domenica 8 giugno 2014

LO PSICODRAMMA DELLA LISTA TSIPRAS

Nell'area politica della lista Tsipras, è in atto uno psicodramma a causa delle vicende legate alle ultime decisioni di Barbara Spinelli...

venerdì 6 giugno 2014

RENZI E LA CORRUZIONE

Cosa ne pensate voi di un presidente del consiglio che dice che vorrebbe accusare i politici che rubano di tradimento? Sembrerebbe che sia in prima fila a combattere il malaffare, ma se mettiamo maggior attenzione, ci renderemo conto che questo è proprio l'atteggimento di chi non vuole fare niente. 
Bisogna comprendere che in questa vicenda, il discrimine passa sul carattere sistemico della corruzione. Tutti la deprecano, ma soltanto alcuni sostengono che esista un sistema politico corrotto, altri dicono che esistono soltanto singoli ladri che tra l'altro, col loro comportamento infangano tutto il ceto politico. 
Se Renzi non vi sembra abbastanza esplicito quando dice che il problema consiste nella presenza di ladri che andrebbero addirittura considerati traditori, potreste guardare a un dibattito TV in cui Liguori chiedeva conto e ragione a quel docente di cui non ricordo il nome che è simpatizzante del M5S, dell'uso stesso dell'espressione "sistema politico", ed a Liguori si aggregavano subito la Bonafè ed altri, tutti asserragliati sul rifiutare il carattere sistemico. Seppure in Italia, dove circola denaro in quantità, c'è subito ed inevitabilmente un episodio di corruzione, costoro pretendono che questo rimanga un problema individuale, di una serie di persone che rubano, di ladri che macchierebbero non si sa cosa (ve l'immaginate di usare il verbo macchiare per descrivere l'effetto di una goccia di vino su una tovaglia tutta macchiata da prima, manco si nota).
Oggi sappiamo che questa nuova entry di Renzi e della sua corte dei miracoli sta dalla parte dei minimalisti, di quelli delle mele marce: e voi li vorreste considerare dei rinnovatori, disposti a puntare qualcosa su simili politicanti?

sabato 31 maggio 2014

LA VICENDA DEL CANONE RAI ED I GIORNALISTI-OCHE

Mi chiedo come sia possibile, come sia sopportabile che così tanti giornalisti-oche oggi starnazzino sulla questione delle resistenze del personale RAI a farsi sottrarre centocinquanta milioni di euro dal governo. 
Mi chiedo come sia possibile che costoro sottolineino il corporativismo degli scioperanti, e non commentino in alcun modo l'operato del governo. 
Mi chiedo come sia possibile che questi giornalisti-oche non siano in grado di cogliere l'aspetto centrale della questione, e cioè quella di un governo che fa finta di risolvere i problemi economici, e che nei fatti opera sul bilancio con mezzucci e stratagemmi indegni, quale appunto tipicamente quello di utilizzare una quota consistente del canone RAI per coprire i buchi di bilancio, insomma con la destra da' ottanta euro a taluni, e con l'altra provvede a raccogliere questa cifra agli abbonati RAI che mai avrebbero creduto che quella cifra facesse questa fine, distratta in maniera così plateale dalle finalità per cui è stata istituita.
Parliamo così del personale RAI che francamente non mi pare stia al centro delle problematiche politiche, e ignoriamo le caratteristiche odiosamente prossime all'imbroglio, ostentare i provvedimenti di riduzione della pressione fiscale, e andare poi a raggranellare soldi in zone dove lo sguardo pubblico giunge con difficoltà. 
Invece, io penso che questa vicenda della distrazione del canone RAI rappresenti emblematicamente il modo di operare del governo Renzi, e che quindi sia necessario illuminare e concentrare l'attenzione pubblica su questo comportamento, più degno di un vigliacchetto furbetto di provincia che del governo della repubblica. 
Giornalisti che non fossero oche potrebbero sostenere la necessità di ridurre il canone, se ritengono che questo costituisca un privilegio inaccettabile dei dipendenti RAI, oppure sostengano la necessità di eliminare la pubblicità per evidenziare tale ruolo di servizio, ma non vedo come possano schierarsi al fianco di un governo che mostra la mano che dona e nasconde quella che ruba. 

