<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-8579103677097075634</id><updated>2012-02-16T11:48:16.350+01:00</updated><category term='uanto'/><category term='uanto pare'/><category term='politica'/><category term='ecologismo'/><category term='tecnologia'/><category term='u'/><category term='ricerca scientifica'/><category term='ue'/><category term='economia'/><title type='text'>SITO DELL'IDEOLOGIA VERDE</title><subtitle type='html'>This blog is devoted to the green ideology, a new kind of ideology, whose fundamental aspects I have described in a book, entitled "The green ideology. The necessary revolution", until now written in italian only. I hope to early provide this blog with short notes in english for foreign people. I would be grateful to everybody of you that would like to post comments, not only regarding what I write, but, generally in the field of ecology, politics, anthropology and philosophy.</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8579103677097075634/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8579103677097075634/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>Vincenzo Cucinotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18184543762214806551</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_ACKQK9jMMfI/SjdzWxeiFcI/AAAAAAAAAAM/sYYNkVa6wpc/S220/copertina.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>577</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8579103677097075634.post-1515499021560602032</id><published>2012-02-16T10:54:00.000+01:00</published><updated>2012-02-16T10:54:51.895+01:00</updated><title type='text'>UN CONTRIBUTO DA CICALESE SULLA CRISI</title><content type='html'>&lt;div style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Voglio oggi linkarvi &lt;i&gt;&lt;a href="http://www.sinistrainrete.info/crisi-mondiale/1899-pasquale-cicalese-the-draghi-put.html"&gt;un articolo di Pasquale Cicalese&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;, apparso sul web proprio oggi, che riassume brevemente la storia della crisi, ed indica alcuni possibili scenari futuri.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Da parte mia, penso che la sintesi lì realizzata sia davvero apprezzabile, e vorrei anche aggiungere che mi pare di dovere condividere totalmente ciò che dice l'articolo che cito, sul fatto che Europa ed USA stanno facendo tutto ciò che possono per rinviare il tracollo prossimo venturo, ma ciò che possono non è abbastanza, una volta che si debba rimanere nel solco già tracciato di una crescente ricchezza di coloro che ricchi lo sono già.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Sono alquanto più perplesso invece rispetto all'articolo, sulla reale possibilità che i paesi BRICS, il Giappone e tutti coloro che stanno fuori dagli scranni più alti, riescano nel tentativo, in qualche modo anch'esso disperato, di trovare un loro equilibrio che prescinda da chi determina i mercati fiannziari globali. Secondo me, ci sarà un tale big bang che nessuno si potrà salvare, l'onda d'urto sarà potente e si propagherà sull'intero pianeta. Il giorno dopo certo, si dovrà ricominciare. In questo senso, non v'è dubbio che i paesi BRICS si troveranno in una situazione migliore della nostra.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Credo anche che sarebbe saggio se anche il nostro paese pensasse a  come non subire danni troppo profondi e troppo estesi nel tempo da  questo default globale. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8579103677097075634-1515499021560602032?l=ideologiaverde.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/feeds/1515499021560602032/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/2012/02/un-contributo-da-cicalese-sulla-crisi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8579103677097075634/posts/default/1515499021560602032'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8579103677097075634/posts/default/1515499021560602032'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/2012/02/un-contributo-da-cicalese-sulla-crisi.html' title='UN CONTRIBUTO DA CICALESE SULLA CRISI'/><author><name>Vincenzo Cucinotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18184543762214806551</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_ACKQK9jMMfI/SjdzWxeiFcI/AAAAAAAAAAM/sYYNkVa6wpc/S220/copertina.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8579103677097075634.post-8154077506332993299</id><published>2012-02-15T08:21:00.001+01:00</published><updated>2012-02-15T08:26:37.478+01:00</updated><title type='text'>UN FELICE ADDIO ALLE OLIMPIADI ROMA2020</title><content type='html'>&lt;div style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Posso dire che sono contento che Roma non sarà candidata ad organizzare le Olimpiadi 2020?&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Vorrà dire che riesco anche ad essere d'accordo, almeno in un'occasione con Monti.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;In realtà, io sono contento da un punto di vista differente, non credo proprio che Monti potrebbe concordare con tali motivazioni.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Le mie di motivazioni prescindono dalle convenienze economiche, dal conto del dare e del ricevere. No, io sono contrario a tutto questa frenesia gigantistica, all'EXPO come alle Olimpiadi. Io penso dal punto di vista di un semplice cittadino romano, e dai notevoli disagi che subirebbe. Prima, ci saranno i lavori preparatori, la costruzione di edifici per ospitare i giochi, ma anche per alloggiare i partecipanti, e poi gli interventi di viabilità.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;E poi naturalmente quel mesetto in cui si svolgeranno i giochi veri e propri, quella concentrazione così forte, così esagerata, di persone da tutto il mondo, di quel circo mediastico che vive di queste lucrose occasioni: ma davvero Roma con la sua viabilità così precaria ed inadeguata, davvero una città come Roma, così storicamente segnata e così condIzionata da una struttura così strutturalmente complessa come ce la consegnano millenni di storia, ha bisogno di queste scadenze, di questi circhi mediatici mondiali, ormai così caratterizzati dall'invadenza di sponsor di ogni tipo, da questa massa abnorme di denaro che vi circola attorno?&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-size: large;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Roma non chiederà di ospitare i giochi per un calcolo ragioneristico, ma io voglio qui palesare la mia felicità di vedersi allontanare da me e dai luoghi che amo le lunghe mani rapaci di quella macchina globale del denaro facile ed abbondante e del frastuono indecente che ad esso si accompagna.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8579103677097075634-8154077506332993299?l=ideologiaverde.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/feeds/8154077506332993299/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/2012/02/un-felice-addio-alle-olimpiadi-roma2020.html#comment-form' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8579103677097075634/posts/default/8154077506332993299'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8579103677097075634/posts/default/8154077506332993299'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/2012/02/un-felice-addio-alle-olimpiadi-roma2020.html' title='UN FELICE ADDIO ALLE OLIMPIADI ROMA2020'/><author><name>Vincenzo Cucinotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18184543762214806551</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_ACKQK9jMMfI/SjdzWxeiFcI/AAAAAAAAAAM/sYYNkVa6wpc/S220/copertina.jpg'/></author><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8579103677097075634.post-3311084751196941774</id><published>2012-02-14T09:44:00.002+01:00</published><updated>2012-02-14T09:50:29.884+01:00</updated><title type='text'>DALLA GRECIA ALL'EUROPA: UN PANORAMA POLITICO DEVASTATO</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; line-height: normal; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Ieri, ho seguito la consueta puntata del lunedì del talk-show di Lerner, principalmente dedicata ai fatti della Grecia. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; line-height: normal; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Lerner si è premurato di raccogliere molte e significative presenze in trasmissione, ma io mi chiedo a cosa servano tali presenze se poi le persone coinvolte non vengono adeguatamente incalzate a dare le risposte che tutti si aspettano da loro. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; line-height: normal; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;In particolare, consideriamo il caso della deputata greca del Pasok che ha votato le misure draconiane richieste dalla troika alla Grecia. Io credo che sarebbe stata un’occasione importante per capire cosa possa convincere un delegato del popolo in un’occasione così storica a votare in maniera opposta a quanto gli viene richiesto da una piazza gremita e molto coinvolta. Avrei voluto sapere da questa signora quale sia stato il percorso di pensiero e lo stato emotivo in cui sia maturata la convinzione di scegliere a quel modo, di assoggettarsi al diktat. Niente di tutto questo, poche parole che non spiegano nulla, del tipo che tra un fallimento certo ed immediato ed uno posticipato ed ancora forse evitabile, ha scelto quest’ultima opzione. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; line-height: normal; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Il punto, cara deputata greca il cui nome non ricordo, è che non esiste una singola persona al mondo che abbia una minima competenza di economia che pensa che quel fallimento sia ormai ancora evitabile e che comunque proprio quelle misure votate dal parlamento greco domenica possano raggiungere questo scopo. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; line-height: normal; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;La troika ha detto che se la Grecia vuole quei 130 miliardi di euro, deve adottare certi provvedimenti e certe procedure, compreso l’impegno scritto da parte dei partiti che manterranno gli impegni domenica assunti anche dopo le elezioni che si terranno in primavera, un impegno che davvero va oltre ogni possibile concezione comunemente accettata di democrazia parlamentare. Bene, a quanto pare la deputata non si è resa ancora conto che se al suo paese si richiede di contrarre la domanda tramite i tagli ai salari e i tagli ai dipendenti statali, e nello stesso tempo il cosiddetto mercato impone il pagamento di interessi dell’ordine del 70% annuo sui titoli emessi a copertura del debito pubblico, i conti non poteranno che andare progressivamente peggiorando, determinando quindi un fallimento a scoppio ritardato. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; line-height: normal; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;In verità, questa stessa deputata non potrebbe ragionevolmente ignorare che la votazione della mozione che le è stata chiesta per domenica non serve minimamente a cambiare il destino della Grecia, ma serve soltanto a dare il tempo agli altri paesi dell’area euro ed in particolare alla Germania che sembra avere la forza per guidare le danze, per sistemare le cose in maniera da avere dal fallimento greco l’impatto minimo. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; line-height: normal; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Io mi chiedo così, in un periodo in cui i mass media non smettono di bombardarci parlandoci del pericolo del rinfocolarsi in Europa di nazionalismi che credevamo di avere ormai alle nostre spalle, come si possa spiegare il comportamento non solo di Papadopulos che presumibilmente vede il proprio ruolo politico più in una cornice di establishment finanziario globale che all’interno del proprio paese, ma di ciascuno degli anonimi deputati che hanno concretamente sollevato la mano per dare il proprio assenso, come insomma si possa spiegare il chiaro ed inequivocabile tradimento del proprio paese fatto da quei deputati, ed in particolare della deputata intervenuta nella trasmissione di Lerner. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; line-height: normal; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Più guardo a questi personaggi della politica europea, più ho l’evidenza di una mancanza totale di classe dirigente europea. In ognuno di loro, non si sa se sia più evidente la pochezza dei mezzi culturali ed intellettuali, o la pochezza dal punto di vista morale. Veramente, non possiamo più avere alcun dubbio che il berlusconismo di cui in Italia siamo stati affetti per decenni, non è altro che la punta dell’iceberg del vuoto politico e morale di un’intera popolazione europea, come ho più volte sostenuto su questo stesso blog. Berlusconi è stato solo l’effetto di un certo clima politico-culturale, quello stesso clima che oggi permette a uno come Monti o uno come Napolitano di considerarsi salvatori della patria perché obbediscono all’establishment finanziario globale. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; line-height: normal; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Ancora una volta, l’Italia fa da battistrada all’Europa se non al mondo intero, proponendoci questo strano connubio tra finanza e politica, Monti che governa (e legifera, vorrei fare notare, visto che prosegue una prassi ormai consolidata dei governi come unici proponenti dei provvedimenti da votare in parlamento), con la benedizione di un Napolitano sempre più protagonista e sempre più impegnato ad occultare questo suo attivismo irritUale, e tre partiti così messi male da appoggiare un governo a loro estraneo. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; line-height: normal; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Vorrei dire a Napolitano che se davvero i partiti avessero voluto farsi carico dell’interesse generale, avrebbero dovuto andare a nuove elezioni, avrebbero cioè dovuto, come dovrebbe essere ovvio, sostenere il proprio punto di vista. Caro Presidente, è proprio nella scelta di dare la fiducia al governo Monti, che i partiti guardano al proprio interesse particolare, perché si capisce come possa essere vantaggioso per chi abbia smesso da tempo di considerarsi rappresentante degli interessi generali, di starsene da parte facendo fare ad altri il lavoro sporco. Quando Lei a novembre ha chiesto ai partiti un gesto di massima responsabilità appoggiando il governo Monti, Lei, Presidente, ha praticamente massacrato la lingua italiana, perché quell’appoggio, quel consenso al governo tecnico di sua fattura, costituisce il più grave dei tradimenti dello stesso mandato parlamentare. Io spero tanto che quando finalmente andremo alle elezioni, se mai ci andremo, perché la realtà odierna ci mostra di potere subire sviluppi imprevedibili, gli elettori ricordino come l’opzione politica che essi avevano alle passate elezioni affidato ai rispettivi partiti di riferimento, sia stata platealmente violata, e rivolgano altrove il loro voto. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; line-height: normal; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Ebbene, se appunto guardiamo fuori dai nostri confini, vediamo altrettanta pochezza in un Sarkozy che fa dipendere le scelte di politica economica dai tempi della sua campagna elettorale sperando in un appoggio della Merkel che faccia il miracolo di farlo rieleggere, la stessa Merkel che non ha mai smesso di arrabattarsi alla meno peggio tra consensi elettorali e consensi del suo establishment finanziario nazionale. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; line-height: normal; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Un po’ tutto il dibattito nella citata trasmissione di ieri mostrava questa angustia di coloro che pure dovrebbero costituire i protagonisti della politica europea. La cosa sicuramente più vergognosa era rappresentata da questo balletto sull’Europa, un fantasma che viene evocato solo strumentalmente. L’Europa o è il criterio, o non esiste, non si può pensare di costruire una casa comune avendo presente il proprio pezzo di edificio e facendo il conto della spesa su quanto ci guadagna e ci perde il proprio paese. E’ proprio questa logica che elimina ogni possibilità di andare a una entità comune, dalle varie contabilità nazionali non viene fuori nessuna europa, ciò che può venire fuori è solo la sottrazione di spazi di democrazia sequestrati da entità impersonali e perciò chiaramente dai potenti di turno, dai potenti per censo. Invocare l’Europa rappresenta oggi, è inutile nascondersi dietro un dito, solo un modo truffaldino per concentrare il potere in poche mani e così attuare modalità decisionali antidemocratiche. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; line-height: normal; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Non posso infine che ripetere ciò che già ebbi a dire in altre occasioni, che l’incapacità di avere un punto di vista dell’interesse generale, cosa che comunemente viene considerata furba ed anche inevitabile, affidando il punto di vista generale a pochi sognatori, sta portando l’umanità alla rovina, imboccando percorsi ignoti in mano a politici e potenti di ogni risma che si comportano da apprendisti stregoni, credendo che un dato comportamento vantaggioso per loro e per il loro gruppo di potere, possa essere amplificato e generalizzato, e senza quindi comprendere come questa stessa amplificazione possa condurci a disastri in scenari oggi non prevedibili. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8579103677097075634-3311084751196941774?l=ideologiaverde.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/feeds/3311084751196941774/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/2012/02/dalla-grecia-alleuropa-un-panorama.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8579103677097075634/posts/default/3311084751196941774'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8579103677097075634/posts/default/3311084751196941774'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/2012/02/dalla-grecia-alleuropa-un-panorama.html' title='DALLA GRECIA ALL&apos;EUROPA: UN PANORAMA POLITICO DEVASTATO'/><author><name>Vincenzo Cucinotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18184543762214806551</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_ACKQK9jMMfI/SjdzWxeiFcI/AAAAAAAAAAM/sYYNkVa6wpc/S220/copertina.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8579103677097075634.post-1469417229176048486</id><published>2012-02-13T10:02:00.000+01:00</published><updated>2012-02-13T10:02:39.186+01:00</updated><title type='text'>IL MIO LIBRO 15 (FINE)</title><content type='html'>&lt;div style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Termino oggi la pubblicazione iniziata qualche settimana fa di ampie parti del mio libro. Osservazioni e richieste di chiarimenti sono benvenute.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:WordDocument&gt;   &lt;w:View&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:Zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:HyphenationZone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:Compatibility&gt;    &lt;w:BreakWrappedTables/&gt;    &lt;w:SnapToGridInCell/&gt;    &lt;w:WrapTextWithPunct/&gt;    &lt;w:UseAsianBreakRules/&gt;   &lt;/w:Compatibility&gt;   &lt;w:BrowserLevel&gt;MicrosoftInternetExplorer4&lt;/w:BrowserLevel&gt;  &lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if !mso]&gt;&lt;img src="http://img2.blogblog.com/img/video_object.png" style="background-color: #b2b2b2; " class="BLOGGER-object-element tr_noresize tr_placeholder" id="ieooui" data-original-id="ieooui" /&gt; &lt;style&gt;st1\:*{behavior:url(#ieooui) }&lt;/style&gt; &lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if gte mso 10]&gt; &lt;style&gt; /* Style Definitions */ table.MsoNormalTable {mso-style-name:"Tabella normale"; mso-tstyle-rowband-size:0; mso-tstyle-colband-size:0; mso-style-noshow:yes; mso-style-parent:""; mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; mso-para-margin:0cm; mso-para-margin-bottom:.0001pt; mso-pagination:widow-orphan; font-size:10.0pt; font-family:"Times New Roman";}&lt;/style&gt; &lt;![endif]--&gt;  &lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;LIBERA TECNOLOGIA? &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify; text-indent: 17pt;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Un altro aspetto che non si può trascurare all’interno di trasformazioni sociali alla luce di un’ideologia verde è quello attinente il settore tecnologico, che andrebbe posto sotto attento controllo. Voglio ricordare come, a partire del principio che vede il prolungamento della vita delle persone come un bene in sé, di fatto addirittura come il supremo bene, si perviene al risultato davvero paradossale che ogni progresso tecnologico in medicina, impone di fatto a tutti di dovere prolungare la propria vita anche in condizioni che a molti appaiono non meritevoli di essere vissute. Altro che libertà di ricerca come un valore indiscutibile, la ricerca, come qualsiasi attività umana, soprattutto considerate le sue forti ricadute sociali, andrebbe strettamente regolamentata e indirizzata in specifiche direzioni in base a scelte collettive consapevoli. Qualsiasi nuovo sviluppo tecnologico rischia di entrare in conflitto con l’uomo in quanto essere biologico, e con la natura così come ce l’hanno consegnata centinaia di millenni di selezione naturale. &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify; text-indent: 17pt;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Allo stesso tempo, per potere disporre di oggetti tecnologici, una persona dovrebbe dimostrare in qualche modo di sapere fare un uso corretto di tale oggetto. Ciò insomma che si fa per il possesso di un’arma, richiedendo una certa procedura per ottenere il porto d’armi, e analogamente per l’uso di un’autovettura, che richiede l’acquisizione di un’apposita patente di guida, andrebbe, non dico generalizzato, ma comunque molto ampliato. &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;L’ANTIPOLITICA&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Voglio qui spendere alcune parole sui messaggi di preoccupazione che si sollevano da varie parti quando si fa un’esplicita impietosa critica alla politica: la ragione per cui mi soffermo su questi aspetti è ovvia, per il suo contenuto, questo libro si presta, direi idealmente, ad essere oggetto di questo tipo di attenzioni. Se abilmente condotta, una campagna di criminalizzazione di un certo tipo di dissenso radicale può trovare in questi messaggi un prezioso aiuto nel raggiungimento dell’obiettivo di evitare che i suoi contenuti possano essere oggetto di dibattito pubblico. Questi messaggi dicono che, essendo noi in un regime democratico, la critica debba rispettare alcuni limiti. Che la critica debba rispettare dei limiti, questo dovrebbe sembrare in realtà evidente a tutti e dovrebbe essere una condizione di applicazione universale: una critica che non espliciti il proprio oggetto, che non sia adeguatamente motivata, che non riconosca quale possa essere l’alternativa all’aspetto criticato, non dovrebbe mai esserci senza queste condizioni minime, l’uso stesso del termine critica apparirebbe ingiustificato. &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Naturalmente il punto è un altro: quando si parla di questi limiti invalicabili alla critica, in definitiva si richiede che ogni critica discrimini tra i differenti partiti politici. Se, come il Calderoli di turno, insulti qualche membro, ad esempio, dei DS, tutto questo risponde a una critica lecita, fa parte come si dice con un’espressione abusata della normale dialettica politica. Se da parte di qualcuno dei DS, al contrario, si sparla di Berlusconi, analogamente, si tratta di normale dialettica politica. Se però tu parli male di tutti i partiti rappresentati in Parlamento, allora la tua critica è qualunquistica, e tu fomenti, magari inconsapevolmente, una deriva autoritaria. &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Proprio la più stretta attualità ci propone esempi eloquenti del modo in cui il dibattito politico si svolge oggi in Italia. Mi riferisco al vespaio sollevato dalle manifestazioni a supporto della presentazione di alcune proposte di legge, che vedono come promotore Beppe Grillo. Invertendo l’ordine cronologico, partirò dalle reazioni provenienti dall’establishment, da questo sistema di potere su cui mi sono già brevemente soffermato nel capitolo precedente: non mi riferisco quindi soltanto allo stretto ambito dei partiti, ma a un ambito più vasto, e in particolare non si può non includere in questo inestricabile intreccio di relazioni in gran parte occulte la gran parte del sistema di informazione, giornali e TV in primis. &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;La reazione generale può essere efficacemente sintetizzata nella parola “antipolitica”: politici e giornalisti si sono subito impossessati di questo termine e lo hanno usato per fare da usbergo alle critiche provenienti da Grillo. Mi soffermo tanto su questa vicenda non solo e non tanto per il suo contenuto di merito, ma anche perché illustra esemplarmente, come dicevo a premessa, come si svolge il dibattito politico in Italia. Dunque, io, dotato dell’autorità conferitami dagli elettori o anche dal puro e semplice fatto di apparire in TV, inforco gli occhiali e stabilisco cosa sia politica e cosa sia antipolitica: una qualsiasi iniziativa, pur condotta nello stretto alveo delle procedure previste dalla costituzione, non può essere considerata di per sé, per questo stesso suo essere una proposta espressa da cittadini di questo paese e avente uno specifico obiettivo di interesse collettivo, un atto politico: gli occorre il bollino di quelli che sanno. Essi posseggono due timbri, l’uno per imprimere la parola “politico” e l’altro per imprimere la parola “antipolitico”: se hai la sventura di essere bollato di antipolitica, non meriti neanche di essere preso in considerazione, di diventare oggetto di dibattito pubblico, di entrare in quel circuito mediatico le cui chiavi sono possedute solo da un certo gruppo di privilegiati. &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Spiace vedere coma perfino la più alta autorità dello Stato non si sia sottratto a questo genere di reazioni: spiace e preoccupa. Il meccanismo istituzionale messo a punto dalla Costituzione è, nello stesso tempo, raffinato e delicato. Esso consiste nel demandare al Parlamento l’elezione di una figura, appunto il Capo dello Stato, visto come garante dell’intero sistema costituzionale. Questo aspetto di garanzia richiede che egli svolga un ruolo di controllo anche sull’attività del Parlamento, in qualche misura questa figura è istituzionalmente collocata “contro” il Parlamento, come un potere che possa fare da controbilanciamento a tutte le numerose prerogative che la Costituzione prevede per le assemblee legislative. Si badi bene: il ruolo di garanzia deve essere esercitato non solo e non tanto a favore della minoranza parlamentare nei confronti della soverchiante maggioranza, deve piuttosto riguardare l’intera nazione. Questo accurato quadro di poteri che dovrebbero bilanciarsi tra loro risulta delicato in un aspetto specifico: il Capo dello Stato è eletto dal Parlamento, ma, una volta eletto, è assolutamente indispensabile che egli lo dimentichi. Se ciò non avviene, se chi assume questo ruolo non ha la sensibilità istituzionale di porsi di traverso proprio a coloro che lo hanno eletto, tutto questo delicato meccanismo istituzionale è destinato a fallire. Ciò è detto a prescindere dagli aspetti specifici della vicenda, e si può analogamente applicare a tutte le cariche dello stato: guai al governante che non dimentica gli interessi di chi lo ha eletto! &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Pare dunque a costoro che la politica sia una cosa da iniziati, da circoli riservati, che la politica debba procedere esclusivamente all’interno dei partiti, e partiti per costoro sono quelli e soltanto quelli rappresentati in Parlamento. In sostanza, questo sostantivo “antipolitica” si potrebbe tradurre nell’essere contro l’intero sistema dei partiti, come esso si configura all’interno del Parlamento. Esso dunque corrisponde a sostenere che la critica rivolta ad uno specifico partito, debba contemporaneamente comportare l’appoggio ad un altro partito. Attraverso quale sequenza logica si possa arrivare a sostenere ciò, rimane un mistero non svelabile. &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Per costoro dunque, la critica dell’intero sistema dei partiti è un atto antidemocratico che può aprire le porte a un progetto autoritario: Eugenio Scalfari si è spinto fino al punto di osservare un parallelismo tra le manifestazioni promosse da Beppe Grillo e quelle che si svolsero nel 1919, e che aprirono le porte al fascismo. Caratteristica unica tra questi due momenti storici messi a confronto tra loro, resta soltanto la critica al sistema dei partiti: la deduzione logica che se ne deriva è che in democrazia ogni critica di questo tipo è antidemocratica. Insomma, se ne dovrebbe dedurre che l’unica cosa che è dato fare a chi non ama questo sistema dei partiti, così come oggi si configura concretamente, è quello di tacere: tali sono i vati della democrazia, pronti a fare da altoparlante solo a chi gestisce qualche forma di potere. Rimane misterioso altresì quale dovrebbe essere il processo di costituzione di un nuovo partito. Non dovrebbe apparire ovvio a tutti che la nascita di un nuovo partito, non possa, ma debba necessariamente comportare la più aspra critica di ciò che già esiste: se così non fosse, perché mai prendere l’iniziativa di costituirne uno nuovo? &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Mi sarei invero aspettato da parte di costoro le critiche proprio a questo sistema dei partiti, critiche che invece sono costrette a dover trovare i canali più improbabili per potersi manifestare. A me pare che tra i partiti oggi esistenti, ben pochi sono quelli che possano esibire una qualche giustificazione plausibile della loro stessa esistenza. Nel capitolo precedente, mi è capitato di riferirmi ai DS, ma davvero un identico discorso potrebbe essere fatto un po’ per tutti i partiti, dal partito-azienda di Berlusconi, alle ceneri della sinistra democristiana rappresentata dalla Margherita, dalle ceneri delle altre formazioni in qualche modo collegate all’esperienza DC, ad Alleanza Nazionale partito post- qualcosa, ma esistente per non si sa quale motivazione ideale. Sui verdi ho già detto: un termine del tutto usurpato, giacché un partito verde non può collocarsi nel fronte progressista, senza per ciò stesso entrare in un’insanabile contraddizione. Rimarrebbero fuori da questa casistica i due partiti che pervicacemente continuano a richiamarsi al pensiero marxista. In realtà, anch’essi dovrebbero un po’ spiegarci la ragione della loro esistenza, dato che appare più che scontato che nessuno di loro punta neanche lontanamente a creare una società socialista. &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Oggi, collocarsi fuori dagli schieramenti politici tradizionali di destra e sinistra sembrerebbe a me doveroso, in quanto appare in tutta evidenza che tali schieramenti si rifanno strumentalmente a stantii dibattiti politici, dividendosi ancora tra i fautori dell’uguaglianza e quelli della libertà, salvo poi compiere atti politici in cui si fatica a cogliere elementi di differenziazione tra gli uni e gli altri. &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Esiste un ulteriore aspetto deprecabile in questo tentativo di marginalizzazione delle iniziative politiche che si sviluppano al di fuori dei partiti rappresentati in Parlamento. In sostanza, si tratta di questo: se la governabilità richiede un sistema maggioritario, anzi io dico il bipartitismo maggioritario, allora si pone il problema di come garantire possibilità di espressione e di esercizio dei diritti politici alla generalità dei cittadini e ciò, a sua volta, richiede due distinte condizioni. &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;La prima riguarda la strutturazione interna dei partiti. Questo argomento non è quasi per niente visitato nei circoli mediatici, e ciò in base alla ragione che, giacché l’adesione a un partito è scelta personale consapevole che implica una comunanza di punti di vista, non c’è ragione che lo stato, inteso come la comunità complessiva, se ne occupi. Per costoro insomma, e non sono pochi, un partito è come una cerchia di amici: chi penserebbe di normare una comunità di amici? Le cose non sono affatto così, l’esistenza stessa delle modalità di elezioni degli organi rappresentativi, della legge elettorale insomma, implica che la legge già si occupa dei partiti. Il fatto insomma che i voti si esprimano su una lista, implica un riconoscimento implicito di queste aggregazioni politiche. Se io, stato, ti offro il privilegio di sommare i voti espressi a persone diverse, sulla base di un accordo da voi sottoscritto, ciò implica che questa aggregazione non può più essere considerata una comunità di amici, ma è per questo stesso motivo, divenuta una comunità ufficialmente riconosciuta: se tale comunità vuole accedere a tali privilegi, allora deve sottoporsi a una regolamentazione ufficiale, che serva a garantire gli aderenti ad essa, ma anche tutti gli altri, in quanto i privilegi che la legge concede ai partiti, fossero anche solo quelli impliciti nella formazione delle liste, dovrebbero implicare una trasparenza delle procedure decisionali. La situazione attuale è invece è tale che perfino un’associazione di tipo mafioso potrebbe costituirsi e presentare proprie liste per essere rappresentata in Parlamento, senza che esista il benché minimo dispositivo legislativo che possa ostare a ciò. La mia proposta è quindi che i partiti siano regolamentati per legge, che le decisioni che i partiti assumono debbano seguire una metodologia garantista e trasparente, che quindi le decisioni dei partiti siano assunte secondo procedure verificabili da tutti, iscritti e non. &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;La seconda condizione da garantire è che la presenza di due unici partiti in un Parlamento non si traduca nell’espulsione dalla politica di tutti coloro che non si considerino da questi rappresentati. Ciò può avvenire solo se sia esplicitamente e collettivamente riconosciuto che il Parlamento non è l’unica sede dove si esercita l’attività politica, che il fatto stesso che io, sia come singolo, sia come aderente a una forza politica non rappresentata in Parlamento, non debba per questo essere considerato trasparente, non venga di fatto privato del diritto di esercitare i miei diritti a fare politica. E’ proprio questo l’aspetto forse più preoccupante di questo abuso del termine “anti-politica”, dell’opinione implicita in giornalisti e politici che la usano, che esista soltanto una sede dell’esercizio politico, con l’annesso corollario che i cittadini hanno la sola alternativa o di aggregarsi alle formazioni politiche esistenti, o debbano rassegnarsi a esercitare il loro diritto a fare politica esclusivamente infilando ogni tanto una scheda in un’urna. &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Non si dovrebbe capovolgere il ragionamento fatto da chi parla di antipolitica, e riflettere su quanto invece sia patologico per una democrazia che la politica possa configurarsi come una professione, che cioè esistano persone che per tutta la loro vita si occupino della gestione della cosa pubblica, senza avere un ruolo lavorativo da alternare periodicamente all’attività politica? La politica dovrebbe essere esercitata da tutti, senza che si configuri una sua specializzazione specifica, visto che i compiti di gestione pubblica dovrebbero richiedere competenze che si possono riscontrare in molte professioni normali: Se si considera questo come l’antipolitica, che essa ben venga a espellere questi professionisti della politica, che ormai rischiano di configurare un circolo esclusivo che si autoreferenzia e si autoperpetua, senza consentire alcuna riforma sostanziale della classe politica. &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify; text-indent: 17pt;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Alla fine di questo testo, proprio perché, nello stesso momento in cui dichiaro la non immediata spendibilità delle teorie che vado esponendo in un concreto progetto politico, voglio nel contempo confermare che questo mio scritto non vada considerato come una semplice esercitazione teorica, ma trova motivazione anche nella speranza, che qui voglio esplicitamente dichiarare, che esso possa fornire un significativo contributo a una nuova stagione del nostro paese, e possa ritrovare risonanza anche fuori di esso. In particolare, a me sembra che l’Italia stia rivestendo un ruolo di triste avanguardia nel portare alle estreme conseguenze i difetti insiti negli stessi fondamenti teorici dei moderni sistemi politici di democrazia parlamentare così diffusi proprio nel mondo più sviluppato. &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8579103677097075634-1469417229176048486?l=ideologiaverde.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/feeds/1469417229176048486/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/2012/02/il-mio-libro-15-fine.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8579103677097075634/posts/default/1469417229176048486'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8579103677097075634/posts/default/1469417229176048486'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/2012/02/il-mio-libro-15-fine.html' title='IL MIO LIBRO 15 (FINE)'/><author><name>Vincenzo Cucinotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18184543762214806551</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_ACKQK9jMMfI/SjdzWxeiFcI/AAAAAAAAAAM/sYYNkVa6wpc/S220/copertina.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8579103677097075634.post-3805328034324064967</id><published>2012-02-11T07:38:00.000+01:00</published><updated>2012-02-11T07:38:32.199+01:00</updated><title type='text'>LA GERMANIA E LA GRECIA UTILIZZATA COME GRIMALDELLO CONTRO L'EURO</title><content type='html'>&lt;div style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Vediamo di riassumere i fatti, tentando di conferire loro un minimo almeno di razionalità.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Alla Grecia è stato dato un ultimatum: se vuole aperta una nuova linea di credito, deve operare dei tagli di bilancio.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Bene, sappiamo tutti che senza i nuovi crediti erogati, la grecia va in default, come tutti sanno, anche se non tutti lo dicono, che i tagli già operati hanno danneggiato profondamente l'economia di quel paese e di conseguenza la sua possibilità di uscirne fuori e quindi anche di restituire i crediti ricevuti.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Ergo, mi pare che siamo tutti autorizzati a considerare i tagli richiesti come un trucco perchè la grecia sia costretta a rifiutare i crediti proposti e che quindi la soluzione voluta sia quella del suo default.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Nella stessa giornata di ieri, la Merkel ha dichiarato con grande fermezza che un default della grecia metterebbe seriamente in pericolo l'area dell'euro. Se due più due fa quattro, ciò può significare soltanto che le condizioni capestro richieste alla grecia servano infine a far saltare lo stesso euro. In&amp;nbsp; sostanza, la germania svolgerebbe un gioco molto sporco, in quanto, avendo già deciso di farla finita con la moneta unica, fa di tutto per attribuirne la responsabilità ad altri, tentando di presentarsi come una vittima e non come l'artefice del suo affossamento.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Maliziosamente, aggiungerei che il grande successo di Monti negli USA ha presumibilmente aumentato la fretta che la Germania ha di chiudere l'esperienza dell'euro.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;La cosa potrebbe però non riuscirle, per motivi che non sono in grado di comprendere appieno, i greci si stanno rivelando più masochisti del prevedibile, facendosi imporre condizini che si tradurranno in effetti più depressivi di quellio che avrebbe un fallimento conclamato, e senza le possibilità da questo offerte di potere poi risollevarsi rapidamente puntando sul fattore svalutazione e aumentata competitività deille proprie merci. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-size: large;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;In ogni caso, se la germania ha deciso di non volere più l'euro, almeno nell'attuale configurazione, certo troverà il modo più o meno furbo per ottenere il proprio scopo, e mi sembrerebbe saggio che gli altri paesi e in particolare l'Italia si preparino alla nuova situazione, considerando anche che le modalità di uscita dall'euro non sono state previste e dovranno esse stesse essere oggetto di contrattazione tra gli stati. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8579103677097075634-3805328034324064967?l=ideologiaverde.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/feeds/3805328034324064967/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/2012/02/la-germania-e-la-grecia-utilizzata-come.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8579103677097075634/posts/default/3805328034324064967'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8579103677097075634/posts/default/3805328034324064967'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/2012/02/la-germania-e-la-grecia-utilizzata-come.html' title='LA GERMANIA E LA GRECIA UTILIZZATA COME GRIMALDELLO CONTRO L&apos;EURO'/><author><name>Vincenzo Cucinotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18184543762214806551</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_ACKQK9jMMfI/SjdzWxeiFcI/AAAAAAAAAAM/sYYNkVa6wpc/S220/copertina.