venerdì 28 febbraio 2014

IL MOVIMENTO CINQUE STELLE E LA MALEDIZIONE DELLA POLITICA CONTEMPORANEA

La recente decisione di espellere alcuni senatori, assunta dal M5S secondo le solite procedure, definite con una certa dose di ironia involontaria, di democrazia diretta, a seguito delle forti sollecitazioni in questo senso da parte del duo Grillo-Casaleggio, ha collocato nuovamente questo movimento al centro dell'attenzione mediatica. 
Entriamo così subito nel nucleo del problema che si può riassumere con l'espressione "spettacolarizzazione della politica"...

mercoledì 26 febbraio 2014

LA CRESCENTE FEMMINILIZZAZIONE DELLA SOCIETA' CONTEMPORANEA

Prima o poi doveva necessariamente avvenire, ed ormai la cosa non può più essere ignorata.
Nella società contemporanea, soprattutto a causa dei progressi tecnologici, le doti tipiche del maschio, quali la maggiore forza fisica, una certa dose di temerarietà, una maggiore indipendenza dai vincoli sociali, un certo carattere primitivo che lo lega ai bisogni essenziali, non sono più utili, se non addirittura dannosi...

domenica 23 febbraio 2014

Mr STAISERENO E' DIVENTATO PREMIER

Il nuovo governo Renzi è già nato ed è pronto a ricevere lunedì la fiducia.
Tutta questa vicenda di questo governo è davvero paradossale. Le motivazioni che vengono date sono motivazioni circolari, che cioè utilizzano la conseguenza di una scelta come premessa di quella stessa scelta...

martedì 18 febbraio 2014

STASERA LA COSA DIVENTA SPUDORATA

E poi si dice che uno è complottista. 
Ma mi chiedo se ci sia bisogno di coniare e di utilizzare questo nuovo termine, e se non sia invece meglio ricordare che noi umani siamo esseri intelligenti, se in certe situazioni si da del complottista soltanto a chi dimostra solo di essere un tantino perspicace.  
Ora, che cosa deve pensare uno che non voglia passare per credulone se vede una situazione di questo tipo...

sabato 15 febbraio 2014

UNA SETTIMANA POLITICA DA RICORDARE

Settimana davvero disastrosa per Napolitano. 
Iniziata con la sbarco al parlamento della richiesta del M5S della sua messa in stato d'accusa, e continuato con l'ormai famoso articolo del Corriere che richiamava le interviste di Friedman a gente del calibro di Prodi e De Benedetti, che ha subito innervosito il presidente, fino a portarlo a farsi scappare quella frase (di cui avrà avuto tempo per pentirsi amaramente) sull'ipotesi delle elezioni come una sciocchezza. 
Pensate che potere ha chi lo attacca se ha potuto convincere una persona così determinata come lui ad abbandonare Letta e il suo governo, una creatura tutta made by Napolitano, e assecondare così l'ipotesi di nuovo governo di Renzi! Come dire che il potentissimo presidente che ha fatto e disfatto per più di due anni praticamente tutto nel nostro paese, ha dovuto acconciarsi a incoronare Remzi, un personaggio che come tutti sanno, non ha mai amato e la cui ascesa ha sempre guardato con grande diffidenza se non preoccupazione. 
Infine, lo schiaffo plateale da parte del M5S e da parte della Lega che hanno deciso di disertare il rito delle consultazioni da parte di Napolitano per la formazione del nuovo governo. 
La cosa è in effetti clamorosa, e secondo me ben scelta da parte di questi due partiti. Con questa mossa, essi in sostanza non riconoscono Napolitano come il loro presidente, dicono all'opinione pubblica che non credono che egli costituisca un arbitro affidabile, che sia anzi uno dei principali giocatori in campo, cosa del resto difficilmente contestabile (lo stesso Napolitano non c'ha lesinato esternazioni di merito nelle questioni politiche). 
E' curioso osservare come i numerosi suoi servetti, inveiendo ripetutamente contro questo gesto, finiscono per confermare la tesi che Napolitano sia il loro personale presidente invece che il presidente di tutti. Essi sono così sprovveduti che invece di minimizzare la portata del gesto, lo amplificano a loro modo credendo di contrastarlo, ma così finiscono appunto per assecondarlo. 
Il punto è che l'autorità di un arbitro deve essere riconosciurta da tutte le parti in causa, e quindi quando qualcuna di queste parti sconfessa questo ruolo arbitrale, non v'è possibilità alcuna di annullarne gli effetti meno che mai proprio da parte delle altre parti in causa, evidentemente favorite se si sentono così impegnate a difenderlo. 
Dopo questa settimana così cruciale, molte cose risultano cambiate negli equilibri politici nel nostro paese. 
La più importante, risulta essere il ridimensionamento del potere di Napolitano, mentre è tutto da provare il fatto che Renzi sia così influente, visto che egli pare essersi preso una dose apparentemente indigesta di rischi, una overdose si direbbe.
 