Pertanto, se il governo continua a portare avanti questo provvedimento, allora sarà il caso di lanciare lo sciopero dal canone per il prossimo anno. Nessuno di noi l'ha versato per coprire i buchi di bilancio, e quindi ci dicano cosa occorre per sostenere il servizio pubblico fornito dalla RAI, e smettano di rubarci soldi che avevano una destinazione originale ben definita, si tratta con evidenza di un furto vero e proprio, non punibile penalmente soltanto perchè eseguito dallo stesso governo della repubblica.

mercoledì 28 maggio 2014

ANCORA SULLE ELEZIONI

Ritorno brevemente sulle elezioni, ma non tanto per analizzarle in maggior dettaglio, perchè in realtà le cosa mi sembrano abbastanza chiare ed univoche, quanto per soffermarmi sulle reazioni sul web, soprattutto negli ambienti che frequento perchè sento più prossimi a me...

lunedì 26 maggio 2014

RIFLESSIONI ESTEMPORANEE SULLE ELEZIONI DI IERI

Alcune riflessioni estemporanee sulle elezioni di ieri, in attesa di trarre conclusioni più meditate, anche sulla base di una migliore conoscenza dei dati grezzi, non ancora del tutto disponibili, e comunque da me ancora non analizzati in dettaglio...

venerdì 23 maggio 2014

QUESTIONI DI FEMMINISMO (E NON SOLO)

A proposito dei tempi bui in cui viviamo, dove perfino chi rivendica una specie di libertà di scelta quasi assoluta non riesce a sopportare un commento critico, ma mi pare dialogicamente critico verso ciò che ha scritto. Come dire, la libertà come diritto mio e certo da non concedere a te. Una volta, questo mi pare si chiamasse dispotismo, il deposta appunto rivendicava la libertà assoluta per sè stesso , negandola agli altri.
L'articolo lo trovate a questo link , e qui di seguito il commento che avevo scritto.

Epperò qui si palesa una contraddizione che sarebbe miope attribuire alla Dominijanni, la contraddizione è nei fatti, è la contraddizione connaturata al femminismo.
Essa consiste nel termine che denota una istanza collettiva (l’universo femminile) e che però si è storicamente qualificato come garante dei diritti individuali. Questo mi pare il punto, coniugare l’individualismo con il proprio statuto di istanza collettiva. Insomma, se esiste una specificità femminile, questa detta dei vincoli alla singola donna, è inevitabilmente portatrice di una normatività come ben dice in questo articolo l’autrice.
A me pare che la Dominijanni tenti un intelligente compromesso che possa salvare la coesistenza di questa apparente contraddizione, e lo fa a partire dall’errore dell’ideologia liberale, che scambia ogni decisione individuale per un atto di libertà. Sappiamo, dovremmo sapere, che le cose non stanno affatto così, che valutare il grado di libertà di un’azione solo sulla base dello stadio finale, di quando infine decidiamo, è sbagliato, perchè ignoriamo così tutto ciò che precede, quell’intreccio di relazioni in cui siamo immersi sin dalla nascita a causa della cultura che nostra madre ci ha somministrato assieme al latte.
La Dominijanni, almeno così ho capito io, risolve la contraddizione intervenendo nel merito delle questioni, assumendosi la responsabilità di affermare che determinati comportamenti risentono appunto del contesto culturale in cui ci troviamo, non sono nei fatti degli atti liberi, ma dettati dal contesto neoliberista in cui siamo immersi.
L’alternativa è quella offerta da questo articolo, che sposa senza tentennamenti tutti i dogmi liberali, che rivendica la scelta individuale come portatrice automaticamente di un contenuto di libertà, e questo in nome del rifiuto di ogni normatività. Farei notare che anche questa tesi rappresenta un tipo di normatività. Sembra dire alle donne che devono scegliere liberamente, ed anche questa libertà in un certo senso costituisce una specie di obbligo.
Farei inoltre notare che designare una certa società come società patriarcale implica anch’esso ammettere che esiste un’entità chiamata appunto società, che è ben di più dell’aggregazione di più individui, costituisce una comunità portatrice di certi valori, in questo caso negativi.
Entra insomma in gioco il rapporto tra individuo e collettività che, al di là delle opinioni individuali di merito, rappresenta credo oggettivamente un tema fondamentale non eludibile, non eliminabile in nome di una fantomatica libertà di scelta assoluta.

