venerdì 9 agosto 2013

FEMMINCIDIO ED OMOFOBIA, UNA COPPIA DI NEOLOGISMI MICIDIALI

L'ennesima puntata del cretinismo contemporaneo in salsa occidentale. Dopo l'omofobia, abbiamo il femminicidio e quindi il maschicidio ovviamente. 
Ai nostri tempi, tutto è spettacolo, i problemi non si affrontano nel modo ottimale al fine di risolverli, l'importante è l'apparenza, l'occupare il palcoscenico. Letta ad esempio deve dimostrare ad ogni caso che egli guida il governo del fare, fosse anche fare schifo, ma pur tuttavia fare. Sul piano economico, sono bloccati dagli ordini ricevuti dall'estero che eterodirigono l'Italia con il consenso da traditori di chi occupa i posti di massima responsabilità di questo paese, allora non rimane che rivolgersi al campo dei diritti civili, che sono come il prezzemolo, stanno bene in ogni pietanza ed in ogni provvedimento legislativo. Fa parte del pensiero dominante, bisogna creare una ampia legislazione antidiscriminazione, apparentemente senza rendersi conto che è proprio così che si creano norme discriminatorie, bisogna garantire la parità, l'eguaglianza, ma non semplicemente applicando le norme in modo assolutamente equivalente verso tutti i soggetti, ma creando le eccezioni per affrontare presunte situazioni eccezionali. Di eccezione in eccezione, stiamo uccidendo lo stato di diritto...amen!...

Mi chiedo perchè la violenza fisica esercitata verso gli omosessuali o verso le donne, dovrebbe costituire un'aggravante. A questo punto, consideriamo il fattore età, e costruiamo una bella tabellina che riporti la pena in funzione dell'età, del colore della pelle, del sesso  e del genere di appartenenza, e nella casellina riservata a un maschio bianco quarantenne mettiamo una pena pari a zero, visto che non subisce discriminazione, non ha motivi per essere protetto dalla legge, magari provveda a difendersi da sè.
Si potrà dire che la violenza verso le donne è molto più frequente: ed allora, se su cento reati di violenza fisica, novantanove sono su donne o su minori o su minoranze etniche, o su omosessuali, che ragione ci sarà mai di discriminare quel rarissimo unico caso su cento che si verifica? Misteri insondabili della società dello spettacolo.
Ad ogni modo, la cosa secondo me più grave è costituita dall'innovazione linguistica. Entrambe queste leggi sono state pubblicizzate mediante un'etichetta costituita da innovazioni linguistiche: sia femminicidio che omofobia sono neologismi derivati da altre lingue, visto che in italiano abbiamo una bassa capacità di nuova coniazione linguistica, ma si tratta comunque di nuovi termini. 
Ora, omofobia, oltre ad essere etimologicamente del tutto improprio, ha un significato estremamente vago. Mai visto da qualche parte, da questa stampa compiacente che usa continuamente questo termine, un tentativo di definizione, di fissare il suo significato. 
Chi ha paura degli omosessuali, chi li picchia, chi li insulta, chi obietta su misure legislative che li riguardano? In questa ambiguità, la lobby omosessuale ci sguazza, come ho potuto constatare nella stessa blogsfera, niente vieta che in qualche eventuale commento qualcuno mi apostrofi come omofobo, e, visto che nessuno ha fissato il significato del termine, io dovrò subire il disagio di vedermi accostato a un fascistello che davvero discrimina gli omosessuali. Una legge sull'omofobia non potrà mai essere una buona legge perchè lo stesso neotermine omofobia è un termine indeterminato che consente arbitrariamente di accomunare persone che in verità non avrebbero nulla da condividere tra loro. 
Femmincidio è invece un termine estremamente chiaro, significa uccisione di un individuo di sesso femminile, ma con la legge che ha preso questo nome non c'entra quasi nulla, fortunatamente, aggiungerei io.
Infatti, gli omicidi di donne non sono per niente un'emergenza stanno attorno ai cento casi l'anno e non sono neanche in crescita, sono più o meno stazionari. L'omicido rimane il reato più grave che possiamo prevedere, visto che il primo diritto che va garantito a tutti è il diritto alla vita. Ora, non v'è modo, tranne che con l'introduzione della pena di morte, di aggravare le pene già massime previste per questi reati, e d'altra parte davanti all'uccisione di una persona, diventa davvero futile e perfino assurdo fare differenze di sesso o di qualsiasi altro tipo. Infine, dobbiamo rassegnarci alla carenza di effetto deterrente della pena prevista in questi tipi di reati. V'è un eleemnto di follia nell'omicidio, soprattuto quando coinvolge aspetti passionali, e non è raro il caso del maschio che uccide la donna che non può avere e poi uccide sè stesso.
Difatti, a quello che ne so tramite una lettura affrettata della stampa, la legge non si occupa di questi fatti estremi. Essa, mi pare in maniera condivisibile, aggrava le pene per reati quali lo stalking, che è obiettivamente un reato odioso, ma che non si capisce perchè mai dovrebbe essere considerato di differente gravità se rivolto verso una donna piuttosto che verso un uomo. E' inutile richiamare la frequenza del tipo di vittime che subiscono questo reato, ciò non si capisce perchè dovrebbe comportare un differente trattamento in funzione del sesso della specifica vittima. Nel merito quindi delle norme, questa legge potrebbe essere considerata anche positiva (ma bisognerebbe leggere l'intero articolato), ma rimane il fatto gravissimo che si pubblicizzi la discriminazione anche lì dove essa non viene operata e la si spacci come il mezzo fondamentale per evitare la discriminazione.