Alla fine, tutto ciò a cui assistiamo appare senza senso, sulla soglia dell'assurdità, ed a costo di essere accusato di "complottismo", non posso che concludere che dietro quanto viene mostrato sul palcoscenico mediatico, c'è qualcosa di nascosto e che andrà decifrato man mano che le cose si svilupperanno e le finalità dovranno necessariamente venire alla luce.

giovedì 13 febbraio 2014

L'INCOERENZA ESTREMA NEI COMPORTAMENTI POLITICI COME PRASSI VINCENTE

Veramente uno spettacolo di coerenza estrema nel panorama politico italiano.
Renzi, dopo alcune titubanze iniziali, ha finito col convenire sulla tesi di Napolitano, un governo a termine per completare le riforme, sia quella elettorale che quella costituzionale.
Non solo, egli ha ripetutamente affermato che mai sarebbe andato al governo senza passare per le elezioni, ed adesso va a sedersi a Palazzo Chigi senza aver neanche sentito l'odore di elezioni, e dichiara che la legislatura non deve terminare anticipatamente, durare quindi fino alla scadenza del 2018.
Onestamente, non è chiaro cosa dovrebbe dire di più autocontradditorio, egli ha già esercitato ogni possibilità di essere incoerente, un vero campione che mette in crisi perfino il primato che appariva imbattibile di Berlusconi.
Non cito neanche le incoerenze di tutti i partitini che dividono con il PD l'appoggio all'attuale governo, pronti senza esitare un attimo, a catapultarsi nel nuovo governo. Qui, abbiamo quindi l'intero schieramento parlamentare maggioritario pronto a cambiare idea in un fiat, pur di non rischiare di rimanere fuori dal governo.

Sembra conseguenziale concludere che i partiti italiani siano privi di idee, di opinioni politiche, e siano portatori esclusivamente di interessi, interessi in verità anche spiccioli, occupare un dicastero, qualunque esso sia...

mercoledì 12 febbraio 2014

NAPOLITANO E BERLUSCONI NELLA VICENDA SOLLEVATA DA FRIEDMAN

Qualche osservazione personale su aspetti specifici della vicenda che portò Monti a Palazzo Chigi. 
Innazitutto, partiamo da coloro i quali si premurano a dire che non v'è nessuno scoop, che era ovvio e doveroso che Napolitano pensasse per tempo a cosa fare in caso di aggravamento di una crisi che già si cominciava a prospettare...

martedì 11 febbraio 2014

LA TEMPESTA SU NAPOLITANO ARRIVA DA LONTANO

Sulle ultime notizie apparse sulla stampa su Napolitano, vi suggerisco una visita a questo link: 

 http://www.aldogiannuli.it/2014/02/regalo-a-napolitano/

Vi riporto qui di seguito il mio intervento, in attesa di tornare sulla questione successivamente...

domenica 9 febbraio 2014

L'INCOMPRENSIBILE OSTINAZIONE DI CUPERLO

Devo dire che quanto rimane (e non è poco) del PD pre-Renzi mi preoccupa davvero. Sentire Cuperlo dalla Annunziata ieri, è stato per me uno spettacolo sconvolgente...