mercoledì 21 maggio 2014

PERCHE' MI ASTERRO' DAL VOTO, SECONDA PARTE

Oggi, con un certo ritardo, dovuto ai molteplici impegni im cui sono coinvolto, parlerò dei due pezzi più grossi del parterre dei partiti, il PD e il M5S...

domenica 18 maggio 2014

PERCHE' MI ASTERRO' DAL VOTO. PRIMA PARTE

A una settimana dalle elezioni, si moltiplicano gli appelli al voto, e il web non fa eccezione.
Così, ho pensato di non fare eccezione neanche io, e quindi nel mio piccolo anch'io faccio un mio appello per gli elettori. 
Nel mio caso, tuttavia, l'invito è quello di astenersi dal voto. La cosa a qualcuno potrebbe apparire stravagante, astenersi classicamente significa non scegliere, e quindi perchè mai tifare per una mancata scelta? 

Il punto è che invece astenersi è una scelta, costituisce una precisa scelta, ed è ciò che tenterò di argomentare nel seguito. 

martedì 13 maggio 2014

LA STAMPA TERREMOTATA

Nel mondo dell'informazione, le cose sembrano cambiare velocemente. 
Dopo il periodo eroico, in cui il giornalismo appariva come il fronte del progresso, una specie di organizzazione eroica al servizio dell'informazione, contro l'oscurantismo dei potenti che volevano tenere tutto segreto, in cui avere più informazione significava avere più libertà, conoscere per potere scegliere, gli editori hanno scoperto quanto è bello fare circolare l'informazione manipolata...

domenica 11 maggio 2014

GUERRA IN EUROPA

Più tempo passa, più mi vado convincendo che la guerra rientrata in Europa, adesso divenuta una vera e propria guerra civile in Ucraina, presto si generalizzerà, secondo percorsi e schieramenti oggi inimmaginabili. 
Il fatto è che il tentativo lanciato inizialmente da Polonia e repubbliche baltiche di annettere all'occidente l'Ucraina tramite un colpo di stato travestito da manifestazioni di piazza, sta incontrando sempre maggiori resistenze nella popolazione comune...

mercoledì 7 maggio 2014

QUEL POVERETTO DI BERLUSCONI

Le numerose apparizioni in TV di Silvio Berlusconi hanno causato grandi polemiche in un ampio spettro di opinione pubblica. Mi sembra che le perplessità siano fondate, ma non vorrei adesso formulare l'ennesima copia di questo tipo di proteste.
Qui, vorrei partire invece da qui per tracciare delle considerazioni di carattere più generale.
La prima considerazione riguarda il contesto in cui si è deciso da qualche parte di minimizzare l'effetto della condanna che egli ha subito lo scorso anno, come pure il ritardo nella comminazione della pena...

sabato 3 maggio 2014

CAPIRE NAPOLITANO

Certo, che è difficile capire il presidente Napolitano. 
Intanto, sembra che i problemi con gli americani li abbia superato, che egli lavori ora senza particolari asperità assieme a Renzi, e tutto questo si vede dalla frequenza delle sue presenze pubbliche. 
Il presidente non fa mai passare più di qualche giorno senza ammanirci un messaggino in cui continua a criticare tutto lo stato di questa nazione. Ora, certamente non è che io voglia difendere la situazione esistente, ma invece Napolitano qualche piccola ragione ce l'avrebbe per farlo, diciamo che Napolitano dovrebbe passare l'intera giornata a difendere le cose così come stanno, e per un semplicissimo motivo...

giovedì 1 maggio 2014

LA CRISI IRRESOLVIBILE

L'economia di mercato è miseramente fallita, le evidenze stanno davanti ai nostri occhi, e soltanto partendo da un punto di vista iperideologico è possibile ancora oggi invocare quei provvedimenti che rendano l'economia sempre più soggetta ai meccanismi di mercato. 
Dovrebbe essere diventata patrimonio comune e condiviso che il mercato che c'ha portato dove stiamo, lungi dal risolvere i nostri problemi, li genera e li aggrava. 
Eppure, non v'è coscienza generalizzata di tutto ciò, le evidenze che la crisi ci pone non ha spostato apparentemente di un solo millimetro la percezione che è maturata in tanti decenni in questa società...