12 commenti:

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  2. Come hai giustamente rilevato le norme sul cosiddetto femminicidio aggrava reati correlati quali lo stalking al fine di prevenire, e non ci vedo nulla di male in questo. Immagino che valga sia nel caso lo stalker sia maschio che nel caso sia femmina (sarebbe solo buon senso), e bisognerebbe guardare come dici all'articolato.
    Riguardo allo'omofobia, la discussione sulla legge è slittata a settembre, e dubito approdi a qualcosa di concreto. Perché dovrebbero essere considerate aggravanti i reati commessi contro omosessuali e donne, ti chiedi. Mah, forse perché ritenuti soggetti più deboli e quindi bisognosi di maggior tutela, oltre che particolarmente odiosi essendo motivati, per i primi, da elementi pregiudiziali?
    Insomma, perché no? La risposta che così facendo si discrimina chi non è né omosessuale né donna non mi pare accettabile.

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  3. @Rouge
    Gli elementi pregiudiziali li abbiamo tutti, come esseri morali, non v'è modo di essere senza pregiudizi (sarebbe come dire senza cultura).
    Io credo che la difesa delle minoranze sia la cosa centrale per qualificare un sistema, per me è fondamentale, nessun sistema politico che non lo facesse, può essere un buon sistema.
    Tuttavia, la difesa dovrebbe essere basata su un'applicazione intransigente della legge, di quella che in obbedienza alla costituzione, ci vuole tutti uguali di fronte alla legge. Se trovo necessario dare una tutela particolare a un certo gruppo di persone, nego per ciò stesso il principio di uguaglianza, uso un mezzo discriminatorio per combattere la discriminazione (un po' come combattere gli omicidi con la pena di morte, come diceva Beccaria, se uno stato deve riconoscere la sacralità della vita, non può essere lui a violarla se non entrando in una tremenda contraddizione).
    In concreto, un sistema basato sulle eccezioni non può funzionare perchè ci sarà sempre una minoranza così minoritaria da non riuscire a farsi fare una legge a proprio favore, diventa un affare di lobby che basano la loro efficacia proprio sulla propria forza (altro che propria debolezza, quelle deboli falliscono nell'impresa).

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    1. Sì, sono d'accordo con te. Parte però da una idea di Stato veramente alta, dove ogni componente, sia esso al suo diretto servizio o semplice cittadino, senta di farne parte. La realtà ci dice che così non è, purtroppo, e qualcosa bisogna pur fare per tendere a quel mondo ideale, non credi?

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  4. L'articolo rivela molte verità, che purtroppo nei giorni d'oggi vengono nascoste e camuffate.

    Il femminicidio serve esclusivamente per colpevolizzare il genere maschile finanziando le associazioni femministe pronte ad odiare gli uomini.

    E' la vergogna del 3 milennio... tra poco saremmo dominati da gay, puttane e gigolò.

    Riguardo il femminicidio, ho scritto personalmente un articolo un po' fa... ecco, se a qualcuno interessa ovviamente:
    http://storieriflessioni.blogspot.it/2013/07/femminicidio-un-falso-allarme.html

    Saluti,
    Jan

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  5. Caro Vincenzo, ho letto con attenzione questo tuo post ed anche il commento che avevi lasciato sul mio post. Il mio post nelle considerazioni era alquanto abbozzato. Gli aggravanti delle pene possono essere previste nel caso le vittime si trovano in particolare stato di debolezza o soggezione, e non per per particolari requisiti di appartenenza. Condivido che alla base delle leggi, e in special modo quelle penali, ci deve essere il rispetto dell'essere umano.
    ciao

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  6. L'Italia repubblicana si fonda sul Cattolicesimo e sul Comunismo.
    Gli Italiani sono il risultato di tutti i difetti, mescolati in parti variabili, di queste due ideologie.
    Sopra questo substrato di paradossi, ipocrisia e errori concettuali si appoggia la propaganda martellante sviluppata in favore delle "elite" massoniche sovranazionali che governano il mondo contemporaneo e che ovviamente fanno uso del vecchio trucco del "divide et impera". Società multi-qualsiasi cosa e in preda a centomila conflitti annidati uno dentro l'altro sono incapaci di coesione e quindi di produrre resistenza al dominio che gli viene imposto. Anche perché difficilmente ne hanno percezione.