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8579103677097075634.post-9122459603219137406</id><published>2012-02-10T10:39:00.002+01:00</published><updated>2012-02-10T10:39:41.064+01:00</updated><title type='text'>MONTI NEGLI USA: LE RAGIONI DI UN TRIONFO</title><content type='html'>&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:WordDocument&gt;   &lt;w:View&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:Zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:HyphenationZone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:Compatibility&gt;    &lt;w:BreakWrappedTables/&gt;    &lt;w:SnapToGridInCell/&gt;    &lt;w:WrapTextWithPunct/&gt;    &lt;w:UseAsianBreakRules/&gt;   &lt;/w:Compatibility&gt;   &lt;w:BrowserLevel&gt;MicrosoftInternetExplorer4&lt;/w:BrowserLevel&gt;  &lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if gte mso 10]&gt; &lt;style&gt; /* Style Definitions */ table.MsoNormalTable {mso-style-name:"Tabella normale"; mso-tstyle-rowband-size:0; mso-tstyle-colband-size:0; mso-style-noshow:yes; mso-style-parent:""; mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; mso-para-margin:0cm; mso-para-margin-bottom:.0001pt; mso-pagination:widow-orphan; font-size:10.0pt; font-family:"Times New Roman";}&lt;/style&gt; &lt;![endif]--&gt;  &lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; line-height: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Molti titoli dei quotidiani di oggi sono dedicati alla trasferta americana di Monti e al suo trionfo, e mi sto riferendo non esclusivamente ai quotidiani italiani. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; line-height: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Io mi chiedo però dove stia la notizia, se non vi è qualcosa di prevedibile, direi perfino di scontato in questa accoglienza così positiva che riceve il premier italiano nel centro dell’impero. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; line-height: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Dovremmo io credo contestualizzare, ricordare in che genere di guai tremendi si trovi questo centro dell’impero, con un presidente fortemente azzoppato che ha definitivamente rinunciato a quasi tutte le promesse fatte al momento della sua candidatura, che tra qualche mese si troverà a duellare con dei candidati repubblicani che non è per niente esagerato definire fascisti, che portano avanti tesi deliranti. Siamo negli USA davvero nella stagione dei “dilettanti allo sbaraglio”: da una parte un presidente che appare ormai come un patetico buffone, e dall’altra parte degli avversari così ultrareazionari nelle loro tesi che una volta insediati dovranno anch’essi rimangiarsi tutte le frottole con cui riempiono la loro campagna elettorale. D’altra parte, la Casa Bianca non rappresenta più il centro del potere mondiale, bisogna andare un po’ più a nord, dalle parti di Manhattan e di Wall Street per trovare il vero centro del potere mondiale. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; line-height: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Ancora a fini di contesto, non è possibile dimenticare che Monti è uno dei “boys” della Goldman &amp;amp; Sachs, assieme all’altro Mario che si è insediato nel più alto scranno della BCE, Mario Draghi. Insomma, per l’establishment finanziario USA, Monti e Draghi sono due di loro, quella è la loro formazione, quella è la forma mentis da cui, una volta formati, è difficile se non impossibile uscire. Per chiarire ulteriormente, se poi si riesce ad uscire dalla forma mentis, si esce anche dall’establishment. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; line-height: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Ora, noi, proprio perché siamo così vicini, non ce ne rendiamo conto, ma in Italia sta avvenendo un esperimento davvero innovativo, come cioè innestare senza attuare alcun colpo di stato, un potere estraneo al mondo della politica dei partiti, e farlo con l’assenso di quegli stessi partiti che sono stati privati del potere, e inoltre sotto la regia di un Presidente della Repubblica così interno al sistema dei partiti che sarebbe difficile trovarne uno che lo sia più di lui. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; line-height: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Si tratta quindi di un esperimento innovativo sotto il profilo politico-istituzionale. In realtà, gli aspetti innovativi non si limitano a ciò, ma investono anzi direi soprattutto l’aspetto più propriamente economico. Anche qui, dall’interno del nostro paese non è così facile rendersene conto, ma in Italia sta avvenendo qualcosa di inedito. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; line-height: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;USA e Regno Unito hanno imboccato con decisione la strada della cura dell’eccessiva liquidità con ulteriore liquidità, ad un sistema bancario tecnicamente fallito per la lievitazione nella quantità di titoli emessi, si continua a fornire liquidità rinviando il momento in cui ciò non sarà più possibile perché anche il denaro smetterà di avere valore. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; line-height: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;La Germania fa finta di non vedere il problema e si occupa solo del debito pubblico, verso cui manifesta il rigore più assoluto, mentre non esita un istante a coprire contemporaneamente il debito privato. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; line-height: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Si tratta palesemente di due ipotesi entrambe assurde e che non potranno che portare ad un disastro annunciato. La Germania presumibilmente sottovaluta la profondità e soprattutto la rapidità della crisi, e sta compiendo un gioco sporco per conquistare potere crescente sia in ambito Unione Europea che in un ambito mondiale, ignorando deliberatamente come il disastro la coinvolgerebbe in ogni caso, anche se cioè i giochetti in corso le riuscissero perfettamente. Gli USA invece hanno piena consapevolezza del disastro prossimo venturo, ma non sanno egualmente come evitarlo. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; line-height: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;E’ in questo contesto che potremmo definire disperato, che si colloca il viaggio di Monti. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; line-height: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Monti sembra proporre in Europa una ricetta molto simile a quella USA (non è che sia possibile inventarsi davvero qualcosa di totalmente nuovo…), e tenta di dimostrare la sua capacità di saper mediare questo suo punto di vista con quello esattamente opposto della Germania della Merkel. La missione di Monti è insomma quella di evitare l’accelerazione della crisi che la politica propugnata dalla Germania causerebbe, offrendo a questa nazione una adeguata contropartita, garantendogli cioè quel che vuole ottenere senza indurre colpi decisivi all’economia mondiale. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; line-height: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Ora, non starò certo a fare ipotesi sulle possibilità di successo di Monti in ambito europeo. Il punto che mi preme chiarire riguarda le motivazioni del successo di Monti negli USA. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; line-height: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Riassumendo, da una parte ci sta una situazione disperata che richiederebbe una grande compattezza da parte di tutte le nazioni, e in cui invece si osserva una grande divisione che rende sempre più deboli gli stati rispetto all’establishment finanziario globale, dall’altra ci sta l’omogeneità culturale di Monti agli USA ed al loro mondo politico-finanziario e quindi la sua credibilità in quell’ambiente. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; line-height: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Quando del resto, si va ad esaminare i provvedimenti che Monti ha elaborato e quelli in cantiere, ciò che colpisce è sempre questa sua fiducia incrollabile sulla forza propria del mercato e dei suoi meccanismi, una fiducia che può essere accostata alle fedi religiose. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; line-height: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Più insomma i fatti dimostrano che il mercato non è la soluzione ma è il problema, più Monti e il suo mondo insistono nel proporre soluzioni che si basano tutte su come liberare il mercato, indurre la competizione e la produttività. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; line-height: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;E’ proprio questa sua fede incrollabile che ci fa pensare che un governo a guida Monti non può che aggravare la situazione. Qui insomma non c’è alcun bisogno di invocare chissà quale complotto, dire che Monti è l’uomo della Goldman &amp;amp; Sachs non significa affatto dire che egli operi consapevolmente a favore di quella finanziaria magari tradendo il proprio paese, ma che la sua mentalità, il suo modo di essere e di ragionare si iscrivono in quella stessa logica e che pertanto essersi messi nelle sue mani corrisponde ad affidare la salvaguardia di una vergine ad un satiro. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8579103677097075634-9122459603219137406?l=ideologiaverde.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/feeds/9122459603219137406/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/2012/02/monti-negli-usa-le-ragioni-di-un.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8579103677097075634/posts/default/9122459603219137406'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8579103677097075634/posts/default/9122459603219137406'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/2012/02/monti-negli-usa-le-ragioni-di-un.html' title='MONTI NEGLI USA: LE RAGIONI DI UN TRIONFO'/><author><name>Vincenzo Cucinotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18184543762214806551</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_ACKQK9jMMfI/SjdzWxeiFcI/AAAAAAAAAAM/sYYNkVa6wpc/S220/copertina.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8579103677097075634.post-6511800637758276313</id><published>2012-02-09T08:40:00.000+01:00</published><updated>2012-02-09T08:40:06.713+01:00</updated><title type='text'>A PROPOSITO DEI FINAZIAMENTI AI PARTITI</title><content type='html'>&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:WordDocument&gt;   &lt;w:View&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:Zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:HyphenationZone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:Compatibility&gt;    &lt;w:BreakWrappedTables/&gt;    &lt;w:SnapToGridInCell/&gt;    &lt;w:WrapTextWithPunct/&gt;    &lt;w:UseAsianBreakRules/&gt;   &lt;/w:Compatibility&gt;   &lt;w:BrowserLevel&gt;MicrosoftInternetExplorer4&lt;/w:BrowserLevel&gt;  &lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if gte mso 10]&gt; &lt;style&gt; /* Style Definitions */ table.MsoNormalTable {mso-style-name:"Tabella normale"; mso-tstyle-rowband-size:0; mso-tstyle-colband-size:0; mso-style-noshow:yes; mso-style-parent:""; mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; mso-para-margin:0cm; mso-para-margin-bottom:.0001pt; mso-pagination:widow-orphan; font-size:10.0pt; font-family:"Times New Roman";}&lt;/style&gt; &lt;![endif]--&gt;  &lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; line-height: normal; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Ho sentito Bersani in un’intervista che minacciava a destra e manca a proposito dell’affaire Lusi. Egli diceva con fare particolarmente aggressivo che il PD con questa faccenda non c’entra niente. Eppure, è facile dimostrare il contrario, basta considerare una cosa abbastanza ovvia, che il coinvolgimento non significa necessariamente accusare di furto tutti quanti. Il punto è che la stessa decisione di non occuparsi come nuovo partito dei cosiddetti rimborsi elettorali (finanziamenti a tutti gli effetti) a partiti ormai defunti, è un coinvolgimento perché fa finta di non vedere ciò che in realtà non si può nascondere, che di quei soldi non solo non si può fare un uso lecito perché manca la finalità dichiarata, coprire spese per un’attività politica che un partito ormai inesistente chiaramente non può avere, ma che non lo si può neanche supporre in via ipotetica. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; line-height: normal; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Naturalmente, va chiarito che questioni analoghe si pongono anche altrove, e sicuramente per quanto riguarda AN e Forza Italia, anch’esse tuttora beneficiate di ingenti fondi a spese del contribuente per usi che dichiaratamente devono essere illecite. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; line-height: normal; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Questi partiti insomma, nel migliore dei casi con un benevolo far finta di non vedere, sono a tutti gli effetti delle organizzazioni a delinquere, e così si comporta il Parlamento nell’attuale composizione, elargendo a destra e manca soldi senza alcuna giustificazione minimamente lecita. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; line-height: normal; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;La legittimazione di un organo costituzionale non può essere affidata una volta per tutte al suo ruolo istituzionale che teoricamente può essere il più alto possibile, deve anche essere garantito da una pratica conseguente. Nel momento in cui un organo costituzionale dimostra di approfittare dei poteri ad esso concessi dall’ordinamento vigente, è come se attentasse alla costituzione. Che un parlamento legiferi in modo da sollecitare comportamenti criminali rappresenta quindi anche un attentato allo stesso ordinamento che gli ha concesso questo potere, è un tradimento del proprio ruolo e quindi oggettivamente un mettere in pericolo quello stesso ordinamento costituzionale. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; line-height: normal; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Detto metaforicamente, è come se dei genitori, comportandosi indegnamente nei confronti dei figli, inducano questi a dubitare di tutti i loro simili e in particolare della stessa organizzazione familiare. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; line-height: normal; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;La cosa forse in assoluto più grave è che i partiti sono praticamente senza eccezione alcuna, in attivo, non riescono insomma a spendere i soldi che ricevono. Altro che rimborsi, qui dei criminali travestiti da parlamentari hanno trovato il modo di farsi l’azienda senza sapere produrre neanche un bullone o una mela che dir si voglia. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; line-height: normal; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;La cosa è particolarmente importante perché dimostra anche come a questi non interessa più neanche il loro steso partito, almeno finchè lo si intende come un’organizzazione con fini di attività politica. Nel mondo del liberismo imperante, in cui tutto si esprime in numero di dollari, questa gentaglia, che altrimenti non può essere chiamata, si adegua, e concepisce il partito a cui aderisce come una congrega di amici con cui farsi l’azienda a gratis e senza quindi rischiare nulla. Perché allora spendere soldi per mantenere strutture di partito, meglio mettere da parte qualcosa per i tempi più duri, quando magari un popolo che un giorno si svegliasse dal torpore in cui giace da decenni, potrebbe chiedere conto dei misfatti che hanno perpetuato. Allora, avere un gruzzolo in Tanzania potrebbe permettere loro un dorato esilio. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; line-height: normal; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Per tutte queste ragioni sono ormai convinto che non bisogna più finanziare i partiti. I fatti ci dimostrano che i soldi non hanno portato alcuna trasparenza nei comportamenti politici. Pensare che il finanziamento di privati potenti possa inquinare i partiti è come credere che versare le bucce della frutta nella pattumiera possa inquinare l’immondizia. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; line-height: normal; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Se poi a qualcuno interesserà avere una vera rappresentanza politica, allora si tornerà alla militanza politica e alle quote sociali. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; line-height: normal; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Il problema vero è di come far fuori gli attuali partiti – azienda che non rispettano alcun minimo criterio di trasparenza contabile, e non solo contabile, in cui come già ho scritto precedentemente ed in più occasioni, in cui non sia garantita tramite adeguati strumenti istituzionali una dialettica interna davvero democratica. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; line-height: normal; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Fino ad allora, è inevitabile guardare a questi partiti, a questo parlamento, a questi personaggi politici, come una congrega di poteri sostanzialmente criminali che operano sotto la copertura della costituzione tradendola in ogni momento. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8579103677097075634-6511800637758276313?l=ideologiaverde.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/feeds/6511800637758276313/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/2012/02/proposito-dei-finaziamenti-ai-partiti.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8579103677097075634/posts/default/6511800637758276313'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8579103677097075634/posts/default/6511800637758276313'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/2012/02/proposito-dei-finaziamenti-ai-partiti.html' title='A PROPOSITO DEI FINAZIAMENTI AI PARTITI'/><author><name>Vincenzo Cucinotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18184543762214806551</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_ACKQK9jMMfI/SjdzWxeiFcI/AAAAAAAAAAM/sYYNkVa6wpc/S220/copertina.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8579103677097075634.post-7954904696521578860</id><published>2012-02-08T16:42:00.000+01:00</published><updated>2012-02-08T16:42:24.389+01:00</updated><title type='text'>IL MIO LIBRO 14</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Continuo a pubblicare l'ultimo capitolo del mio libro con il paragrafo che segue.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;ETHOS, POTERE E COSTITUZIONE &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify; text-indent: 17pt;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;La mia opinione è quindi che sia necessario costruire un modello di ethos, che sottragga questo a un processo fondamentalmente anarchico. Tale processo ai nostri giorni sembra dettato dalle più svariate motivazioni ed interessi personali, come si sono venuti configurando sempre più, man mano che lo sviluppo tecnologico ha messo a disposizione del maggior offerente nuove potenzialità comunicative e forme di condizionamento sociale. Come nella dittatura del proletariato leninista, tale processo di costruzione di un ethos non può che essere affidata a un’avanguardia, a una aristocrazia direi io senza i pudori dei leninisti. E’ un processo che deve essere iniziato in maniera inevitabilmente non spontanea, e dovrebbe essere un insieme di norme morali molto limitato, uno scarno elenco, tanto più efficace quanto più essenziale e senza inutili dettagli. Il significato di tale elenco di norme starebbe quindi nello stabilire un comune accordo su quale sia l’interesse collettivo, l’articolazione concreta di ciò che consideriamo bene per l’umanità. Il suo significato sarebbe quindi essenzialmente simbolico, ogni comportamento difforme dovrebbe essere sanzionato ma senza alcuna severità, la tanto auspicata certezza della pena, accoppiata alla consapevolezza che la violazione delle norme è un fatto anch’esso fisiologico, soprattutto per alcuni. Insomma, bisognerebbe dissolvere questo clima di falsa permissività, che inevitabilmente incoraggia i nostri comportamenti più istintuali. Stabilire alcuni punti fermi, come del resto si fa anche adesso seppure solo parzialmente, come la sacralità della vita umana, su cui nessuno almeno in linea teorica dubita, porterebbe a una vita più serena e in maggiore accordo con la natura per la gran parte delle persone, mentre quei pochi individui a cui anch’io mi iscrivo, che per una loro caratterialità, che potremmo definire patologica almeno nel senso che colpisce una ristretta minoranza, troverebbero nella loro ispirazione alla libera scelta l’antidoto agli ostacoli che la società porrà loro. Chi vuole garantirsi uno spazio di libertà individuale dovrebbe quindi sottoporsi alla selezione operata dalle sanzioni, peraltro blande, che la società prevede. In fondo, la libertà non può essere regalata, concessa gratuitamente, pena non essere più libertà: essa invece va conquistata da ciascun individuo che ad essa brami. &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify; text-indent: 17pt;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Naturalmente, nessuno può assicurarci che la lista delle norme etiche che viene stilata sia a prova di errore, ma davvero l’esistenza stessa di tale lista, foss’anche imperfetta, è a mio parere un valore in sé, un vantaggio decisivo per ridare ai comportamenti umani quel minimo di ordine che, in presenza di un così impetuoso sviluppo tecnologico, possa fare da salvaguardia perché l’ambiente si preservi accogliente per l’umanità. &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify; text-indent: 17pt;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Una volta sottratto l’ethos alla azione casuale ed interessata di una pluralità di soggetti, peraltro selezionata in base al censo, la società potrebbe essere governata facendo affidamento sulle competenze. Ricordo una famosa intervista di Berlusconi, il quale si lagnava che una certa persona, soltanto perché ha superato un determinato concorso, divenendo magistrato assumeva un enorme potere, a confronto col consenso popolare che definisce i ruoli di governo. Ebbene, io credo che i meriti indubbi della democrazia stiano tutti proprio nella divisione dei poteri, nel fatto quindi che possa esistere un potere anonimo che faccia da contraltare ai poteri politici, anzi in realtà io sogno un potere del tutto anonimo, senza dittatori e neanche poteri personalizzati: il magistrato raffigura pienamente questo potere anonimo, visto che i magistrati sono tanti, diffusi su tutto il territorio, e in genere non se ne conoscono i nomi, almeno finché non decidano di cambiare mestiere e buttarsi anche loro in politica. E’ inoltre un potere almeno in linea teorica basato sulle competenze, certificate proprio dal superamento di un apposito concorso. Lo considero il potere ideale perché è parziale, in quanto ha una localizzazione geografica che in ogni caso ne delimita la sfera di competenza, ed è potenzialmente indipendente in quanto non deve certo raccogliere il consenso delle persone che sottopone a giudizio. Mi piacerebbe vedere una società in cui ci sia questo potere diffuso, ma non nel senso oggi di moda che ognuno si governa da sé, ma piuttosto che la dose di potere che ognuno gestisce è comunque severamente limitata, sia perché esercitata in funzione del tempo e dello spazio da più individui, sia perché altri poteri sono affidati ad altre persone. Naturalmente, un tale sistema di poteri diffusi potrebbe funzionare solo se e ove si vada affermando un ethos comune, la vera colla che possa tenere unita una società. &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify; text-indent: 17pt;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Prospettare una precisa ipotesi istituzionale non fa parte dei compiti che mi ero posto in questo libro. Traccerò solo schematicamente ciò che mi pare potrebbe costituire una linea di tendenza augurabile. Se assumiamo, come io faccio, che un sistema debba per prima cosa avere cura della difesa delle minoranze, e che la regola del consenso vada molto limitata, mi pare che i sistemi istituzionali di cui già disponiamo potrebbero ridurre il secondo elemento a favore del primo tramite una costituzione ben più corposa di quelle che si hanno generalmente nelle democrazie occidentali. A me sembra del tutto incomprensibile ad esempio come il sistema elettorale non sia incluso nella nostra costituzione, visto che in tal modo rimane alla mercè della maggioranza parlamentare contingente. Questo è solo un esempio, è evidente che l’affermazione di un ethos comune, di cui dicevo, vada proprio veicolata tramite un opportuno testo costituzionale. Essa dovrebbe anche definire i poteri, quei poteri che volevo diffusi e temporanei, e soprattutto le modalità della definizione delle responsabilità. Tutti i funzionari pubblici dovrebbero sottoporsi periodicamente a una verifica di quelle competenze, che sono le uniche che dal mio punto di vista possono portare al superamento di mafie e camarille varie coinvolte nella gestione del potere. Rimarrebbe l’elezione del Parlamento a suffragio universale, ma in tale società il Parlamento sarebbe un’Assemblea chiamata a riunirsi in due, tre sessioni l’anno, per dar luogo quasi sempre alla sostituzione, eccezionalmente all’aggiunta di nuovi provvedimenti legislativi. Difatti, una legge che stabilisca nuove regole senza abrogarne di vecchie, non solo contribuisce a una crescita abnorme di norme, ma già in linea di principio declassa il significato stesso dei provvedimenti legislativi. Il punto fondamentale sta in cosa si debba intendere per provvedimento legislativo. Qui naturalmente non posso sostituirmi ai giuristi, a me pare di potere indicare come esempio le leggi quadro. In campo fiscale ad esempio, un potere anonimo, che oggi potrebbe forse corrispondente alle authorities, potrebbe stabilire le aliquote fiscali dell’IRPEF secondo tabelle predefinite dal Parlamento che considerino l’andamento dell’economia, senza coinvolgere il Parlamento, che sarebbe invece chiamato a legiferare proprio sulle tabelle stesse, o sull’introduzione di un nuovo tipo di tassa, l’IRAP potrebbe essere un caso recente. Un tale Parlamento sarebbe naturalmente meno soggetto a pressioni lobbistiche, e davvero sarebbe possibile immaginare che le sessioni parlamentari siano precedute da momenti di dibattito generalizzato, che imporrebbe un numero di ipotesi limitato a scelta del Parlamento. &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify; text-indent: 17pt;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Tutto ciò può funzionare, e ci tengo a ribadirlo, solo in presenza di un ethos condiviso, e stabilito sulla base dell’interesse generale. &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8579103677097075634-7954904696521578860?l=ideologiaverde.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/feeds/7954904696521578860/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/2012/02/il-mio-libro-14.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8579103677097075634/posts/default/7954904696521578860'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8579103677097075634/posts/default/7954904696521578860'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/2012/02/il-mio-libro-14.html' title='IL MIO LIBRO 14'/><author><name>Vincenzo Cucinotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18184543762214806551</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_ACKQK9jMMfI/SjdzWxeiFcI/AAAAAAAAAAM/sYYNkVa6wpc/S220/copertina.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8579103677097075634.post-3255411358619045766</id><published>2012-02-07T09:29:00.000+01:00</published><updated>2012-02-07T09:29:30.613+01:00</updated><title type='text'>FRAGILITA' DELLE NOSTRE SOCIETA' DI FRONTE ALLE EMERGENZE</title><content type='html'>&lt;div style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;E' di grande attualità il dibattito sulle conseguenze del maltempo e delle manchevolezze dell'organizzazione statale nell'affrontare l'emergenza.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Senza alcun dubbio le polemiche su specifche manchevolezze sono giustificate e financo necessarie, ma qui desideravo sviluppare una riflessione differente.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Riflettevo sulla fragilità complessiva delle società contemporanee, come conseguenza della dipendenza delle singole famiglie da servizi centralizzati, ma anche, e questo è l'aspetto che mi sembra più interessante, da un atteggiamento psicologico individuale, che confida sempre su una soluzione dei problemi affidati ad altri, al proprio esterno.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;In un certo senso, in città, in una metropoli come Roma, è inevitabile che la diomensione stessa della comunità, una convivenza così ampia e fitta richieda una centralizzazione dell'organizzazione. Che, d'altra parte, le autorità municipali siano incapaci all'uopo non dovrebbe costituire novità, i problemi della mobilità ad esempio, tra le questioni di maggior rilievo, non sembrano aver trovato finora adeguata risoluzione da parte dei sindaci che si succedono alal guida dei grandi centri urbani. Io credo che un sano scetticismo nei confronti del proprio sindaco sia salutare e che ognuno dovrebbe da sè considerare le conseguenze di una nevicata di grandi proporzioni che era stata largamente prevista.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;La cosa che però mi ha più colpito è ciò che ho visto in alcuni servizi col giornalista che si aggregava a squadre di soccorso. Facevano vedere le squadre di soccorso che raggiungevano alcune sperdute frazioni di comuni montani rimaste isolate e senza energia elettrica.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Ora, mostravano una donna di 82 anni che viveva da sola e che lamentava di essere rimasta senza acqua (come conseguenza della mancanza di energia elettrica) e senza alimenti. Situazioni non così differenti si verificavano in normali famiglie con genitori abbastanza giovani, ma anch'essi in condizioni analoghe.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Le domande che mi sorgono spontanee sono parecchie.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;La prima è che senso abbia far dipendere la disponibilità di acqua da quella di energia elettrica.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;La seconda è che senso abbia per una donna così anziana vivere da sola e in un luogo così isolato.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;La terza è cosa succede alle persone da rimanere così inermi, del tutto dipendenti da servizi esterni, quale rivoluzione culturale occulta li abbia portati ad abbandonare la cura della propria vita nelle mani di altri soggetti.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Eppure, dovrebbe essere chiaro a tutti che dove un servizio è centralizzato, aumenta la possibilità che cessi di funzionare per motivi naturali, ma anche per opera di malintenzionati.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Cosa mai quindi induce una famiglia con genitori diciamo quarantenni, quindi nelle migliori condizioni vitali, a non prendere provvedimenti per affrontare una situazione che si sapeva sarebbe stata di emergenza. Come può chi vive in un luogo isolato non curare di avere a disposizioone i servizi essenziali da sè?&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-size: large;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Non oso immaginare una guerra tradizionale che effetti avrebbe nell'Italia di oggi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8579103677097075634-3255411358619045766?l=ideologiaverde.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/feeds/3255411358619045766/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/2012/02/fragilita-delle-nostre-societa-di.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8579103677097075634/posts/default/3255411358619045766'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8579103677097075634/posts/default/3255411358619045766'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/2012/02/fragilita-delle-nostre-societa-di.html' title='FRAGILITA&apos; DELLE NOSTRE SOCIETA&apos; DI FRONTE ALLE EMERGENZE'/><author><name>Vincenzo Cucinotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18184543762214806551</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_ACKQK9jMMfI/SjdzWxeiFcI/AAAAAAAAAAM/sYYNkVa6wpc/S220/copertina.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8579103677097075634.post-8461770318393258016</id><published>2012-02-05T11:50:00.001+01:00</published><updated>2012-02-05T11:51:36.245+01:00</updated><title type='text'>IL MIO LIBRO 13</title><content type='html'>&lt;div style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Qui di seguito, il proseguo dell'ultimo capitolo del mio libro. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;AUTORITA’ E CONSENSO &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i style="color: #0b5394;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Alle regole e al loro rispetto è legato il concetto di autorità. L’autorità di cui parlo non può che essere un’autorità impersonale e nello stesso tempo indiscutibile. Una volta constatato il conformismo di fondo degli uomini, e quindi come sia inevitabile che i comportamenti individuali si conformino a certi modelli provenienti da un’autorità comunque riconosciuta, sorge l’esigenza che tale autorità non sia arbitraria. Questo è appunto l’aspetto anarchico delle democrazie parlamentari, la cieca fiducia (appunto ideologica) nel meccanismo del mercato può consentire a chiunque ne abbia i mezzi finanziari, tramite magari la sollecitazione dei nostri meccanismi più istintuali, di divenire lui l’autorità riconosciuta, e quindi di dettare lui le regole della convivenza, ciò, come si comprende, particolarmente nel settore dei mezzi di comunicazione di massa, in primis la televisione. Per questo, parlare di grande fratello, di questa autorità definita una volta per tutte e dotata di un potere illimitato, come destino dei nostri futuri ipertecnologici, è per me fuorviante: il vero pericolo è un potere inevitabilmente anch’esso concentrato, ma ben più arbitrario, in quanto derivante da un casuale meccanismo di mercato, anche senza volere invocare sue possibili manipolazioni. In questo senso, appare incomprensibile la costante preoccupazione di tanti di impedire alle istituzioni di esercitare un potere, perfino una modesta influenza sui comportamenti individuali. Nel frattempo infatti, qualsiasi criminale o idiota, purché fornito di sufficienti risorse finanziarie, può indurre ben più corposi condizionamenti sociali collettivi come si potrebbe facilmente illustrare con migliaia di esempi tratti dalla cronaca quotidiana. Il paradosso è che viene considerata prioritaria proprio la difesa di quei mezzi che consentono questa operazione di condizionamento da parte di privati, non investiti di alcun potere formalmente definito e consacrato. Nello stesso tempo si considera liberticida e perciò stesso da esecrare, qualsiasi influenza sui comportamenti definiti privati da parte del potere che, pur all’interno dei limiti che ho già tracciato nei capitoli precedenti, risulta comunque formalmente fondato. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Potrei qui citare un dibattito nel talk-show televisivo “Otto e mezzo”, centrato sulla ventilata ipotesi di un meccanismo fiscale di disincentivo di certi consumi alimentari ritenuti nocivi. I partecipanti, nella massima parte politici e parlamentari, esecravano come appunto liberticida ogni qualsivoglia misura statale che potesse minimamente influenzare il tipo di consumi, considerati come un aspetto strettamente privato. Essi affermavano, certo con qualche ragione, che in fondo è solo la cultura dominante che determina cosa sia bene e cosa sia male, ed essere obesi, era una delle conclusioni lì formulate, poteva essere una scelta del tutto lecita, se non addirittura augurabile. Quello che ovviamente mancava in questo dibattito, ma certo non poteva che mancare a partire da un’ideologia così apertamente liberale di tali ospiti, era proprio il fatto che lo stato opera su individui reali, cioè su persone le cui convinzioni, incluse le abitudini alimentari, sono frutto dell’interazione con la società in cui vivono. Le multinazionali alimentari, con investimenti pubblicitari colossali, sfruttando abilmente la naturale tendenza al non fare, alla pigrizia che la natura ha predisposto per minimizzare il dispendio energetico in un mondo a risorse scarse, inducono fortissimi condizionamenti al nostro modo di nutrirci. La brioscina è un po’ l’emblema di questo modo di nutrirsi, un prodotto già pronto, vagamente dolciastro, anche se in realtà in fondo pressoché insapore, che sollecita il nostro gusto più elementare: in fondo, dei sapori, quello dolce è quello mediamente più gradito. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Adesso, se lo stato, pur con le inevitabili incertezze e approssimazioni che la cosa implica, incentiva e disincentiva un certo tipo di alimentazione, ciò è eticamente inaccettabile, mentre se la Nestlè, accumulando ore annuali di pubblicità, riesce a vendere in un anno forse milioni di esemplari di un prodotto alimentare che prima neanche esisteva, ciò è del tutto lecito. Come dire: boys, this is market! Così, se non accetti questo, sei contro il mercato, ma se sei contro il mercato come minimo sei assimilato a un membro della Gestapo! &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Visto da un altro punto di vista, se esiste un potere politico, questo potere non può permettere che qualcuno, privo di alcun titolo istituzionale, possa determinare quei comportamenti quotidiani dei cittadini, che risultano poi quelli fondamentali nello stabilire le condizioni concrete della convivenza civile. senza perciò stesso determinare la propria inutilità sostanziale, senza cioè così celebrare il proprio funerale. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Effettivamente, si pone il problema di quale sia la funzione del Parlamento nei nostri sistemi politici. Un Parlamento come quello italiano che sforna migliaia di provvedimenti legislativi l’anno, con ciò stesso ne determina la loro sostanziale inutilità. In realtà esso rischia ormai di apparire come qualcosa a metà tra un organismo di compensazione tecnica, che va correggendo continuamente tutta una serie di regolamentazioni tecniche delle materie più svariate e, dall’altra parte, come una camera di compensazione degli interessi lobbistici più svariati. Dire oggi che il Parlamento è l’organo dotato del potere legislativo, è certo formalmente corretto, ma così si sfugge alla domanda più importante, e cioè di quanto questo possa considerarsi un potere, anzi, come lo volevano i padri fondatori, il più alto dei poteri. Come già dissi, questi poveri parlamentari si muovono all’interno di poteri robusti che dettano molte delle condizioni del loro funzionamento. Quel poco di autonomia che ancora resterebbe al Parlamento è difatti confiscata dalle segreterie dei partiti, ma a quanto pare tale estrema limitazione del loro potere sembra in fondo essere gradita da questi ometti e donnine che sgomitano oltre ogni decenza per potere sedere sugli scranni del Parlamento. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;La questione fondamentale, per me ideologica, è se gli uomini sono esseri liberi e razionali, come immaginano i teorici della società aperta, oppure, come a me sembra, sono esseri sostanzialmente emozionali. In quest’ultima ipotesi, è evidente che la razionalità può essere solo frutto di un procedimento assolutamente artificiale, e come tale non affidabile a un comportamento sostanzialmente casuale come è quello di mercato, e quindi anche di quella particolare forma di mercato che consiste nel consenso elettorale. Una volta esisteva nel nostro codice penale il reato di plagio, poi eliminato, e io credo a giusta ragione: esso non può essere considerato come un aspetto patologico della comunicazione interpersonale, ma dev’essere piuttosto considerato come un aspetto del tutto fisiologico. Plagio potrebbe a ragione essere considerata l’educazione materna, ma qualunque messaggio pubblicitario ha la sua ragione di esistere, con l’annesso investimento finanziario, proprio nella sua potenzialità di plagiare una certa parte della platea di consumatori. La pubblicità è ormai divenuta una tecnica sofisticata che sfrutta proprio l’emozionalità dei consumatori, come manuali sull’argomento possono dettagliare nei vari aspetti. Naturalmente, la pubblicità è solo la classica punta dell’iceberg della generalità della comunicazione a qualsiasi titolo promossa. Riconosciamo quindi, come mi pare che in questo testo se ne dia un certo numero di evidenze, che l’uomo non può fare a meno del principio di autorità, che egli inconsciamente lo riproduce dentro sé affidandosi così, con meccanismi di fatto casuali ed emozionali, a chi in quel momento grida più forte, o lo fa con la frequenza acustica giusta. Ciò dovrebbe suggerire di costituire consapevolmente un’autorità che possa essere universalmente riconosciuta, e che garantisca un ethos di fondo necessario a evitare all’umanità un futuro di follia e di distruzione, futuro che è già per molti aspetti un presente. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Il vero problema è quale possa essere il processo di costituzione di questa autorità. Quando in conversazioni con amici affermo che tale processo non può basarsi sul consenso, vedo che tale tesi suscita scandalo, e difatti l’ideologia del mercato su cui si basa la nostra società implica che solo la volontà espressa dalla maggioranza dei cittadini abbia legittimità a decidere. In realtà, nessuno crede fino in fondo a questo meccanismo, nessuno stato adotta un meccanismo di democrazia diretta, in fondo si chiede a ogni cittadino solo di imbucare una scheda elettorale in un’urna, la partecipazione a livello istituzionale del cittadino è invero estremamente limitata. Non solo, a monte delle votazioni, ci sta la compilazione di due elenchi, da una parte di quello dei candidati, dall’altra di quello dei votanti. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Per quanto riguarda i candidati, il sistema elettorale in vigore stabilisce le regole di presentazione delle candidature. In ogni caso, qualunque sia tale sistema elettorale, si richiede la compilazione di una lista di partito, un processo questo del tutto sottratto a qualunque controllo popolare. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Per quanto attiene invece l’altro aspetto, qui non mi riferisco al fatto, abbastanza ragionevole, di fissare un’età minima per l’esercizio del voto, ma al ben più complesso problema degli stati nazionali: la partecipazione alle elezioni richiede la cittadinanza e la cittadinanza è un atto che viene imposto d’autorità a ciascun uomo quando nasce sulla base di una ripartizione territoriale degli stati imposta e garantita con eserciti, cioè con l’esercizio della forza. Quindi, a monte delle elezioni, ci sta un ordine che non è lecito neanche mettere in discussione. Il fondamento dell’organizzazione del mondo in stati non è affidato al consenso universale, nessuno ha mai indetto elezioni da tenersi in qualsiasi località del mondo per nessuna decisione, come se non vi fossero decisioni che inevitabilmente coinvolgono tutte le popolazioni del mondo ! &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;A me pare che questo del consenso sia davvero un brutto imbroglio che sta portando l’umanità verso lidi ignoti e potenzialmente pericolosi. Nessuno crede veramente che sia necessario che il processo politico porti all’attuazione di una presunta volontà popolare maggioritaria, ma ognuno tenta di usare questo gettone, neanche il più importante, all’interno di uno scenario complesso in cui si agitano i poteri più svariati e a volte neanche legittimi, come già ho argomentato precedentemente. Nessuno può ragionevolmente credere, se si spoglia di panni ideologici, che ci sia del bene nel far prevalere il modo medio di vedere le cose, quello che la maggioranza della popolazione dovrebbe esprimere, credo che tutti dovrebbero essere interessati a far prevalere il meglio. Qui sorge un problema teorico, come si fa a definire obiettivamente cosa sia meglio? Evidentemente questo problema teorico è dal punto di vista logico del tutto irrisolvibile, ma vorrei confrontare questa conclusione con le scelte che ciascuno di noi compie svariate volte in ciascun giorno della sua vita, cioè la ricerca del comportamento migliore è appunto un processo che non richiede necessariamente un criterio di scelta indiscutibile. Ciascuno di noi tenta per quanto possibile di seguire alcuni criteri di buon senso, di ragionevolezza nella sua vita per quanto lo concerne direttamente. Allo stesso tempo, dobbiamo ricordare come tutti i rapporti interpersonali siano inevitabilmente rapporti di forza. In famiglia come sui luoghi di lavoro, ma persino in qualsiasi comunità scelta persino come luogo di svago, esistono delle gerarchie non importa come create. Possono essere dovute a un ruolo istituzionale e comunque codificato, ma possono discendere in modo spontaneo in base a certe caratteristiche individuali che ci fanno l’un l’altro un po’ diversi. Qui insomma, non si tratta di trovare un criterio oggettivo per stabilire cosa sia meglio, questo potrebbe tutt’al più essere un gioco linguistico nel senso in cui ne parla Wittgenstein, ma basterebbe definire un criterio di massima che, senza garantirci dalla possibilità di incorrere di errori, sia in linea di principio corretto. Ecco, io penso che sia fondamentale affermare che l’autorità si debba basare su un criterio di competenza, che le decisioni debbano essere affidate a una persona o ad un gruppo di persone, non in base al colore degli occhi, alla capacità di comunicazione sociale, ma esclusivamente al possesso di determinate competenze. Stabilire un criterio di principio è ovviamente solo il primo passo, ma voglio sottolineare che sarebbe un gran bel passo rispetto alla situazione attuale. Difatti oggi, anche a causa del processo di decentramento, una delle mode attuali acriticamente assunta, si fa prevalere il cosiddetto autogoverno delle strutture appunto decentrate. In sostanza i ruoli decisionali sono affidati mediante procedimenti elettivi, chi gode di maggior consenso assume il ruolo dirigente. Ebbene, qui si tocca veramente il fondo di un meccanismo di selezione della classe dirigente assolutamente incomprensibile. Ciò è assolutamente verificabile mediante mille esempi, ma, nello spirito di questo testo, mi preme sottolineare l’aspetto di principio: se a una comunità chiedo di esprimere una sua rappresentanza, è da attendersi che il rappresentante così espresso sia una immagine il più possibile fedele di quella comunità, con i suoi pregi e difetti. Se l’umanità avesse adottato nel corso della sua storia questo passivo meccanismo di rappresentanza, non si comprenderebbe come tutto questo corpo della nostra cultura si sia venuto formando. E’ evidente che qualsiasi percorso destinato a portare o almeno a mantenere il meglio, qualunque cosa esso sia, richiede che le decisioni siano assunte da una aristocrazia, da un ceto dirigente che emerga non mediante il consenso e simpatia di cui gode nella maggioranza dei “diretti”, ma piuttosto in base a criteri di competenza in qualche modo verificabili. Nessuno si sogna ad esempio che gli studenti, anche studenti maggiorenni e quindi esplicitamente considerati dotati di capacità di intendere e di volere, esprimano da sé, mediante libere elezioni i loro insegnanti: tutti supponiamo che debba essere chiamato ad insegnare chi ne ha le competenze. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Le cose poi in questo nostro paese vanno perfino peggio, abbiamo completamente eliminato il principio di responsabilità, almeno per quanto attiene ogni ruolo dirigente assunto. Non solo nel circo politico chi entra, per quanto possa apparire modesta e inefficiente l’attività svolta, una volta entrato non esce più, purché coltivi le giuste amicizie, ma ciò si verifica perfino per ruoli più specificamente definiti che non dovrebbero sfuggire alla possibilità di verifica. Non ricordo nessun politico che abbia criticato esplicitamente un manager pubblico sulla base di numeri, cioè di criteri anche solo relativamente oggettivi, ma neanche la stampa esercita alcun ruolo di controllo. Leggevo recentemente le dichiarazioni dell’amministratore delegato della società di gestione delle ferrovie, ed egli dichiarava con grande evidenza che tale società era sulla via del collasso finanziario. Naturalmente questo tracollo finanziario era richiamato come si potrebbe parlare di una calamità naturale, come si potrebbe relazionare sui danni provocati da un terremoto, ed egli, l’amministratore delegato era un semplice, innocente spettatore dell’evento. Certo, egli argomentava le ragioni di tale crisi finanziaria, ma quello che voglio sottolineare è che qualsiasi incarico venga assunto in questa nostra strana società, è come quello di un semplice operaio che opera eseguendo ordini altrui e in un orario di lavoro rigidamente definito. Come nessuno ragionevolmente può chiamare un operaio a rispondere delle vicende dell’azienda al cui interno egli opera, analogamente si finisce col fare anche per i ruoli dirigenti. Ora, è naturalmente vero che un dirigente opera anch’esso vincolato a un certo di numero di condizioni che non dipendono da lui, come nel caso delle ferrovie i trasferimenti finanziari da parte dello stato. Questa però è una condizione generale, ciascuno di noi ha vincoli esterni, nella vita professionale come in quella privata, tali vincoli possono fornire spiegazioni e anche circostanze attenuanti, ma, mi chiedo, possono annullare il principio di responsabilità di chi dirige? Se un amministratore delegato può assistere passivamente al tracollo della sua azienda, quale allora può essere il motivo per cui egli venga retribuito, e in che misura retribuito! &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Malgrado tutto, capisco ancora come ciascuno difenda con le unghie e con i denti sé stesso e la sua carriera, ma come definire l’accettazione di tutto ciò da parte degli organi di informazione in primis, ma credo in definitiva nella generalità dell’opinione pubblica? Questo è proprio l’aspetto che ritengo più preoccupante: non solo come è naturale, ognuno difende il proprio operato anche con le argomentazioni più stravaganti, ma queste argomentazioni non appaiono più per niente stravaganti, siamo in una società in cui si accetta che nessuno si assuma responsabilità complessiva di gestione di affari di interesse collettivo, seppure tale responsabilità è il motivo dell’esistenza stesso di quell’incarico. L’amministratore delegato avrebbe certo potuto per tempo mettere a disposizione il proprio mandato, in coerenza con l’impossibilità di garantire un andamento soddisfacente dell’azienda. Egli però sa che il potere politico non gradisce tale forme di pressione, con tutta probabilità avrebbe perso il posto, e mantenere il posto è evidentemente infinitamente più importante, almeno per lui, che risanare un’azienda. Per il Ministro del Tesoro di turno, d’altra parte, meglio rinviare il più possibile uno stanziamento gravoso e condizionante, soprattutto dopo i vincoli finanziari stabiliti dall’Europa. Ho dovuto illustrare con un esempio concreto la mentalità prevalente in questa società, spero sia chiaro che non ci sono, né potrebbero mai esserci motivazioni personali nelle mie osservazioni, che d’altra parte potrebbero trovare illustrazione in tanti altri esempi tratti dalla cronaca quotidiana. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8579103677097075634-8461770318393258016?l=ideologiaverde.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/feeds/8461770318393258016/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/2012/02/il-mio-libro-12_05.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8579103677097075634/posts/default/8461770318393258016'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8579103677097075634/posts/default/8461770318393258016'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/2012/02/il-mio-libro-12_05.html' title='IL MIO LIBRO 13'/><author><name>Vincenzo Cucinotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18184543762214806551</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_ACKQK9jMMfI/SjdzWxeiFcI/AAAAAAAAAAM/sYYNkVa6wpc/S220/copertina.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8579103677097075634.post-4584994685089065251</id><published>2012-02-03T09:25:00.001+01:00</published><updated>2012-02-03T09:27:33.616+01:00</updated><title type='text'>GLI ERRORI DI MONTI: L'INIZIO DI UNA DEBACLE?</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; line-height: normal; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Mi pare proprio di dover affermare che per Monti questa settimana in corso sarà ricordata come la peggiore da quando egli è premier. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; line-height: normal; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Gli episodi che si ricordano sono la sfortunata espressione da lui utilizzata a proposito del lavoro non precario e la disavventura parlamentare con l’approvazione della norma sulla responsabilità individuale dei magistrati. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; line-height: normal; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Io non voglio mettere in dubbio la rilevanza dei due episodi né la loro negatività, ma trovo davvero sbalorditivo come in questo modo si taccia sul fatto sicuramente più importante di questa settimana, di quanto cioè avvenuto in sede di vertice europeo. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; line-height: normal; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Non solo in tale vertice la Merkel è riuscita a fare passare in maniera pressoché integrale il punto di vista tedesco, imponendo a tutti (tranne Regno Unito e Repubblica Ceca che si sono abilmente sfilati) una corazza che soffocherà tutti quanti e di cui ho scritto nel precedente post, ma lo stesso Monti ha avuto la tracotanza di tenere una conferenza stampa in quella stessa serata per sottolineare come era andata bene all’Italia. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; line-height: normal; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Ora se lunedì il nostro premier utilizza la sfrontatezza per non confessare la plateale sconfitta subita nel vertice, e se solo due giorni dopo se ne esce con una battuta infelice sul lavoro che non c’è, né stabile né precario, dei giovani, finisce per ricordarci qualcun altro. Chi infatti non ricorda come Berlusconi dichiarava sempre del successo suo e dell’Italia ai vari vertici a cui partecipava, anche in presenza delle più chiare evidenze contrarie, o chi può dimenticare le sue allucinanti dichiarazioni sull’affollamento dei ristoranti come prova inequivocabile dello&amp;nbsp; stato di salute dell’economia italiana? &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; line-height: normal; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Allora, la gente sarà instupidita a badare ai modi del politico di turno piuttosto che alla sostanza dei suoi atti politici, ma a questo punto non dovrebbe sfuggirgli un certo costume fanfaronesco che sembra contagiare tutti coloro che finiscono per sedere a palazzo Chigi. Ciò che infatti accomuna tutti questi atteggiamenti è la pretesa di avere avuto successo da una parte, e di sottovalutare i reali problemi della gente dall’altra. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; line-height: normal; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Rimane a margine di questo duro giudizio su Monti, un giudizio ancora più duro, ove possibile, sul mondo dell’informazione così distratto rispetto a uno dei vertici più importanti della storia dell’Unione Europea, e sempre più centrato su singole espressioni utilizzate dal politico di turno (estremamente significativa da questo punto di vista l’ossessiva attenzione all’uso del termine sfigato da parte del Martone di turno). &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8579103677097075634-4584994685089065251?l=ideologiaverde.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/feeds/4584994685089065251/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/2012/02/normal-0-14-microsoftinternetexplorer4.html#comment-form' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8579103677097075634/posts/default/4584994685089065251'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8579103677097075634/posts/default/4584994685089065251'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/2012/02/normal-0-14-microsoftinternetexplorer4.html' title='GLI ERRORI DI MONTI: L&apos;INIZIO DI UNA DEBACLE?'/><author><name>Vincenzo Cucinotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18184543762214806551</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_ACKQK9jMMfI/SjdzWxeiFcI/AAAAAAAAAAM/sYYNkVa6wpc/S220/copertina.jpg'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8579103677097075634.post-5947416186915024491</id><published>2012-02-02T09:45:00.000+01:00</published><updated>2012-02-02T09:45:20.831+01:00</updated><title type='text'>IL MIO LIBRO 12</title><content type='html'>&lt;span style="color: #0b5394; font-size: large;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Inizio oggi a riportare il contenuto del capitolo del mio libro, intitolato "Prospettive", con il quale finisco la parte che ho deciso di proporre anche sul blog.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:WordDocument&gt;   &lt;w:View&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:Zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:HyphenationZone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:Compatibility&gt;    &lt;w:BreakWrappedTables/&gt;    &lt;w:SnapToGridInCell/&gt;    &lt;w:WrapTextWithPunct/&gt;    &lt;w:UseAsianBreakRules/&gt;   &lt;/w:Compatibility&gt;   &lt;w:BrowserLevel&gt;MicrosoftInternetExplorer4&lt;/w:BrowserLevel&gt;  &lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if gte mso 10]&gt; &lt;style&gt; /* Style Definitions */ table.MsoNormalTable {mso-style-name:"Tabella normale"; mso-tstyle-rowband-size:0; mso-tstyle-colband-size:0; mso-style-noshow:yes; mso-style-parent:""; mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; mso-para-margin:0cm; mso-para-margin-bottom:.0001pt; mso-pagination:widow-orphan; font-size:10.0pt; font-family:"Times New Roman";}&lt;/style&gt; &lt;![endif]--&gt;  &lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;I&lt;span style="color: #0b5394; font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt; FONDAMENTI DELL’IDEOLOGIA VERDE&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify; text-indent: 17pt;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Nei precedenti capitoli, ho proposto un certo numero di spunti di riflessione in un testo che, mi rendo conto, spazia su molte discipline, mette assieme argomenti generalmente tenuti ben separati. Del resto, la compartimentalizzazione del sapere è appunto uno degli aspetti della cultura del nostro tempo, quella che, nelle tesi esposte in questo testo, andrebbe appunto superata. Nell’introduzione, ho sottolineato l’ispirazione di fondo di questo testo, adesso, alla fine di questa fatica, è possibile trarre delle conclusioni di carattere generale dalle cose dette? &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify; text-indent: 17pt;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Partirò proprio da alcune considerazioni contenute nell’introduzione, la necessità di superare l’ideologia dominante del mondo occidentale, e tale superamento ha caratteri di estrema urgenza, urgenza dettata&lt;span&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;dal carattere distruttivo di questa ideologia, questo suo far coincidere consumo con felicità, più consumi, di più oggetti ti circondi, più aspettative di felicità puoi avere. Questo assioma, vero paradigma di questa società, prima ancora di qualsiasi considerazione etica che se ne voglia fare, è innanzitutto profondamente falso. Di qui, il duplice effetto nefasto dell’ideologia dominante: da una parte, lo sfruttamento distruttivo dell’ambiente per poterne ricavare il massimo di risorse da immettere nel mercato, dall’altra, l’avvelenamento della nostra stessa vita, incapaci, come rischiamo ormai di essere, di apprezzare alcunché perché i nostri desideri rischiano di trovare soddisfazione troppo presto, mettendo a rischio il nostro bisogno di desiderare, come argomentavo in un apposito paragrafo di questo testo. Così, la nostra attenzione vitale non è mai del tutto concentrata sul momento e sul godimento presente, distratta com’è dall’offerta continua di nuovi oggetti. Quindi, qui non si tratta di dire che ci stiamo godendo oggi quello che domani non potremo più permetterci, si tratta piuttosto di affermare che si vive male già oggi, non solo una catastrofe attende l’umanità in un futuro più o meno prossimo, ma, quello a cui dovremmo fare massima attenzione, la catastrofe nelle nostre menti è già in atto, in certi aspetti del nostro vivere quotidiano si manifestano sintomi di una specie di follia collettiva distruttiva. &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify; text-indent: 17pt;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Da una tale diagnosi e dalla sua estrema gravità, discende la necessità di affermare una nuova ideologia, perché ad un’ideologia non può che sostituirsene un’altra, vivere senza un’ideologia non si può, come ho tentato di argomentare nei capitoli precedenti. &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify; text-indent: 17pt;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;I marxisti sembrano avere abbandonato la difesa di un loro terreno ideologico specifico, e davvero i residui marxisti, non così pochi in verità, appaiono oggi più che altro come i fautori di un capitalismo più egualitarista. D’altra parte, dal punto di vista di questo testo, nel ricercare un’aumentata disponibilità di beni, marxismo e capitalismo appaiono molto più prossimi di quanto la storia del ventesimo secolo sembrerebbe suggerire. Da queste considerazioni, l’ideologia marxista, seppure ne esista una, non nei testi, ma nelle teste delle persone, non sembra comunque corrispondere all’esigenza considerata qui prioritaria di garantire la vivibilità del pianeta e la salute mentale degli uomini. &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify; text-indent: 17pt;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Un’altra ideologia, un’ideologia che ci portiamo dietro nel mondo occidentale ormai da millenni, quella cristiana, viene talvolta richiamata con molto clamore da parti limitate del mondo cattolico, ma, forse, con l’elezione di papa Ratzinger diventeranno presto più numerosi. L’ideologia cristiana costituisce un asse portante dell’ideologia occidentale, e appare chiaramente pretestuoso questo suo volersi chiamare fuori da una situazione che il cristianesimo ha fortemente contribuito a creare. Di tale ideologia ho già detto, sia dal punto della sua scarsa coerenza logica, delle sue ripetute violazioni sintattiche da una parte, come pure d’altra parte dell’aver posto l’uomo come portatore dell’ordine divino, e quindi abilitato a trasformare la natura a suo piacimento. &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify; text-indent: 17pt;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Occorre una nuova ideologia, e l’unica ideologia che oggi vedo come possibile ed auspicabile è un’ideologia che definisco verde, sfruttando un termine già presente nel lessico comune, e specificamente in campo politico-sociale. &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify; text-indent: 17pt;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Riassumo qui sinteticamente i postulati fondamentali di tale ideologia, già tratteggiati lungo il testo: &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; margin-left: 0cm; text-align: justify; text-indent: 17pt;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span&gt;-&lt;span style="-moz-font-feature-settings: normal; -moz-font-language-override: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;l’uomo è innanzitutto un essere biologico, &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; margin-left: 0cm; text-align: justify; text-indent: 17pt;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span&gt;-&lt;span style="-moz-font-feature-settings: normal; -moz-font-language-override: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;è una pura finzione linguistica considerare corpo e anima come due entità separate: essi sono solo due differenti aspetti di un’unica indivisibile entità “uomo”, &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; margin-left: 0cm; text-align: justify; text-indent: 17pt;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span&gt;-&lt;span style="-moz-font-feature-settings: normal; -moz-font-language-override: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;il linguaggio è solo una forma di vita, &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; margin-left: 0cm; text-align: justify; text-indent: 17pt;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span&gt;-&lt;span style="-moz-font-feature-settings: normal; -moz-font-language-override: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;dobbiamo accettare i nostri limiti appunto biologici e il fatto che in fondo viviamo in un mondo che, proprio perché non creato da noi stessi, risulta in fondo misterioso &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; margin-left: 0cm; text-align: justify; text-indent: 17pt;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span&gt;-&lt;span style="-moz-font-feature-settings: normal; -moz-font-language-override: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;dobbiamo vivere in armonia con la natura, e l’antropizzazione che inevitabilmente discende dalla cultura e dalla tecnologia deve essere compatibile e sostenibile, cioè non deve introdurre variazioni nell’ambiente tali da comprometterne gli equilibri fondamentali in maniera significativa. &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; margin-left: 0cm; text-align: justify; text-indent: 17pt;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span&gt;-&lt;span style="-moz-font-feature-settings: normal; -moz-font-language-override: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;ipotizzare che il mondo sia popolato di esseri liberi e razionali chiamati uomini è privo di qualsiasi fondamento &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; margin-left: 0cm; text-align: justify; text-indent: 17pt;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span&gt;-&lt;span style="-moz-font-feature-settings: normal; -moz-font-language-override: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;la libertà individuale è filosoficamente pressoché insostenibile, e l’uomo è essenzialmente un essere conformista, a cui la necessità di scegliere genera mediamente angoscia &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; margin-left: 0cm; text-align: justify; text-indent: 17pt;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span&gt;-&lt;span style="-moz-font-feature-settings: normal; -moz-font-language-override: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;sostenere che gli uomini sono eguali genera soltanto malintesi, perché, nello sforzo di ricordarci la comune appartenenza alla specie umana, tende inevitabilmente a sottostimare le differenze individuali. &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; margin-left: 0cm; text-align: justify; text-indent: 17pt;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span&gt;-&lt;span style="-moz-font-feature-settings: normal; -moz-font-language-override: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;delle tre parole d’ordine della rivoluzione francese, in realtà basta sostenerne una soltanto, quella tra l’altro più negletta, la fraternità, che ben esprime la similarità tra appartenenti alla stessa specie e la solidarietà di fondo che deve esistere tra gli uomini, senza indurre nel contempo a minimizzare le differenze individuali. &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; margin-left: 0cm; text-align: justify; text-indent: 17pt;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span&gt;-&lt;span style="-moz-font-feature-settings: normal; -moz-font-language-override: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;avere desideri, intesi come l’aspetto sperimentabile dei nostri bisogni, è un aspetto assolutamente fisiologico del modo di essere degli esseri biologici, e pertanto non comporta di per sé la necessità del loro soddisfacimento. Conseguentemente, il perseguire il sogno di una società privata dei bisogni, comune alle teorie capitaliste, socialiste ed anarchiche, va considerato come un tragico errore &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; margin-left: 0cm; text-align: justify; text-indent: 17pt;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span&gt;-&lt;span style="-moz-font-feature-settings: normal; -moz-font-language-override: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;assumere che il fine fondamentale che una società debba perseguire sia il massimo prolungamento della vita umana è privo di qualsiasi fondamento: è soltanto la traduzione dell’istinto di sopravvivenza individuale in norme collettive, a volte, paradossalmente, contro la volontà individuale consapevolmente espressa &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; margin-left: 0cm; text-align: justify; text-indent: 17pt;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span&gt;-&lt;span style="-moz-font-feature-settings: normal; -moz-font-language-override: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;è necessario definire quali siano gli interessi collettivi, senza confonderli con gli interessi individuali numericamente prevalenti, come invece è implicito nel principio politico del consenso maggioritario &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;Una volta assunto e stabilito che l’uomo, piuttosto che un essere razionale, è un essere biologico, ne discende necessariamente che la costruzione, di un’organizzazione socio-politica, lungi dall’essere un processo spontaneo, richiede disciplina e un certo numero di regole che ne assicurino il loro rispetto. Le regole quindi non sono un ostacolo che la storia ha frapposto tra me e il raggiungimento della mia libertà, ma la premessa stessa dell’esistenza di un consorzio civile. L’ethos, inteso come quelle regole di comportamento introiettate in ciascun individuo a modificare certi comportamenti spontanei, costituisce appunto il presupposto dell’esistenza di qualsiasi forma di cultura, cioè di tutto quello che si aggiunge alla nostra biologicità. &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8579103677097075634-5947416186915024491?l=ideologiaverde.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/feeds/5947416186915024491/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/2012/02/il-mio-libro-12.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8579103677097075634/posts/default/5947416186915024491'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8579103677097075634/posts/default/5947416186915024491'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/2012/02/il-mio-libro-12.html' title='IL MIO LIBRO 12'/><author><name>Vincenzo Cucinotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18184543762214806551</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_ACKQK9jMMfI/SjdzWxeiFcI/AAAAAAAAAAM/sYYNkVa6wpc/S220/copertina.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8579103677097075634.post-4492491165017267250</id><published>2012-02-01T08:53:00.000+01:00</published><updated>2012-02-01T08:53:50.314+01:00</updated><title type='text'>IL FISCAL COMPACT COME MANIFESTAZIONE PAROSSISTICA DEL LIBERISMO</title><content type='html'>&lt;div style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;La situazione si va sempre più radicalizzando.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Di fronte a una platea sempre più instupidita, che pensa a Monti come quel signore per bene che ha sostituito quel gran cafone di Berlusconi, così presa da questo confronto essenzialmente estetico tra il vecchio e il nuovo premier, si sta consumando l'attacco parossistico probabilmente finale da parte del neoliberismo.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Siamo così obnubilati da decenni di odio verso il berlusconismo, che la rivoluzione che sta oggi avvenendo sotto i nostri occhi, non viene percepita. Eppure, oggi si sta fissando il ferreo quadro istituzionale che domani ci vincolerà a comportamenti neoliberisti. In altre parole, non basterà che alle elezioni venga fuori una maggioranza contro tale ondata neoliberista, perchè è già partita la rpocedura per introdurre in costituzione l'obbligo del pareggio di bilancio, la più idiota e micidiale norma che si poteva inserire. Inoltre, nel recente vertice europeo, si è definito un nuovo trattato, chiamato fiscal compact, che vincola anche a livello europeo il comportamento dei singoli stati a regole di bilancio che vanno in questa direzione.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Senza alcuna fondata giustificazione teorica, e senza alcuna verifica sperimentale, si va negando lo stesso concetto di stato sovrano, perchè nella storia dell'umanità il concetto di sovranità si è sempre accompagnato alla facoltà propria del sovrano di avere il privilegio unico di potere stampare moneta, e cioè di potere contrarre debiti teoricamente illimitati.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Temo che questo pubblico distratto fino alla demenza non si renda conto di quale corazza governanti che si comportano come apprendisti stregoni, stanno imponendo al proprio paese, di come il debito pubblico non potrà essere più utilizzato come ordinario mezzo anticongiunturale per sostenere ed orientare l'attività economica.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;La cosa perfino paradossale è che tale rigore fiscale non si applica al sistema bancario che ha recentemente usufruito di un poderoso finanziamento pubblico tramite la concessione di un debito a condizioni stracciate, e già alla fine di questo mese avrà un'ulteriore occasione di questo tipo.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Eppure, come dicevo, tutte le evidenze sperimentali mostrano come queste ricette neoliberiste abbiano finora fallito miseramente come la Grecia ci da' un esempio di evidenza lampante, e parallelamente la concessione dei prestiti a un sistema bancario profondamente malato appare come la classica aspirina, un pannicello caldo che non può risolvere il problema di proporzioni enorme di un carico di titoli pari a quasi dieci anni di PIL mondiale.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Mi fa quasi ridere pertanto l'esortazione di Napolitano a lasciare la protesta su un terreno non violento. Ma come Presidente, ci state legando con le camicie di forza di norme costituzionali e trattati internazionali praticamente immodificabili, e pretendete che ci stiamo fermi a subire l'azione degli infermieri senza neanche tentare di divincolarci?&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Eppoi, Presidente, la violenza non può essere giustificata su un piano legale, la violenza si giustifica quando risulta vincente. Che senso quindi ha rimarcare ciò che è perfino ovvio, che in uno stato di diritto, c'è il monopolio della forza dalla parte del potere costituito? Nel momento in cui il popolo o una sua parte giudicherà che questo monopolio statale non sia più giustificato dal carattere democratico del governo, non basteranno le sue parole Presidente, a fermare la violenza.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-size: large;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Come dicevo all'inizio, la situazione si va sempre più radicalizzando, e la violazione dell'ordine costituito appare come una prospettiva inevitabile: saranno anzi proprio quei distratti che oggi difendono Monti con la spada rivolta verso il drago Berlusconi, a ribellarsi in maniera più cruenta quando si risveglieranno dal profondo sonno in cui sono piombati.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8579103677097075634-4492491165017267250?l=ideologiaverde.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/feeds/4492491165017267250/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/2012/02/il-fiscal-compact-come-manifestazione.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8579103677097075634/posts/default/4492491165017267250'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8579103677097075634/posts/default/4492491165017267250'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/2012/02/il-fiscal-compact-come-manifestazione.html' title='IL FISCAL COMPACT COME MANIFESTAZIONE PAROSSISTICA DEL LIBERISMO'/><author><name>Vincenzo Cucinotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18184543762214806551</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_ACKQK9jMMfI/SjdzWxeiFcI/AAAAAAAAAAM/sYYNkVa6wpc/S220/copertina.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8579103677097075634.post-6317916392555113106</id><published>2012-01-30T10:22:00.000+01:00</published><updated>2012-01-30T10:22:44.563+01:00</updated><title type='text'>CONTRO LA CONFUSIONE POLITICA</title><content type='html'>&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:WordDocument&gt;   &lt;w:View&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:Zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:HyphenationZone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:Compatibility&gt;    &lt;w:BreakWrappedTables/&gt;    &lt;w:SnapToGridInCell/&gt;    &lt;w:WrapTextWithPunct/&gt;    &lt;w:UseAsianBreakRules/&gt;   &lt;/w:Compatibility&gt;   &lt;w:BrowserLevel&gt;MicrosoftInternetExplorer4&lt;/w:BrowserLevel&gt;  &lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if gte mso 10]&gt; &lt;style&gt; /* Style Definitions */ table.MsoNormalTable {mso-style-name:"Tabella normale"; mso-tstyle-rowband-size:0; mso-tstyle-colband-size:0; mso-style-noshow:yes; mso-style-parent:""; mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; mso-para-margin:0cm; mso-para-margin-bottom:.0001pt; mso-pagination:widow-orphan; font-size:10.0pt; font-family:"Times New Roman";}&lt;/style&gt; &lt;![endif]--&gt;  &lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; line-height: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Grande è la confusione sotto il cielo italico (ma in realtà anche fuori d’Italia). &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; line-height: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;A supporto di ciò che dicevo nel post precedente, viene in soccorso il periodico sondaggio coordinato da Ilvo Diamanti. Esso mostra appunto come ci sia una fascia consistente di Italiani (qualcosa come uno su sei) che riesce contemporaneamente ad essere a favore del governo Monti e a favore dei vari manifestanti contro la politica dello stesso governo Monti. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; line-height: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Parrebbe che questa duplicità di atteggiamenti riguardi in particolar modo la cosiddetta sinistra (un’espressione sempre meno significativa), e io qui mi vorrei interrogare su quanto di tale confusione sia da addebitare ai dirigenti del PD, la più grossa delle formazioni politiche che si ostinano a considerare di sinistra. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; line-height: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Ricordo che il segretario ha recentemente dichiarato che il PD appoggia il governo Monti senza se e senza ma, e nello stesso tempo non intende tacere su nessuna delle cose su cui non concorda. Concludeva Bersani proclamando ai quattro venti che era stato chiarissimo, chi mai avrebbe potuto sostenere il contrario? &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; line-height: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Certo, il senso delle parole è chiaro, nessun dubbio in proposito, però non credo che qualcuno possa egualmente dire che sia chiara la politica che deriva da un simile atteggiamento. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; line-height: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Bersani sembra dimenticare periodicamente di non essere un osservatore politico, ma di essere un attore politico, che il suo compito, e quello del suo partito non consiste nell’esprimere opinioni, ma nel realizzare politiche. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; line-height: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Se così il più politico dei governi da molti anni a questa parte, quello attuale, assume determinati provvedimenti, il compito del PD non è quello di far sapere ciosa ne pensa in proposito, ma denunciarne la logica, proponendo contestualmente misure alternative. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; line-height: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Finchè in definitiva il PD non dice alal gente quale sia il problema di fondo in cui ci troviamo, questo fallimento del sistema bancario globale di cui parlavo nel post precedente, allora la confusione sotto il cielo sarà massima e purtroppo lo sarà anche la mente di tantissimi italiani. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; line-height: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Voglio chiarire che io non vedo affatto con piacere il fallimento di cui dicevo, constato soltanto come stanno le cose e come sia vano tentare di salvare ciò che è ormai evidente che non può essere salvato. Far finta di niente non solo non serve a nulla, ma al contrario crea danni sempre più estesi. Se invece di avere dei governanti inetti, pusillanimi, ci fossero governanti coraggiosi, essi proverebbero a gestire questo fallimento piuttosto che a negarlo. E’ questo ciò che io chiedo, e che intendo continuare a chiedere da questo piccolo strumento di cui dispongo. E’ troppo? Non credo, penso che sia al contrario un mio preciso dovere sensibilizzare il maggior numero possibile di persone. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; line-height: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Per tale ragione, gradirei sapere se qualcuno di voi che mi legge intenda aderire alla diffusione di questo messaggio in forme che si potrà concordare. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8579103677097075634-6317916392555113106?l=ideologiaverde.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/feeds/6317916392555113106/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/2012/01/contro-la-confusione-politica.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8579103677097075634/posts/default/6317916392555113106'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8579103677097075634/posts/default/6317916392555113106'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/2012/01/contro-la-confusione-politica.html' title='CONTRO LA CONFUSIONE POLITICA'/><author><name>Vincenzo Cucinotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18184543762214806551</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_ACKQK9jMMfI/SjdzWxeiFcI/AAAAAAAAAAM/sYYNkVa6wpc/S220/copertina.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8579103677097075634.post-8193721695108202716</id><published>2012-01-28T10:44:00.000+01:00</published><updated>2012-01-28T10:44:01.559+01:00</updated><title type='text'>BSDIP (BANKING SYSTEM DEFAULT INTERNATIONAL PARTY)</title><content type='html'>&lt;div style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Comunemente, si dice che viviamo in società complesse, e che le problematiche sociali presenti sono di conseguenza complesse, e che le risposte a un simile livello di problematicità non possono che essere articolate se non esplicitamente parziali.