giovedì 5 settembre 2013

RESOCONTO DELLA CENSURA CHE HO SUBITO SUL BLOG "MAINSTREAM"

Ho scoperto il blog "mainstream" circa un anno fa, e l'ho subito considerato con favore, frequentandolo assiduamente e commentandovi ripetutamente...

La ragione del mio interesse sta nell'indirizzo ambientalista del blog, un blog politico a partire da un punto di vista ambientalista, e di questo tipo di blog credo che se ne senta il bisogno e nello stesso tempo non si può non notarne l'esiguo numero.
L'esperienza che ho maturato nel frequentare questo blog non è stata del tutto soddisfacente, a volte si ha l'impressione che siano ben accetti solo i commenti pieni zeppi di complimenti, mentre le critiche che avanzavo seppure senza aggressività, non hanno mai portato a suscitare un vero e proprio dialogo tra me e chi aveva postato l'articolo.
Tuttavia, si sa, nessuno è perfetto e nessuno pretende ovviamente che i curatori di quel blog lo siano, e pertanto ho continuato a frequentare il blog magari commentando più raramente.
Nel frattempo però, qualche novità sembra essere avvenuta nel blog, dove apparentemente il coinvolgimento di Badiale e Tringali sembra essersi ridotto drasticamente, mentre il terzo curatore, Claudio Martini appare sempre più come l'amministratore unico del blog. 
Bene, questo Martini, uno studente universitario di 24 anni, ha impresso al blog una svolta davvero negativa. Qualche giorno fa, seguivo un post in cui il commentatore Buffagni, da cui dissento per tanti aspetti, ma sulla cui signorilità è obiettivamente impossibile nutrire dubbi, veniva censurato rimuovendone i commenti dopo essere stato ingiuriato dal Martini.
Il buon Martini, non pago di questa pratica di rimuovere arbitrariamente i commenti, evidentemente conscio del fatto che questa rimozione è immeditamente palese per chi va a leggere il post, ha deciso quindi di introdurre la moderazione dei commenti, cioè i commenti appaiono soltanto una volta che l'amministratore del blog li ha letti.
Ebbene, io sono il primo o uno dei primi ad essere incappato in questo tipo di censura in incognito, nel senso che i commenti cassati non si sa neanche che siano stati postati, una censura perfetta, in quanto viene censurata anche l'esecuzione stessa della censura.
La cosa risulta particolarmente odiosa perchè è intervenuta all'interno di un dibattito già in corso. Ho postato un primo commento e il Martini mi ha risposto in modo beffardo, alterando palesemente ciò che avevo scritto. Al mio tentativo di successiva replica, il Martini mi ha censurato. Così (che genio!) si è assicurata l'ultima parola facendo credere a qualche lettore di passaggio che la sua replica mi avesse convinto.
Insomma, Martini non solo è così presuntuoso da non ammettere alcuna obiezione alle sue parole, ma, ciò che è più grave, è un vigliacchetto. Con un'immagine che si attanaglia bene alla situazione, potremmo dire che gli piace menare le mani ma soltanto se c'è qualcuno che tiene fermo il malcapitato: complimenti! 
Dicevo che avevo salutato con piacere questo nuiovo blog ambientalista ed avevo anche ospitato nel mio blog qualcosa di ciò che avevano pubblicato. Ora vedo con rammarico che il blog è rimasto nelle mani di una persona che non ha nè la capacità, nè l'educazione per amministrarlo: peccato!

Qui di seguito riporto il mio primo commento apparso regolarmente sul blog, la replica di Martini e il mio secondo commento che è stato censurato, per evidenziare come non esistesse la minima condizione che potesse giustificare la censura, ed anche come un simile amministrare che si erge a giudice dell'educazione altrui costituisca un vero e proprio paradosso.

 
CUCINOTTA (1): 
Vorrei capire meglio questa proposta della moneta unica.
Apparentemente Lordon sembra sbarcato da un'astronave venusiana, visto che non chiarisce il punto fondamentale su cui abbiamo avuto problemi.
Cìè qualcuno che ricorda l'uso del termine "spread"? Spero di sì, perchè mi sembrava che il problema di stare nell'euro fosse principalmente costituito dal crescente costo degli interessi sul debito pubblico. Ora, sono io il distratto oppure è vero che lordon non spende una singola parola su questi problemi? Voglio dire che sul piano tecnico la sua proposta mi pare del tutto inconsistente.

Rimane l'importante segnale politico che è costituito dal roifiuto della globalizzazione.
Nel fatti, il tanto acclamato Lordon esprime questo desiderio, che l'Europa si opponga alla globalizzazione, e lo faccia evitando ai singoli paesi membri di doversi confrontare sul mercato dei cambi.
E' una soluzione possibile, ma non mi pare particolarmente geniale, altre possibilità ci sono.
Il punto, come dicevo è politico, e trovo grave che si voglia sottacerlo, ed è appunto di esprimersi sulla globalizzazione, un argomento che dovremmo sottoporre all'attenzione di tutti gli europei in modo esplicito.