giovedì 6 febbraio 2014

LO STOP AND GO PER NIENTE DECISIONISTA DEL RIFORMISTA DECISIONISTA GIORGIO NAPOLITANO

Ma che bravo tattico il nostro presidente Napolitano!
Prima di tutto, bella la mossa verso Berlusconi. Dopo avere quanto meno tollerato (io penso veramente che l'abbia incoraggiato) la mossa di Renzi di fare l'accordo preliminarmente con FI, ora stoppa Berlusconi e la sua influenza divenuta in questi giorni troppo invadente, con la scelta che formalmente ha fatto Grasso, saltando perfino il risultato del voto contrario da parte dell'Ufficio di presidenza del senato e che naturalmente è stato il punto scatenante, ciò che Napolitano non poteve tollerare. Con Berlusconi si tratta, anzi bisogna che egli appaia ancora come il vero leader della destra, ma non fino al punto di fare del senato ciò che egli vuole.
Dall'altra parte, stipula un patto con Renzi che prevede innanzitutto l'approvazione delle riforme istituzionali, ma quando si discute della stessa permanenza del governo Letta, allora non esita un momento dall'imporre uno stop anche da quella parte. 

Così, con questa tattica dello "stop and go", Napolitano rimane il vero ed unico vero protagonista della scena politica nazionale. 
Forse il presidente dovrebbe però spiegare come si possa nello stesso tempo forzare oltre ogni limite permesso una manovra per l'approvazione di riforme in senso decisionista, e nello stesso tempo nel quotidiano fare di tutto perchè la politica diventi uno stagno. 
Tutto va finalizzato alle riforme chieste dal liberismo globale, il resto può attendere, perfino le sofferenze tanto evocate periodicamente con spirito compassionevole dallo stesso presidente che con l'altra mano non esita ad infliggerle con le sue scelte concrete. 

Un vero capolavoro da parte dell'ultimo dei protagonisti della prima repubblica.

domenica 2 febbraio 2014

IL NEOTOTALITARISMO MASCHERATO DA ANTIFASCISMO

Sta ormai tramontando la così tanto decantata società aperta di Popper.
Seppure nel mio libro io abbia fortemente criticato la stessa nozione di società aperta come la intende Popper, cioè una società senza ideologie, bisogna tuttavia ammettere che le moderne nazioni che hanno adottato sistemi politici a democrazia parlamentare, praticamente l'intero occidente almeno a partire dalla fine della seconda guerra mondiale, erano società non totalitarie.
Sia Popper che la Arendt, fanno confusione tra società totalitaria e non ideologica. Esistono in effetti stati non totalitari, ma non esistono nè potranno mai esistere stati non ideologici.
Non è tuttavia di questi aspetti politici teorici che qui mi voglio occupare.
Ho fatto questa premessa perchè l'attualità politica ci richiama questi aspetti teorici, ci fa vedere come stiamo precipitando dal classico stato a democrazia parlamentare a uno stato totalitario.
In uno stato del primo tipo, il consenso in qualche misura meditato, seppure sempre nascesse da una condivisione di alcuni elementi culturali universali, era uno dei requisiti per chi volesse esercitare il potere. La stessa costituzione della repubblica italiana che l'assemblea costituente ci consegnò nel 1948, rappresenta un testo che garantisce la salvaguadia di determinati diritti attraverso l'esplicitazione di alcuni  principii fondamentali ed un'abile struttura istituzionale. 
Che poi nella pratica politica, tali diritti fossero sempre a rischio di essere conculcati, è cosa inevitabile, direi scontata: la lotta per il potere è feroce e senza quartiere.
Tuttavia, rimaneva ai più deboli la difesa costituita dai principii e dalle istituzioni previste dalla costituzione, una sorta di argine all'esercizio di un potere arbitrario, che quindi non poteva mai divenire totalitario, doveva necessariamente venire a patti con i diritti costituzionali.
Purtroppo, nel corso degli ultimi anni si va sempre più delineando una riduzione sempre più netta dei poteri che pure dovrebbero appartenere al popolo, sequestrati in maniera sempre più sbrigativa da pochi potenti, ormai sempre più legati a poteri sovranazionali, delineando così la famigerata tirannia globale.
Il meccanismo è abile e perverso, e si avvale di una serie di misure convergenti nell'ottenere l'effetto desiderato...

venerdì 31 gennaio 2014

A GUARDARE IL DITO DEL GALATEO PARLAMENTARE, SI PERDE DI VISTA LA LUNA DELLA DEMOCRAZIA MORENTE

Nell'annebbiamento delle menti in cui gioca un ruolo fondamentale la gran parte della stampa, si finisce col parlare dell'attualità politica senza minimamente considerare la natura dei provvedimenti proposti o approvati, senza mai entrare nelle discussioni di merito e rimanendo sempre ad occuparsi di fatti di contorno e accessori...

martedì 28 gennaio 2014

MASTRAPASQUA E' L'ENNESIMA VITTIMA DELL'ANTISIONISMO...!