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Ora, questo quadro di complessità non rappresenta una verità o una falsità perchè la complessità è una categoria del pensiero, è una questione che non riguarda l'oggetto dell'analisi in sè, ma l'osservatore: ciò che a me può apparire complesso, indecifrabile, ad un altro appare di una totale banalità.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Lo scopo delle teorie politiche dovrebbe proprio essere quello di semplificare le cose, di introdurre categorie di interpretazione dei fatti sociali in grado di creare una sintesi delle problematiche presenti e di proporre soluzioni adeguate. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Si può fare il confronto con le teorie fisiche, come quando la caduta dei gravi fu razionalizzata con una espressione estremamente semplice da Newton tramite l'introduzione di nuovi concetti quali massa e accelerazione.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Mi scuso per la lunga premessa, necessaria per introdurre le questioni politiche ed economiche di oggi.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Chi mi legge con regolarità, probabilmente si aspettava da me commenti sul cosiddetto decreto sulle liberalizzazioni. Un discorso puntuale sui singoli aspetti è certamente utile, anzi direi necessario, ma esso rischia di capovolgersi nel suo esatto contrario, cioè tradursi in un polverone che rende confuso ed appunto complesso tutto quanto.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;La mia tesi è invece che tutto può diventare semplice se i singoli provvedimenti vengono analizzati alla luce di una visione generale che preesista alla analisi in quanto tale. Questa visione generale d'altra parte non può che partire dal contesto complessivo.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Metaforicamente, se ho la casa allagata, non penso per prima cosa ad asciugare l'acqua, ma preliminarmente mi accerto se la causa che ha provocato l'allagamento persiste, ed ove questa fosse la situazione, intervengo prioritariamente su tale causa, tipo tappare una falla o chiudere un rubinetto. Chi è così stupido da mettersi con un secchio a gettar via l'acqua lasciando che nel frattempo l'acqua continui a versarsi nella stanza?&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Ebbene, pensare di mettere in pareggio il bilancio dello stato senza considerare il quadro internazionale, somiglia proprio al comportamento di quello stupido che volesse svuotare una stanza mentre l'acqua continua a versarsi.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Allora, ciò che è necessario mettere in evidenza, affinchè tutti, anche le persone meno informate o a digiuno completo di nozioni economiche, devono sapere è che il sistema bancario globale è tecnicamente fallito. Questo è il problema che abbiamo di fronte a noi, nessun altro problema se non questo. Parlare d'altro, significa volere distogliere l'attenzione da quell'unico e fondamentale problema.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;La verità è quindi che ci troviamo di fronte a dei governanti in tutti i paesi più sviluppati che sono letteralmente terrorizzati da questo stato di fallimento delle banche, per cui non si hanno risorse adeguate a far fronte. L'unica cosa che sanno fare, è puntellare le banche con interventi parziali, dando loro liquidità sia a spese del bilancio statale, sia stampando moneta.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;La liquidità fornita a danno dei bilanci statali si traduce in un impoverimento delle popolazioni a cui vengono richieste nuove tasse e si riduce l'attività economica creando disoccupazione.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Invece stampando moneta, gli effetti non sono subito visibili, ma questa liquidità è forse perfino più dannosa anche per questa minore visibilità. Infatti, gli effetti sono sì ritardati, ma così finiscono con l'accumularsi diventando col tempo esplosivi.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Se questa analisi è corretta, e non si capisce come possa non esserlo, allora qualsiasi governo che parli d'altro è nemico del proprio popolo, lo prende in giro parlando d'altro, giustificando i provvedimenti adottati sulla base di motivazioni inconsistenti, fasulle, messe su appunto allo scopo di ingannare la gente.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Il minimo che si dovrebbe fare è pertanto pretendere che i governi mondiali mettano all'ordine del giorno come procedere al processo di fallimento delle banche nella maniera più indolore possibile. Questo processo dovrebbe naturalmente prevedere la costituzione contestuale di banche pubbliche che possano farsi carico delle funzioni dintermediazione indispensabili per l'attività economica, subentrando alle banche private ormai fallite.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Al proprio governo nazionale, bisogna chiedere di isolare il proprio paese da questo contesto internazionale basato sulla truffa finanziaria con la costruzione di una quantità sempre crescente di titoli, in gran parte di quel tipo definito "derivato".&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Bisogna infine dare attuazione al primo articolo della nostra costituzione che ci dice che la nostra repubblica è basata sdul lavoro. Questa centralità del lavoro deve essere presa alla lettera: non è il lavoro al servizio dello sviluppo economico, ma la contrario è lo svuiluppo economico che dve essere al servizio del lavoro.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Come un modo nuovo di fare politica, vorrei peertanto lanciare la parola d'ordine che potrebbe così essere formulata: "Facciamo fallire le banche".&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Su questa parola d'ordine, sarà possibile costruire una nuova aggregazione, e i politicxi attuali dovranno pronunicarsi rispetto ad essa, senza fughe a parlare d'altro.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-size: large;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;BSDIP (banking system default international party) potrebbe essere l'acronimo ddi questo movimento, una breve espressione per definire la malattia e la cura delle nostre società. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8579103677097075634-8193721695108202716?l=ideologiaverde.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/feeds/8193721695108202716/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/2012/01/bsdip-banking-system-default.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8579103677097075634/posts/default/8193721695108202716'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8579103677097075634/posts/default/8193721695108202716'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/2012/01/bsdip-banking-system-default.html' title='BSDIP (BANKING SYSTEM DEFAULT INTERNATIONAL PARTY)'/><author><name>Vincenzo Cucinotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18184543762214806551</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_ACKQK9jMMfI/SjdzWxeiFcI/AAAAAAAAAAM/sYYNkVa6wpc/S220/copertina.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8579103677097075634.post-5395817322634820243</id><published>2012-01-25T12:23:00.000+01:00</published><updated>2012-01-25T12:23:08.921+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='u'/><title type='text'>CORTE COSTITUZIONALE: PROPRIO UNA BRUTTA PAGINA</title><content type='html'>&lt;div style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;La corte costituzionale ha oggi comunicato le motivazioni delle sentenze di rigetto delle due richieste di referendum sulla legge elettorale.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Mi soffermerò solo sulla prima, che chiedeva l'abrogazione del porcellum nella sua interezza.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Da quanto riportato dal quotidiano La Repubblica, la motivazione sarebbe collegata al vuoto legislativo in un settore che non ne può ammettere, che si sarebbe venuto a verificare in caso di accoglimento del referendum.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Non contesto tale esigenza, quella cioè di avere sempre una modalità di elezione del parlamento in vigore.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;La cosa invece che non mi convince, è perchè si sarebbe creato il vuoto legislativo.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Riporto il passaggio in questione integralmente:&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;"La tesi della reviviscenza di disposizioni a seguito di abrogazione  referendaria non può essere accolta, perchè si fonda su una visione  'stratificata' dell'ordine giuridico, in cui le norme di ciascuno  strato, pur quando abrogate, sarebbero da considerarsi quiescenti e  sempre pronte a ridiventare vigenti. Ove fosse seguita tale tesi,  l'abrogazione, non solo in questo caso,avrebbe come effetto il ritorno in vigore di disposizioni da  tempo soppresse, con conseguenze imprevedibili per lo stesso  legislatore, rappresentativo o referendario, e per le autorità chiamate a  interpretare e applicare tali norme, con ricadute negative in termini  di certezza del diritto".&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Lo dirò francamente, io trovo al contrario che è proprio questa sentenza che porta ricadute negative in termini di certezza del diritto.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt; Infatti, una norma che abroga, come ve ne sono moltissime in tanti provvedimenti legislativi, è una norma come qualsiasi altra, e non capisco in base a quale principio costituzionale i giudici si arrogano il diritto di conferire a questo specifico genere di norme (quelle, ripeto, abrogative) una specie di statuto speciale.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Anche la metafora della stratificazione riportata in sentenza è citata in maniera impropria. Sono proprio essi giudici a generare questo processo di stratificazione. Come una vecchia città su cui ne è stata edificata una nuova, proprio attraverso un processo di successive stratificazioni come si dice in archeologia, non può più tornare in superficie per la presenza dei nuovi edifici, così essi stratificano le leggi nel momento in cui ne impediscono il ritorno in vigore.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Chi al contrario era favorevole all'ipotesi di accogliere il referendum, non pensa affatto alle leggi come se fossero stratificate, ma al contrario come sempre vigenti tranne per quanto dovuto per deliberato intervento di norme abrogative. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Faccio presente che tale sentenza potrebbe perfino portare a non richiedere più la specificazione in una determinata legge di quale norme essa abroga sostituendole, visto che basta che vi si posi sopra (cronologicamente) per annullarle "ad aeternum". &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: #0b5394; font-size: large;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Direi che sì, si è proprio trattato di una decisione politica, senza alcuna motivazione logica in linea di diritto. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8579103677097075634-5395817322634820243?l=ideologiaverde.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/feeds/5395817322634820243/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/2012/01/corte-costituzionale-proprio-una-brutta.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8579103677097075634/posts/default/5395817322634820243'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8579103677097075634/posts/default/5395817322634820243'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/2012/01/corte-costituzionale-proprio-una-brutta.html' title='CORTE COSTITUZIONALE: PROPRIO UNA BRUTTA PAGINA'/><author><name>Vincenzo Cucinotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18184543762214806551</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_ACKQK9jMMfI/SjdzWxeiFcI/AAAAAAAAAAM/sYYNkVa6wpc/S220/copertina.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8579103677097075634.post-1550181801522186377</id><published>2012-01-25T08:52:00.000+01:00</published><updated>2012-01-25T08:52:45.196+01:00</updated><title type='text'>IL MIO LIBRO 11</title><content type='html'>&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:WordDocument&gt;   &lt;w:View&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:Zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:HyphenationZone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:Compatibility&gt;    &lt;w:BreakWrappedTables/&gt;    &lt;w:SnapToGridInCell/&gt;    &lt;w:WrapTextWithPunct/&gt;    &lt;w:UseAsianBreakRules/&gt;   &lt;/w:Compatibility&gt;   &lt;w:BrowserLevel&gt;MicrosoftInternetExplorer4&lt;/w:BrowserLevel&gt;  &lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if !mso]&gt;&lt;img src="http://img2.blogblog.com/img/video_object.png" style="background-color: #b2b2b2; " class="BLOGGER-object-element tr_noresize tr_placeholder" id="ieooui" data-original-id="ieooui" /&gt; &lt;style&gt;st1\:*{behavior:url(#ieooui) }&lt;/style&gt; &lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if gte mso 10]&gt; &lt;style&gt; /* Style Definitions */ table.MsoNormalTable {mso-style-name:"Tabella normale"; mso-tstyle-rowband-size:0; mso-tstyle-colband-size:0; mso-style-noshow:yes; mso-style-parent:""; mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; 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font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; line-height: normal; text-align: justify; text-indent: 17pt;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span&gt;Un altro aspetto fondamentale è costituito dalla cosiddetta globalizzazione dei mercati, che è però ben lungi dal manifestarsi veramente, data la frammentazione costituita da barriere doganali, legislazioni del lavoro estremamente differenziate ed altre condizioni di difformità, e pertanto si riduce alla semplice libera circolazione dei capitali. La capacità di mobilitare risorse di taluni gruppi finanziari, sia come capitale iniziale d'urto, sia ancor più come capacità che lo scossone provocato ha di attirare ulteriori capitali da altri investitori, è tale da poter rapidamente distruggere le difese che la banca centrale di qualsivoglia paese dovesse tentare di mettere in atto, ad esempio nei confronti della propria moneta. Inoltre, la politica fiscale di una determinata nazione, particolarmente per quanto attiene la tassazione dei redditi da capitale, non può differire significativamente da quella degli altri paesi se non vuole provocare una emorragia di capitali verso l'estero. Di fatto, il risultato è che i redditi da capitale sono esentasse. Si capisce come tutto ciò mini profondamente la sovranità stessa del paese coinvolto e del suo governo, più o meno liberamente scelto. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="PlainText" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; line-height: normal; text-align: justify; text-indent: 17pt;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span&gt;Questa dimensione globale che la stessa disponibilità di mezzi tecnologici ha determinato convive con una voglia sempre maggiore di chiusura autarchica di ristrette comunità, la cui manifestazione visibile a livello politico è il decentramento nelle sue varie versioni federaliste o secessioniste, o quant'altro. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="PlainText" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; line-height: normal; text-align: justify; text-indent: 17pt;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span&gt;Questa del decentramento è una di quelle vicende politiche in cui si manifesta, direi emblematicamente, la pochezza di una classe politica e la sua incapacità di resistere criticamente alle mode dominanti. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="PlainText" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; line-height: normal; text-align: justify; text-indent: 17pt;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span&gt;La voglia di decentramento nasce certo dalla voglia egoistica di non spartire privilegi che a torto o ragione si ritiene di avere, ma la sua origine più profonda va rintracciata nella constatazione che l'individuo fa della propria impossibilità di decidere i modi della sua esistenza. La reazione spontanea a tale situazione è quella di avvicinare il più possibile quella che è la sede istituzionale delle decisioni che lo coinvolgono. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="PlainText" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; line-height: normal; text-align: justify; text-indent: 17pt;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span&gt;In realtà, come argomentato prima, la sede istituzionale non coincide quasi per nulla con la sede effettiva delle decisioni perché il sistema mediatico, intervenendo a monte delle decisioni formali, cioè nella nostra testa, ci condiziona in maniera ben più efficace, e il sistema mediatico è in un avanzato stato di globalizzazione. Basti pensare alla colonizzazione culturale da parte degli Stati Uniti. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="PlainText" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; line-height: normal; text-align: justify; text-indent: 17pt;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span&gt;D'altra parte, l'impossibilità di delimitarsi in un mondo che lo sviluppo tecnologico ha già per molti aspetti reso senza confini non si limita solo al settore dei mezzi di comunicazione di massa. Vi è una interdipendenza che non conosce confini il cui esempio forse più eclatante è dato dall'incidente al reattore nucleare di Chernobyl. In accordo con tutti i criteri di diritto internazionale, l'URSS aveva costruito una centrale termonucleare in questa località dell'Ucraina. Una decisione presa legittimamente dal governo di quella federazione in piena autonomia, ma i cui effetti nocivi hanno poi pesato sulle popolazioni di altre nazioni. Se questo è l'esempio più eclatante, molti altri i cui effetti si sono fatti pesantemente sentire se ne potrebbero citare, come quello delle piogge acide che hanno danneggiato le foreste della Germania Occidentale, ma causate dalle centrali termoelettriche a carbone di tecnologia arretrata esistenti in Polonia e in altre nazioni dell'est europeo. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="PlainText" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; line-height: normal; text-align: justify; text-indent: 17pt;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span&gt;Il punto centrale non sta però in questi esempi di danni vistosi al patrimonio naturale, ma il fatto che l'interdipendenza è la regola e non l'eccezione. Un ulteriore esempio potrebbe essere quello del campo nomadi che il sindaco di Roma ha collocato a ridosso di comuni confinanti, i cui sindaci hanno protestato perché tale decisione dell'amministrazione romana, a causa della vicinanza territoriale, influenzava anche altri comuni. Come dar loro torto, eppure la decisione di Rutelli era perfettamente legittima. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="PlainText" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; line-height: normal; text-align: justify; text-indent: 17pt;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span&gt;Ancora una volta, abbiamo costruito un mondo complesso in cui in qualche modo tutto si tiene, in cui ciò che siamo abituati a considerare strettamente personale, influenza gli altri. Su tale complessità si basa il benessere per cui tanto i nostri antenati hanno lottato e per la cui difesa tanto noi ci adoperiamo. Al momento poi di dovere fare i conti con i vincoli che tale complessità ci pone, la rifiutiamo come un impiccio di cui disfarsi al più presto. Anzi, non la riconosciamo neanche: ecco, qui sta uno snodo importante della convivenza civile ai nostri giorni, una voglia di risposte semplici in un mondo che abbiamo reso sempre più complesso, una vera e propria cecità insomma nel riconoscere fino in fondo le conseguenze del nostro agire. Così, ad esempio, abbiamo creato un mondo profondamente disuguale nel reddito per aree geografiche, e vogliamo ridurre il fenomeno dell'immigrazione "extracomunitaria" a un semplice problema di ordine pubblico. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="PlainText" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; line-height: normal; text-align: justify; text-indent: 17pt;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span&gt;La voglia di decentramento è quindi un aspetto dell'insensato rifiuto di accollarsi i costi inevitabili del mondo complesso che abbiamo creato. Come tale, è destinato a fallire, non senza che nel frattempo si debba pagarne costi forse anche drammatici. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="PlainText" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; line-height: normal; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="PlainText" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; line-height: normal; text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span&gt;LA FILOSOFIA POLITICA&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="PlainText" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; line-height: normal; text-align: justify; text-indent: 17pt;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span&gt;Alla fine di questo capitolo che ho voluto intitolare “Politica ed economia”, e proprio a ragione di tale titolo, sarà bene aggiungere qualche considerazione che mi ha suggerito la lettura di un testo sedicente di filosofia politica, e che anzi si propone come il libro di testo per un corso universitario di “Filosofia politica”, con la connessa dotazione di legittimità accademica che ne consegue, il libro di Salvatore Veca. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="PlainText" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; line-height: normal; text-align: justify; text-indent: 17pt;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span&gt;La considerazione principale che mi pare di trarne è che per questo autore, ma suppongo non soltanto per lui, anzi mi tocca assumerlo come rappresentante in qualche modo ufficiale dei filosofi politici contemporanei, la filosofia politica deve essere una disciplina autonoma. Autonoma rispetto a quella che egli definisce la scienza politica innanzitutto, nel fatto che la scienza si limita a spiegare la politica, mentre la filosofia è una disciplina normativa, cioè è propositiva rispetto a quello che la politica deve essere. Autonoma naturalmente rispetto al contenuto politico, alla politica tout court, perché deve riferirsi a dei principi generali e astratti validi in qualsiasi tempo. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="PlainText" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; line-height: normal; text-align: justify; text-indent: 17pt;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span&gt;Ciò che mi pare però più strano è che l’autore stia molto attento a rendere la filosofia politica una disciplina autonoma rispetto al corpo complessivo della filosofia. Per me, la filosofia è un unicum: malgrado non contesti il fatto che possa essere utile classificare la filosofia in sottoinsiemi, rimane il fatto che sempre di filosofia si tratti. Considerare ad esempio qualunque considerazione di ordine etico come una forma di inquinamento della filosofia politica mi appare francamente stravagante, spiegabile soltanto in base a una compartimentalizzazione del sapere, in cui gli addetti ai lavori finiscono inconsapevolmente per cadere. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="PlainText" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; line-height: normal; text-align: justify; text-indent: 17pt;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span&gt;Coerentemente con l’impostazione che ho appena descritta, questo testo all’inizio si dilunga su alcune domande che l’autore definisce elementari. Per l’autore, sembra lecito che le domande a cui la filosofia politica dovrebbe rispondere sono del tipo di quelle che chiunque viva nelle nostre società si potrebbe porre, e il motivo viene presto esplicitato: per l’autore, la filosofia politica null’altro è che il prolungamento del senso comune. Dal mio punto di vista, il cosiddetto senso comune null’altro è che l’ideologia dominante, e pertanto, se mi ponessi il problema di cosa rispondere alle domande di senso comune del cittadino qualsiasi, con ciò stesso rinuncerei ovviamente a fare filosofia. Coerentemente, l’autore liquida in poche parole l’ipotesi di dubitare del meccanismo del mercato, così come non prende in nessuna considerazione l’ipotesi di mettere in qualche modo in discussione l’istituzione familiare, quale fonte esplicitamente da lui richiamata di discriminazioni. E’ evidente che l’uso dell’espressione “filosofia politica” si riferisce a una specifica disciplina, in realtà nettamente autonoma, sia rispetto alla filosofia che alla politica. Da questo punto di vista, non avendo io né l’autorità e neanche una reale motivazione per intervenire sul significato di tale espressione, mi limiterò a specificare che in questo testo ho provato a parlare di politica a partire da considerazioni filosofiche, e certo non mi occupo di filosofia politica nel senso in cui se ne occupano gli addetti ai lavori citati nel libro di Veca. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="PlainText" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; line-height: normal; text-align: justify; text-indent: 17pt;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span&gt;Due tipi differenti di teorie si fronteggiano in filosofia politica, il liberalismo da una parte, e il comunitarismo dall’altra. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="PlainText" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; line-height: normal; text-align: justify; text-indent: 17pt;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span&gt;Ebbene, il liberalismo, nelle sue differenti versioni, a partire dal libertarismo di Nozeck, fino alla famosa teoria della giustizia di Rawls, si condanna inevitabilmente a costituire una semplice esercitazione mentale senza alcuna rilevanza pratica, in quanto si applica a un mondo di soggetti liberi e razionali, di uomini senza storia comune e quindi per definizione non costituenti alcuna comunità. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="PlainText" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; line-height: normal; text-align: justify; text-indent: 17pt;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span&gt;La similitudine che mi viene in mente, probabilmente per deformazione professionale, è quella di un gas. Il modello più semplice di gas è il cosiddetto gas ideale, che risponde a una serie di requisiti teorici. Nel contesto dato, mi riferirò alla condizione che le molecole di un gas ideale non interagiscono tra loro se non per urti perfettamente elastici: ecco, se gli individui che concorrono a costituire una società interagissero tra loro solo quali cittadini, cioè persone soggette a una data normativa, allora la società sarebbe assimilabile a un gas ideale, e sarebbe facile dedurre tutta una serie di regole di convivenza similmente a come le leggi sperimentali dei gas siano deducibili a partire da tale modello teorico. C’è però un ma: un gas ideale, differentemente da un gas reale, non può passare allo stato liquido, mentre è noto che qualsiasi gas, al di sotto di una certa temperatura, passa allo stato liquido. Ciò discende proprio dal fatto che le mutue interazioni attrattive tra le molecole, che tanto disturbano nella descrizione semplificata di un gas, sono quelle che consentono alle stesse molecole di aggregarsi allo stato liquido. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="PlainText" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; line-height: normal; text-align: justify; text-indent: 17pt;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span&gt;Allo stesso modo, le teorie liberali che vogliono organizzare individui liberi e razionali non possono prendere in considerazione quanto il semplice sorriso di una donna possa influenzare le azioni di un maschio, quanto le esigenze di socialità siano determinanti nelle nostre scelte individuali: senza considerare questo, sono del tutto inapplicabili a una comunità concretamente determinata, allo stesso modo di come il modello del gas ideale da solo non è in grado di dare conto della liquefazione dei gas. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="PlainText" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; line-height: normal; text-align: justify; text-indent: 17pt;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span&gt;Ricordo esattamente il giorno in cui appena diciottenne, decisi di abbandonare il credo liberale, seppure con le conoscenze approssimative che allora ne avevo. Fu il giorno in cui il fin troppo famoso detto “la propria libertà finisce dove inizia quella degli altri” mi apparve in tutta la sua vacuità, giacché difatti appare in tutta evidenza che ciò che davvero conta nello stabilire le regole di convivenza è dove stabilire questo confine. Sarebbe come proporre a due stati che stessero per entrare in conflitto tra loro per una controversia sui confini, che si accordino invece sul fatto che il confine debba passare dove finisce il territorio di uno dei due stati e comincia quello dell’altro stato. Sarebbe come stabilire di non lasciare alcun territorio non assegnato ad alcun stato, trascurando che il tema del contrasto è tutt’altro, proprio dove collocare il confine. Per esemplificare, è il liberalismo in grado di stabilire se è lecito andare per strada nudi? Qui bisogna stabilire se è prioritaria la difesa del mio diritto ad esibire il mio corpo senza alcun indumento frapposto alla vista altrui, o se sia prioritaria invece la difesa di altri che non vogliono vedere il mio corpo nudo, cosa ci può dire il liberalismo su questo? Evidentemente nulla, la comunità dovrà pronunciarsi su questa specifica decisione entrando nel merito del problema e senza che il liberalismo possa fornire alcun criterio generale di indirizzamento e suggerimento per tale specifica decisione. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="PlainText" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; line-height: normal; text-align: justify; text-indent: 17pt;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span&gt;Un po’ tutto il pensiero liberale riveste questa capacità attrattiva di natura sostanzialmente estetica, soddisfa il criterio delle idee chiare e distinte di cartesiana memoria, ma, a una disamina appena più approfondita, mostra la sua sostanziale vacuità teorica, lasciando nelle sue applicazioni pratiche il massimo di licenza. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="PlainText" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; line-height: normal; text-align: justify; text-indent: 17pt;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span&gt;Il comunitarismo d’altra parte non sembra in grado di costruire un quadro teorico esauriente che sia in qualche misura assimilabile ai grandi sistemi citati a proposito del liberalismo. Ciò è dovuto non certo a una immaginazione difettosa dei teorici del comunitarismo. Esso invece dipende direttamente dalla natura stessa del pensiero comunitarista, che vuole correttamente farsi carico della complessità del sistema società oggetto della riflessione politica. Il sistema società quindi non è un sistema di entità individuali (le singole persone) che interagiscono solo attraverso le regole politiche che le vengono imposte (o meglio vengono contrattate, essendo il liberalismo una forma di contrattualismo). Riconoscere che la politica si applica a una comunità storicamente determinata è il merito delle teorie comunitariste. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="PlainText" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; line-height: normal; text-align: justify; text-indent: 17pt;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span&gt;A mio parere, è certo vero che è la comunità che forma le persone concrete con cui abbiamo a che fare (pensiamo al pensiero di Gramsci, oppure anche, se preferite, al linguaggio che parla attraverso noi di Umberto Eco), ma bisogna ancora andare oltre: l’uomo, lungi dall’essere un essere razionale, è un essere fondamentalmente emozionale. Il concetto di autorità che i filosofi politici presentano come un onere inevitabile della scelta che una comunità si da’ di costituire una società politicamente organizzata, è al contrario un elemento fondamentale di qualsiasi tipo di relazione interpersonale. Se anche non esistesse una normativa precisa che definisse questa autorità formalmente riconosciuta, una qualche forma di autorità si riproduce spontaneamente in qualsivoglia comunità. In questo senso, esso non costituisce un requisito politico-costituzionale che confligge con un ipotetico stato di natura che vorrebbe gli uomini liberi, ma piuttosto è costituzionalmente connaturato agli uomini, e quindi definire un’autorità politica costituisce piuttosto un assecondamento dell’uomo naturale. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="PlainText" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; line-height: normal; text-align: justify; text-indent: 17pt;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span&gt;Riassumendo, la filosofia politica così come viene presentata a livello accademico risulta poco più di un’esercitazione mentale, preoccupata com’è di delimitare accuratamente il proprio ambito, di costituire una costruzione logica coerente. Nel momento in cui però rinuncia ad argomentare i suoi presupposti, impliciti o espliciti che siano, di natura filosofica più generale, si condanna inevitabilmente ad apparire come una disciplina fine a sé stessa, di non fornire contributi a un dibattito filosofico di carattere generale. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="PlainText" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; line-height: normal; text-align: justify; text-indent: 17pt;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span&gt;In particolare, la pretesa di trattare gli uomini come esseri liberi e razionali, nella sua evidente contraddizione con gli uomini in carne ed ossa con cui ognuno di noi quotidianamente viene a contatto, non può che pervenire a risultati inefficaci rispetto alle conseguenze politiche pratiche proposte. Ciò che questo testo tenta di mostrare è che al contrario un elemento di cui dobbiamo necessariamente tenere conto in qualsiasi teoria politica è l’esistenza di una cultura comune sedimentatasi col tempo, l’ethos di cui si diceva, come appunto cultura interiorizzata. Se ciò è vero, nessuna teoria politica che non affronti esplicitamente la questione dell’ethos avrà i mezzi per un reale confronto col mondo così com’è, piuttosto che con un mondo immaginario. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="PlainText" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; line-height: normal; text-align: justify; text-indent: 17pt;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span&gt;Non potrà quindi, a me pare, esistere una teoria politica normativa comunitarista generale come la disciplina “filosofia politica” la concepisce, potranno solo esistere una serie di teorie comunitariste, differenti tra loro nell’ethos, nel contenuto culturale che le caratterizza, ed evidentemente incompatibili tra loro: se scelgo di parlare di persone reali, dovrò “sporcarmi” (dal punto di vista dei filosofi politici) con contenuti specifici che renderanno una specifica teoria comunitarista evidentemente differente da qualsiasi altra. Da questo punto di vista, una teoria normativa politica verde potrebbe a giusta ragione definirsi comunitarista. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8579103677097075634-1550181801522186377?l=ideologiaverde.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/feeds/1550181801522186377/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/2012/01/il-mio-libro-11.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8579103677097075634/posts/default/1550181801522186377'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8579103677097075634/posts/default/1550181801522186377'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/2012/01/il-mio-libro-11.html' title='IL MIO LIBRO 11'/><author><name>Vincenzo Cucinotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18184543762214806551</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_ACKQK9jMMfI/SjdzWxeiFcI/AAAAAAAAAAM/sYYNkVa6wpc/S220/copertina.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8579103677097075634.post-6408102623320144698</id><published>2012-01-23T10:44:00.000+01:00</published><updated>2012-01-23T10:44:50.083+01:00</updated><title type='text'>IL MIO LIBRO 10</title><content type='html'>&lt;div style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:WordDocument&gt;   &lt;w:View&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:Zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:HyphenationZone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:Compatibility&gt;    &lt;w:BreakWrappedTables/&gt;    &lt;w:SnapToGridInCell/&gt;    &lt;w:WrapTextWithPunct/&gt;    &lt;w:UseAsianBreakRules/&gt;   &lt;/w:Compatibility&gt;   &lt;w:BrowserLevel&gt;MicrosoftInternetExplorer4&lt;/w:BrowserLevel&gt;  &lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if gte mso 10]&gt; &lt;style&gt; /* Style Definitions */ table.MsoNormalTable {mso-style-name:"Tabella normale"; mso-tstyle-rowband-size:0; mso-tstyle-colband-size:0; mso-style-noshow:yes; mso-style-parent:""; mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; mso-para-margin:0cm; mso-para-margin-bottom:.0001pt; mso-pagination:widow-orphan; font-size:10.0pt; font-family:"Times New Roman";}&lt;/style&gt; &lt;![endif]--&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Riporto un altro paragrafo e con il prossimo post completerò il capitolo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;i style="color: #0b5394;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;IL SISTEMA POLITICO&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;i&gt; &lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="PlainText" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; line-height: normal; text-align: justify; text-indent: 17pt;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;Poniamoci una domanda che dovrebbe avere una risposta ovvia: quali sono i compiti che i politici devono svolgere? Quali sono le capacità quindi che essi devono possedere? Quale deve essere il processo di selezione della classe politica, ma possiamo ben dire della classe dirigente in generale?