martedì 21 febbraio 2012

GERMANIA KO

Dunque, le cose si vanno chiarendo, la trasferta di Monti negli USA non è stata certo una gita turistica, Monti è andato lì per concordare (a prendere ordini, qualcuno più malizioso potrebbe dire) con Obama e con l'establishment finanziario che lì ha i suoi massimi vertici una strategia per accerchiare ed isolare la Germania, che davvero oggi appare avcere una guida del tutto sprovveduta, come le cose mostravano, ma come non volevo credere. 
La lettera firmata da ben dodici paesi europei, inclusi significativamente l'Italia e il Regno Unito di Cameron, è oggettivamente una messa sotto stato di accusa della politica economica sin qui portata avanti dal direttorio Francia - Germania, nazioni con i rispettivi leader che ne escono così severamente ridimensionati, ed apparentemente non in grado di riprendere l'iniziativa. 
Ciò a sua volta significa che la Germania non aveva una sua valida strategia non solo nel merito dei provvedimenti da adottare, ma anche a livello di alleanze. Non è che fosse difficile vedere la pochezza di un personaggio politico quale la Merkel, ma pure era lecito supporre che almeno a livello di amministrazione statale ci fosse una certa competenza. La verità viene ora a manifestarsi, indicando impietosamente come tutto fosse costruito sokltanto sfruttsando la debolezza degli altri. Ciò spiega anche le fortune del tutto transitorie di Tremonti, un gigante nel vuoto di idee e di competenze di un'intera classe politica europea. Ci sono episodi significativi che danno la misura della vertiginosa pochezza di costoro, quando i socialdemocratici nel parlamento europeo riservano una standing ovation a Monti, un gesto che significa che siamo proprio alla frutta: pensate, un partito socialdemocratico europeo fatto da tanti cloni di Veltroni con la loro inconcludente visione politica, una forte dose di ambizione narcisistica personale, mescolata con un fatuo progressismo privo di contenuti reali. 
Alla fine, la strategia della Merkel si sostanziava nell'isolare i cattivi Berlusconi e Cameron, l'assoggettamento per motivi di debolezza politica e per motivi contingenti dovuti alle prossime elezioni presidenziali, di Sarkozy, e l'appoggio implicito dei paesi "virtuosi", in gran parte quelli dell'ex-oltrecortina. 
Forse, se la partita si fosse giocata tutta all'interno dell'Unione europea, questa strategia avrebbe avuto qualche speranza di successo, ma i tedeschi hanno sottovalutato il coinvolgimento di Washington, e quando si muovono gli USA, allora la bilancia si sposta molto spesso dalla loro parte...
La Germania, si potrebbe dire con linguaggio triviale, è proprio fottuta, anche se bisogna capire quanto gli USA e i loro alleati europei vogliono far pesare la loro vittoria, e quanto invece siano disposti a concedere per ottenere un consenso almeno parziale dagli stessi tedeschi. 
Ciò che tuttavia dovrebbe essere chiaro è che questa cordata a guida USA non ha una vera soluzione dei problemi che hanno causato la crisi finanziaria, può solo proporre delle iniziative che servano a rinviare nel tempo il momento della resa dei conti. Ciò vale anche a livello di singoli paesi. 
Prendiamo il caso della Grecia. Nessun economista, neanche i pasdaran del pensiero unico liberista come il giornalista Fubini del "Corriere della sera", può affermare che l'accordo trovato sul tavolo multilaterale costituisca una soluzione, e che cioè indichi un possibile percorso di uscita dalla crisi della Grecia, è solo un rinvio di pochi mesi. 
Come definireste voi una classe politica che sta settimane a trovare un accordo che si sa non potere essere risolutivo, che non è in grado di indicare uno straccio di strategia, per quanto dolorosa, che sia possibile e credibile? Io li chiamo parassiti, in quanto mantenuti dalla collettività per svolgere un compito che non  svolgono sia per incapacità congenita ad assumersi le relative responsabilità, che per quieto vivere, per la volontà di mantenere piccoli e grandi privilegi legati al loro ruolo. 
Oggi, l'assenza di una classe dirigente degna di questo nome è senza dubbio alcuno il problema più grande ed urgente a livello mondiale: cosa si dovrà ancora attendere, cosa si dovrà ancora sopportare prima che costoro vengano scacciati e che nuove figure politiche degne di questo nome si propongano e siano riconosciute come nuovi leader?

2 commenti:

  1. Il liberismo che di per sé determina la crescita, auspicato da Monti e Camerun è in qualche modo ridicolo, quasi preferisco il rimbrotto della Merkell "tenete in ordine i conti e fate meno gli spiritosi". Abbiamo bisogno che gli stati investano nella crescita PULITA che non distrugge le risorse della terra e non distrugge il lavoro umano come risorsa. Già i soli grandi interventi di PULIZIA dei territori che sono stati degradati è un buon investimento; tutto l'investimento per una agricoltura sana è un buon investimento. E poi c'è il più grande investimento: LIMITARE LA RICCHEZZA PRIVATA E LA GRANDE TESAURIZZAZIONE FINANZIARIA. Un tempo cacciavano le loro ricchezze in bauli stracolmi di preziosi; oggi sono entità valore che si muovono in forma impazzita nei mercati. Camerun e Monti mi pare che ci dicano: liberalizziamo in modo che queste entità valore possano rimettersi a circolare. Ciao

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  2. Sono abbastanza d'accordo con te, ma a mio parere bisogna prendere il toro per le corna. E' importante sottolineare le differenze nei differenti tipi di attività economica, ma a mio parere non basta: bisogna ammettere che comunque la crescita economica, intesa come aumento del PIL, non dev'essere considerato un traguardo in sè.

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