    Il discorso delle minoranze è un ovvio paradosso: nello stesso momento in cui si propugna il concetto di "uguaglianza" si va anche a spaccare l'atomo all'interno di questa "uguaglianza" scomponendolo in infinite "minoranze", ognuna con un bordo attorno una dimensione sempre più piccola. Il risultato è solo contraddizione e confusione. Che ancora è funzione di quanto scritto sopra.

    Le cose non capitano per caso: annientamento etnico e culturale di un popolo per poterlo dominare e trasformalo in merce. L'unica differenza è che oggigiorno su usano i "media" invece che le spade.

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    1. Due distinte osservazioni.
      La prima riguarda il cosiddetto complottismo. Non sono certo uno che nega l'esistenza dei complotti, tuttavia sono restio a considerare i complottatori come esseri così geniali. Credo che anche essi siano in definitiva preda delle loro passioni e del pensiero dominante, e che utilizzino i loro potentisismi mezzi per scopi molto limitati e contingenti, incapaci in realtà di immaginare scenari più distanti dal futuro più immediato. Il fatto è che un'azione ha molteplici effetti (se tu fossi giocatore di scacchi lo sapresti di certo) e che non è facile prevederli nè a me pare a questi signori la cosa interessi poi tanto, gli basta diventare più ricchi e potenti.

      La seconda riguarda il rispetto delle minoranze che è ben di più che una fonte di confusione, mi pare un modo affrettato ed inadeguato di porsi rispetto a tale tematica. Intanto, l'ordine (e quindi il disordine) è un concetto soggettivo, eppoi difendere i diritti delle minoranze significa anche difendere gli interessi delle singole persone.
      Ribadisco che non intendevo conculcare alcun diritto individuale in nome di un ordine non meglio specificato (come temo faccia tu), ma al contrario volevo sottolineare i pericoli insiti nell'andare dietro all'ultima lobby che si è costituita e che pretende una tutela privilegiata, e lo faccio proprio in nome non di una minore difesa delle minoranze, ma proprio al contrario perchè vedo queste eccezioni come un pericolo alla generalità della difesa dei diritti.

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    2. Il complottismo? Ma cos'è, una barzelletta o sei serio/a/x?

      Lo sai vero che se un operatore di borsa a New York fa un peto nel giro di un'ora si spostano miliardi dalle tasche nostre alle tasche di qualche entità occulta... Inclusi pseudo-fallimenti, aiuti di Stato, vendite allo scoperto, spread, eccetera eccetera.

      E secondo te come fa una donna incinta a partire da una capanna in Somalia e lemme lemme camminare attraverso mezzo mondo, deserti, foreste, traversare fiumi, guerre eccetera e poi sbarcare precisa come un missile teleguidato sulla spiaggia in Italia? Si orienta con le stelle e vive di fotosintesi? E quanto ci mette a fare il viaggio, lo stesso che ci ha messo Marco Polo per arrivare in Cina? Oppure semplicemente c'è tutta una simpatica organizzazione che la porta da li a qui e si fa anche carico dei costi?

      Si potrebbe continuare all'infinito. A proposito, una azione ha "molteplici" effetti ma NON INFINITI, infatti non a caso si può programmare un computer per giocare a scacchi MEGLIO di chiunque, per il solo fatto che il computer è in grado di calcolare tutte le combinazioni possibili. Infatti negli scacchi la partita "perfetta" ha come esito un pareggio, si perde solo se si fa un errore di calcolo.

      Nel caso nostro gli effetti "molteplici" non sono nemmeno TANTI, sono in realtà pochi e dato il via ad un certo meccanismo, mano a mano che il tempo passa e il meccanismo macina, gli effetti possibili si riducono ad un numero esiguo e infine ad uno solo.

      Il concetto di "ordine" è funzione del concetto di "legge". In concreto quando si parla di democrazia e di minoranze si intende che il Parlamento legifera delle leggi che tutelano le minoranze. Il problema è che lo spezzettamento della società in infinite minoranze annidate e in conflitto (cioè io appartengo alla minoranza X che include le sub-minoranze Y e K che a loro volta includono le minoranze F, G, H, J) genera necessariamente il "disordine" inteso come paradosso, come impossibilità logica.

      Ora, capisco che la percezione dei paradossi sia soggettiva. Un po' perché si evita accuratamente di insegnare alla gente a riconoscerli, un po' perché le gente, sia per limiti propri che per limiti imposti, è stupida.