&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="PlainText" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; line-height: normal; text-align: justify; text-indent: 17pt;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;Sembrerebbe quella di proporre soluzioni, di attuare programmi, di permettere il miglior funzionamento possibile della società. In realtà, la prima dote che si richiede a un politico è la capacità di gestire la propria carriera politica. Gestire la propria carriera politica significa in primis entrare nel circuito politico, riconoscere ed essere riconosciuti, diventare cioè membro di questa microsocietà, essere accondiscendente quasi sempre, inflessibile nei momenti decisivi. Il punto è che per essere eletti, questo che apparirebbe come il momento fondamentale della selezione politica nelle moderne democrazie parlamentari, bisogna entrare in lista, ed entrarvi proprio lì dove quel partito gode del consenso elettorale necessario. A questo proposito, la legge elettorale oggi vigente in Italia per le elezioni del Parlamento prefigura tramite l’ordine di lista, anche l’ordine di preferenza. Questo sistema sembra avere tutti i difetti del sistema uninominale, senza averne i pregi. Per entrambi, il punto fondamentale è ottenere la candidatura, ed averla nel collegio giusto. Nel sistema uninominale tuttavia, c’è una certa esposizione personale del candidato, egli è chiamato a rispondere in maniera significativa dell’’esito del voto. Tale esito invece nel caso di una lista è tutto ascrivibile al partito in quanto tale, in qualche modo il non essere eletti è quasi un credito che si ottiene nei confronti della lista in cui si era inclusi. &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="PlainText" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; line-height: normal; text-align: justify; text-indent: 17pt;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;L’aspetto più grave si manifesta nel momento in cui si assumono responsabilità pubbliche, e ciò in maniera più evidente, anche se non esclusiva, quando si tratti di responsabilità di gestione e di governo. Si deve sempre partire dal momento della designazione, perché l’autorità che designa come candidato di lista è il vero referente dell’attività politica dei governanti. Un politico accorto dovrà utilizzare il suo potere per consolidare ed ampliare il consenso, intanto all’interno di questa microsocietà dei politici. Il problema è che il successo politico non è correlato ad una competenza o capacità che possa quantificarsi in maniera agevole. Un centometrista può agevolmente provare la sua abilità, basta cronometrarlo, certe abilità come quella di fare operazioni matematiche a mente sono anch’esse soggette a una verifica agevole, ma in politica è tutt’altra cosa. In verità, l’importanza di un politico è pressoché esclusivamente legata alla sua fama, sta solo nel credito di cui gode presso questo circolo esclusivo che oggi il ceto politico rappresenta. Insomma, c’è un autoreferenziamento in politica, e questo meccanismo porta a moltiplicare i rapporti interpersonali, nel creare collegamenti, nel concedere favori e nell’esigerli. Inoltre, poiché le risorse non sono infinite, si creano le cordate, le camarille, i gruppi di potere pronti a marciare l’un contro l’altro e altrettanto velocemente a riconciliarsi in un perenne stato di pace armata. Difatti, una volta che l’ideologia marxista è stata sconfitta, non c’è una reale contrapposizione politica che abbia un solido fondamento ideologico, visto che da questo punto di vista le società occidentali ormai condividono la stessa ideologia come argomento ripetutamente in questo saggio. Ad esempio, secondo un elementare buon senso, nessun partito sarebbe potuto nascere dalle ceneri del PCI, solo la volontà di autoperpetuazione di un certo ceto politico può spiegare la nascita del DS. Perfino tramite un referendum si tentò di andare verso una semplificazione del quadro politico, in quell’unica direzione ipotizzabile mantenendosi nel quadro ideologico occidentale, e cioè verso un partito più progressista e uno più conservatore. Ebbene, la cosa fallì, e il bipartitismo allora ipotizzato si trasformò in un bipolarismo, in grado di convivere con un polipartitismo dei grandi numeri. Cosa queste decine di sigle possano significare in termini di contenuti ideali, di differenziazione, se non quello di condividere nella massima parte dei casi solo alcuni interessi materiali di gestione del potere! &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="PlainText" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; line-height: normal; text-align: justify; text-indent: 17pt;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;Questo vedere la politica come una guerra tra bande non costituisce un’illazione, è cronaca giornaliera, quella riportata sui quotidiani, spionaggio, intercettazioni, scandali finanziari, associazioni con fini esclusivamente lobbistici e monopolistici che nessun governo scalza via, rinvii a giudizio, sentenze di una sezione della corte di Cassazione che contraddicono quelle di un’altra sezione della stessa Corte, e così via. Si intravede una lotta nell’ombra che non può apparire perché si serve di mezzi illeciti, ma solo trame illecite possono dare senso alle tante notizie che appaiono sulla stampa, prese nella loro globalità. Qualcuno a questo punto potrebbe essere tentato di usare un termine come mafia per questo mondo della politica. Purtroppo, questo modo di organizzarsi della politica manifesta strane e sospette similarità con quello utilizzato dalle principali organizzazioni criminali. Lì come in politica si fanno e si disfanno accordi, si fanno affari e si distruggono vite e carriere, e tutti gli episodi stragisti dalla fine degli anni sessanta ai primi anni settanta dimostrano che il potere, quello ufficiale e legittimo, non esita ad usare anche i mezzi più violenti e cruenti per autoperpetuarsi, con l’unica accortezza di celare le proprie responsabilità. In questo contesto, la legittimazione popolare costituita dal suffragio ottenuto nelle elezioni appare nulla più che soltanto uno, e forse neanche il più rilevante, dei pezzi che vengono mossi su una scacchiera complessa che prevede tanti altri pezzi, ognuno della massima rilevanza. &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="PlainText" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; line-height: normal; text-align: justify; text-indent: 17pt;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;Come dicevo altrove, la pretesa che il voto sia l’espressione della somma delle singole opinioni di una platea di esseri liberi e razionali può essere dovuta solo ad un accanimento ideologico, e naturalmente nessuno che faccia parte di questo circolo politico crede, tant’è che coltiva con enorme pazienza la sua personale rete di conoscenze e di condivisione di interessi e, almeno come tendenza generale, non disdegna di utilizzare mezzi illegittimi per garantirsi la propria personale carriera politica. Inoltre, condiziona pesantemente la cosiddetta opinione pubblica, col risultato che persino il voto è in qualche misura il cortocircuitarsi di questo stesso microcosmo che detiene le leve del potere, e di cui il settore dei mass media costituisce un tassello indispensabile, e per ciò stesso&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;una parte costitutiva, e non certo un potere alternativo che possa svolgere una funzione di controllo, di questo potere onnicomprensivo. &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="PlainText" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; line-height: normal; text-align: justify; text-indent: 17pt;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;In qualche modo, perfino gli epigoni di Popper e della sua società aperta, come il senatore Pera, si rendono anch’essi conto che le regole del mercato, del consenso esteso ad ogni aspetto della società, non si reggono da sole. Essi sostengono, credo in questo a ragione, che il pensiero cristiano è un presupposto ineliminabile delle moderne democrazie parlamentari. La cosa un po’ curiosa è la deduzione a cui pervengono. Essi dicono, se vogliamo la società aperta, dobbiamo per ciò stesso ribadire le radici cristiane e imporne in qualche modo la pratica nella società. Il punto è che per questa via andiamo a definire una società aperta che non lo è più, che richiede, proprio come io sostengo in questo saggio, la condivisione di un ethos collettivo. A questo punto, per coerenza, dovrebbero ammettere che abbisogniamo della tanto da loro stessi aborrita società etica, e quindi tutta la teoria politica, che considera la società aperta come obiettivamente superiore, se ne va a pallino. Se insomma le democrazie parlamentari possono funzionare solo in società che condividono un ethos di derivazione cristiana, perché chiamare tale società aperta piuttosto che società cristiana, ricadendo quindi nella società etica? A questo punto, è evidente che a qualcuno può venire la tentazione di sostenere un altro tipo di ethos, che abbia una base ben più valida: piuttosto della religione che viola con i suoi dogmi principi logici, in fondo sintattici, un’ideologia verde che ricollochi l’uomo in una posizione più equilibrata nei confronti della natura. Rimane per me la diffidenza per l’uso dell’espressione “società etica”: del resto, se la società aperta non si regge, sparisce per ciò stesso l’esigenza di operare qualsivoglia tipo di aggettivazione del termine “società”. &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="PlainText" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; line-height: normal; text-align: justify; text-indent: 17pt;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;Soffermiamoci adesso sul settore dell’informazione, vista l’importanza di tale tassello all’interno del generale sistema di potere. Credo sia un’osservazione comune il basso livello del servizio offerto: perfino a volte dal punto di vista della padronanza della lingua, soprattutto per quella utilizzata nei notiziari a diffusione orale. &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="PlainText" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; line-height: normal; text-align: justify; text-indent: 17pt;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;Ciò che più colpisce però, è l’uniformarsi di tutta la cosiddetta stampa di opinione, sovente, è possibile leggere un titolo pressoché identico in tante testate giornalistiche. Questo è certo l’aspetto che più colpisce e che più prontamente si percepisce, ma la conseguenza che trovo più grave di tale processo di uniformazione è la messa al bando di molti argomenti. L’attenzione dei quotidiani italiani per la politica internazionale è gravemente deficitaria, nei nostri giornali massacri di migliaia di civili perpetuate in certe località del mondo, semplicemente non esistono. Forse tali argomenti possono essere proposti per uno o forse qualche giorno, ma poi, misteriosamente spariscono dalla scena. Perfino le notizie più spicciole, anche quelle che dovrebbero essere di utilità sociale divengono come comete nei nostri quotidiani, qualche giorno gli si può regalare pure un posto in prima pagina, per poi sparire improvvisamente nel nulla. Basti l’esempio del prezzo dei carburanti o delle tariffe per l’assicurazione RCA, non esiste un solo quotidiano che monitori questi prezzi, che fornisca un’informazione puntuale sulla loro evoluzione, confrontandoli con i fattori che dovrebbero stare all’origine di tali prezzi: nel caso dei carburanti sarebbe facile seguire la duplice evoluzione del prezzo del greggio e la variazione del rapporto tra euro e dollaro, e fare una semplice moltiplicazione. &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="PlainText" style="color: #0b5394; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; line-height: normal; text-align: justify; text-indent: 17pt;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;A fronte di ciò spicca una cronaca di politica interna estremamente estesa e dettagliata, sbrodolata su svariate pagine. Poiché in realtà le cosiddette indiscrezioni non sono nient’altro che ciò che qualcuna della parti in gioco fa filtrare come una delle mosse nel complesso scacchiere di questa politica così intesa, ciò ha l’unico effetto di coinvolgerci in funzione passiva in questa perversa dialettica, suggerendo a noi lettori un ruolo non dissimile dalla casalinga che dietro le persiane guarda i litigi tra i coniugi suoi vicini: potremo recarci al bar o magari sul luogo di lavoro e dedicarci ad un inutile pettegolezzo. Riassumendo, direi che nel settore dell’informazione si fondono in modo nefasto un’incompetenza abbastanza diffusa, un conformismo illimitato, e la difesa di interessi in genere inconfessabili. E’ questo che dobbiamo difendere proclamando la libertà di stampa? Che significato può assumere ai nostri giorni questa parola d’ordine? E prima ancora, possiamo realmente affermare che l’inesistenza della censura comporti di per sé che davvero in questo paese si pratichi la libertà di stampa? O non sappiamo tutti piuttosto che i costi per realizzare un quotidiano che sia ragionevolmente letto, almeno al livello di autogarantirsi il pareggio finanziario, richiede tali investimenti che la libertà di stampa sia oggi appannaggio di pochi, di quelli che dispongano di adeguate risorse finanziarie? Francamente, garantire il diritto del capitalista di turno di stampare un giornale non credo possa costituire il famoso interesse generale che altrove ho richiamato. &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8579103677097075634-6408102623320144698?l=ideologiaverde.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/feeds/6408102623320144698/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/2012/01/il-mio-libro-10.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8579103677097075634/posts/default/6408102623320144698'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8579103677097075634/posts/default/6408102623320144698'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/2012/01/il-mio-libro-10.html' title='IL MIO LIBRO 10'/><author><name>Vincenzo Cucinotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18184543762214806551</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_ACKQK9jMMfI/SjdzWxeiFcI/AAAAAAAAAAM/sYYNkVa6wpc/S220/copertina.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8579103677097075634.post-8770426682405888914</id><published>2012-01-22T09:58:00.000+01:00</published><updated>2012-01-22T09:58:43.716+01:00</updated><title type='text'>IL MOVIMENTO SICILIANO DEI FORCONI</title><content type='html'>&lt;div style="color: blue; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Sono siciliano, e parlare della situazione in atto nell'isola mi tocca quasi come un dovere. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: blue; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;A premessa, come dissi già a proposito delle manifestazioni degli indignados, non voglio fare la mosca cocchiera, come si diceva negli anni settanta a proposito dei gruppetti minoritari dell'estrema sinistra, e quindi distribuire promozioni e bocciature.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: blue; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Un requisito però è richiesto, ed è una partecipazione di base, questo è un aspetto che non può assolutamente essere trascurato. Ecco, apparentemente questo movimento ha più l'aspetto di un gruppo abbastanza ristretto di persone organizzate quasi militarmente allo scopo di massimizzare i disagi col minimo sforzo partecipativo, che qualcosa che abbia un carattere generalizzato.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: blue; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;C'è evidentemente un'organizzazione molto efficiente dietro, su questo non credo si possano nutrire dubbi, ed allora bisognerebbe interrogarsi sulla natura di tale organizzazione, che a quanto pare non ha alcuna difficoltà a trattare da pari a pari con le forze dell'ordine, facendosi perfino concedere proroghe.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: blue; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Credetemi, conosco i miei polli, e se questa gente si è mossa sottoponendosi a gravi disagi per attuare queste forme di lotta, è pressocchè certo che dietro ci sta qualcuno di potente, qualcuno che promette uno sbocco positivo.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: blue; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Infine, anche per quanto riguarda gli obiettivi, si manifesta una incoerenza. Si chiede una severa limitazione nella circolazione di merci extra-UE (leggi cinesi), il che io condividerei, ma nello stesso tempo si chiede una defiscalizzazione dei combustibili, che però, guarda caso, derivano dalla raffinazione del petrolio, articolo tipicamente di importazione, e il cui uso dovrebbe pertanto essere disincentivato (oltre che per i noti motivi ambientali, ovviamente). Qui, insomma, si vuole ridurre il commercio internazionale, ma prevedendo un incremento nei consumi di petrolio, non mi pare ci sia molta coerenza in tutto questo.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: blue; font-size: large;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Ciononostante, malgrado tutti questi aspetti fortemente problematici, rimane la speranza che la situazione sfugga di mano agli organizzatori, perchè chi detiene il potere punta solo ad ottenere obiettvi specifici che non siano così globali da compromettere il suo stesso ruolo di potente. Dovesse assumere davvero un carattere popolare di massa, allora certo i motivi di rivolta non mancherebbero, e il tavolo su cui si svolgono giochi e giochini interni alla compagine di potere sarebbe rovesciato portando alla ribalta ben altri protagonisti. Vedremo, la lotta in sè è un elemento di contraddizione la cui evoluzione richiederebbe una organizzazione rivoluzionaria che purtroppo manca, ma la speranza è lecito comunque nutrirla.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8579103677097075634-8770426682405888914?l=ideologiaverde.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/feeds/8770426682405888914/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/2012/01/il-movimento-siciliano-dei-forconi.html#comment-form' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8579103677097075634/posts/default/8770426682405888914'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8579103677097075634/posts/default/8770426682405888914'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/2012/01/il-movimento-siciliano-dei-forconi.html' title='IL MOVIMENTO SICILIANO DEI FORCONI'/><author><name>Vincenzo Cucinotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18184543762214806551</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_ACKQK9jMMfI/SjdzWxeiFcI/AAAAAAAAAAM/sYYNkVa6wpc/S220/copertina.jpg'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8579103677097075634.post-7740537103810813757</id><published>2012-01-21T08:23:00.003+01:00</published><updated>2012-01-21T08:27:34.824+01:00</updated><title type='text'>IL MIO LIBRO 9</title><content type='html'>&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Continuo qui col successivo paragrafo del capitolo "Politica ed economia".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’INTERESSE COLLETTIVO&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;&lt;br  style=" color: rgb(0, 0, 153);font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Una conseguenza della dittatura del consenso che conviene esaminare più attentamente è la seguente: l'interesse collettivo diventa automaticamente la somma degli interessi individuali. In altre parole, non può più esistere un punto di vista generale. Nei fatti, nella coscienza comune tale problema non si pone neanche più. L'idolatria del mercato è proprio basata sulla premessa che l'equilibrio degli interessi individuali e di gruppi di individui coincida poi con l'interesse generale. Tale coincidenza viene affermata in maniera apodittica, come un'ovvietà che non ha bisogno di essere motivata e illustrata. In realtà, quando si parla di mercato, lo si esalta sempre confrontandolo con una situazione di monopolio o di lobbies prevalenti, cioè ci si pone il problema di come difendere il maggior numero possibile di interessi particolari. Rispetto ad un quadro patologico in cui specifici gruppi di interesse riescono ad imporre il proprio punto di vista, si risponde garantendo rappresentanza ad un numero maggiore di interessi particolari. Rispetto al criterio politico del mercato, si pongono quindi due distinte questioni. &lt;/span&gt;&lt;br  style="font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;La prima è come dare rappresentanza a tutti i punti di vista particolari. Ora, chiunque si sia mai trovato a dover vendere qualcosa, sa benissimo che il primo elemento per potere influenzare il mercato è la quantità. Perfino nel più sperduto e modesto mercatino rionale, il venditore ambulante, prima di imporre un prezzo ai propri articoli, guarda ai prezzi praticati dai concorrenti. Se poi in quel contesto c'è un venditore prevalente, uno che riesca a controllare diciamo dal 30% in su delle vendite complessive di quel mercatino, è proprio quel venditore a fare i prezzi, gli altri devono adeguarsi. Naturalmente, il mercatino rionale a sua volta non è un sistema isolato, sarà a sua volta influenzato dal mercato cittadino più importante e dal sistema commerciale complessivo. Nel mercato quindi, non si contano le teste, anzi ad essere precisi non si contano neanche i prodotti delle teste per il proprio fatturato, qui inteso in senso lato, perchè esiste un effetto che potremmo chiamare di massa. Nell'esempio del mercatino rionale, il 30% del venditore prevalente contava più del 70% rimanente. Esiste cioè un effetto moltiplicatore per cui chi prevale ha buone possibilità entro certi limiti di dettare legge. Se le cose stanno così, dobbiamo concludere che il suffragio universale, ottenuto in Europa solo recentemente, è stato già sostanzialmente abrogato, tornando al vecchio sistema legato al censo. &lt;/span&gt;&lt;br  style="font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;La seconda questione meno frequentata ma forse più importante riguarda proprio la premessa che la somma degli interessi particolari coincida con l'interesse generale. Si tratta di un'equazione facilmente confutabile se si guarda ad esempio le cose su una scala temporale: se pure riuscissimo a soddisfare tutti gli interessi particolari oggi presenti, rimarrebbe comunque il problema di chi possa salvaguardare gli interessi futuri. Gli esempi più immediati li possiamo trovare nel campo della tutela ambientale, nell'obbligo che dovremmo sentire di garantire ai nostri figli un mondo (più o meno) vivibile, come ci è stato tramandato dai nostri genitori. Poiché chi non è ancora nato e chi è ancora minorenne non può esprimere la sua opinione con il voto, questo di per sé mette in crisi il fondamento del principio che gli interessi maggioritari possano, proprio per il fatto di essere maggioritari, coincidere con l’interesse generale. &lt;/span&gt;&lt;br  style="font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Io però intendo smentire tale principio ancora più radicalmente, mostrando che anzi un punto di vista generale può perfino essere opposto alla somma degli interessi particolari. Farò l'esempio del settore della salute, che ha avuto in questo secolo uno sviluppo enorme, a somiglianza o forse persino più accentuatamente degli altri settori scientifici. Sulla natura e le modalità di tale sviluppo credo ci sarebbe molto da dire, ma sarebbe una discussione che ci allontanerebbe dal presente contesto. Ad ogni modo, gli effetti obiettivi di tale sviluppo sono visibili a tutti: succintamente, basta considerare l'allungamento della vita media, ottenuto, tramite una drastica riduzione sia della mortalità infantile, che della mortalità nella fascia d'età che va dai quaranta ai settanta anni. Forse non è inutile ricordare che fino al secolo passato solo un neonato su due sopravviveva al parto e ai primi mesi di vita: statisticamente questo dato incide molto perchè in pratica dimezza la durata effettiva di vita di chi sopravviveva alla primissima infanzia. Ma anche depurato da tale fattore, è innegabile che un aumento significativo si sia avuto. In particolare, non è così evidente il progresso se guardiamo alla fascia d'età oltre gli ottanta anni: individui longevi ci sono sempre stati, e andando ancora in avanti verso le punte record costituite dagli ultracentenari si può dire che qui il progresso è trascurabile, forse dimostrando che esiste una fascia d'età limite, raggiungibile in condizioni ideali, ed evidentemente tali condizioni non sembrano realizzarsi più facilmente adesso rispetto al passato. E' ad ogni modo innegabile che la longevità media sia di molto aumentata, seppure bisogna riflettere su quanto questo parametro esprima effettivamente quanto siamo sani. Se consideriamo accanto al dato della vita media quello della popolazione mondiale, vediamo che quest'ultimo dato cresce ben più velocemente del primo su cui ci siamo già soffermati, difatti la natalità è di molto aumentata anch'essa, fino al punto che la popolazione mondiale non dipende se non marginalmente dall'allungamento della vita. Quello che si può dedurre, come può essere confermato anche da un'analisi più dettagliata dei dati demografici è che il fattore di gran lunga prevalente è la aumentata disponibilità di risorse alimentari. La popolazione è infatti cresciuta proprio in quelle zone del mondo dove la mortalità infantile è ancora alta e dove il miglioramento del tenore di vita è probabilmente aumentato ma rimane comunque al limite della sopravvivenza. &lt;/span&gt;&lt;br  style="font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Anche per quanto riguarda la longevità, il fattore prevalente mi sembra si potrebbe individuare nell'estrema importanza che, a differenza di oggi, aveva la prestanza fisica, in quanto fattore centrale economico dell'individuo: aldilà di poche eccezioni, l'unica fonte di sostentamento era costituita proprio da lavori che richiedevano la forza fisica come elemento prevalente. Un uomo anziano, di fatto già al di sopra dei quarant’anni, doveva subire il confronto con le giovani leve che già a diciotto anni avevano grandi possibilità di prevalere e di sostituirlo nel lavoro. &lt;/span&gt;&lt;br  style="font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;L’emarginazione di fatto che si veniva a costituire, non tanto come abbandono da parte della collettività, giacché anzi la carenza di mezzi tecnologici stimolava la solidarietà come forma di sostegno reciproco, ma piuttosto come ridimensionamento nella considerazione sociale, non rendeva comunque particolarmente desiderabile questa fase della vita. In ogni caso, in presenza di risorse scarse, era più facile che a procurarsele fossero i più giovani. &lt;/span&gt;&lt;br  style="font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;E’ tuttavia innegabile che, anche se in maniera differenziata nei suoi vari settori, la medicina abbia contribuito al dato globale della vita media, molto direi nel settore della chirurgia, pochissimo nella lotta alle infezioni dove accanto alla vittoria su malattie come il vaiolo, si deve registrare il sorgere di nuovi agenti patogeni come illustrato ad esempio dal tristemente famoso caso dell’HIV, o l’incapacità ancora a debellare malattie endemiche come la malaria. &lt;/span&gt;&lt;br  style="font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Accenno brevemente alla cosiddetta medicina preventiva: meglio prevenire che curare si dice, intendendo poi infine per prevenzione la diagnosi precoce delle malattie. Di fatto così si incentiva un sottoporsi periodico, anche in assenza di sintomi, a vari tipi di analisi. Seppure non si possa negare che per certi specifici casi quest’operazione possa rivelarsi utile per ridurre la mortalità, nella generalità non si può non considerare questa continua attività di controlli periodici come una forma di follia collettiva, perché il preoccuparsi costantemente per il proprio stato di salute è già una forma di malattia L’individuo davvero sano non si cura del proprio stato di salute, non dubita del proprio stato di salute: di fatto quindi si incentiva una forma di ipocondria collettiva, come chiunque di noi può osservare vedendo gli studi dei medici affollati da anziani apparentemente sani, ma che una visitina almeno mensile non riescono proprio a risparmiarsela. &lt;/span&gt;&lt;br  style="font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Fatto sta che l’importanza economica del settore della salute è enorme, gli investimenti finanziari da capogiro, una quota formabile della ricchezza prodotta viene convogliata in questo settore. Paradossalmente, il settore sanitario riesce ad attrarre anche fondi da privati cittadini, tramite la colletta televisiva di turno, con le periodiche manifestazioni in stile circense a cui non negano la partecipazione varie stelline riciclate di quel circolo chiuso e autoreferenziato che è il mondo della TV. In fondo, queste collette si identificano col bene assoluto dei nostri tempi, e offrono alla gente la possibilità di manifestare la propria bontà. Sarebbe difficile fare capire a livello di grande pubblico che la ricerca in campo medico è un business, solo un business, su cui si costruiscono fortune finanziarie, successi professionali, carriere accademiche, e così via. Insomma, l’utilità della ricerca medica in cosa differisce dall’utilità della ricerca chimica o più in generale di qualunque settore pubblico, come quello della pubblica sicurezza, o quello giudiziario e così via? Se qualcuna di queste attività non mostra pubblica utilità, dismettiamola, ma quelle che superano questa prova, con tutta evidenza, dovrebbero essere trattate e considerate tutte allo stesso modo. Tanta gente crede che, se aiuta la ricerca in campo medico, un domani i risultati di tale ricerca potrebbero risultare determinanti per farlo guarire da qualche malattia, per prolungare la sua amatissima vita. Eppure, anche un poliziotto in più potrebbe essere determinante per salvare la mia vita, se fosse proprio lui a intervenire su un criminale che tentasse di rapinarmi, e questo è ovviamente solo un esempio. In ogni caso, tutto si tiene, e poliziotti e ricercatori possono svolgere il loro ruolo solo in un determinato contesto fatto anche di mansioni anonime ma non per questo meno necessarie al funzionamento della società. Starebbe al bilancio dello stato, approvato ogni anno dal Parlamento distribuire le risorse nel miglior modo possibile, e ogni intervento di fondi finanziari aldilà di quanto collettivamente stabilito agisce di fatto come un fattore perturbativo, con effetti potenzialmente dannosi sul funzionamento complessivo della società. Il punto è che una tale analisi razionale non può essere richiesta a tutti, diciamo a tutti gli elettori, il punto che realmente conta è che la medicina, malgrado i non rari casi di corruzione e malaffare, riveste tuttavia questo aspetto simbolico di costituire il bene. &lt;/span&gt;&lt;br  style="font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Qui, proprio nel contesto della medicina, ci si può porre nuovamente il problema se esista un interesse collettivo che non sia la pura e semplice sommatoria di interessi individuali. &lt;/span&gt;&lt;br  style="font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Consideriamo la situazione di una nazione che debba decidere se convogliare alcune risorse finanziare, distraendole da altri scopi, per investimenti finalizzati ad allungare la vita media della popolazione. Non v’è alcun dubbio che ciascun individuo veda come assolutamente prioritaria la possibilità di vivere più a lungo, dal suo punto di vista nessuna spesa, neanche la più elevata, risulterebbe eccessiva. Si può dire lo stesso se si adottasse un punto di vista generale, se ci si ponesse la domanda che viene considerata comunemente improponibile di quale sia l’interesse collettivo a prolungare la vita delle persone il più possibile? Eppure a me sembra una domanda ineludibile nelle odierne società occidentali, Italia in testa, in cui il combinato effetto della diminuzione della natalità e l’allungamento medio della vita portano a un poderoso e preoccupante invecchiamento della popolazione. Gli effetti economici di tale fenomeno vengono affrontati sostanzialmente spostando in avanti l’età del pensionamento, ma questo non risolve il problema di una società di vecchi, peggio ancora se non intendono mollare, come d’altra parte è naturale che facciano. &lt;/span&gt;&lt;br  style="font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Nel nostro paese viviamo questa fase, di una generazione che ha fruito del clima di garanzie proprio dei nostri anni sessanta e settanta, ha occupato i posti di lavoro in senso lato, anche quindi gli spazi di occupazione autonoma, non li vuole mollare, e se anche volesse sarebbe costretta a mantenerli perché non ci fanno andare in pensione. Del resto, perfino chi in pensione c’è già, pretende di assorbire risorse collettive per il proprio sostentamento. A fronte di ciò, prima contingentiamo severamente le nuove nascite, poi le lasciamo in situazioni di lavoro precario e con ben poche possibilità di pervenire rapidamente a condizioni di stabilità che abbiamo sempre preteso per le nostre generazioni e che tuttora pretendiamo per qualsiasi anziano pensionato. &lt;/span&gt;&lt;br  style="font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Riassumendo, a me pare che l’interesse generale stia nell’investire in nuovi individui, incentivando in vario modo le nuove nascite, ma tale interesse si scontra con una maggioranza di interessi particolari tesi a prolungare il più possibile la durata della vita. Se anche una piccola percentuale delle spese sanitarie e previdenziali venisse dirottata verso altre utilizzazioni, in particolare riguardanti fasce deboli quali quelle dei giovani, ciò permetterebbe di migliorare obiettivamente la nostra vita. &lt;/span&gt;&lt;br  style="font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Analogamente, se consideriamo il problema del traffico urbano, ancora una volta ci scontriamo con questa difesa degli interessi particolari, che porta, prima ancora che al non promuovere, addirittura al non riconoscere neanche quale sia più l’interesse generale. &lt;/span&gt;&lt;br  style="font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;C’è una tale evidenza dell’assurdità di una situazione per cui nelle nostre città, soprattutto in determinati orari, la velocità a cui si riesce a circolare in città è a volte perfino minore della velocità raggiungibile a piedi, che molti di noi, credo, si siano esercitati a trovare delle soluzioni. Tali soluzioni, per la rilevanza del problema, non possono che essere radicali, anche se le via scelta possa differire anche profondamente nelle opinioni individuali. A fronte di ciò, spicca in maniera clamorosa l’afasia sostanziale del sistema politico nel suo complesso: non solo nessun governo sembra sentirsi coinvolto nella risoluzione di tali problematiche, ma tutti questi sindaci, che godono di indici di popolarità così entusiasmanti, non hanno mai pensato, per quanto a mia conoscenza, di proporre un piano minimamente adeguato alla dimensione del problema. Al contrario, quando i parametri ambientali raggiungono valori tali che la normativa esistente impone provvedimenti di limitazione del traffico urbano, essi sostanzialmente lo aggirano, ad esempio confinandone l’applicazione in fasce orarie intermedie, diciamo dalle 9,30 alle 12. In questo modo quindi, essi assecondano quello che appare come un uso assolutamente irrazionale e non augurabile del mezzo privato, cioè quello di recarsi al lavoro e di accompagnare i figli a scuola. Infatti, uno spostamento che, in base alla sua ovvia prevedibilità, si presterebbe direi idealmente a una soluzione programmata, viene invece lasciato all’iniziativa individuale e inevitabilmente al peggiore tipo di soluzione. Inoltre, data la concomitanza degli spostamenti per raggiungere il luogo di lavoro, quella fascia oraria è di gran lunga la più affollata, e quindi massime saranno le emissioni tossiche da parte degli autoveicoli, sia perché in maggior numero che a causa dall’effetto che tale maggior numero induce, di velocità di spostamento più basse. Ma non bisogna disturbare questi cittadini elettori, e quindi si preferisce spostare i divieti in fasce orarie meno frequentate, in cui il problema del traffico è comunque meno avvertito e magari colpendo proprio quei soggetti che difficilmente possono usufruire di soluzioni alternative all’autovettura personale, tipo rappresentanti di commercio che trasportano merci con loro, ma essi hanno il torto decisivo di essere una minoranza, cosicché è possibile ignorare i loro interessi. &lt;/span&gt;&lt;br  style="font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Il caso di un problema così rilevante e anche così noto e ormai sviscerato in tutti i suoi aspetti più dettagliati come quello del traffico veicolare urbano è emblematico del sistema politico che ci governa, ma direi di tutta la società in cui viviamo. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8579103677097075634-7740537103810813757?l=ideologiaverde.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/feeds/7740537103810813757/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/2012/01/continuo-qui-col-successivo-paragrafo.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8579103677097075634/posts/default/7740537103810813757'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8579103677097075634/posts/default/7740537103810813757'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/2012/01/continuo-qui-col-successivo-paragrafo.html' title='IL MIO LIBRO 9'/><author><name>Vincenzo Cucinotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18184543762214806551</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_ACKQK9jMMfI/SjdzWxeiFcI/AAAAAAAAAAM/sYYNkVa6wpc/S220/copertina.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8579103677097075634.post-5595738069151101374</id><published>2012-01-19T09:43:00.002+01:00</published><updated>2012-01-19T13:03:23.021+01:00</updated><title type='text'>E SON TRE ANNI DI BLOG!</title><content type='html'>&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:worddocument&gt;   &lt;w:view&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:hyphenationzone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:compatibility&gt;    &lt;w:breakwrappedtables/&gt;    &lt;w:snaptogridincell/&gt;    &lt;w:wraptextwithpunct/&gt;    &lt;w:useasianbreakrules/&gt;   &lt;/w:Compatibility&gt;   &lt;w:browserlevel&gt;MicrosoftInternetExplorer4&lt;/w:BrowserLevel&gt;  &lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if gte mso 10]&gt; &lt;style&gt;  /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable  {mso-style-name:"Tabella normale";  mso-tstyle-rowband-size:0;  mso-tstyle-colband-size:0;  mso-style-noshow:yes;  mso-style-parent:"";  mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt;  mso-para-margin:0cm;  mso-para-margin-bottom:.0001pt;  mso-pagination:widow-orphan;  font-size:10.0pt;  font-family:"Times New Roman";} &lt;/style&gt; &lt;![endif]--&gt;  &lt;p style="font-family: trebuchet ms; color: rgb(0, 0, 153);" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Oggi, completo tre anni di blog, già un bel periodo che mi è naturalmente costato fatica e tempo così che non è facile dire per quanto tempo ancora continuerò questa esperienza. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-family: trebuchet ms; color: rgb(0, 0, 153);" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Mi sono avvicinato a questa impresa con una abbondante dose di scetticismo, ma mentirei se non dicessi che la giudico egualmente nel complesso deludente. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-family: trebuchet ms; color: rgb(0, 0, 153);" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Come sapete, questo blog fa parte di un mio progetto di vita più complessivo che ha trovato finora la realizzazione più compiuta nel libro che ho dato alle stampe. Sono ovviamente consapevole delle difficoltà del mio progetto che richiede uno spostamento di punto di vista radicale, e non ho mai creduto che le cose che dico possano godere di un vasto consenso solo per il fatto di essere lette. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-family: trebuchet ms; color: rgb(0, 0, 153);" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;In verità, credevo che il blog mi aiutasse di più. Un certo dibattito sono riuscito a suscitarlo, soprattutto nel corso del primo anno, sull’attualità politica, a cui, pur non essendo certo in palese contraddizione con lo spirito iniziale del blog, ho forse dedicato troppa attenzione: potrei dire che mi sono un po’ fatto prendere la mano. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-family: trebuchet ms; color: rgb(0, 0, 153);" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Recentemente, un po’ per correggere questa tendenza, ho iniziato a riportare il testo del mio libro, ma finora non sembra suscitare l’interesse che speravo, staremo a vedere. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-family: trebuchet ms; color: rgb(0, 0, 153);" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Potrei infine concludere dicendo che l’aver volontariamente costruito un blog a tema, ne ha compromesso gravemente la diffusione, ma esso così è nato e così è giusto che muoia a suo tempo. Semmai fossi interessato a un blog più generalista, ne aprirò un altro. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-family: trebuchet ms; color: rgb(0, 0, 153);" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Grazie comunque per le visite e per i vostri commenti. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8579103677097075634-5595738069151101374?l=ideologiaverde.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/feeds/5595738069151101374/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/2012/01/e-son-tre-anni-di-blog.html#comment-form' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8579103677097075634/posts/default/5595738069151101374'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8579103677097075634/posts/default/5595738069151101374'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/2012/01/e-son-tre-anni-di-blog.html' title='E SON TRE ANNI DI BLOG!'/><author><name>Vincenzo Cucinotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18184543762214806551</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_ACKQK9jMMfI/SjdzWxeiFcI/AAAAAAAAAAM/sYYNkVa6wpc/S220/copertina.jpg'/></author><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8579103677097075634.post-6780695719074149686</id><published>2012-01-18T11:04:00.003+01:00</published><updated>2012-01-18T11:05:57.530+01:00</updated><title type='text'>IL MIO LIBRO 8</title><content type='html'>&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153);font-size:130%;" &gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt;Continuo la pubblicazione del capitolo intitolato "Politica ed economia".&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ANARCHIA O GRANDE FRATELLO?&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt;Molti scenari fantascientifici del futuro dell'umanità immaginano una società futura autoritaria, in cui i mezzi supertecnologici consentono a chi governa di controllare tutti gli aspetti, anche quelli più personali della vita degli individui. Un certo modello molto uniformato di vita sarebbe imposto coercitivamente da un vertice tramite il possesso esclusivo di tali mezzi  tecnologici.