domenica 27 aprile 2014

CANONIZZAZIONI, TV E POLITICA

Già ieri commentai su fb la vicenda della canonizzazione. Mi sembrava in effetti che santificare due papi, entrambi della seconda metà del '900, fosse una cosa di cattivo gusto. Poichè l'ultima parola tocca al papa, queste santificazioni assumono mi pare oggettivamente i caratteri di una specie di autosantificazione. I santi dovrebbero apparire come delle persone dedicate alla santità in una vita ordinaria. Se prendi un papa che come mestiere deve fare il buono, diventare santo è un gioco da ragazzi. Insomma, non basta che siano ricordati come papi, devono anche essere canonizzati, non si tratta di una evidente esagerazione?
Oggi, son tornato a riflettere sulla questione, e mi sono accorto che questa faccenda ha una rilevanza ben maggiore. Qui, bisogna partire dal fatto che nulla è lasciato al caso, che dietro la questione della canonizzazione, la verità è che si è voluto creare un evento mediatico. Infatti, non bastava fare coincidere la data della canonizzazione per i due papa, si è voluto che presienziasse anche Ratzinger, non si capisce poi a quale titolo.
Infine, l'elemento più importante, sin dall'inizio papa Borghezio si è offerto generosamente sul palcoscenico mediatico...

venerdì 25 aprile 2014

ANTIFASCISMO, RESISTENZA E COSTITUZIONE

Oggi, anniversario della liberazione di Milano dai nazifascisti, voglio richiamare l'attualità della resistenza. 
Per decenni, questa ricorrenza è stata celebrata proprio negli stessi termini che la storia c'ha consegnato, la resistenza che ha assunto da allora il termine antifascista...

mercoledì 23 aprile 2014

L'USO DELLA DISCRIMINAZIONE PER COMBATTERLA

Chissà se qualcuno si accorgerà alla fine che tutte le lotte contro le discriminazioni di ogni tipo, costituiscono esse stesse la fonte privilegiata delle stesse discriminazioni che pretendono di combattere!...

lunedì 21 aprile 2014

ALFANO E LE DIFFERENTI FACCE DELL'AUTORITARISMO

Le dichiarazioni fatte da Alfano, quale ministro degli interni, sul tema delle manifestazioni di piazza, prendendo spunto dai recenti scontri durante la manifestazione sulla casa, sono della massima gravità. E' ormai evidente che la nuova generazione di politici che viene su riuscendo apparentemente a raccogliere un grande successo, sembra mancare di ogni sensibilità di tipo democratico...

mercoledì 16 aprile 2014

RIFLESSIONI MOLTO PERSONALI SULLA VICENDA GIUDIZIARIA DI BERLUSCONI

Qualche riflessione a proposito dell'attuale conclusione della vicenda giudiziaria di Berlusconi...

domenica 13 aprile 2014

IL NUOVISMO DI RENZI

Renzi, certo inconsapevolmente, ha pronunciato una frase che si può considerare storica, quando ha affermato che una sinistra che non cambia, diventa destra...

martedì 8 aprile 2014

METTI MIELI E MENTANA UNA SERA IN UN TALK-SHOW

Metti un lunedì sera il solito talk-show politico. Metti che, oltre a qualche politico, siano piazzati in studio due pezzi grossi del giornalismo italiano come Mieli e Mentana.
Metti che questi due presunti giornalisti, teoricamente al servizio dell'informazione e della verità, si schierino violentemente con Renzi ed il suo piano di riforme (anche il tono della voce, spesso al limite dell'urlo), con la situazione paradossale che la Serracchiani sia costretta ad un ruolo di comparsa, sorpassata da costoro che si dimostrano ben più realisti del re.
Che ne dovrebbe pensare un osservatore minimamente obiettivo?
Il minimo che si possa pensare è che sono stati assoldati al carro del vincitore, che qualcosa di importante, di molto importante si stia muovendo nella politica italiana se simili personaggi non hanno vergogna di argomentare in maniera del tutto indifendibile, risultando non soltanto palesemente partigiani, ma lasciando l'impressione che si tratti di persone incapaci di articolare un pensiero minimamente razionale.
Per tutti, citerò il fior di pensiero di Mieli sulle riforme. Egli dice che il compromesso è stato fatto tra Berlusconi e Renzi ed adesso quel compromesso va onorato. Sarebbe troppo far notare al Paolino targato RCS che questo vincolo all'accordo vale solo per i due contraenti? Dite che lo capisce da sè? Così dovrebbe essere, Mieli non è tonto, ma dice cose da tonto, come insomma se governo, partiti, parlamento e nazione intera dovessero sentirsi vincolati anche loro. 
A pensarci bene, quello di Mieli e Mentana è lo stesso atteggiamento, stesso tono perentorio e da sopraffazione, stessa sicumera che Scalfari manifestò in occasione dell'insediamento del governo Monti. 