Proprio ieri, in occasione del giorno della memoria, abbiamo dovuto ascoltare l'ennesimo attacco sionista, stavolta scagliato contro l'ospedale israelitico, accusato, forse  a ragione, non sappiamo ancora, di truffe varie ed eventuali. 
Secondo me, spero sarete d'accordo con me, una forma di risarcimento storico agli ebrei è dovuto. Quindi, quando si tratta di roba israelita, a qualsiasi titolo, propongo un salvacondotto, una forma di diritto a delinquere, affinchè la memoria si concretizzi in qualcosa di più concreto, ad esempio appunto nell'evitare le pene previste.

venerdì 24 gennaio 2014

UN BILANCIO E UNA PROPOSTA SUL TEMA ELETTORALE

Questa rappresenta la quinta ed ultima puntata della serie di post dedicato all'argomento delle regole elettorali. Dopo due articoli sugli aspetti politici e due dedicati agli aspetti più tecnici, permettetemi qui di proporre il mio punto di vista che naturalmente non vuole essere una proposta tecnicamente articolata, e di trarre brevi conclusioni sull'argomento.

L'approccio classico alla questione passa attraverso il duplice criterio della rappresentatività e della governabilità. In sostanza, se il proporzionale puro assicura una piena rappresentatività, taluni sostengono che esso, attraverso l'esigenza di creare coalizioni, renda meno stabili le maggioranze a causa di ogni fonte di disaccordo su specifici provvedimenti.
Mentre quindi quella che è passata alla storia come la prima repubblica ha sposato un sistema proporzionale, la seconda repubblica è nata proprio sulla base di un sistema bipolare che avrebbe dovuto garantire una maggiore stabilità degli esecutivi...

giovedì 23 gennaio 2014

PROPOSTA RENZI-BERLUSCONI: SECONDA PARTE

Occupiamoci adesso dell'altro aspetto che era stato oggetto della consulta nella sua ormai famosa sentenza che ha dichiarato incostituzionali parti speifiche ella vecchia legge elettorale, ormai meglio nota conme porcellum. Esso concerne il premio di maggioranza che la corte dichiara incostituzionale in quanto non prevedendo alcuna soglia minima per accedervi, rischia di distorcere troppo l'esito del voto. 
Qui davvero, è venuto fuori il peggiore pasticcio che si potesse fare...

mercoledì 22 gennaio 2014

SENATO E PREFERENZE NELLA PROPOSTA RENZI-BERLUSCONI

Come promesso, affronto il problema degli aspetti tecnico-istituzionali della recente proposta Berlusconi-Renzi in tema di riforme. 
In questo post, mi occuperò del senato e della questione delle preferenze per l'unica camera che rimarrebbe a seguito della riforma, riservando gli aspetti concernenti il premio di maggioranza e quindi la dicotomia proporzionale/maggioritario a un prossimo post.

Cominciamo quindi a parlare del senato.
E proprio osservando cosa dice Renzi e cosa non dicono i giornalisti, che siamo costretti a riflettere sul clima di stupidità in cui siamo immersi...

martedì 21 gennaio 2014

IL PORCELLUM PUNTO DUE, COME CI SIAMO ARRIVATI

Nel precedente post, a proposito della vicenda della riforma elettorale, avevo tracciato delle considerazioni di ordine politico, ripromettendomi di affrontare successivamente gli aspetti più tecnico-istituzionali.
Tuttavia, per come si vanno svolgendo gli eventi, le tattiche politiche presentano aspetti così rilevanti da imporsi in primo piano, anche a causa delle evidente reticenza che la grande stampa mostra a ricostruire le trame che si nascondono dietro i gesti ufficiali...

domenica 19 gennaio 2014

COME LA STRATEGIA DI NAPOLITANO SI AVVANTAGGIA DELL'INCONTRO TRA RENZI E BERLUSCONI

Trovo incomprensibile, al limite dello stravagante, l'interpretazione da parte di tanti giornalisti del quadro politico a seguito del noto incontro tra Renzi e Berlusconi. In sostanza, costoro sostengono che da tutto ciò ne esca vincitore Berlusconi, perchè è potuto rientrare in gioco. 
Ora, se vogliamo introdurre un minimo di razionalità nell'argomento, dovremmo fare un minimo di cronaca degli ultimi mesi di eventi politici...