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt;Oggi, in cui già molte potenzialità della tecnologia si cominciano a dispiegare nella loro interezza, tali scenari appaiono per la verità non realizzati, nè tale appare la tendenza dominante. Ciò mi sembra derivi da un'errata concezione della natura dello sviluppo tecnologico. Questo è possibile a partire dallo sviluppo scientifico, cioè delle conoscenze acquisite nelle discipline sperimentali. Tale acquisizione non può per sua natura essere centralizzata perché le conoscenze e la capacità di elaborarle sono patrimonio di estese comunità di ricercatori. La centralizzazione richiederebbe una informazione scientifica non liberamente circolabile e inoltre un certo livello di istruzione dovrebbe essere riservato a comunità estremamente ristrette. Difatti, sarebbe necessario costruire una società di ignoranti con un nucleo ristretto di personale superspecializzato e supercontrollato dall'autorità. Questo è però un modello puramente teorico perché dovrebbe selezionare presto il suo gruppo ristretto di scienziati, senza che gli individui scelti abbiano avuto la possibilità di mostrare le proprie capacità e attitudini. Una volta che la selezione sul campo venisse sostituita da una selezione d'autorità, la qualità scientifica dei supertecnici tenderebbe man mano a scemare. Analogamente, un ridotto numero di ricercatori non permetterebbe quella velocità di acquisizione di sempre nuove esperienze che rimane pur sempre il meccanismo fondamentale di funzionamento delle scienze sperimentali: pertanto concluderei che la conoscenza scientifica non possa essere brevettata nella sua globalità. I brevetti certo esistono, ma riguardano esclusivamente aspetti specifici delle conoscenze, ma essi sono figli di una conoscenza scientifica liberamente accessibile. E' anche vero che la tecnologia richiede adeguate risorse finanziarie nel momento che traduce in concreti progetti operativi le conoscenze scientifiche acquisite, ma, a meno di sviluppare un mondo supertecnologico di indigenti, le risorse economiche possono comunque essere procurate. Inoltre, per fare un esempio, se tramite un sistema di telecamere fossimo tutti sotto costante osservazione, per sfuggire ai controlli non si dovrebbe costituire un sistema alternativo di telecamere, questo sì irrealizzabile, ma basterebbe impedire il corretto funzionamento del sistema esistente, cosa evidentemente enormemente più semplice a partire dalla conoscenza del modo di funzionamento del sistema di osservazione. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt;Se poi dal futuribile passiamo ai nostri giorni, pare evidente che le prospettive verso cui sembriamo dirigerci è quello di un modello anarchico nel senso più proprio, direi etimologico, della parola. E' un modello che va avanti prepotentemente in tutto il mondo sviluppato, e che trae la sua forza in definitiva dal capitalismo imperante, e che pure qui da noi in Italia dispiega nel suo piccolo tutti i suoi effetti. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt;So bene quante nobili menti abbiano sognato un mondo privo di leggi, basato sull'autodisciplina, e quante vite siano state sacrificate a tale ideale. Per le motivazioni che espongo sulla morale, io non credo a questo sogno, e inoltre vedo nella vita di tutti i giorni a cosa porta l'assenza di regole comuni da rispettare e soprattutto da fare rispettare. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt;A mio parere, nelle società occidentali si assiste a una crisi del ruolo di governo, consistente nella impossibilità di questa autorità teoricamente investita del potere esecutivo di introdurre modifiche significative nei modi di convivenza sociali, il governo ridotto a puro strumento di gestione delle trasformazioni che pure attraversano la società, ma indotte dalla complessa interrelazione di una pluralità di poteri di fatto. I cambiamenti quindi che osserviamo non sembrano rispondere a un progetto neanche vagamente delineato, ma dalla combinazione casuale di interessi solidali e contrapposti. Gruppi di interessi sono certo costituiti da quelli economici che ci sono sempre stati ma mai come adesso tendono a procedere in prima persona saltando la mediazione parlamentare, ma qualunque potere è oggi immediatamente politico. Basti pensare al potere della stampa, a quello giudiziario, amministrativo. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt;Ciò avviene certo a causa di una ben modesta classe politica, ma sarebbe erroneo credere che questa sia la sola o anche la principale causa di questa situazione. In realtà, ciò sembra derivare dal meccanismo basilare di funzionamento della società, sulle cui componenti conviene soffermarsi. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: trebuchet ms;"&gt;&lt;br style="font-family: trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt;MERCATO E CONSENSO&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt;Intanto, consideriamo la funzione del consenso. Ai nostri giorni, pare prevalere un concetto di democrazia che consiste esclusivamente nel rispetto del principio del consenso, mentre è evidente che il primo principio che serve a qualificare un sistema democratico è il rispetto delle minoranze tramite l'inviolabilità di un certo numero di regole da parte della maggioranza. Nella storia, molte dittature godevano del più ampio consenso popolare, non per questo possono essere considerate democratiche proprio a causa del potere totalmente discrezionale da parte del dittatore. Inoltre, ormai il consenso coincide con i risultati dei sondaggi di opinione, il voto politico è soltanto uno dei sondaggi di opinione che periodicamente si fanno e appaiono con grande evidenza sulla stampa. In una situazione di abbandono e di disprezzo per le ideologie disvelate, con una tendenza alla personalizzazione delle parti politiche, la scelta di voto finisce per apparire simile alla scelta di un programma televisivo o di un detersivo rispetto ad un analogo prodotto concorrente. Si è detto con un’espressione felice che viviamo in un regime di dittatura dell'opinione pubblica: essa si manifesta direttamente soprattutto nei nostri ruoli di consumatori, saltando così di fatto il momento di delega costituito dall'elezione di un parlamento, che si trova così costretto ad inseguire i risultati dei sondaggi di opinione. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt;Se guardiamo più attentamente ai fondamenti su cui si basa la regola del suffragio universale, cioè della esplicita affermazione della regola del consenso, i suoi presupposti ideologici vanno certamente individuati nell’illuminismo e nella sua pretesa di riconoscere agli uomini una natura razionale e libera. Noi uomini saremmo quindi degli esseri in grado di compiere scelte individuali sulla base di criteri razionali. Qui veramente è possibile riconoscere una cecità ideologica alla cultura dominante. Chiunque dovrebbe essere in grado di vedere la capacità di condizionamento individuale che chi disponga di mezzi di comunicazione di massa può esercitare su tutti noi. Il settore della moda è certamente quello che meglio esemplifica questo aspetto, abbigliamenti che nessuno si sognerebbe lontanamente di adottare divengono di colpo un must, e altrettanto velocemente smettono di essere appetibili. Se questo è l’esempio più evidente e immediato di condizionamento, sarebbe erroneo considerarlo come l’unico o il privilegiato settore di esercizio di tale influenza. In verità, è impensabile perfino immaginare l’esistenza di una qualsiasi comunità senza l’implicito riconoscimento di questa capacità di indurre comportamenti collettivi. Le scelte umane sono profondamente influenzate dai comportamenti del prossimo, e solo riconoscendo ciò, è possibile costruire una storia dell’umanità, altrimenti esisterebbe solo una successione cronologica di eventi non correlabili tra loro. La novità del mondo contemporaneo sta nella dilatazione e nello stesso tempo nella delimitazione del concetto di prossimo. Mentre l’isolamento sostanziale delle singole comunità dipendente dalle oggettive difficoltà di spostamento fisico degli individui e della limitatissima possibilità di comunicazione a distanza, limitava la dimensione delle comunità che un singolo individuo poteva condizionare, la diffusione di mezzi come la TV ha dimensioni praticamente globali nel mondo in cui viviamo. Da ciò discende l’enorme sua capacità di condizionamento. Non mi soffermerò più di tanto sullo specifico modo in cui si concreta questo potere televisivo, anche considerando che molti lo hanno fatto prima di me e direi anche meglio di come possa fare io. A me interessa andare alle conseguenze che ciò ha a livello politico-sociale generale, e qui mi soffermerò su un punto che a mio parere è stato oggetto di fraintendimento nel pensiero contemporaneo.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt;Nel mondo della comunicazione impedita, come avveniva la trasmissione dell’ideologia, intesa come io la intendo, cioè del sistema linguistico e del mondo simbolico ad esso collegato? Essenzialmente, tramite la tradizione orale, con una funzione prevalente della famiglia. Certo, ogni villaggio disponeva di una chiesa, del parroco che riceveva certo istruzioni dal vescovo, e poteva nell’omelia domenicale indurre comportamenti collettivi determinati, certo anche altre istituzioni potevano svolgere un ruolo in quest’azione, ma in un mondo in cui l’istruzione scolastica era confinata a un numero molto limitato di soggetti, il canale privilegiato di trasmissione delle regole era affidata alla famiglia. In questo senso, sembra ovvio fare coincidere i concetti di tradizione e di conformismo. E’ quello che fa perfino un filosofo attento e geniale come Gadamer: forse perché certi processi di massificazione delle comunicazioni non erano ancora andati così tanto avanti ai tempi in cui egli scriveva, forse per un errore di prospettiva, egli non si avvede di come il conformismo sia una caratteristica costante dei comportamenti umani. Nel mondo contemporaneo poi, il conformismo non ha proprio nessuna relazione più con la tradizione. Il conformismo è essenzialmente affidato alla TV, secondo un meccanismo genialmente evocato da Gaber, nella sua canzone “Si può”. Il telespettatore assiste ad esempio a un comportamento che egli riteneva censurabile: la TV e i suoi protagonisti, portatori di autorità implicita nel loro stesso potenziale comunicativo, mostra come quel comportamento è consentito. Il meccanismo è obiettivamente infernale, per avere successo, bisogna aumentare l’audience del programma, per aumentare l’audience bisogna stupire o bisogna comunque evocare quegli elementi istintuali propri della nostra specie. Questi contenuti hanno successo, divengono comportamento collettivo. A questo punto però perdono il loro carattere di novità, un conduttore televisivo deve trovare allora altri contenuti trasgressivi per stimolare l’audience: insomma è una spirale senza fine, ma verso quale direzione? La direzione è quella che ci fa pervenire a ciò che noi siamo come esseri biologici, ma per questa via noi annulliamo i fondamenti stessi del vivere civile. Come dico altrove, caratteristiche biologiche della specie umana, in un contesto differente divengono dannose. L’umanità nella sua storia, attraverso un percorso sostanzialmente inconsapevole, ha costruito una serie di regole, una moralità pubblica, che si giustifica non in base alle motivazioni esplicitamente declamate, ma seguendo un criterio di fatto ignoto alla massima parte degli uomini, adottato in base a un semplice principio sperimentale: la sua capacità di dar luogo a comportamenti utili, almeno secondo una determinata prospettiva. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt;Il risultato in ogni caso di questo processo è che non solo la tradizione non è più simbolo del conformismo, ma ne è in una certa misura un antidoto. Mentre un comportamento collettivo indotto dai grandi mezzi di comunicazione di massa trova il suo fondamento sostanziale esclusivamente nel vantaggio individuale di chi fa televisione e di chi tramite essa può indurre ad esempio certi tipi di consumo, una regola tradizionale ha il suo fondamento nella sua capacità, sperimentalmente verificata di generare un vantaggio collettivo. Nessuna regola ovviamente è giusta in senso assoluto e neanche si può applicare in contesti diversi, ma è francamente patetico vedere la leggerezza con cui si giudica, a partire da contenuti ideologici passivamente acquisiti, tutta la realtà, come si pretenda di riprogettare la realtà attorno a noi senza alcuno sforzo di cogliere la complessità delle scelte, e delle loro conseguenti implicazioni. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt;E’ davvero così sciocco fare un esercizio di umiltà e considerare quanto il fattore “tempo” possa rivelarsi prezioso nel suggerirci delle scelte? Come centinaia di migliaia di anni di selezione naturale dovrebbero spingerci ad essere estremamente cauti nel riconoscere eventuali “difetti”  nella natura, analogamente migliaia di anni di civiltà dovrebbero suggerire la stessa cautela nell’abbandonare certi modi di vita e nell’abbracciare il primo che ci venga proposto. Ovviamente, essere cauti non significa accettare tutto l’esistente acriticamente, significa solo considerare le cose in tutte le loro implicazioni, in tutta la loro complessità. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8579103677097075634-6780695719074149686?l=ideologiaverde.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/feeds/6780695719074149686/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/2012/01/il-mio-libro-8.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8579103677097075634/posts/default/6780695719074149686'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8579103677097075634/posts/default/6780695719074149686'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/2012/01/il-mio-libro-8.html' title='IL MIO LIBRO 8'/><author><name>Vincenzo Cucinotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18184543762214806551</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_ACKQK9jMMfI/SjdzWxeiFcI/AAAAAAAAAAM/sYYNkVa6wpc/S220/copertina.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8579103677097075634.post-59581853473440901</id><published>2012-01-17T09:00:00.003+01:00</published><updated>2012-01-17T09:04:18.152+01:00</updated><title type='text'>IL DEBITO PUBBLICO E' UN SUPREMO DIRITTO STATALE</title><content type='html'>&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:worddocument&gt;   &lt;w:view&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:hyphenationzone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:compatibility&gt;    &lt;w:breakwrappedtables/&gt;    &lt;w:snaptogridincell/&gt;    &lt;w:wraptextwithpunct/&gt;    &lt;w:useasianbreakrules/&gt;   &lt;/w:Compatibility&gt;   &lt;w:browserlevel&gt;MicrosoftInternetExplorer4&lt;/w:BrowserLevel&gt;  &lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if gte mso 10]&gt; &lt;style&gt;  /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable  {mso-style-name:"Tabella normale";  mso-tstyle-rowband-size:0;  mso-tstyle-colband-size:0;  mso-style-noshow:yes;  mso-style-parent:"";  mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt;  mso-para-margin:0cm;  mso-para-margin-bottom:.0001pt;  mso-pagination:widow-orphan;  font-size:10.0pt;  font-family:"Times New Roman";} &lt;/style&gt; &lt;![endif]--&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="line-height: normal; font-family: trebuchet ms; color: rgb(0, 0, 153);"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Oggi, proprio a partire dalle cose che ho scritto nel mio libro e che ieri ho riportato nel precedente post, vorrei occuparmi dell’attualità economica. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="line-height: normal; font-family: trebuchet ms; color: rgb(0, 0, 153);"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;A “In onda” domenica, Oscar Giannino diceva che sicuramente all’origine la presente crisi è stata generata dal debito privato, quelle delle grandi banche d’affari con i famosi mutui subprime, ma successivamente si era commessa una grossolana sciocchezza nell’ignorare la sostanziale equivalenza dei debiti pubblici. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="line-height: normal; font-family: trebuchet ms; color: rgb(0, 0, 153);"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Vorrei appunto ricordare a Giannino che questi due tipi di debiti non possono in alcun modo essere assimilati, pena la messa in discussione dell’organizzazione statale. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="line-height: normal; font-family: trebuchet ms; color: rgb(0, 0, 153);"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Il sovrano è stato sempre tale anche in virtù del privilegio di contrarre debiti a proprio piacimento. Come ricordo appunto nel mio libro, il denaro è una forma di debito che lo stato contrae con i propri cittadini, e quindi non come comportamento occasionale, ma come fatto sistematico, lo stato stampa moneta e in questo modo emette titoli di credito. Una banconota non è richiesta perché la carta su cui è stampata può fare da combustibile e riscaldarci, non ha un suo valore d’uso, è soltanto un “pagherò” da parte dello stato verso i suoi cittadini ed anche nel mondo globalizzato verso tutti. Anzi, oggi il denaro non viene neanche stampato, è semplicemente un numero che viene contabilizzato informaticamente, ma che egualmente esercita effetti importanti sull’economia. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="line-height: normal; font-family: trebuchet ms; color: rgb(0, 0, 153);"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Così, non ha senso mettere in dubbio la solvibilità di un certo paese, il che naturalmente non corrisponde a dire che emettere moneta o titoli di debito sia senza alcun effetto e che possa essere fatto impunemente. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="line-height: normal; font-family: trebuchet ms; color: rgb(0, 0, 153);"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Altrove difatti, ho specificato che i conti pubblici in ordine vanno messi in ogni caso, perché hanno effetti fondamentali sull’inflazione, sulla possibile svalutazione, ed anche sulla distribuzione delle risorse economiche, ma ciò che risulta inaccettabile è che possa venire messa in dubbio la solvibilità di un paese. Non sono uno storico dell’economia, ma mi pare che sostanzialmente tali problemi di solvibilità anche in passato si siano verificati solo quando qualcuno delega la propria possibilità di stampare moneta, come fu per l’Argentina che decise di vincolare il valore della propria valuta al dollaro, o come oggi avviene nell’area euro per la scelta di una entità sovranazionale come la BCE come l’unica detentrice della facoltà di emettere moneta. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="line-height: normal; font-family: trebuchet ms; color: rgb(0, 0, 153);"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Qui, quindi, ciò che i paesi dell’area euro devono fare è chiaro, imporre alla BCE di svolgere un ruolo analogo a quello svolto dalla Federal Riserve negli USA o dalle banche nazionali negli stessi paesi europei prima che decidessero di avere una valuta comune. Tutte le altre ipotesi sono fasulle, sia il fondo comune che si vuole dotare di un grande capitale, che l’emisisone di eurobonds, si tratta tutti di pannicelli caldi che costeranno agli europei tantissimo. Il punto è che se tu sei un grosso speculatore e sai già di quante munizioni disponga il tuo nemico, basterà sopravanzare tali munizioni, ed in ogni caso ci proverai. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="line-height: normal; font-family: trebuchet ms; color: rgb(0, 0, 153);"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Solo se la BCE ha fondi inesauribili perché ha facoltà di stampare euro in quantità illimitata lo speculatore non può più nutrire speranze di prevalere, e così questa soluzione sarebbe perfino la meno dispendiosa perché si toglierebbe la stessa motivazione speculativa. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="line-height: normal; font-family: trebuchet ms; color: rgb(0, 0, 153);"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Ora Monti tenta di fare la voce grossa, a quanto pare spalleggiato dallo stesso Draghi, ma la questione è secca, o la BCE garantisce i titoli di stato dei membri dell’euro o non lo fa ed in questo caso, senza perdere altro tempo, si deve uscire dall’euro. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="line-height: normal; font-family: trebuchet ms; color: rgb(0, 0, 153);"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Rimane ancora la soluzione del controllo dei mercati fino alla loro chiusura, ma questa classe politica europea non ha il profilo per fare di queste scelte, e così prima o poi anche la soluzione di emettere moneta per coprire i titoli spazzatura in giro per il mondo darà luogo a uno spaventoso big bang i cui esiti non possono essere minimamente previsti oggi, ma almeno avremo postergato questo momento, togliendo i nostri paesi dal ruolo imbarazzante in   cui oggi si trovano, di vittima di turno. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8579103677097075634-59581853473440901?l=ideologiaverde.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/feeds/59581853473440901/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/2012/01/il-debito-pubblico-e-un-supremo-diritto.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8579103677097075634/posts/default/59581853473440901'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8579103677097075634/posts/default/59581853473440901'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/2012/01/il-debito-pubblico-e-un-supremo-diritto.html' title='IL DEBITO PUBBLICO E&apos; UN SUPREMO DIRITTO STATALE'/><author><name>Vincenzo Cucinotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18184543762214806551</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_ACKQK9jMMfI/SjdzWxeiFcI/AAAAAAAAAAM/sYYNkVa6wpc/S220/copertina.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8579103677097075634.post-6436419322927319474</id><published>2012-01-16T10:17:00.003+01:00</published><updated>2012-01-16T10:23:53.139+01:00</updated><title type='text'>IL MIO LIBRO 7</title><content type='html'>&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:worddocument&gt;   &lt;w:view&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:hyphenationzone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:compatibility&gt;    &lt;w:breakwrappedtables/&gt;    &lt;w:snaptogridincell/&gt;    &lt;w:wraptextwithpunct/&gt;    &lt;w:useasianbreakrules/&gt;   &lt;/w:Compatibility&gt;   &lt;w:browserlevel&gt;MicrosoftInternetExplorer4&lt;/w:BrowserLevel&gt;  &lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if !mso]&gt;&lt;object classid="clsid:38481807-CA0E-42D2-BF39-B33AF135CC4D" id="ieooui"&gt;&lt;/object&gt; &lt;style&gt; st1\:*{behavior:url(#ieooui) } &lt;/style&gt; &lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if gte mso 10]&gt; &lt;style&gt;  /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable  {mso-style-name:"Tabella normale";  mso-tstyle-rowband-size:0;  mso-tstyle-colband-size:0;  mso-style-noshow:yes;  mso-style-parent:"";  mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt;  mso-para-margin:0cm;  mso-para-margin-bottom:.0001pt;  mso-pagination:widow-orphan;  font-size:10.0pt;  font-family:"Times New Roman";} &lt;/style&gt; &lt;![endif]--&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 17pt; color: rgb(0, 0, 153);"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Oggi, inizio a riportare il capitolo dedicato all'economia ed alla politica. In particolare, riporto la breve introduzione e i primi due paragrafi, in sostanza la parte più specificamente concernente l'economia.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 17pt;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style=" color: rgb(0, 0, 153);font-family:Tahoma;" &gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=" font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 153);font-family:Tahoma;" &gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;POLITICA ED ECONOMIA&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify; text-indent: 17pt; font-style: italic;  color: rgb(0, 0, 153);font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Vediamo adesso di mettere a fuoco alcune questioni più specificamente economico-politiche sulla base delle considerazioni già esposte. Dicevo economico-politiche perché a me sembra che nei paesi occidentali oggi appaia abbastanza evidente come ci sia una carenza di politica, intesa come disciplina rivolta alla gestione delle società, come teoria complessiva del potere e delle sue finalità, tutto sembra dettato da considerazioni di tipo economico. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify; text-indent: 17pt; font-style: italic;  color: rgb(0, 0, 153);font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Bisogna naturalmente intendersi, io sostengo chiaramente, a differenza di molte voci contemporanee, che questo primato dell’economia non è un dato primitivo, che esso stesso è un effetto di un’ideologia, che quindi in definitiva è frutto di una scelta che, per il fatto di essere inconsapevole, anzi perfino occulta, non per questo smette di essere una scelta, cioè una possibilità tra diverse esistenti. Quando dico quindi scelta, intendo che non è un percorso ineluttabile, ma appunto solo quello che l’umanità, per una serie di ragioni storiche, ha deciso di imboccare. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify; text-indent: 17pt; font-style: italic;  color: rgb(0, 0, 153);font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;La ricostruzione del percorso che ha portato al trionfo di questa ideologia è in fondo abbastanza semplice. Bisogna partire, come sempre all’interno di un’ideologia che voglia definirsi verde, dalla natura dell’uomo. In particolare, qui bisogna fare riferimento a quanto detto a proposito dei bisogni e desideri. Il bisogno di sopravvivenza si traveste in una moltitudine di differenti desideri. L’evoluzione delle specie porta a sviluppare, non solo ciò che noi chiamiamo appetito, e quindi il desiderio di mangiare il cibo e quindi anche di procurarselo per consumarlo subito, ma già nei canidi ad esempio, si sviluppa l’istinto di procacciarsi il cibo anche per un uso posticipato nel tempo: il cane sotterra gli ossi che gli sono avanzati da un pasto troppo abbondante, per utilizzarli in seguito. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify; text-indent: 17pt; font-style: italic;  color: rgb(0, 0, 153);font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Si potrebbe dire che nasce qui l’idolatria degli oggetti, questo desiderio così palese e pervasivo nelle nostre società di circondarsi degli oggetti più svariati, non solo nella maggior parte inutili, ma spesso perfino dannosi. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify; text-indent: 17pt; font-style: italic;  color: rgb(0, 0, 153);font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;L’accumulazione, questo meccanismo economico fondamentale nelle società capitaliste, discende in fondo da questo stratagemma venuto fuori nel corso dell’evoluzione per far fronte a periodi di carenze di cibo. Così, il capitalismo stesso, per dirla in maniera sintetica, trova il suo fondamento nel nostro DNA. Tuttavia, se noi combiniamo un elemento naturale, la tendenza ad accumulare risorse, allo sviluppo tecnologico, quindi ad un elemento culturale, la combinazione di questi due elementi può risultare nefasta. E’ questa la mia chiave di lettura della società in cui viviamo: nessun dubbio che la nostra cultura assecondi le nostre tendenze naturali, anzi, a mio parere, le asseconda fin troppo. La scelta di mangiare la mela, la scelta cioè dell’umanità di dotarsi di mezzi tecnologici, che data da tempi così remoti da non potersi neanche definire con certezza, richiede una disciplina, una rinuncia volontaria a certi nostri elementi istintuali. Più precisamente, noi non possiamo che accettare tutti i nostri istinti, si tratta solo di indirizzarli in maniera intelligente. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify; text-indent: 17pt; font-style: italic;  color: rgb(0, 0, 153);font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify; font-style: italic;  color: rgb(0, 0, 153);font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;DEL CAPITALISMO&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify; text-indent: 17pt; font-style: italic;  color: rgb(0, 0, 153);font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Consideriamo brevemente i caratteri fondamentali del capitalismo. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify; text-indent: 17pt; font-style: italic;  color: rgb(0, 0, 153);font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Quando quindi ci si confronta da profani con lo sviluppo economico dell’ultimo secolo, a tutta prima si rimane perplessi nel capire come avviene la crescita economica, come e perché si succedano questi cicli economici di crescita e di recessione. Tutto improvvisamente diventa chiaro quando si capisce che il capitalismo non si basa sulla produzione di beni, ma sul loro scambio. Perché un agricoltore produce frutta, o un industriale produce chiodi? Lo scopo è sempre lo stesso, vendere merci, e qual è il frutto della vendita se non una certa quantità di denaro? Un bene prodotto e rimasto invenduto non concorre al PIL, non entra neanche in alcun conto economico, come si può esemplificare con le mele non raccolte da una pianta, per la teoria economica è come se quelle mele quell’albero non le avesse mai prodotte. Da ciò si deve dedurre che è il momento della vendita, cioè dello scambio, l’atto economico fondamentale, la produzione diventa un oggetto di interesse economico come premessa allo scambio. Infatti, se prendiamo l’esempio di un oggetto non deperibile, tipicamente un diamante, esso viene estratto da una miniera una sola volta, ma ogni volta che passa da un proprietario ad un altro, esso rientra nel PIL. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify; text-indent: 17pt; font-style: italic;  color: rgb(0, 0, 153);font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Questo meccanismo di scambio, potremmo dire infinito, è reso possibile dall’invenzione del denaro, nelle economie del baratto le possibilità di scambio erano assai più limitate e inefficienti. In che modo il denaro è riuscito a dare questa marcia in più all’economia di tipo capitalistico? Chi ha inventato il denaro, è stato davvero un genio, ha messo in moto un efficientissimo meccanismo che possiamo assimilare alla catena di S. Antonio. Come noto, queste catene di S. Antonio consistono nel creare una catena di crediti a cascata: io do’ del denaro a chi mi precede nella catena, con la promessa che riceverò una maggiore quantità di denaro da chi mi segue nella catena (tecnicamente il surplus è dovuto al fatto che i soggetti che seguono sono di più di quelli che precedono, in quanto il tutto è costruito come le ramificazioni di un albero, che vanno aumentando di numero allontanandosi dal tronco). Malgrado dal punto di vista giuridico queste catene vengano trattate come truffe, in verità, se le catene non s’interrompessero mai, esse garantirebbero un guadagno a tutti quelli che vi partecipano. Bene, il denaro funziona allo stesso preciso modo, è una promessa di merci, io ti cedo questo chilo di mele in cambio di un euro, non perché l’euro abbia un suo valore di uso, ma soltanto perché rappresenta la promessa di potermi con esso in futuro procacciarmi altre merci. Il fatto che lo stato garantisca il valore del denaro ha soltanto il significato di renderne lecito l’uso, ma in verità come lo stato potrebbe garantire il valore del denaro se non dando in cambio merci che lo stato ovviamente non ha? La garanzia sta soltanto nella convenzione comune di considerarlo un valore. Tale convenzione è esattamente uguale a quella di costituire una catena di S. Antonio, soltanto che nel caso del denaro la convenzione è accettata universalmente. Chiarito questo punto, si capisce che un’economia tira se e solo se questi scambi avvengono: la fonte della ricchezza sta negli scambi e soltanto negli scambi. Come nella catena di S. Antonio, il meccanismo stesso dello scambio richiede un continuo aumento nel numero e valore degli scambi. Così, noi entriamo e rientriamo continuamente, anche svariate volte al giorno nella catena di scambio, e davvero in un’economia capitalista la carenza di merci, cioè di produzione non ha mai costituito un ostacolo alla crescita economica. Il punto critico della crescita sta sempre nel trovare il consumatore. Nei fatti, ogni progresso tecnologico in grado di aumentare la produzione di merci è da un punto di vista generale assolutamente inutile, usare un antiparassitario in agricoltura per aumentare la produzione è soltanto un espediente per meglio competere con gli altri agricoltori, ma davvero che il mio albero produca quaranta piuttosto che venti chili di frutta importa solo a me, come specifico produttore, oltre, naturalmente, a chi produce l’antiparassitario. E’ evidente che in un mondo globalizzato chi smettesse di ottimizzare la produzione in qualunque settore ciò avvenga, sarebbe destinato a un sicuro fallimento: solo una scelta comune può bloccare questo meccanismo. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify; text-indent: 17pt; font-style: italic;  color: rgb(0, 0, 153);font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify; text-indent: 17pt; font-style: italic;  color: rgb(0, 0, 153);font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;I MARGINALISTI &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify; text-indent: 17pt; font-style: italic;  color: rgb(0, 0, 153);font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Il punto di vista su tali questioni dei marginalisti quali Carl Menger mi pare del tutto fuorviante. Innanzitutto, egli considera il consumo come il momento economico fondamentale. Tale considerazione mi pare errata per due differenti ordini di ragioni. La prima è che egli, come tutti i liberali, vede la società come la libera aggregazione di un insieme di individui liberi e razionali, e quindi considera il consumo come una scelta strettamente individuale. Qualcun’altro avrebbe almeno altrettante buone ragioni nell’affermare che all’opposto il consumo è dettato dalla disponibilità di beni, quindi da cosa si produce: invero sarebbe alquanto complicato consumare ciò che non esiste, e allo stesso modo i marginalisti dovrebbero dare una giustificazione degli investimenti in pubblicità. La pubblicità è appunto il mezzo tramite cui un determinato produttore induce il consumo della merce che egli produce. In un certo senso, l’esistenza stessa di una merce, il fatto che esista un determinato processo tecnologico che ne consente la produzione, è uno dei motivi fondamentali del suo consumo. Il secondo motivo consiste nel fatto che dal punto di vista economico ciò che importa è che io compri una determinata merce, non che la consumi: se compro un’arancia e poi la lascio ammuffire, ciò non modifica in alcun modo quello scambio economico che è costituito dalla vendita dell’arancia. Inoltre, chi compra non è detto che lo faccia a scopo di consumo, esistono gli investimenti, gli acquisti per rivendere, ovvero quelli dei mezzi stessi di produzione. Se egli vedeva bene come sia miope soffermarsi sull’anello iniziale della catena, come nella teoria economica allora imperante, egli finisce poi per cadere in un errore in qualche modo simmetrico, soffermarsi solo sull’anello finale della catena. Ciò che invece qui io sostengo è che, proprio a partire dall’esistenza del denaro, l’economia si basa esclusivamente sullo scambio: lo scambio è proprio ciò che motiva la produzione (nessuno produce senza la speranza di vendere, cioè di scambiare la sua merce con la non-merce che è il denaro), e allo stesso modo il consumo è solo un possibile esito del processo stesso di scambio. Inoltre, malgrado gli aspetti in qualche misura paradossali, il fatto che un determinato scambio abbia per effetto un consumo, dal punto di vista economico è uno svantaggio. Altri esiti dello scambio risulterebbero più vantaggiosi. Una delle possibili alternative sarebbe che io compro per rivendere: ciò comporta altri scambi, e quindi genera nuovi atti economici, e quindi risulta ovviamente vantaggioso. Allo stesso modo, se compro un tornio per la mia officina meccanica, ciò può essere la fonte di altra attività economica, e quindi altri scambi (gli oggetti prodotti e poi venduti dall’officina meccanica), quindi anch’esso è ben più vantaggioso del consumo. Anche il caso dell’arancia lasciata ammuffire si può considerare preferibile per l’economia capitalistica: magari mi viene nuovamente voglia di mangiare un’arancia, e così ne compro un’altra, così determinando un altro scambio. Il consumo, in quanto determina il termine di una determinata catena di scambi economici, è un evento, seppure ovviamente inevitabile, svantaggioso, e quindi è preferibile che esso sia postergato il più possibile. Alla fine, dovrebbe risultare evidente che se misuro lo stato dell’economia misurando il PIL, poiché questo si determina proprio a partire da rilevamenti statistici sugli scambi, è lo scambio, piuttosto che la produzione e il consumo, a risultare il momento fondamentale dell’attività economica. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify; text-indent: 17pt; font-style: italic;  color: rgb(0, 0, 153);font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Analogamente errato mi pare il punto di vista di Menger sul denaro. Egli considera il denaro come l’evoluzione del concetto di merce a maggiore domanda, dalla maggiore alla massima scambiabilità sembrerebbe un passaggio logicamente convincente. Se però ci soffermiamo un attimo sul perché certe merci fossero al tempo del baratto più scambiabili di altre, ci rendiamo conto che ciò avveniva perché quelle merci erano più richieste come beni di consumo: è il loro maggiore utilizzo che comporta di conseguenza anche un loro più facile scambio. Col denaro invece succede proprio l’opposto, non solo il denaro è la più scambiabile delle merci, ma, paradossalmente, non è neanche una merce, nel senso che non ha alcun valore di uso: qui io non vedo una continuità, vedo piuttosto una discontinuità. Ciò che mi pare Menger non veda è che il carattere distintivo originale del denaro sta nella sua non degradabilità, nel potere essere conservato a lungo quanto si vuole, e in quantità teoricamente illimitata. Insomma, ciò che interviene a livello degli scambi economici con l’introduzione dell’uso del denaro, è la posticipazione: io ho prodotto più merci di quanto me ne occorrano a livello della mia famiglia, e posso cederle, senza essere costretto a prendere altre merci tendenzialmente degradabili, anche quando queste non mi occorrono. E’ in virtù di tali caratteristiche del denaro, e quindi è una conseguenza, un effetto di questa prima caratteristica, che esso diventa il bene universalmente scambiabile che noi conosciamo, e questo lo differenzia nettamente da qualsivoglia altro bene. A conferma di quanto detto, basti considerare come in certe situazioni storiche particolari anche il denaro può non diventare per niente appetibile: basti considerare il famoso caso dell’inflazione galoppante durante la repubblica di Weimar: nessun ristoratore avrebbe mai accettato di farsi pagare prima del pasto, sapendo che nel tempo necessario agli avventori per consumarlo, il valore del denaro sarebbe diminuito. Allo stesso modo, titoli di stato, obbligazioni, pietre preziose, metalli preziosi, possono agevolmente prendere il posto del denaro come beni rifugio, e ciò proprio in virtù della loro non degradabilità. Conseguentemente, la conclusione che Menger sembra trarre, dell’origine spontanea del denaro, appare ingiustificata: non è un progressivo affinamento del baratto lo scambio mediato dal denaro, ma piuttosto un evento “puntiforme”, un’introduzione del tutto artificiale, come quando un uomo per primo scoprì l’uso della ruota. Analogamente alla ruota, che costituì una rivoluzione tecnologica, ma che naturalmente non sorse un giorno dal nulla, così anche per il denaro si possono ipotizzare una serie di sperimentazioni, ma l’elemento che non dovrebbe sfuggire è che il denaro cambia radicalmente, per certi aspetti ribalta il meccanismo che presiedeva al baratto. Se dunque questa che ho descritto è la motivazione iniziale ipotizzabile dell’introduzione del denaro nella pratica economica, la conseguenza che considero più rilevante è il fatto che la posticipazione, l’accettazione dell’attesa di un beneficio futuro in chi si fa pagare in denaro, da’ luogo a un incremento strepitoso degli scambi. Non si cede qualcosa solo quando si ha bisogno di qualcos’altro, ovvero non si acquisisce qualcosa per cedere qualcos’altro che non possiamo tenere, a causa della sua degradabilità, ma queste due opposte operazioni si autonomizzano, divengono indipendenti, quanto meno dal punto di vista temporale. Infine, l’accettazione dell’attesa corrisponde alla pratica del credito. Prima dell’uso del denaro, si poteva ben dare a credito, ma era una operazione esplicita e comunque di natura saltuaria. Col denaro, qualsiasi scambio, diventa un’operazione a credito, quando cedo una merce in cambio di denaro, io sto dando a credito, anche se si tratta di un credito garantito collettivamente. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify; text-indent: 17pt; font-style: italic;  color: rgb(0, 0, 153);font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Le conclusioni quindi tratte da Menger e dai marginalisti sull’origine spontanea delle istituzioni collettive appare del tutto ingiustificata. Riprendendo proprio un esempio riportato dallo stesso Menger, se pure è ovvio che la massima parte delle città non sorge per decreto governativo, ciò non ne implica automaticamente la spontaneità. A me pare ragionevole immaginare che un’autorità, comunque costituitasi e riconosciuta, abbia fatto una scelta consapevole per la comunità che presiedeva di stabilirsi in un certo luogo e non in un altro. Considerare quest’atto come un atto spontaneo, mi pare del tutto fuorviante: chissà quante considerazioni quella comunità avrà fatto prima di prendere una decisione così importante, chissà quali diatribe, quale scontro forse perfino cruento, avrà portato a una tale decisione in alternativa alle altri teoricamente accessibili! Ciò che in fondo Menger vuole significare con tale esempio è che la maggior parte delle decisioni non vengono assunte per un atto istituzionale: le istituzioni, nella gran parte dei casi, vengono a confermare la situazione esistente. Si dovrebbe a questo punto chiedere a Menger come egli consideri le scoperte scientifiche: anche queste, per il solo fatto di non essere emanate da un’istituzione, dovrebbero essere considerate come un fatto spontaneo, malgrado dovrebbe essere a tutti ovvio che esse sono frutto di un ingegno individuale, e che senza esso, quella scoperta non sarebbe avvenuta, non almeno nei tempi e nei luoghi in cui si è effettivamente verificata. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify; text-indent: 17pt; font-style: italic;  color: rgb(0, 0, 153);font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Le crisi economiche sono crisi di sovrapproduzione come si dice, di carenza di scambio in realtà, cioè io produco una merce e poi non riesco da tale merce ad ottenere denaro. Il possesso del denaro, di questa particolare merce che si caratterizza per la sua completa inutilità (valore d’uso dicono gli economisti), è veramente il punto critico. Il vero protagonista dell’economia è il consumatore, cioè tutti noi per questo specifico aspetto del nostro essere sociali, la pubblicità che si è recentemente vista in TV dell’omino con lo shopper che veniva ringraziato da tutti mette in luce proprio questo aspetto, che solo spendendo tutto ciò che guadagniamo, meglio anzi facendo qualche debito (purché poi lo onoriamo), noi contribuiamo positivamente alla crescita della ricchezza, tutto l’opposto del punto di vista individuale, per cui è più ricco chi è riuscito a metter da parte più denaro. Questi sono gli aspetti paradossali non di un tipo di capitalismo distorto, un elemento contingente da correggere, ma del meccanismo inerente, insito nella sostanza stessa del capitalismo. La pubblicità, risvegliando l’istinto di possesso di cui dicevo prima, stimola questa nostra funzione di consumatori, illudendoci che il possesso di più oggetti coincida con una maggiore felicità. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify; text-indent: 17pt; font-style: italic;  color: rgb(0, 0, 153);font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Malgrado ciò, alla fine, è difficile convincere qualcuno che deve possedere più di tre telefonini, e i poveri produttori di telefonini devono continuamente inventarsi qualche prestazione nuova che possa convincere i consumatori a disfarsi dei vecchi per regalarsi l’ultimo modello. Anche così, per chi produce, ciò che vende non è mai abbastanza, ecco l’esigenza di creare nuovi mercati, in altre parole trovare nel mondo aree di popolazione che possano trasformarsi in famelici consumatori degli oggetti più svariati e più improbabili. E’ mia convinzione che ormai il limite del consumo individuale nelle aree più ricche si sia quantomeno sfiorato, i grossi capitalisti sentono già l’odore di questa che si può trasformare in un’economia a crescita prossima a zero, a PIL costante insomma. Questa situazione di ricchezza stazionaria però è incompatibile col capitalismo. Ciò risulta evidente considerando il paragone con la catena di S. Antonio: il meccanismo funziona finché gli ultimi della catena non hanno difficoltà ad individuare i soggetti da cui farsi pagare, che però come ricordo devono essere in numero maggiore di quelli a cui essi pagano, non appena qualcuno smette di pagare, succede la catastrofe. In realtà, basta il dubbio che chi seguirà non mi paghi per mettere in crisi il meccanismo, e quindi l’unico modo di funzionare del capitalismo è la crescita ininterrotta , il che significa certo produrre sempre di più, ma questa è solo una conseguenza dell’unica cosa che realmente è necessaria, cioè vendere e vendere sempre di più. Quindi, se voglio vendere di più, devo trovare più soggetti che comprano. Ecco, io credo che l’avventata decisione degli USA di invadere l’Iraq corrispondesse al tentativo di respiro strategico di creare in Medio Oriente una vasta area di consumo, e non è un caso che questo tentativo sia partito dallo stato ad ordinamento più laico e che nel recente passato aveva sperimentato un discreto livello di ricchezza, anche abbastanza diffusa tra la popolazione. Il fallimento, ormai ammesso da tutti, di quella operazione, segnala una difficoltà obiettiva a questo perpetuarsi del capitalismo, anche se al momento la Russia sembra costituire un nuovo promettente mercato, mentre Cina ed India sembrano candidarsi, da acerrimi concorrenti per la produzione, in promettenti mercati di vendita di dimensioni formidabili. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify; text-indent: 17pt; font-style: italic;  color: rgb(0, 0, 153);font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Mi pare che una conclusione inevitabile di questa linea di ragionamento è che il capitalismo per sua natura, non si limita a sfruttare tutte le possibili risorse della terra, e forse anche di qualche altro corpo celeste che risulti in qualche modo colonizzabile, ma deve anche globalizzare la platea dei consumatori. Difatti, il fenomeno dell’emigrazione dal terzo mondo costituisce per la massima parte la manifestazione di questo inarrestabile flusso di popoli che vogliono unirsi al lauto banchetto dei consumatori più ricchi. Il punto finale da tenere presente è che questo flusso non si autogenera, ma è dovuto a due differenti fattori: da una parte uno sviluppo tecnologico tutto finalizzato a una massimizzazione della produzione, in realtà come premessa allo scambio e quindi al consumo, dall’altra alla penetrazione mediatica del mondo più sviluppato nei posti anche più remoti del pianeta. Insomma, la prima merce che offriamo a queste popolazioni è proprio la raffigurazione del nostro modello di vita, con l’aggravante di quell’approccio tutto lustrini e paillettes proprio della TV. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify; text-indent: 17pt; font-style: italic;  color: rgb(0, 0, 153);font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Fermiamoci per il momento qui per quanto attiene l’economia, abbiamo tratteggiato le tendenze fondamentali del capitalismo contemporaneo, per passare ora a descrivere come la politica si è autolimitata, ed è bene dare uno sguardo da lontano, in coerenza con l’ispirazione generale di questo saggio. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8579103677097075634-6436419322927319474?l=ideologiaverde.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/feeds/6436419322927319474/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/2012/01/normal-0-14-microsoftinternetexplorer4.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8579103677097075634/posts/default/6436419322927319474'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8579103677097075634/posts/default/6436419322927319474'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/2012/01/normal-0-14-microsoftinternetexplorer4.html' title='IL MIO LIBRO 7'/><author><name>Vincenzo Cucinotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18184543762214806551</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_ACKQK9jMMfI/SjdzWxeiFcI/AAAAAAAAAAM/sYYNkVa6wpc/S220/copertina.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8579103677097075634.post-8697322886423781065</id><published>2012-01-14T08:36:00.002+01:00</published><updated>2012-01-14T08:45:48.475+01:00</updated><title type='text'>MA CHE C'AVRANNO DA APPLAUDIRE POI A WALL STREET...</title><content type='html'>&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153);font-size:130%;" &gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt;In un giorno come questo sabato, in cui un'agenzia di rating riesca ad attirare sulle proprie decisioni le attenzioni dei mass media, in cui si evidenzia così questa dimensione virtuale della nostra vita, in cui la ricchezza finanziaria, per sua natura virtuale, viene alterata da infortmazioni, ovviamente anch'esse virtuali, non rimane che riderne. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt;Vorrei così richiamare la vostra attenzione su Wall Street e sul suo mercato finanziario, il più grande del mondo. Avete anche voi visto come si apre ogni giorno la contrattazione? &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt;Un gruppo di apparenti idioti, che farebbero di tutto per appirire tali, schierati su una specie di palcoscenico, suonano la campanella rituale dell'inzio delle contrattazioni, accompagnandolo con un  applauso: ma che c'avranno da applaudire questi, tutti con ampi sorrisi di compiacimento, ma non appaiono anche a voi come dei bimbetti un po' stupidini intenti a ripetere uno stanco rito senza più alcun fascino?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8579103677097075634-8697322886423781065?l=ideologiaverde.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/feeds/8697322886423781065/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/2012/01/ma-che-cavranno-da-applaudire-poi-wall.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8579103677097075634/posts/default/8697322886423781065'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8579103677097075634/posts/default/8697322886423781065'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/2012/01/ma-che-cavranno-da-applaudire-poi-wall.html' title='MA CHE C&apos;AVRANNO DA APPLAUDIRE POI A WALL STREET...'/><author><name>Vincenzo Cucinotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18184543762214806551</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_ACKQK9jMMfI/SjdzWxeiFcI/AAAAAAAAAAM/sYYNkVa6wpc/S220/copertina.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8579103677097075634.post-7880178246041197581</id><published>2012-01-13T17:03:00.002+01:00</published><updated>2012-01-13T17:09:29.653+01:00</updated><title type='text'>REGALO DI NATALE</title><content type='html'>Oggi, vi voglio segnalare un articolo sulla situazione finanziaria che mi pare illuminante. L'autore, un vero economista, non certo un profano comne me, mostra appunto come gli atti tossici che avvengono sul mercato globale dei capitali non abbiano avuto termine nel 2008, anzi al contrario la finanza internazionale non può che drogarsi a dosi crescenti accelerando il proprio sucidio: peccato che tutti, chi più chi meno, saremo vittime, eventualmente innocenti di questo suicidio collettivo.&lt;br /&gt;Il link è il seguente:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://www.sinistrainrete.info/crisi-mondiale/1825-antonio-pagliarone-regalo-di-natale.html&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8579103677097075634-7880178246041197581?l=ideologiaverde.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/feeds/7880178246041197581/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/2012/01/regalo-di-natale.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8579103677097075634/posts/default/7880178246041197581'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8579103677097075634/posts/default/7880178246041197581'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/2012/01/regalo-di-natale.html' title='REGALO DI NATALE'/><author><name>Vincenzo Cucinotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18184543762214806551</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_ACKQK9jMMfI/SjdzWxeiFcI/AAAAAAAAAAM/sYYNkVa6wpc/S220/copertina.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8579103677097075634.post-7302913945948204107</id><published>2012-01-12T16:20:00.003+01:00</published><updated>2012-01-12T16:50:02.783+01:00</updated><title type='text'>DUE DURI COLPI AD OGNI PROSPETTIVA DI MIGLIORAMENTO DELLA POLITICA</title><content type='html'>&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153);font-size:130%;" &gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt;Davvero una pessima giornata politica. Le due notizie del giorno sono da una parte la sentenza della Corte costituzionale che rigetta i quesiti referendari proposti in materia di leggi elettorali, e dall'altra la negazione all'autorizzazione all'arresto di Cosentino. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt;Partirò da quest'ultima. Ciò che mi viene da dire è che tutto sembra cambiare, tutte le certezze sembrano franare sotto i colpi della gravissima crisi finanziaria, l'unica cosa che rimane inamovibile è l'atteggiamento del parlamento. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt;Costoro non hannio alcuna intenzione nè di ridursi gli emolumenti, mostrando così di non voler condividere i sacrifici che la gente comune si appresta ad affrontare, nè d'altra parte di rinunciare ai privilegi per quanto attiene la libertà personale. Tutto può succedere lo spread può superare magari anche il 10%, ma costoro stanno barricati al palazzo dove una legge elettorale assurda li ha portati e per non esserne esplusi si sono chiusi dentro getttando via la chiave. Non basta, hanno anche deciso di recidere ogni collegamento con l'esterno, ciechi e sordi a quanto fuori succede. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt;Nello stesso giorno, senza volere proporre scenari complottistici, la Corte costituzionale non ha ritenuto fosse possibile sottoporre a referendum popolare l'attuale legge elettorale. Si tratta di un brutto colpo subito da qualsiasi possibilità di procedere a nuove elezioni che possano bonificare il parlamento dai bubboni che riserva nel proprio seno: in assenza dei vincoli che la proposizione del referendum avrebbe posto al parlamento, con l'alternativa secca tra procedere a una propria ipotesi o subire il risultato referendario, stare fermi all'attuale normativa non sarebbe stato possibile. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt;Ora, a seguito della sentenza, non nutro alcuna speranza che il parlamento proceda a una riforma che metterebbe in crisi proprio una composizione come l'attuale, non esiste purtroppo neanche un motivo che possa convincere tali figuri a introdurre modifiche. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt;La mia opinione è che codesti parlamentari sono, oltre che in gran parte venduti e inutili anzi dannosi al paese, anche del tutto irresponsabili. Insomma, il potere legislativo è affidato a dei pusillanimi occupati solo a conservare i propri personali privilegi, ed adesso anche l'indizione di nuove elezioni avverrebbe con lo stesso meccanismo elettivo e presumibilmente quindi non potrebbe portare ad alcun miglioramento del livello qualitativo delle camere. Nello stesso tempo, la crisi economica galopperà a seguito della progressiva applicazionedelle misure di natura econimica del precedente e dell'attuale governo. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt;Per me, non v'è alcun dubbio che la pazienza degli Italiani non potrà sopportare tutto questo: spero che in un futuro haimè fin troppo prossimo nessuno nel parlamento si alzi per piangere atti di violenza verso parlamentari, magari dicendo che non erano prevedibili!&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8579103677097075634-7302913945948204107?l=ideologiaverde.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/feeds/7302913945948204107/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/2012/01/due-duri-colpi-ad-ogni-prospettiva-di.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8579103677097075634/posts/default/7302913945948204107'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8579103677097075634/posts/default/7302913945948204107'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/2012/01/due-duri-colpi-ad-ogni-prospettiva-di.html' title='DUE DURI COLPI AD OGNI PROSPETTIVA DI MIGLIORAMENTO DELLA POLITICA'/><author><name>Vincenzo Cucinotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18184543762214806551</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_ACKQK9jMMfI/SjdzWxeiFcI/AAAAAAAAAAM/sYYNkVa6wpc/S220/copertina.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8579103677097075634.post-2147309025938587040</id><published>2012-01-11T08:21:00.003+01:00</published><updated>2012-01-11T08:30:06.324+01:00</updated><title type='text'>IL  MIO LIBRO 6</title><content type='html'>&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:worddocument&gt;   &lt;w:view&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:hyphenationzone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:compatibility&gt;    &lt;w:breakwrappedtables/&gt;    &lt;w:snaptogridincell/&gt;    &lt;w:wraptextwithpunct/&gt;    &lt;w:useasianbreakrules/&gt;   &lt;/w:Compatibility&gt;   &lt;w:browserlevel&gt;MicrosoftInternetExplorer4&lt;/w:BrowserLevel&gt;  &lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if gte mso 10]&gt; &lt;style&gt;  /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable  {mso-style-name:"Tabella normale";  mso-tstyle-rowband-size:0;  mso-tstyle-colband-size:0;  mso-style-noshow:yes;  mso-style-parent:"";  mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt;  mso-para-margin:0cm;  mso-para-margin-bottom:.0001pt;  mso-pagination:widow-orphan;  font-size:10.0pt;  font-family:"Times New Roman";} &lt;/style&gt; &lt;![endif]--&gt;&lt;p class="PlainText" style="text-align: justify; line-height: normal; font-family: trebuchet ms; color: rgb(0, 0, 153);"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153);font-size:130%;" &gt;Oggi, riporto un nuovo sottocapitolo, dedicato all'etica collettiva, e questa sarà l'unica parte che riporterò del capitolo intitolato "Della società"&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="PlainText" style="text-align: justify; line-height: normal; font-family: trebuchet ms; color: rgb(0, 0, 153);"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt;"&gt;L’ETHOS&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;    &lt;p class="PlainText" style="text-align: justify; text-indent: 17pt; line-height: normal; font-family: trebuchet ms; font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;La nostra è una società che ha pressoché bandito il sostantivo "bene", ancora tanto utilizzato fino ai primi anni sessanta. Probabilmente, prima se ne faceva un abuso, stile De Amicis, ma mi sembra che del concetto espresso da questi termini non si possa veramente fare a meno. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;p class="PlainText" style="text-align: justify; text-indent: 17pt; line-height: normal; font-family: trebuchet ms; font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;Lo dico in riferimento al simultaneo, e mi pare strettamente correlato, abuso della parola "morale". Nei media si utilizza questo termine, tante volte liberamente sostituito da etica e moralità, in un senso che mi pare improprio. In un libro di un noto giornalista ci si chiede quale sia il fondamento ultimo della morale, giungendo alla conclusione che la morale trovi il suo fondamento nell'istinto di conservazione della specie. E' una conclusione che io definirei paradossale, se non altro perché forza oltre ogni limite il comune significato di morale: un comportamento è morale proprio perché non spontaneo, il soggetto soffoca la sua spinta istintuale per comportarsi moralmente, in caso contrario la morale sarebbe una prerogativa degli animali ben più che dell'uomo. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;p class="PlainText" style="text-align: justify; text-indent: 17pt; line-height: normal; font-family: trebuchet ms; font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;Converrà soffermarsi ulteriormente su questo aspetto, perché costituisce appunto uno degli elementi più pericolosi dell’illuminismo, questo ottimismo sull’umanità: tolti alcuni ostacoli che la storia ha frapposto, l’uomo riacquisterà le sue caratteristiche di essere razionale, e poiché ricercare il bene è razionale, l’uomo troverà lungo la sua strada il bene, quasi come un destino automatico. Non possiamo che essere ottimisti se perfino i nostri istinti ci portano automaticamente verso il bene. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;p class="PlainText" style="text-align: justify; text-indent: 17pt; line-height: normal; font-family: trebuchet ms; font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;La morale si pone quando, con le parole della Genesi, l'uomo mangia la mela proibita, cioè sceglie la cultura e perde il paradiso terrestre: la foglia di fico come simbolo della morale. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;p class="PlainText" style="text-align: justify; text-indent: 17pt; line-height: normal; font-family: trebuchet ms; font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;E' vero invece che l'istinto di conservazione della specie può permetterci di fare il bene, e per questo dicevo che con l'abuso della parola morale si copre il disuso della parola bene. Seppure il bene è l'obiettivo della morale, poiché ha attinenza con il concetto di giusto, è un obiettivo tanto remoto che un comportamento coerentemente morale ha molta più probabilità di causare male a molta parte del proprio prossimo che non bene. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;p class="PlainText" style="text-align: justify; text-indent: 17pt; line-height: normal; font-family: trebuchet ms; font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;L'istinto di conservazione della specie poi, può dare luogo a bene, ma può anche dare luogo a male, che, a causa dell'inestricabile miscuglio di biologicità e cultura, porta proprio questo istinto potenzialmente sociale ad essere perfino più pericoloso di quello egoistico per eccellenza, l'istinto di sopravvivenza. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;p class="PlainText" style="text-align: justify; text-indent: 17pt; line-height: normal; font-family: trebuchet ms; font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;Se noi infatti consideriamo il comportamento degli animali superiori, ci accorgiamo che la fecondazione delle femmine è prerogativa dei maschi dominanti, la femmina non sceglie direttamente il proprio fecondatore in base ai suoi gusti (estetici?), ma indirettamente in quanto a monte c'è una competizione tra i maschi per conquistarla. L'esigenza quindi che il meccanismo di accoppiamento garantisca un'efficiente selezione della specie, impone che la soddisfazione dell'istinto sessuale del maschio richieda la dominanza, cioè il potere. Il patto sociale, in qualsiasi società umana, anche quella che ai nostri occhi occidentali può apparire più primitiva, regolamenta e ritualizza l'attività sessuale. Ciò serve principalmente a separare quello che abbiamo visto coincidere negli altri animali, la ricerca del potere e quella della soddisfazione sessuale: nella società umana questi due elementi sono destinati a seguire percorsi del tutto separati. Ora, mentre come detto, c'è uno stretto controllo dell'attività sessuale, la soddisfazione dell'istinto di potere è pienamente consentita, salvo all'interno di alcuni limiti. In altre parole, tutto è consentito nella ricerca del potere salvo quanto espressamente proibito, e si tratta comunque di una proibizione esplicita, esterna alla persona, la soddisfazione sessuale è proibita, salvo secondo modalità specifiche, neanche esplicitate, ma come dicevo ritualizzate e pertanto massimamente interiorizzate. Il rito infatti per essere efficace non dev'essere scoperto, e questo fa in modo che sia difficile dire se e quanto l'evoluzione dei costumi sessuali di questi ultimi decenni abbiano inciso sul rapporto soggettivo tra l’individuo e i suoi desideri sessuali. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;p class="PlainText" style="text-align: justify; text-indent: 17pt; line-height: normal; font-family: trebuchet ms; font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;Il vantaggio che la società umana ha ottenuto dall'autonomizzazione della ricerca del potere è evidente, questa ricerca, privata dall'obiettivo biologico, concreto e concretamente definibile, della possibilità della fecondazione delle femmine, diviene fine a sè stesso, incessante e perennemente insoddisfatto. L'individuo mobiliterà le sue energie, in competizione con gli altri, per prevalere, e, se la società definisse ad esempio il denaro come misura del potere, sarà portato a produrre sempre più, e alla fine senza capire che quello che cerca è di fecondare il massimo numero di femmine della propria specie. Il criterio del denaro è specifico della società capitalistica in cui viviamo, in passato lo era il titolo nobiliare che, non a caso, veniva conferito per straordinari servizi resi al monarca. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;p class="PlainText" style="text-align: justify; text-indent: 17pt; line-height: normal; font-family: trebuchet ms; font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;Riassumendo, l'istinto di conservazione della specie tende, è vero, ad inibire comportamenti troppo violenti nei confronti dei propri simili, ma le lotte tra maschi sono in alcune specie animali cruenti fino a potere essere letali, mentre, guardando alla nostra società con occhio attento, non possiamo ignorare che, essendo l'istinto di conservazione della specie anche un istinto di potere, può certo condurre al bene, ma non impedisce di certo il male. In ogni caso, un discorso sulla morale non sembra avere nulla da spartire con gli istinti, meno che mai con questo, a meno di volere affermare una cosa fin troppo banale, che il fondamento di tutti i comportamenti umani va ricercato in ultima istanza nei suoi geni, ma questa è appunto una ovvietà. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;p class="PlainText" style="text-align: justify; text-indent: 17pt; line-height: normal; font-family: trebuchet ms; font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;Sgombrato il campo da tali equivoci, c'è un altro aspetto interessante da esplorare, anche questo in riferimento ad una confusione terminologica. Se come dicevo prima la morale nasce con l'abbandono dello stato di natura, allora essa fa parte delle norme di convivenza che gli uomini si danno. E' pertanto evidente la sua dimensione collettiva e, seppure noi possiamo distinguere tra norme legislative, semplice costume dominante, prassi quotidiana, imperativi religiosi, tutto ciò costituisce in realtà un tutt'uno che si può vantaggiosamente indicare col nome di ethos. La sua unicità è affermata innanzitutto da come la percepisce l'individuo che vive in tale società: basti pensare al bambino che apprende tutto questo dai propri genitori che lo trasmetteranno spontaneamente con l'esempio del proprio comportamento e anche con esplicite prescrizioni, ma certo senza specificare se si tratti di reato penalmente perseguibile, senza specificare che il comandamento religioso è collegato alle proprie credenze metafisiche, ecc. Solo successivamente, principalmente nell'adolescenza, si genera una dimensione individuale della morale. A questo punto, i contenuti sono per la massima parte determinati, ed anche quelli devianti dall'ethos dominante hanno rilevanza se e solo se l'individuo intende fornire loro una dimensione collettiva, cioè farne delle norme di comportamento collettivo. Ciò in parte avviene negli adulti, ma non è certo un caso che si verifichi soprattutto nell'adolescenza, tramite la costituzione di microcomunità. Le bande giovanili sono un esempio istruttivo di come il comportamento individuale sia condizionato da norme che una comunità, piccola o grande che sia, si dà e di come il rispetto di tali regole costituisca proprio la sostanza costitutiva di tale comunità. La dimensione morale individuale si riduce pertanto a una interiorizzazione dell'ethos per potere porre i propri atti in un sistema coerente con le proprie convinzioni, come norme giustificative di un dato già assunto per la gran parte dall'esterno. D'altra parte, proprio il fatto che la società è attraversata da microcomunità trasversali ai luoghi di aggregazione determina che l'ethos non sia qualcosa di perfettamente omogeneo, ma sarà articolato in varie modificazioni. Ne consegue che un dato individuo adulto può mantenere le sue norme di comportamento anche trascorrendo la quasi totalità del suo tempo con persone aventi morali diverse, ma ciò è possibile solo se esiste comunque una microcomunità in cui tale individuo trovi solidarietà e consenso al suo modo di comportarsi. E’ perfino sufficiente che tale consenso si trasmetta per via epistolare o anche come patrimonio della propria memoria: il fatto che tale consenso pervenga per vie così vaghe e magari difficilmente ricostruibili da parte di osservatori esterni non deve indurre nell'errore di credere che sia un elemento facoltativo nel determinare le norme individuali di comportamento. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;p class="PlainText" style="text-align: justify; text-indent: 17pt; line-height: normal; font-family: trebuchet ms; font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;Il meccanismo di adesione individuale alle norme morali collettive è molto efficiente anche nella società contemporanea e quindi è erroneo pensare che oggi il degrado del vivere civile si debba attribuire a una disobbedienza degli individui agli imperativi morali. Il problema reale sta nella bassa qualità dell'ethos dominante ed è da qui che bisogna partire per capire ed agire. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;p class="PlainText" style="text-align: justify; text-indent: 17pt; line-height: normal; font-family: trebuchet ms; font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;Pertanto, a meno di volerci occupare di anacoreti e simili, l'unico discorso che si può fare è sull'ethos e si deve considerare soltanto un artificio retorico quello di credere che esista una morale davvero individuale. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;p class="PlainText" style="text-align: justify; text-indent: 17pt; line-height: normal; font-family: trebuchet ms; font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;Insomma, a me pare di dovere riconoscere la comunità come in qualche modo cronologicamente precedente rispetto all’individuo, dell’individuo come creazione culturale di una comunità. Del resto, è noto il caso di quella tribù in cui manca il pronome personale “io”, manca cioè la consapevolezza, per noi ovvia e che anzi Cartesio aveva collocato come evidenza elementare, della propria individualità, del riconoscersi persona singola tra altre persone singole. A partire da ciò, riprendo qui la considerazione fatta nella parte introduttiva di questo capitolo. La politica può essere, da un certo punto di vista, considerata come chi detiene, poco importa in questo contesto se per delega o tramite l’esercizio discrezionale della forza, il potere di promulgare un insieme di norme di convivenza collettiva di una comunità. Tali norme hanno la proprietà di essere esplicitamente formulate e il loro rispetto deve essere in qualche misura garantito. Ebbene, è proprio in questo senso che io affermo che la politica precede la morale, e che in questo senso ne sia lo stesso fondamento. Per evitare ogni fraintendimento, ciò non implica in alcun modo che io non riconosca l’assoluta necessità della definizione dell’individuo, fosse anche una pura costruzione culturale, come base stessa del diritto e della convivenza civile così come noi la conosciamo. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153); font-family: trebuchet ms;font-size:100%;" &gt;&lt;span style=" ;font-size:12pt;" &gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8579103677097075634-2147309025938587040?l=ideologiaverde.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/feeds/2147309025938587040/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/2012/01/il-mio-libro-6.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8579103677097075634/posts/default/2147309025938587040'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8579103677097075634/posts/default/2147309025938587040'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/2012/01/il-mio-libro-6.html' title='IL  MIO LIBRO 6'/><author><name>Vincenzo Cucinotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18184543762214806551</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_ACKQK9jMMfI/SjdzWxeiFcI/AAAAAAAAAAM/sYYNkVa6wpc/S220/copertina.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8579103677097075634.post-7586900094839852618</id><published>2012-01-09T09:27:00.004+01:00</published><updated>2012-01-10T08:58:04.582+01:00</updated><title type='text'>MONTI: GRADIMENTO E SUCCESSO</title><content type='html'>&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:worddocument&gt;   &lt;w:view&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:hyphenationzone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:compatibility&gt;    &lt;w:breakwrappedtables/&gt;    &lt;w:snaptogridincell/&gt;    &lt;w:wraptextwithpunct/&gt;    &lt;w:useasianbreakrules/&gt;   &lt;/w:Compatibility&gt;   &lt;w:browserlevel&gt;MicrosoftInternetExplorer4&lt;/w:BrowserLevel&gt;  &lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if gte mso 10]&gt; &lt;style&gt;  /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable  {mso-style-name:"Tabella normale";  mso-tstyle-rowband-size:0;  mso-tstyle-colband-size:0;  mso-style-noshow:yes;  mso-style-parent:"";  mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt;  mso-para-margin:0cm;  mso-para-margin-bottom:.0001pt;  mso-pagination:widow-orphan;  font-size:10.0pt;  font-family:"Times New Roman";} &lt;/style&gt; &lt;![endif]--&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="line-height: normal;  color: rgb(0, 0, 153);font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Monti compare in TV, Monti riceve applausi, Monti mostra la sua finezza di politico, Monti tenta perfino di essere arguto, Monti vuole piacere agli Italiani e a quanto pare sembra riuscirci. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="line-height: normal;  color: rgb(0, 0, 153);font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Tutto vero, per carità, non è che passi il mio tempo ad assistere alle performances televisive di Monti, ma le notizie di stampa sembrano confermare che Monti riesce ad apparire spesso e nello stesso tempo a risultare gradito. A me, lo dirò francamente, mi pare una persona noiosa, ma certamente mi sbaglio. Sono portato a credere così perché lo conosco soltanto attraverso le sue parole, e il suo modo di esprimersi mi è indigesto, quel pesare i termini non per risultare più chiaro, ma anzi per mantenerne una certa provvidenziale dose di ambiguità, cozza col mio modo di esprimermi, sempre così preoccupato di rendere chiare le cose che dico, ma mi rendo conto che questa è in fondo una mia forma di infantilismo (solo i bambini usano appropriatamente il linguaggio, per farsi capire, non per nascondere il loro vero pensiero).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"  style="line-height: normal;  color: rgb(0, 0, 153);font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Mi rendo conto che questa prima parte del post si presta ad equivoci, chiunque ha diritto di ritenere che io voglia parlare del gradimento pubblico di Monti. Non è così, io voglio parlare di un concetto abbastanza differente, seppure a questo correlato, e cioè del successo di Monti. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="line-height: normal;  color: rgb(0, 0, 153);font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Ora, &lt;a style="font-style: italic;" href="http://ideologiaverde.blogspot.com/2012/01/difesa-dei-titoli-e-scelte-di-politica.html"&gt;qui&lt;/a&gt; io ho sostenuto come oggi sia ormai chiaro, lampante direi, come le misure di politica economica interna abbiano un grado di correlazione prossimo a zero con le dinamiche dei mercati riguardo soprattutto, ma non esclusivamente, degli interessi sui nostri titoli pubblici. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="line-height: normal;  color: rgb(0, 0, 153);font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Monti vuole convincere i cittadini che le misure del suo governo, quelle attuate e quelle in via di definizione, siano delle buone misure. Mi pare, ma, ripeto, non sono un osservatore così attento alle sue parole, che egli tenda a privilegiare la discussione di tali misure, rispetto ai problemi incombenti di natura finanziaria globale. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="line-height: normal;  color: rgb(0, 0, 153);font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Trovo in questo privilegiare le piccole manovre nostrane, da una parte il tentativo di giustificarle proprio sulla base delle esigenze di finanza internazionale, ma anche, credo, il giocare facile. Dico così perché è evidente che dopo il peggiore governo della repubblica, l’uscente governo Berlusconi, qualunque governo avrebbe titoli per mostrarsi apprezzabile. Basti l’esempio della lotta all’evasione. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="line-height: normal;  color: rgb(0, 0, 153);font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Questa vicenda di Cortina è davvero significativa della follia in cui ormai viviamo. Dalla Santanchè che fa coincidere ricchezza ed evasione fiscale, a vari altri membri del PDL che pretendono di convincerci che i blitz della guardie gialle non servano a niente, perché basta incrociare le banche dati ed altre diavolerie informatiche. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="line-height: normal;  color: rgb(0, 0, 153);font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Seppure non nego certo che sia bene utilizzare tutti i mezzi tecnologici possibili per questo nobile scopo, tuttavia, un blitz può avere risultati non altrimenti ottenibili. Se io consumo od acquisto qualcosa senza scontrino fiscale, ciò può essere ottenuto solo con un intervento sul posto, mi pare un concetto così ovvio ed elementare che non vedo dove stia l’oggetto del contendere. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="line-height: normal;  color: rgb(0, 0, 153);font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Il punto è che i ricchi non vogliono essere disturbati nell’esercizio delle loro funzioni di consumatori. Che tutto avvenga in modo anonimo, fuori e lontano dai riflettori: no, mai come adesso, in un periodo in cui la gente comune si confronta coi problema di sopravvivenza quotidiana, sottolineare quali e quante siano le differenze negli stili di consumo. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="line-height: normal;  color: rgb(0, 0, 153);font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Detto ciò, rimane il fatto che i veri problemi sono altri, che poco o nulla gioverà al paese riuscire a far pagare le tasse agli evasori se, nel breve volgere di qualche ora, l’andamento dei mercati è tale da bruciare questi soldi nell’aumento improvviso dei tassi di interesse. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="line-height: normal;  color: rgb(0, 0, 153);font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Non v’è dubbio che la diarchia Napolitano-Monti abbia ben presente questo livello dei problemi, e certamente un giallo più o meno rilevante si è giocato e si sta probabilmente ancora giocando negli ambienti europei. La partenza improvvisa per Bruxelles di Monti non è cosa di poco conto, come tra l’altro conferma la pronta dichiarazione di Napolitano. Qui, c’è qualcosa di sospetto che si muove attorno alla Merkel, qualcosa che ha particolarmente preoccupato la nostra diarchia, tanto da stimolarla a reagire in maniera davvero forte. Dire, come ha fatto Monti, che l‘Italia ha fatto al sua parte, e che adesso tocca ad altri fare la loro, significa mettere la Merkel in mora, significa dire che la pazienza italiana volge al termine. Rimane tuttavia da capire quale sia l’oggetto del contendere, cosa specificamente il governo italiano chiede all’Europa, cioè alla Merkel. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="line-height: normal;  color: rgb(0, 0, 153);font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;La mia personale impressione, inevitabilmente non suffragata da dati, è che si sia trattato di un atto difensivo, per scongiurare un aggravamento della situazione da parte della Merkel, e questa non mi pare una buona notizia, visto che invece tutto si gioca ormai sulla capacitò dell’Europa di dotarsi di una difesa da parte della BCE analoga a quella di cui possono disporre USA e Regno Unito (che altrimenti colerebbero a picco ben più velocemente dei paesi dell’area euro). &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="line-height: normal;  color: rgb(0, 0, 153);font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Quindi, Monti può ben svolgere il suo ruolo in commedia nella maniera migliore, ma le cose che contano non dipendono da una buona ed accattivante dichiarazione in TV, ma da fatti, numeri, che credo ormai gli Italiani hanno ben presenti, e sarà davvero difficile inscenare balletti e lazzi più o meno divertenti su tali questioni: il successo di Monti c'è o non c'è solo se dall'estero smetteranno di bombardarci, il resto è roba di poco conto. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8579103677097075634-7586900094839852618?l=ideologiaverde.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/feeds/7586900094839852618/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/2012/01/monti-gradimento-e-successo.html#comment-form' title='11 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8579103677097075634/posts/default/7586900094839852618'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8579103677097075634/posts/default/7586900094839852618'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/2012/01/monti-gradimento-e-successo.html' title='MONTI: GRADIMENTO E SUCCESSO'/><author><name>Vincenzo Cucinotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18184543762214806551</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_ACKQK9jMMfI/SjdzWxeiFcI/AAAAAAAAAAM/sYYNkVa6wpc/S220/copertina.jpg'/></author><thr:total>11</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8579103677097075634.post-8400955174316237135</id><published>2012-01-08T19:01:00.002+01:00</published><updated>2012-01-08T19:03:23.644+01:00</updated><title type='text'>IL MIO LIBRO 5</title><content type='html'>&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153);font-size:130%;" &gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt;Con questo post, si conclude questa parte che ho intitolato "Bisogni e deisderi".