Ma allora i veri leaders di questa nostra Italia se ne stanno ben occultati nei panni comodi e incontrollabili del giornalismo italiano! 

Oggi allora nessuno più si vergogna di nulla, tutto sembra consentito e chi si vende al maggiore offerente probabilmente si sente anche furbo: sarà questo il problema di fondo della nostra società?

lunedì 7 aprile 2014

SI SCRIVE MONETARISMO, SI LEGGE DIFESA DEI PATRIMONI

Alla fine, spuntiamo sempre lì. Anche nel 2014, malgrado non sia di moda, nei fatti si ripropone la dicotomia tra patrimonio e rendita da una parte, e reddito da lavoro dall'altro.
Possiamo esprimerci nei termini più tecnici che vogliamo,  possiamo parlare di monetarismo, opposto a Keynesianesimo, ma alla fine ciò che diciamo è sempre iscritto all'interno di questa dicotomia.
La Costituzione recita che la politica fiscale deve assolvere a un compito redistribuitivo, permettendo di rendere meno differenziata la distribuzione della ricchezza con strumenti fiscali. A questo scopo,  l'IRPEF, l'imposta principale che si applica all'intero reddito annuale, ha aliquote progressive, in modo che il peso fiscale risulti più leggero per chi ha di meno e più pesante nei confronti dei redditi maggiori.
Poi, esistono altri strumenti, come ad esempio il sistema delle detrazioni. Tuttavia, bisogna aggiungere che i contributi assistenziali, i contributi previdenziali, l'IVA e tantissime altre aliquote sono uguali per tutti. Il quadro redistributivo può essere facilmente modellato non solo variando il profilo delle aliquote IRPEF, ma anche spostando gli introiti fiscali da un capitolo all'altro, per esempio il perseguimento dell'equilibrio dell'INPS, liberando la fiscalità generale dagli oneri corrispondenti, riduce la percentuale di redistribuzione...

PRESENTAZIONE DEL LIBRO A GIARRE



SIETE TUTTI CORDIALMENTE INVITATI AD INTERVENIRE

venerdì 4 aprile 2014

IL QE ANCHE NELLA UE

La notizia di ieri, al di là del solito rumore che proviene dalla politica italiana, tra i lamenti di berlusconi e la proclamazione di successi riformisti inesistenti dei renzini, sempre più simili a ronzini, è senza dubbio costituita dall'annuncio di Draghi della decisioone della BCE di prendere in considerazione un'ipotesi di "quantitative easing" (QE), cioè di immettere liquidità nel sistema acquistando titoli sul mercato mobiliare...

mercoledì 2 aprile 2014

SE LA UE NON PUO' ESSERE DEMOCRATICA, CHE L'ITALIA SI ADEGUI

Quindi, la cosa sembra ormai certa. 
In tanti, ci poniamo il problema della convivenza delle strutture tecnocratiche dell'unione ueropea con la democrazia del nostro paese. Come, ci chiediamo, fare evolvere verso una organizzazione democratica quanto oggi in Europa non ha alcuna legittimazione democratica. 
Niente problemi, Renzi ha la formula giusta, nella sua mente ha già risolto il problema, basta dare anche all'Italia una struttura istituzionale non democratica, e così il conflitto cessa, un'omogeneità di fondo si afferma tra Italia ed Unione europea...

martedì 1 aprile 2014

RESTERA' IL TERRORISMO DELLA FASE POLITICA ATTUALE SU UN PIANO ESCLUSIVAMENTE VERBALE?

Oggi, siamo giunti alla fase del terrorismo verbale. Non basta la spettacolarizzazione della politica e quindi la menzogna come sistematica pratica politica, no, adesso abbiamo anche l'uso delle parole come fossero proiettili.
Populismo, antipolitica, demagogia, dal fronte governativo non si fanno mancare niente...