giovedì 16 gennaio 2014

ADESSO CI TOCCHERA' OCCUPARCI DEL RAZZISMO DELLA LEGA

Salvini non aveva più freccie al suo arco, la lega sempre più sputtanata e sempre meno votata nel suo nord, fuori dal cono di luce mediatico, destinata inesorabimente a un lento affievolirsi ed infine spegnersi nel silenzio. Non restava che inventarsi l'affare Kyenge per tentare di riprendere quota. 
Bossi ha ragione quando afferma che parlar male della Kyenge finisce per rafforzare un ministro obiettivamente modesto ed abbastanza inutile, ma forse non capisce che Salvini usa la Kyenge per darsi visibilità. 
Insomma, un effetto sinergico, la Lega rafforza la Kyenge, e la Kyenge, certo non per propria scelta, rischia di rafforzare la Lega.

Ora, se è fuori di dubbio che la Kyenge risulti protagonista della faccenda suo malgrado, ed in questo senso ne sia oggettivamente vittima, così non si può dire del suo partito e del governo di cui fa parte. Già noto come i giornalisti più schierati da quella parte si affrettino a correre al fianco del ministro inveiendo contro la lega di Salvini, e così gli italiani potranno dimenticare per qualche giorno le questioni politiche vitali che stanno sul tappeto per occuparsi del tasso di razzismo della lega. 

Questo governo è nato con l'unico scopo di prolungare la legislatura e permettere a Napolitano di riformare le istituzioni, Letta o un altro era del tutto irrilevante, come irrilevante continua ad essere il personale contributo del premier ai provvedimenti presi nel periodo del suo premierato. 
Devono avergli detto che gli lasciavano solo la libertà di definire qualche componente secondario del suo governo, ed egli lo ha fatto al peggio possibile, il che purtroppo coincide con l'assecondare il costume prevalente.

Mi chiedo come una persona minimamente ragionevole potesse nominare una ministra solo in omaggio al colore della sua pelle ed un'altra solo in omaggio ai suoi successi sportivi. Quest'ultima si è (fortunatamente) dimessa, l'altra invece invade le prime pagine dei giornali perchè presa artatamente di mira dai leghisti che trovano un modo contorto e molto proficuo di alimentare il razzismo del loro potenziale elettorato e prolungare l'esistenza del loro partito, mentre d'altra parte si è finalmente trovato un motivo che giustifica l'esistenza del governo (non darla vinta ai razzisti).

martedì 14 gennaio 2014

RIFLESSIONI ESTEMPORANEE SULLE MOTIVAZIONI DELLA SENTENZA DELLA CONSULTA

La mia prima impressione, basata su ciò che leggo sulle versioni web dei quotidiani, è che la Consulta abbia fatto un gran casino, come già temevo leggendo il dispositivo della sentenza...

sabato 11 gennaio 2014

MA DAVVERO IL BICAMERALISMO VA ELIMINATO?

Su iniziativa personale di Napolitano, già da quasi un anno è stata lanciata un'iniziativa di revisione della costituzione. 
Il primo aspetto da considerare è la procedura che si tenta di utilizzare. 
Esiste un apposito articolo della costituzione che affronta la questione dei procedimenti di revisione, ed è l'articolo 138. Ebbene, nel tentativo di accorciare i tempi, si è deciso di presentare una legge costituzionale il cui contenuto consiste nel prevedere una procedura sui generis, una deroga da quanto esplicitamente precisto dall'articolo 138. 
Da un punto di vista logico, deroghe alla costituzione non dovrebbero essere neanche proponibili, per il semplice motivo che  attraverso la breccia creata dall'eccezione approvata in deroga si può svuotare la costituzione dei suoi contenuti. Ad esempio, si potrebbe benissimo approvare una modifica permanente dello stesso articolo 138, cosa certo lecita, ma se ottenuta tramite una deroga, sarebbe chiaramente paradossale: creo una deroga per fare diventare la deroga la procedura ordinaria. 
Sia chiaro, non dico che questo è ciò che si vuole fare, sono convinto che modifiche all'articolo 138 non facciano parte degli obiettivi dei proponenti, ma dico soltanto che qui vi è una contraddizione logica che dimostra come deroghe alle procedure di revisione costituzionale in linea di diritto non sono prevedibili.
In secondo luogo, così si viene a creare un precedente, e se la deroga permette procedure più celeri, è chiaro che chiunque si sentirà autorizzato ad accedervi.

