no, il ragionamento si basa esclusivamente sul fatto che la riduzione sarebbe modesta e ciò vale sempre, anche dopo aver applicato la misura un'altra volta. 
Sono numerosi coloro che si esercitano in tali incomprensibili dichiarazioni, perfino il giornalista Rizzo non si è potuto trattenere. Io dico come sia possibile ridurre la gestione del bilancio a una questioni di percentuale. Chi propone una riduzione delle spese, e vuole dare credibilità alle proprie proposte, dovrebbe entrare nel merito delle voci su cui operare la riduzione, oppure bisogna credere che le spese statali siano arbitrarie nel tipo e nella misura, ma in questo caso bisognerebbe piuttosto rifare da cima a fondo tutto il bilancio, non già limitarsi a una sua modesta riduzione.
Purtroppo, non posso fare a meno di notare l'approssimazione come metodo sistematico di porsi davanti alle questioni,anche quelle più rilevanti. 
A me ad esempio piacerebbe capire come sia cresciuto il bilancio statale. Ancora negli anni sessanta, di fronte a un PIL ben più basso dell'attuale, di fronte ad un'evasione perfino maggiore dell'attuale (in percentuale, s'intende), non ricordo che vi fossero problemi di bilancio così stringenti. Eravamo più poveri, ma il pronto soccorso era un servizio interamente gratuito e non ricordo di gente che si lamentasse come oggi della lunga fila richiesta per farsi visitare, i costi dell'istruzione erano modesti anche a livello universitario, non avevamo grandi servizi forse, ma quanto previsto veniva finanziato senza tanti problemi. MI chiedo cosa sia successo nel frattempo, mi chiedo se esista anche un unico studio che riporti l'evoluzione delle singole voci di spesa (e magari di entrata). Magari se qualcuno di voi che mi legge fosse informato in proposito, sarebbe per me cosa molto gradita una segnalazione in proposito.

3 commenti:

  1. Facile, si licenza 1% dei dipendenti pubblici.

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  2. Mi pare che tu non sia forte in matematica, e comunque non si tratta dell'operazione semplice che essi sostengono: sei certo di avermi letto?

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  3. Nemmeno fare la cacca è semplice in certe condizioni. Ma se non fai la cacca dopo un po' muori. Per cui si adottano le misure necessarie, prima la purga o il clistere e se non basta si ricorre all'intervento chirurgico.

    Facciamo il caso della Grecia. Fonte il Sole24Ore.
    "I dipendenti pubblici greci a contratto indeterminato (esclusi quelli a contratto determinato che nessuno sa ancora quanti siano esattamente) sono arrivati a 750mila su 5 milioni di abitanti attivi e una popolazione di dodici milioni complessiva. Secondo la troika, i funzionari della Ue, Fmi e Bce, ne basta il 20% in meno, cioè 600mila. Ora entro il 2015 ne devono uscire 150mila, 30mila entro fine anno."

    Per cui io direi che si potrebbe cominciare a licenziare lo 1% dei dipendenti pubblici italiani (30.000 - purga), prima di arrivare a licenziarne il 20% (600.000 - operazione chirurgica).

    Il problema è che la ragione per cui è difficile mettere in atto questi provvedimenti è la medesima per cui il problema si è originato e cioè la "ragione sociale" del PD, l'ideologia vagamente marxista e il paternalismo cattolico.

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