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    3. Non so perchè ti agiti tanto, magari potresti leggere con maggiore attenzione ed avresti percepito che io non sono di quelli che escludono i complotti, anzi aggiungo che sono stato anche accusato di essere complottista ed ho anche dedicato un post a criticare Umberto Eco ed il suo libro contro il complottismo.
      Tuttavia, ciò non implica che io debba credere a qualsiasi complotto, Vada per l'operatore di New York, ma in quel campo si muovono con mezzi ben più potenti ed articolati (sennò, fosse l'iniziativa di un singolo operatore, che complotto sarebbe mai?), ma che addirittura ci sia una congiura per fare arrivare migranti dall'Africa, questo non lo credo. Molto più semplicemente, ci sono orgfanizzazioni magari di disgraziati come quelli che utilizzano i loro servizi, magari appena meno disgraziati, che lucrano su questa attività, non è che per organizzare questi viaggi di disperati ci voglia una guida così potente, basta molto meno (e del resto sono viaggi ad alto rischio, non è che debbano fare le cose in modo perfetto, la clientela non è certo esigente, è perfino disposta a morire).
      E insomma, le minoranze esistono di per sè, non è che ci sia qualcuno che lavori per crearle. Tra l'altro, mi pare che manchi del tutto l'attinenza col tema del post, io parlavo di minoranze ben prganizzayte tipo quella gay, sarà pure che hanno creato i gay per ordire un complotto???

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  7. Esatto, hanno creato i gay come uno degli strumenti atti a scardinare le società contemporanee in modo da produrre il massimo di frammentazione e contraddizione. Ripeto, niente di nuovo, trattasi del vecchio "divide et impera" o del famoso anello per dominarli e nel buio incatenarli.

    Ovviamente non crei il gay in quanto essere umano, crei il gay in quanto figura retorica, con tutti i connotati annessi. Il gay non è semplicemente uno/a a cui piace accompagnarsi ad uno dello stesso genere, perché a quello si risponde con "e chissenefrega, ognuno a casa sua fa come gli pare". Il gay è una entità a cui bisogna trovare un posto forzando il genere X, per cui a scuola non c'è più la festa del Papà o della Mamma e a rigor di logica nemmeno la festa del Genitore perché non è mica detto che X abbia generato fisicamente il bambino. Ci deve essere la "festa dell'entità indifferenziata X che ha la tutela legale del minore". E di conseguenza vai a scardinare tutto il corpo di leggi e di usi e costumi fondati sulla "famiglia" e sul "pater familias", che per altro era già gravemente indebolito dalla parificazione dei diritti e doveri dei generi maschile e femminile.
    Scardinata la famiglia e tutto il corpo di leggi relativo, devi salire fino a rendere legale la produzione di bambini in laboratorio perché essere "X con tutela legale di un minore" è un diritto che deve essere garantito anche a dispetto dei limiti meccanici e biologici. Se non hai un utero e/o le gonadi necessarie o i gameti, deve essere possibile e legale comprare il necessario.

    Da cui accendi la TV e ti sorbisci un bello "special" dove si intervista una coppia di X che è andata a comprare due bambini negli USA e fai vedere come sono tutti felici e trendy, mica come quelle famiglie disgraziate in due locali col padre ubriaco, catena d'oro e canotta con le macchie di sugo.

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  8. Riguardo a cosa credi, rispetto ai "migranti", io direi che non si tratta di "fede", quindi di "credere" ma di semplice ragionamento sulla meccanica.

    Viaggiare attraverso continenti costa e richiede una logistica complessa. Questo contrasta con l'assunto che il migrante sia uno che fugge come profugo di guerra o per non morire di fame. Per il semplice motivo che chi muore di fame o è profugo non ha ne le conoscenze ne le risorse per compiere un viaggio transcontinentale velocemente e arrivare in salute.

    Tanto per fare un esempio, il padre e lo zio di Marco Polo, pur essendo ricchi mercanti e pur usando le consolidate vie carovaniere, per spostarsi da Venezia alla capitale dell'Impero Mongolo ci misero 7 anni nel primo viaggio di andata. Al ritorno ci misero solo 3 anni grazie al fatto di essere stati incaricati come ambasciatori del Khan con una lettera per il Papa.

    E qui poi parliamo di MILIONI di persone che vengono spostate da una parte all'altra. Quindi bisogna calcolare la logistica e le complicazioni anche in funzione dei numeri.

    Ora, si può credere a qualsiasi cosa, cavalli alati, cespugli infuocati. Ma credere che tutto questo si possa verificare "spontaneamente" come un fenomeno naturale senza che esista una regia, una organizzazione e sopratutto chi ci mette le risorse necessarie è veramente un atto di fede.

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