Nel merito, bisognerebbe capire se tale revisione è necessaria o anche soltanto utile, se insomma la costituzione rivista non rischi di essere peggiore del testo attuale...

mercoledì 8 gennaio 2014

IL PERICOLO IMMINENTE DI DEFLAZIONE: COME EVITARLA


Ho appena letto un articolo che rimette in evidenza il pericolo davvero mortale di andare in deflazione. 
Mentre i tedeschi continuano a dirci di non andare in deficit per paura dell'inflazione, la verità è opposta, che questa dannata inflazione non ne vuole sapere di ripartire in nessun modo. 
Draghi un timido tentativo l'ha fatto, prima immettendo i famosi mille miliardi di dollari prestati alle banche, poi con un ulteriore taglio dei tassi. Il risultato è che oggi abbiamo in europa un tasso medio di inflazione ancora in discesa, sempre più basso. E' evidente che se non si assumeranno provvedimenti adeguati, la deflazione sarà inevitabile, col risultato da una parte di raffreddare ulteriormente la produzione (nessuno compra se non per esigenze immediate, sapendo che domani potrà comprare a prezzi più bassi), e dall'altro di rendere sempre più difficile il rimborso dei debiti. 
Il provvedimento più ovvio che dovrebbe seguire il taglio dei tassi, sarebbe quello di immettere liquidità, stampare insomma moneta, cosa che la BCE è lungi dal fare a causa del veto tedesco. 
Tuttavia, è interessante notare che ove questo è stato tentato, ad esempio negli USA, esso non ha generato inflazione. L'immissione di qualcosa come 1500 miliardi di dollari da parte della FED a partire dall'autunno del 2012, ha avuto un certo effetto di incremento dell'attività produttiva, ma nessuno sul piano dell'inflazione. La mia tesi è che ciò è negativo, perchè ci segnala un accumulo di liquidità da qualche parte, il che implica un potenziale inflattivo pronto a scoppiare improvvisamente in maniera incontrollabile. 
La terapia che propongo in modo abbastanza isolato, è quello di distruggere la montagna di titoli stampati in tutti gli anni zero, e che richiedono ancora oggi la continua stampa di altri titoli anche solo allo scopo di rinnovo da parte di debitori non in grado di onorare i loro debiti.
Vi proporrò ora una metafora per tentare di illustrare il mio punto di vista. 
Immaginiamo che per i motivi più vari, sia stato formato un treno troppo lungo e che porta merci troppo pesanti in rapporto alla potenza della motrice. Supponiamo altresì che non solo il motore non eroga la potenza necessaria, ma che neanche i freni siano adeguati a tale carico. 
Ecco, l'economia mondiale è come questo treno, caricata di una montagna di titoli, e si trova in un tratto in salita. Si tenta con mezzi ausiliari di trazione di farla avanzare, ma il treno reagisce lentamente, avanza millimetricamente, ed anzi rischia di andare indietro. La soluzione di emergenza è mettere una seconda motrice a spingere da dietro il treno, e così in effetti il convoglio si muove, ma guai a smettere di spingere, il treno sia arresta nuovamente. 
Tuttavia, il tratto in salita sta per finire, e il macchinista da dietro non riesce a vedere quando comincia la discesa. Quale vi aspettate che sarà il risultato se questa seconda motrice la si lascia agire indisturbata? Che nel tratto in discesa, il treno prenderà velocità e alla prima curva deraglierà.
La soluzione non sta quindi nell'aggiungere la seconda motrice, ma nello scaricare il più possibile il treno. 
Uscendo di metafora, non rimane ormai che procedere a distruggere questa ricchezza fittizia, questa inutile zavorra, costituita da una montagna di titoli, ed allora sì che il treno potrà riprendere tranquillamente ed in sicurezza la sua corsa.