 
MARTINI: 
Dire che "il problema di stare nell'euro fosse principalmente costituito dal crescente costo degli interessi sul debito pubblico" è abbastanza simile ad affermare che le sciarpe e gli scarponi sono la causa dell'inverno. Il problema dell'euro (e della UE) è costituito dall'eliminazione di ogni difesa delle economie più deboli di fronte al mercantilismo di quelle più forti, il che si converte poi nella pressione esercitata da vari soggetti (tra cui gli investitori) a introdurre quegli elementi mercantilistici nelle economie più deboli. Semplificando, la Germania taglia i salari, e costringe presto o tardi tutti gli altri a fare lo stesso (magari, incidentalmente, a favore di aziende controllate da capitali tedeschi).

L'ECU va incontro esattamente a questi problemi. Non è vero che Lordon non "spende una parola" sul tema dell'onerosità del debito; solo il controllo dei movimenti di capitale rende, già di per sé, impossibile il ripetersi di attacchi speculativi del tipo Italia 2011. Ma sopratutto, nell'ECU si attua un meccanismo esattamente speculare a qyello che avviene nell'euro: chi attua politiche fiscale/monetarie/dei redditi espansive costringe gli altri, alla lunga, a replicarle nei propri ordinamenti.

Quindi sì, direi proprio che sei tu il distratto! 


 
CUCINOTTA(2):
 Beh, sarò distratto, ma stavolta sei tu il distratto, perchè hai letto che io ritengo il pagamento degli interessi una causa, ho detto che fosse il problema (quindi uno degli effetti), non la causa (basta rileggermi).
Tu continui come molti a credere che la causa di tutti i nostri problemi stia nell'euro. Io dico "beati voi", perchè io invece continuo a ritenere che la causa stia nell'insolvenza del sistema bancario globale privato, e che finchè non si agisce su questa causa, tutto il resto diventa un palliativo.

Anche l'uso che fai del termine speculazione, mi pare improprio. Qui, sembrerebbe che si tratti di prendere tempo per impedire improvvisi attacchi.
Non mi sembra un grande problema, basterebbe organizzare diversamente le contrattazioni. Il problema è come farci concedere prestiti a tassi bassi. Questo è il problema a cui facevo riferimento, e su cui, insisto, Lordon non spende una singola parola (e neanche tu del resto).

Infine, vedo che glissi sul punto della globalizzazione, e quindi non posso che ribadire che proprio sulla globalizzazione si deve aprire un franco e palese dibattito.

Insomma, la tua risposta mi conferma pienamente sull'esigenza di allargare il dibattito all'interno del fronte anti-euro rifiutando facili unanimità.

4 commenti:

  1. Domanda: ma com'è che nessuno dice che lo "spread" è una funzione della necessità di collocare Titoli di Stato, cioè di farsi prestare soldi per sostenere la Spesa Pubblica che è sproporzionata rispetto alle Entrate?

    A me fa abbastanza ridere tutto questo ragionare di massimi sistemi quando il problema degli Italiani è che ogni anno, a partire dagli anni '70, hanno a disposizione 10 e SPENDONO 12 e questo è un "problema" che non ha nulla a che fare con l'Euro, con la Globalizzazione e il Monetarismo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Lorenzo, sia detto tra noi, tu di economia non capisci proprio nulla.
      La prima lezione che dovresti apprendere è che non si può assimilare un bilancio statale a un bilancio familiare, se non si capisce questo, non si capisce nulla.
      La seconda lezione potrebbe riguardare il perchè non sia possibile questa assimilazione. Qui però le cose si complicano. Io ti posso qui dare solo uno spunto, facendoti una domanda: cos'è il denaro? Tu dovresti pensare a chi emette il denaro, come lo fa e quale sia la funzione del denaro.
      Rifletti su questi concetti, e poi possiamo parlare e magari anche ridere sull'economia.

      Elimina
    2. Io rido appunto del fatto che si rifletta sui "concetti" quando la verità pura e semplice è che in Italia per varie ragioni a partire dagli anni '70 è stato messo in piedi un sistema di "stato sociale", parte esplicito e parte implicito, che ogni anno ha assorbito un tot percento in più rispetto alla Entrate.
      Di conseguenza per coprire la differenza lo Stato si è fatto prestare i soldi attraverso le cambiali altrimenti note come Titoli di Stato.
      Ancora e ancora.
      Perché paradossalmente mentre il Titanic imbarca acqua l'orchestra della Spesa suona a tutto andare.

      Allora aboliamo le tasse, tanto in virtù dei "concetti" di cui sopra, lo Stato può produrre debito infinito e farsi prestare tutte le risorse necessarie per sempre emettendo Titoli di Stato infiniti. Il problema non esiste.

      Elimina
    3. Innanzitutto, quando si dialoga, si ha inevitabilmentye a che fare con concetti, è un po' ridicola questa pretesa di essere concreti parlando.

      Premesso ciò, tu continui a non volerti applicare e così mi attribuisci pensieri che elabvori da te stesso. Non ho mai detto che non ha rilevanza la moneta che viene stampata, tu lo pensi perchè hai bisogno di elaborare pensiri semplificati e quindi del tipo "a" oppure "b", il pensiero "c" sarebbe un terzo pensiero e quindi di troppo.

      Dire che non si può assimilare un privato cittadino ad uno stato non implica, credimi, che io sostenga che possiamo stampare la moneta che occorre. Intanto, potresti leggere ciò che ho scritto in quest'ultimo anno su questo argomento, così, pur dubitando che possa riuscire a convincerti, potresti almeno renderti conto di ciò che io intendo affermare.

      Elimina