Seppure mi rendo conto che nessuno vuole vedere distrutti i propri crediti che per tanti sono poi i propri risparmi, è un atteggiamento ottuso rifiutare ciò che è inevitabile. Chi è contrario alla mia terapia avrebbe l'onere di proporre una terapia alternativa, dopo avere escluso le due terapie classiche che ho prima citato e che oggi appaiono inefficaci.

martedì 7 gennaio 2014

PIRANI, UNA NUOVA FIGURA DI GIORNALISTA CENSURATORE

Ancora una volta a proposito della stampa.
Ieri, è uscito su "La Repubblica", uno dei quotidiani più politicamente schierati, tanto che si parla del partito di repubblica, un articolo a firma di Mario Pirani che inveisce contro chi vilipendia Napolitano.

Ora, io capisco che Pirani sia uno dei membri della corte di re Giorgio, ma può un giornalista ergersi a paladino dei censuratori, e può un quotidiano sposare la sua causa senza così confermare che scrivere giornali è un modo diverso di fare i politicanti?..

domenica 5 gennaio 2014

RENZI E LA STAMPA: CHE SQUALLORE!

Su Renzi ho già scritto di recente, e l'atteggiamento così sprezzante verso Fassina mi pare non aggiunga nulla di nuovo sul personaggio. Anche su Fassina, non v'è granchè da dire, i sinistri del PD mi sono sempre sembrati peggio degli altri piddini, nella duplice opzione di fare gli utili idioti, senza apparentemente capire la politica praticata dal partito a cui aderiscono, o di agitare strumentalmente argomenti di sinistra, praticando come e peggio degli altri compagni di partito.
Ne parlo solo per commentare l'atteggiamento dei giornalisti che non hanno perso neanche questa ghiotta occasione per evidenziare che sorta di interpretazione danno al loro mestiere. 
In generale, da quando Renzi, confermando le previsioni della vigilia, ha stravinto le primarie, la stampa comincia a giustificare qualsiasi cosa fa Renzi, anche ciò che logica vorrebbe fosse considerato negativamente. 
Come è possibile che non ho letto uno che sia un singolo giornalista che criticasse la scelta di Renzi di proporre una triplice alternativa su cui discutere per riformare i meccanismi elettorali, tanto per soffermarci su un punto specifico di quelli che sollevavo in un recente post. 
Il fatto che si da' per scontato non è nè la bontà in sè del meccanismo elettorale, nè sulla congruità dell'intervento di Renzi ai fini di una reale facilitazione nel processo di approvazione della nuova legge, ma tutto si concentra sul significato simbolico del gesto, nel dare un segnale agli elettori che lui è uno che le cose le fa davvero. Peccato che non si capisce proprio cosa Renzi abbia fatto, tre titoli per definire le tre distinte ipotesi, e poi null'altro, senza considerare come sia detestabile quest'usanza ormai invalsa in maniera generalizzata, di usare un'espressione in maniera chiaramente impropria, solo perchè un personaggio noto l'ha usata. E' questo il caso dell'ipotesi del sindaco d'Italia che non si capisce che attinenza abbia con la semplice proposizione del doppio turno.  
La mossa di Renzi non indica una via d'uscita certa, non assicura in alcun modo un'accelerazione, permette tuttavia che domani egli possa rivendicare il suo decisionismo a cui una politica stagnante si oppone: è questo che la stampa ritiene di volere dal leader del partito di maggioranza relativa?

Questi giornalisti rieccheggiano pedissequamente gli slogan del potente di turno, e si mettono diligentemente nei suoi panni, giustificando i suoi atti politici solo sulla base del fatto che egli doveva necessariamente fare così per sopravvivere. Ma un giudizio sulla cosa in sè non si dovrebbe dare, non sarebbe questo il dovere primario di un giornalista che aspiri a fare davvero questo mestiere, e non il diversamente politicante? 
Un mio lettore mi faceva pacamente notare come io parli dei giornalisti negli stessi termini usati da Grillo e senza essere del M5S: io mi chiedo tuttavia se sia possibile parlarne in termini meno negativi.

giovedì 2 gennaio 2014

RENZI CONFUSO FINO ALL'ILLOGICITA'

La sparata di Renzi oggi sembra rappresentare un ulteriore stadio nel processo progressivo di degrado della politica sempre più ormai diventata una questione di messaggistica e di immagine mediatica. 
Vi sono infatti tutta una serie di incogruenze di difficile interpretazione...