&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tornando al discorso generale, nel sentire comune, sembra addirittura una banalità, i desideri sono lì per essere soddisfatti. Del resto, non riesce forse spontaneo mettere in atto tutto ciò che è possibile per soddisfare i propri desideri? E' evidente che se il desiderio è espressione cosciente di bisogni, dall'apparizione della vita la selezione naturale ha operato perché gli individui riconoscessero come prioritario il soddisfacimento dei propri desideri. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt;Osserviamo adesso per esemplificare, il rapporto tra un cane e il suo desiderio di mangiare. In un cane randagio, il meccanismo della fame funziona egregiamente: la risorsa cibo è in genere scarsa e non basta neanche a sfamare a livello di sopravvivenza tutti i cani randagi in un certo territorio. Sopravvivranno i cani più abili a soddisfare la propria fame. A sua volta, per sfamarsi innanzitutto devono procurarsi il cibo, ma ciò non basta, occorre che la loro fame sia superiore alle esigenze momentanee di alimentazione. Occorre insomma che, nelle rare eventualità in cui il cibo è abbondante, il cane lo ingerisca in grande quantità per potere far fronte nel futuro più prossimo a carenza di cibo. Se adesso guardiamo al cane allevato, vediamo che il meccanismo spontaneo di alimentazione del cane appena descritto non è più funzionale a questo differente contesto. Infatti, come è noto ai loro allevatori, occorre obbligare i cani a una opportuna dieta: molto spesso cani lasciati liberi di soddisfare sino in fondo la loro fame ingrassano eccessivamente fino ad ammalarsi. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt;Quest'esempio mette in luce come un comportamento animale spontaneo, perfettamente idoneo ad un contesto naturale, possa rivelarsi inadeguato in un contesto antropizzato. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt;Nella specie umana, limitatamente a una parte di individui, vi è anche un desiderio di mangiare superiore alle effettive esigenze alimentari. Adesso, se perfino il soddisfacimento di un desiderio che possiamo riconoscere strettamente correlato a uno specifico bisogno biologico di sopravvivenza dell'individuo dev'essere controllato, cosa dobbiamo concludere riguardo alla enorme molteplicità di desideri che si manifestano nelle odierne società supertecnologiche? Nella società complessa in cui viviamo, per l'essere vivente più complesso del nostro pianeta, è praticamente impossibile ricostruire il tortuoso cammino a ritroso che lega la manifestazione sperimentabile (il desiderio) alle cause che l'hanno generato (i bisogni). &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt;Tuttavia, se perfino il bisogno di alimentarsi può dar luogo a una fame eccessiva, si può ipotizzare che altri bisogni meno riconoscibili diano luogo a una molteplicità di desideri, e che, perché il bisogno sia soddisfatto, non sia necessario, se non addirittura dannoso, soddisfarli tutti. Del resto, sapendo quanto numerosi siano i desideri, quanto questi si possano moltiplicare in contesti che tendano a suscitarli (la cosiddetta società consumistica), è ragionevole supporre che i desideri siano molto più numerosi dei bisogni, essendo questi legati alla nostra inamovibile biologia, e considerando quanto inefficiente sarebbe una specie che avesse un numero elevato di bisogni. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt;La conseguenza che trovo più rilevante è lo spezzarsi dell'automatismo che lega il desiderio al suo soddisfacimento, un passaggio che sembra contraddire il senso comune, ma che, a ben vedere, trova numerosi riscontri storici, fornisce un significato a quelle regole di comportamento nelle società che ci hanno preceduto e che, con un ultra-semplificazione modernista tendiamo a considerare pregiudizi di cui disfarci rapidamente. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt;Il punto che vorrei qui sottolineare è che il significato di una determinata prescrizione non sta o comunque non si esaurisce nella motivazione ufficiale che se ne dà, molto più spesso c'è una motivazione reale occulta, che viene mascherata da quella ufficiale. Tale occultamento non va inteso necessariamente come un'azione deliberata, ma può semplicemente essere dovuto a una tradizione consolidatasi in virtù della sua efficacia senza che se ne sia mai colta la motivazione reale. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt;Un esempio può essere dato dalle regole di comportamento che si davano i nobili, soprattutto in paragone alla gente comune. Per noi, cittadini di questo nuovo millennio, è difficile capire cosa fossero realmente i nobili nell'antichità e quanto abissale fosse la distanza che li separava dalla gente comune. La differenza che noi riusciamo a cogliere più agevolmente è quella sulle risorse economiche disponibili, tanto che, per questa ristretta fascia di popolazione si generò già allora una situazione di abbondanza di tanti beni, ben superiore alle loro reali necessità di sopravvivenza. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt;Ebbene, l'essere nobili non si esauriva certo in questa enorme disponibilità di cibo, indumenti ed altro: essi vivevano realmente in maniera diversa dal popolo. Sin dalla prima infanzia, venivano sottoposti ad una severa educazione che li avrebbe vincolati per tutta la loro vita a un insieme di prescrizioni in grado di determinarne il loro comportamento quotidiano, assieme a una dottrina che dava un quadro giustificatorio delle prescrizioni. A seguito di tale severa educazione, da una parte essi potevano ben accedere a possibilità che la povertà rendeva impossibile alla gente comune, d’altra parte, mentre un popolano non si faceva certo scrupolo di dare libero sfogo alla sua spontaneità, un nobile doveva stare ben attento a come manifestare la sua ilarità o la sua ira, e poiché non aveva bisogno di lavorare, le relazioni sociali condotte secondo una rigida etichetta costituivano il suo lavoro. E' un compito molto agevole per un nostro contemporaneo disvelare l'assurdità complessiva di tale quadro normativo, e c'è chi si esercita a farlo, ma a me non appare un'attività particolarmente utile. Una volta disvelati i pregiudizi che motivarono ufficialmente quelle prescrizioni, rimane da capire perché esse resistettero tanto a lungo. Ecco, la motivazione reale che mi pare di cogliere è che quelle prescrizioni servissero proprio ad impedire la soddisfazione di tutti i desideri, in quella fascia peraltro privilegiata di popolazione. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt;Se quindi è lecito desiderare, potrebbe non essere opportuno soddisfare tutti i desideri. Anzi, si può addirittura ipotizzare che esiste nell'uomo anche un bisogno di desiderare. I desideri non vanno quindi visti come dei semplici problemi da risolvere, ostacoli da superare, ma vanno anche considerati come fine a sé stessi. Quando un individuo avesse soddisfatto tutti i propri desideri, due condizioni possono allora verificarsi: trovare un metodo di corrispondere al bisogno di desiderare tramite una moltiplicazione dei desideri, tipicamente del possesso di nuovi oggetti. L'alternativa è non trovare questa strada, non riuscire più a desiderare: in quest'ultima condizione la vita può divenire insopportabile. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8579103677097075634-8400955174316237135?l=ideologiaverde.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/feeds/8400955174316237135/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/2012/01/il-mio-libro-5.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8579103677097075634/posts/default/8400955174316237135'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8579103677097075634/posts/default/8400955174316237135'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/2012/01/il-mio-libro-5.html' title='IL MIO LIBRO 5'/><author><name>Vincenzo Cucinotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18184543762214806551</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_ACKQK9jMMfI/SjdzWxeiFcI/AAAAAAAAAAM/sYYNkVa6wpc/S220/copertina.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8579103677097075634.post-3216980593087691207</id><published>2012-01-07T11:42:00.003+01:00</published><updated>2012-01-07T13:16:02.282+01:00</updated><title type='text'>IL MIO LIBRO 4</title><content type='html'>&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153);font-size:130%;" &gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Inizio qui a riportare il capitolo dedicato all'antropologia. Nel libro, esso è preceduto dal capitolo dedicato ai fondamenti filosofici, che per il momento trascuro di riportare perchè rappresenta inevitabilmente una lettura più impegnativa.&lt;/span&gt;&lt;br  style="font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;La parte dedicata alla natura umana si articoli in tre sezioni. Qui, assieme a una breve introduzione, ne riporterò solo una, che è quella a cui tengo di più, perchè la ritengo particolarmente originale, e che condiziona fortemente anche il mio pensiero in tema di politica economica, come sarà chiaro in seguito. &lt;/span&gt;&lt;br  style="font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;br  style="font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153);font-size:130%;" &gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;RIFLESSIONI SULLA NATURA UMANA&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;In questo capitolo, affronto alcuni temi che riguardano la natura umana. In sé, questo proporre un tema così scottante, credo induca in molti scandalo. Davvero, i crimini più efferati, stragi e stermini di interi popoli hanno trovato base teorica e giustificazione a partire dalla definizione di quale sia la vera natura umana. &lt;/span&gt;&lt;br  style="font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Se questa è l’analisi, se questa è la storia stessa dell’umanità, quale dovrà essere la terapia? Alcuni sostengono che non sia opportuno, per altri non sarebbe perfino neanche lecito, argomentare a partire da un modello, si potrebbe dire preconfezionato, di uomo. Eppure, se ci pensiamo bene, si può davvero articolare un discorso filosofico, o anche politico, o perfino semplicemente sociale, senza avere dentro di sé una concezione di cosa siamo? Io ne dubito fortemente. Pensate se qualcuno volesse avanzare l’opinione che gli uomini dovrebbero stare a testa in giù, non susciterebbe una generale reazione di ilarità? Perché sappiano bene, sappiamo perfettamente che gli uomini sono stati fatti per stare sui propri piedi. &lt;/span&gt;&lt;br  style="font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Ancora una volta fa capolino il solito problema, che non esiste un pensiero che non sia inevitabilmente ideologico, che questa dimensione ideologica vada pertanto accettata. Quello che avviene insomma quando si rifiuta di discutere sulla natura umana, non è di argomentare a prescindere da essa, ma di non esplicitare il proprio modello ideologico, di darlo così inevitabilmente per scontato. L’opinione che altrove ho già espresso è che è proprio il sottrarre una propria convinzione alla discussione esplicita a renderla più pericolosa, perché per questa via essa non sarà mai messa in dubbio. &lt;/span&gt;&lt;br  style="font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Credo che questo capitolo possa proprio illustrare quanto teorie certamente non convenzionali su argomenti potenzialmente devastanti come indubitabilmente è quello della natura umana possano essere affrontate con quella dose di ragionevolezza che rimane per me il faro che dovrebbe guidare l’uomo nelle sue azioni. &lt;/span&gt;&lt;br face="trebuchet ms"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 102, 102);font-size:130%;" &gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;BISOGNI - DESIDERI&lt;/span&gt;&lt;br face="trebuchet ms"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;La persona umana, quale essere biologico, ha una serie di bisogni. Questi però non si presentano alla coscienza nella loro spoglia essenzialità, ma travestiti da desideri. La nostra riflessione cosciente, anche la più approfondita introspezione, poiché si esprime sotto forma di linguaggio, non può accedere a questa dimensione primordiale. Definisco appunto desiderio una manifestazione cosciente di bisogni inconsci, precisando che in tale definizione non è sottintesa alcuna corrispondenza biunivoca tra bisogno e desiderio: un bisogno può dare luogo a una molteplicità di desideri, come anche un desiderio può essere il prodotto di più bisogni. &lt;/span&gt;&lt;br face="trebuchet ms"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Da quanto detto, potrebbe dedursi che i bisogni sono inconoscibili. In realtà, alcuni di essi si possono riconoscere, non dall'autoanalisi, ma da osservazioni esterne. Così, sappiamo che abbiamo bisogno di ossigeno, come pure di alimentarci. Naturalmente, lo sappiamo perché un digiuno prolungato oltre un certo limite ci porta alla morte. Il soggetto che digiuna riconosce invece i segni dell'appetito (la fame in questo contesto è un termine un po' ambiguo). Abbiamo così vari esempi di differenza tra il bisogno (ingerire acqua) e desiderio (la sete). &lt;/span&gt;&lt;br face="trebuchet ms"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Quelli sin qui citati sono bisogni legati alla sopravvivenza del singolo individuo. Esistono anche bisogni della specie, tra cui tipicamente c’è quello della riproduzione. L'aspetto sperimentabile di tale bisogno è il desiderio sessuale. Che il desiderio sessuale si possa autonomizzare dalla funzione di riproduzione della specie, perché si può soddisfare senza dar luogo a concepimento (masturbazione, metodi anticoncezionali, sodomizzazione, rapporti omosessuali), sottolinea un altro aspetto interessante: si possono soddisfare desideri senza soddisfare il bisogno sottostante. Il fatto che il fondamento del desiderio sessuale sia un bisogno non legato alla sopravvivenza individuale, porta anche alla conseguenza che singoli individui possono anche non contribuire alla riproduzione della specie e, perfino, non soddisfare il proprio desiderio sessuale (castità scelta o subita). &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Si può anche riconoscere il bisogno di muoversi, soprattutto dall'osservazione dei bambini: come i piccoli di tutti gli animali superiori, i bambini hanno una mobilità molto superiore agli adulti. Questa mobilità apparentemente senza scopo specifico, ha certo a che fare col bisogno di crescita di una massa muscolare adeguata alle esigenze di difesa e di fuga dal pericolo degli individui. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Anche la curiosità, il desiderio di conoscere, è particolarmente evidente nei piccoli. Certo, in questo caso, non si possono non osservare vistose differenze almeno quantitative dei bambini rispetto agli altri piccoli. Nella specie umana, la curiosità è particolarmente sviluppata e assume quei caratteri peculiari a questa specie che consentono una capacità di apprendimento dell'uomo enormemente più ampia. In questo contesto, si arguisce che le capacità sono strettamente correlate ai desideri: si è in grado di apprendere perché si vuole apprendere, cioè lo si desidera. Questo desiderio di conoscere è verosimilmente legato a un bisogno di crescita intellettuale nel senso più immediato di utilizzazione delle cellule celebrali, allo scopo, analogamente allo sviluppo muscolare, di aumentare le possibilità di sopravvivenza individuale. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Come visto, per il riconoscimento di questi due ultimi bisogni, ci ha aiutato l'etologia tramite l'evidente analogia tra i piccoli di specie animali diverse, anche se nel caso della curiosità l'osservazione proprio dei bambini ci permette di evidenziare quanto ci sia di peculiare nella specie umana. In generale, se partiamo dal presupposto abbastanza ragionevole che quello che meno di tutto conosciamo è proprio la nostra stessa persona per l'evidente impossibilità di analizzarci obiettivamente, ne consegue che anche per quanto riguarda la nostra stessa specie saremo più in grado di osservare individui diversi da noi, quindi appartenenti ad altre civiltà tramite l'etnologia, e infine di osservare più obiettivamente da parte di un adulto i bambini che non gli altri adulti. Si potrebbe così stilare una classifica in ordine decrescente di efficienza di osservazione: l'etologia, seguita dall'etnologia e dallo studio del comportamento dei bambini. In tale classifica, l'introspezione dovrebbe occupare l'ultimo posto in classifica per quanto detto prima. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;In ogni caso, non credo sia possibile riconoscere tutti i tipi di bisogni della nostra specie, probabilmente dobbiamo contentarci di poter dire qualcosa di una piccola frazione di essi, e dobbiamo accettare anche questo come una parte della dimensione di mistero in cui procede la nostra esistenza. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8579103677097075634-3216980593087691207?l=ideologiaverde.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/feeds/3216980593087691207/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/2012/01/inizio-qui-riportare-il-capitolo.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8579103677097075634/posts/default/3216980593087691207'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8579103677097075634/posts/default/3216980593087691207'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/2012/01/inizio-qui-riportare-il-capitolo.html' title='IL MIO LIBRO 4'/><author><name>Vincenzo Cucinotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18184543762214806551</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_ACKQK9jMMfI/SjdzWxeiFcI/AAAAAAAAAAM/sYYNkVa6wpc/S220/copertina.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8579103677097075634.post-1069565594970249924</id><published>2012-01-06T19:33:00.004+01:00</published><updated>2012-01-06T23:53:51.980+01:00</updated><title type='text'>INDEGNE RESISTENZE DEI PARLAMENTARI ALLA RIDUZIONE DEI LORO PRIVILEGI</title><content type='html'>&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153);font-size:130%;" &gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Chi mi legge con costanza, sa che rifuggo da facili polemiche, come quella classica contro le caste parlamentari. &lt;/span&gt;&lt;br  style="font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Oggi però, non si può più tollerare lo spettacolo che costoro danno di sè. &lt;/span&gt;&lt;br  style="font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Riassumiamo. Alcuni mesi fa, si decide di costituire una commissione che serva a confrontare gli emolumenti dei parlamentari italiani con quelli europei, al fine di definire un emolumenbto che corrisponda alla media europea. &lt;/span&gt;&lt;br  style="font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Posso dire che tale progetto era una solenne stronzata? Vorrei proprio sapere a chi è venuto in testa, e che di stronzata si tratti, può essere evidenziato dal fatto che gli italiani quasi sempre sono pagati meno dei loro colleghi europei: se i nostri salari sono tra i più bassi d'Europa, dove sta la ratio di calcolare un'ipotetica media? &lt;/span&gt;&lt;br  style="font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Insomma, un minimo di serietà avrebbe dovuto portare tali nominati dalle segreterie dei loro partiti a ridurre di un importo discrezionale, ma comunque significativo una o più voci dei loro emolumenti. &lt;/span&gt;&lt;br  style="font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Invece, qui è iniziato l'ignobile balletto delle cifre, tutto centrato apparentemente solo sulla voce dei rimborsi delle spese che in qualche nazione, come la Germania, possono arrivare a cifre importanti. Tali rimborsi, andrebbe specificato, sono effettivi, cioè richiedono adeguata documentazione per essere liquidati, mentre in Italia sono forfettari. Analogamente forfettarie sono le altre voci di spesa, come quella pert le spese di viaggio, quelle di soggiorno nella capitale (ma date anche incomprensibilmentew a chi lì risiede stabilmente) e perfino, questa è davvero geniale, i gettoni di presenza: capite, i gettoni di presenza possono nella normativa che i parlamentari si sono dati, diventare gettoni di assenza, in quan to ne hanno diritto tutti forfettariamente. &lt;/span&gt;&lt;br  style="font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Allora, tecnicamente emolumenti che vengono concessi forfettariamente, sono in tutto e per tutto stipendio, con il vantaggio decisivo che le voci che hanno veste di rimborso, non sono sottoposte a tassazione. &lt;/span&gt;&lt;br  style="font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Così, i nostri parlamentari per avidità, hanno reso facilissimo non il loro confronto coi loro colleghi europei, di cui in fondo non ce ne può fregare di meno, ma la valutazione del totale degli emolumenti che, essendo forfettari, non possono essere imputati ad esigenze aggiuntive a loro carico, proprio a causa della loro natura forfettaria che li rende del tutto indistinguibili dallo stipendio vero e proprio. &lt;/span&gt;&lt;br  style="font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Il lordo mi pare stia attorno ai 25ooo euro, che non mi pare uno stipendio da fame, e lasciamo perdere il netto, che sta sempre attorno i venti mila euro o poco meno: che stiano contenti, perchè gli stipendi non possono che essere valutati nel loro importo lordo, in quanto il netto è determinato dalle scelte fiscali del parlamento, come contributo doveroso al funzionamento dello stato. &lt;/span&gt;&lt;br  style="font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Ma i nostri parlamentari sono di tale elevata qualità umana da non sentire neanche il dovere di sostenere il bilancio statale!&lt;/span&gt;&lt;br  style="font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Ho in passato sostenuto che ciò che non va in Italia è il costo complessivo della politica, rimborsi ai partiti, emolumenti a qualsiasi istanza elettiva, fino anche ai consiglieri di quartiere,ed anche gli scandalosi stipendi al personale del parlamento. &lt;/span&gt;&lt;br  style="font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt; Però oggi, questo balletto indegno va sanzionato, ed adesso anch'io pretendo che a questi cialtroni inetti, parassiti indegni, venga ridotto in maniera significativa lo stipendio: è una punizione per questa resistenza assurda che ne mette in risalto il basso livello umano.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8579103677097075634-1069565594970249924?l=ideologiaverde.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/feeds/1069565594970249924/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/2012/01/indegne-resistenze-dei-parlamentari.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8579103677097075634/posts/default/1069565594970249924'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8579103677097075634/posts/default/1069565594970249924'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/2012/01/indegne-resistenze-dei-parlamentari.html' title='INDEGNE RESISTENZE DEI PARLAMENTARI ALLA RIDUZIONE DEI LORO PRIVILEGI'/><author><name>Vincenzo Cucinotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18184543762214806551</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_ACKQK9jMMfI/SjdzWxeiFcI/AAAAAAAAAAM/sYYNkVa6wpc/S220/copertina.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8579103677097075634.post-8016095432816959504</id><published>2012-01-05T17:13:00.002+01:00</published><updated>2012-01-05T17:14:44.040+01:00</updated><title type='text'>IL MIO LIBRO 3</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify; font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt;Qui conviene tracciare i lineamenti fondamentali del meccanismo perverso che sta avvelenando la nostra esistenza. Per ricostruire il punto di partenza di questo processo, richiamerò un episodio che si data lontano nella mia vita, nel mio lontano passato di militante marxista. Allora, una compagna, in una discussione occasionale, ebbe a dire che noi siamo giusti, che di questo dobbiamo avere piena consapevolezza, che insomma dobbiamo trovare dentro di noi la verità, che assecondare quello che sentiamo dentro di noi, è la scelta giusta. Soffermiamoci adesso su questa affermazione, vediamo di analizzarla. Certamente, c’è del vero in questo punto di vista, ma quello che c’è di vero si riferisce al successo della specie umana, noi siamo giusti perché il processo di selezione naturale ha dimostrato aldilà di ogni ragionevole dubbio che noi umani siamo in grado di sopravvivere negli ambienti ostili che la terra ci ha proposto nel corso dei millenni, ed anzi siamo riusciti a colonizzare praticamente ogni angolo di questo globo. Se adesso mettiamo da parte, diciamo gli ultimi dieci millenni trascorsi dall’umanità, non c’è alcun dubbio che il successo della specie umana, prima ancora che al possesso della tecnologia, è dovuto a una struttura biologica umana ben fatta, cosa che possiamo osservare anche oggi considerando quanto siano le nostre capacità di sopravvivenza anche in assenza di cure mediche: dopo tutto contrarre una malattia è comunque un evento raro e in genere benigno, risolvendosi quasi sempre spontaneamente. Naturalmente, la stessa intelligenza umana è un dato biologico in definitiva, e bisogna star bene attenti a distinguerla dal fattore culturale, sarebbe come confondere un’abilità con un suo specifico prodotto, una causa con un suo specifico effetto. Il possesso da parte dell’umanità di un’intelligenza indubbiamente superiore a qualunque altra specie è stato un fattore determinante per la sopravvivenza già di nostri lontani progenitori, intelligenza nell’interpretare i dati sensoriali, nell’immaginare gli scenari futuri, nello scegliere la migliore strategia, tutto questo ad esempio risultava determinante per l’esito della caccia e quindi per il procacciamento del cibo necessario alla sopravvivenza, e gli esempi si potrebbero moltiplicare. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt;Non c’è quindi alcun dubbio che l’uomo è perfettamente adeguato a un ambiente naturale, ma bisogna fermarsi qui. Ciò che andrò illustrando nel proseguo di questo saggio è che di una stessa caratteristica biologica, se cambiamo il contesto, non solo ne possiamo ridurre la sua efficacia, ma addirittura ne possiamo capovolgere gli effetti. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt;Non ho specifiche competenze storiche, ma a me pare che gli ultimi secoli, quelli dei quali ricordiamo gli sviluppi tecnologici, abbiano in realtà avuto un parallelo sviluppo nel campo dell’ethos, di queste norme di comportamento collettivo che determinano i modi di convivenza umana. Se consideriamo un certo contesto ottocentesco nella mitteleuropea, quello descritto ad esempio da Thomas Mann nei suoi romanzi, non c’è dubbio che la borghesia, strenuamente impegnata a sfruttare ogni progresso tecnologico per arricchirsi, accompagnava ciò con una ferrea morale, che l’educazione nelle famiglie e poi nelle scuole era per le nuove generazioni un duro confronto, e che non pochi, non adeguandosi sufficientemente alle regole imposte soccombevano. Questo ethos, certamente debitore, forse anche in maniera prevalente alla religione, soprattutto al calvinismo di quelle regioni d’Europa, partiva da un presupposto esattamente opposto a quello che avevo prima richiamato, l’uomo, a causa del peccato originale, ha in sé, nella sua natura qualcosa di sbagliato, qualcosa da correggere. E’ solo con una ferrea disciplina che proviene dall’esterno, dal contesto culturale, da un’Autorità indiscutibile come quella rappresentata dalla Chiesa, che egli può correggersi e può adeguarsi alla verità e alla giustizia. Adesso, se riusciamo a prescindere dalla motivazione esplicita, rimane quello che a me pare l’essenziale, cioè il fatto che il possesso di oggetti tecnologici richiede disciplina. Ciò insomma che è perfettamente adeguato a un contesto naturale, una volta che si confronta con un mondo antropizzato, cioè modificato in maniera significativa dall’uomo inteso come produttore e fruitore di tecnologia, può entrare in un rapporto in qualche modo conflittuale, con esiti assolutamente negativi. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt;Ebbene, l’ethos dominante ha subito recentemente un cambiamento abbastanza brusco, prevalentemente a partire dagli anni sessanta. Questo cambiamento è, come argomento in seguito, dovuto alle teorie illuministiche, che affermano che noi siamo esseri liberi e razionali. A questo punto, risulta ingiustificata ogni ipotesi di autorità esterna che ci indirizzi nella nostra vita, la nostra mente è sufficiente da sola per raggiungere la verità e la giustizia. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt;Un altro aspetto, che mi pare non debba essere ignorato, riguarda l’ambito più specificamente politico: l’Europa vede la presenza di partiti e movimenti che si richiamano esplicitamente alle tematiche verdi, e che godono di un significativo consenso, perfino in qualche caso partecipando a coalizioni di governo. Ebbene, la mia opinione è che tali organizzazioni usurpano il termine verde, in quanto è impossibile riconoscere in loro alcuna traccia di coerenza di pensiero, sia nelle premesse, sia nei comportamenti conseguenti, come tenterò di argomentare nel seguito. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt;Per quanto riguarda la struttura di questo testo, quest’introduzione, come credo sia possibile apprezzare, è parte integrante del libro, anzi è pressoché impossibile leggere il proseguo senza una attenta analisi di questo capitolo, in cui ho concentrato tutti i concetti fondamentali. Segue un capitolo sugli aspetti più specificamente filosofici, collocati qui perché essi stanno a premessa di quanto seguirà. Si tratta di una serie di riflessioni su alcuni degli aspetti più di successo nello sviluppo del pensiero filosofico, ritengo abbastanza originali e detti in maniera non equivoca e spero comprensibile. Ciononostante, chiedo venia perché la scelta dell’estrema sintesi, visto che questo non vuole essere un libro di filosofia, anche se c’è filosofia, appesantisce un po’ la lettura di questa parte del testo. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt;Nei successivi capitoli, andrò esaminando alcuni tra gli aspetti più rilevanti del nostro vivere contemporaneo e tenterò di dare una visione diversa a ciascuno di questi. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt;I temi che affronterò riguardano innanzitutto alcuni aspetti ideologici, cioè che coinvolgono la concezione della nostra stessa natura di uomini, in particolare riguardo al tema dei bisogni e dei desideri, come pure quella concernente la dicotomia anima–corpo da una parte e quella uomo-donna dall’altro. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt;Passerò poi ad affrontare il tema della morale, in particolare la possibilità di costruire un ethos che possa conciliare essere biologico ed essere culturale, o, in altri termini, quello che siamo con quello che vorremmo essere. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt;Altre tematiche riguardano i rapporti interpersonali e la loro esplicitazione all’interno dell’organizzazione sociale, con una particolare attenzione ai temi per me fondamentali della famiglia e della bioetica. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt;Un tema ineludibile è certamente quello economico e quello strettamente correlato dello sviluppo tecnologico. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt;Non mi sono potuto naturalmente sottrarre ai temi più strettamente politici, ma mi sono comunque sforzato di dare una visione d’assieme: gli argomenti su cui più mi soffermo, hanno una funzione essenzialmente esemplificativa. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt;Un ultimo capitolo tenta, più che di trarre alcune conclusioni, di indicare alcune direzioni lungo cui è possibile muoversi. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt;Come verificherete, non c’è nessun tentativo in questo testo di proporre puntuali iniziative, ma certo questa impresa non facile di dare una certa organicità a una nuova visione del mondo, trova la sua fondamentale motivazione nella speranza che altri vi trovino spunti utili per azioni concrete che possano indurre cambiamenti significativi rispetto a un percorso intrapreso dall’umanità, e che giudico estremamente pericoloso per la sua stessa sopravvivenza. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt;Infine, spenderei qualche parola anche sul titolo di questo libro: esso potrebbe dare l’impressione che questa voglia essere la novella Bibbia del pensiero contemporaneo. Ovviamente non è così, qui ho solo tentato di indicare alcune direzioni di pensiero prima ancora che di azione, sapendo che quest’impresa è necessariamente incompiuta e idealmente affidata ad altri soggetti che, riconoscendone alcuni aspetti d’interesse, vogliano riprenderla e portarla più avanti. Il titolo ha appunto un valore provocatorio rispetto alla pretesa della cultura dominante, su cui ripetutamente mi soffermo, di essere in qualche modo superiore a qualunque altra nel non essere ideologica. Parlare di fondamenti ideologici serve appunto ad indicare che sto giocando a carte scoperte, chiarendo sin dall’inizio quali siano le premesse del mio pensiero, e non dandole per scontate e perciò stesso indiscutibili, come oggi si fa nelle società occidentali, non diversamente dai cosiddetti stati teocratici. Tra la società aperta popperiana e la società teocratica iraniana, da questo specifico punto di vista, non vedo differenze, entrambe danno per scontato e conseguentemente non mettono in discussione i loro fondamenti. Come vedere la società quale l’aggregarsi di un insieme di individui liberi e razionali non è oggetto di discussione nella nostra società, così non lo è nella società teocratica l’esistenza di Dio e delle istituzioni che lo rappresentano: l’aspetto ideologico non è ciò di cui si discute, ma proprio al contrario quello che non viene neanche discusso perché implicito e ovvio.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8579103677097075634-8016095432816959504?l=ideologiaverde.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/feeds/8016095432816959504/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/2012/01/il-mio-libro-3.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8579103677097075634/posts/default/8016095432816959504'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8579103677097075634/posts/default/8016095432816959504'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/2012/01/il-mio-libro-3.html' title='IL MIO LIBRO 3'/><author><name>Vincenzo Cucinotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18184543762214806551</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_ACKQK9jMMfI/SjdzWxeiFcI/AAAAAAAAAAM/sYYNkVa6wpc/S220/copertina.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8579103677097075634.post-6867341813605052916</id><published>2012-01-04T08:21:00.002+01:00</published><updated>2012-01-04T08:37:04.247+01:00</updated><title type='text'>IL MIO LIBRO 2</title><content type='html'>&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:worddocument&gt;   &lt;w:view&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:hyphenationzone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:compatibility&gt;    &lt;w:breakwrappedtables/&gt;    &lt;w:snaptogridincell/&gt;    &lt;w:wraptextwithpunct/&gt;    &lt;w:useasianbreakrules/&gt;   &lt;/w:Compatibility&gt;   &lt;w:browserlevel&gt;MicrosoftInternetExplorer4&lt;/w:BrowserLevel&gt;  &lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if gte mso 10]&gt; &lt;style&gt;  /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable  {mso-style-name:"Tabella normale";  mso-tstyle-rowband-size:0;  mso-tstyle-colband-size:0;  mso-style-noshow:yes;  mso-style-parent:"";  mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt;  mso-para-margin:0cm;  mso-para-margin-bottom:.0001pt;  mso-pagination:widow-orphan;  font-size:10.0pt;  font-family:"Times New Roman";} &lt;/style&gt; &lt;![endif]--&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="line-height: normal; text-align: justify; font-family: trebuchet ms; color: rgb(0, 0, 153);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153);font-size:130%;" &gt;Continuo qui a riportare ampie parti del mio libro. Il testo che trovate qui di seguito rappresenta la seconda parte del capitolo introduttivo, che dovrebbe concludersi con la prossima puntata.&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="line-height: normal; text-align: justify; font-family: trebuchet ms; color: rgb(0, 0, 153);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;Un noto filosofo esprime l’opinione che lo sviluppo dell’umanità è ormai guidato dalla Tecnica, e uso l’iniziale maiuscola proprio per sottolineare come questa tesi veda la Tecnica come un elemento autonomo, qualcosa anzi di automatico che è sfuggito al controllo umano. La Tecnica così intesa somiglia tanto agli alieni o ai robots dei racconti di fantascienza, che hanno soggiogato gli uomini, ridotti al rango di schiavi al loro servizio. Questa teoria certo esprime il sentimento di impotenza che a volte si prova di fronte a uno sviluppo tecnologico che sembra ubbidire non più a scelte consapevoli dell’umanità ma a un suo meccanismo autonomo di autoperpetuazione e crescita. Sono però i criteri ideologici che gli uomini più o meno consapevolmente si sono dati a determinare quel futuro prossimo che ogni giorno vediamo divenire il nostro presente. La locomotiva che ci porta verso una destinazione ignota e infida non solo non si è messa in moto da sola, ma può essere fermata se nel buio in cui è immerso il convoglio in marcia, magari a tentoni, riusciamo a risalire, vagone per vagone, fino al quadro di comando del motore e azioniamo le leve giuste. &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="line-height: normal; text-align: justify; font-family: trebuchet ms; color: rgb(0, 0, 153);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;Questo saggio trova proprio in ciò il suo principale obiettivo: prima ancora di formulare delle premesse di carattere ideologico, vuole svelare l’ideologia dominante che, proprio dalla sua invisibilità, trae la propria forza. Non resta quindi che accettare questa dimensione ideologica proprio perché questa presa d’atto relativizza la stessa ideologia, sta sempre a ricordarci che determinate conclusioni sono valide solo in quanto derivano da determinate ipotesi Da questo punto di vista, le ideologie più assolute e chiuse sono quelle che negano di esserlo, e tra queste non c’è dubbio che bisogna includere il pensiero occidentale, proprio perché pretende di essere aperto e tollerante. &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="line-height: normal; text-align: justify; font-family: trebuchet ms; color: rgb(0, 0, 153);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;Questo testo, riconoscendo l’impossibilità di prescindere da un atteggiamento ideologico, lo sposa esplicitamente, mette in guardia e stimola il lettore a un esame critico di quanto affermato, nell’intento di ricondurre il linguaggio e il pensiero nei loro giusti ambiti. L’elaborazione di nuovi schemi ideologici che possano soppiantare o quanto meno affiancarsi a quelli dominanti è un fatto di estrema attualità, perché sono convinto, assieme a molti altri, che l’ideologia dominante porterà l’umanità in breve tempo a rendere il nostro pianeta inospitale, con conseguenze non totalmente prevedibili oggi.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="line-height: normal; text-align: justify; font-family: trebuchet ms; color: rgb(0, 0, 153);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;Certo, c’è una diffusa sensibilità nella cosiddetta opinione pubblica verso quello che non esiterei a definire il “cretinismo” che domina nel mondo in cui viviamo. Non sono sparute le minoranze che si sensibilizzano e si organizzano in qualche maniera alternativamente alla direzione prevalente nella società. Ciò che però mi colpisce in tali movimenti è la parzialità dei loro obiettivi, quella tendenza come a mettere toppe in un drappo che in realtà è ormai liso e richiede piuttosto di essere sostituito nella sua globalità. &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="line-height: normal; text-align: justify; font-family: trebuchet ms; color: rgb(0, 0, 153);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;Citerò qui come esempio, il movimento per l’autoproduzione, che ha trovato una certa risonanza a livello di mass media sia mediante il successo di alcuni libri e articoli, che attraverso una nota trasmissione radiofonica. Tale movimento, a partire da una critica, che condivido totalmente, al mito della crescita del PIL, cioè di questo misuratore della ricchezza nazionale, sostiene il vantaggio dell’autoproduzione, propugna cioè l’organizzarsi della gente in comunità che producano da sé la maggior parte delle cose che servono alla nostra vita, eventualmente barattando beni tra loro. L’ipotesi prospettata è dunque quella di costituire all’interno della società una sorta di case matte, di luoghi di resistenza al modo di vivere prevalente. Ora, senza neanche entrare nel merito di certi aspetti certamente discutibili di questa propugnata pratica del prodursi da sé quante più cose possibili, quello che colpisce sono soprattutto i silenzi, cioè il fatto che questo movimento non abbia elaborato una sua teoria complessiva che possa spiegare perché si sia pervenuti a questa idolatria del PIL, quasi che qualche capitalista maniaco l’abbia messo su surrettiziamente, senza che questo elemento si saldi in maniera organica a tutto un corpo di credenze; a un’ideologia, appunto. Verso la fine di questo saggio riprenderò le considerazioni di tipo economico, e argomenterò perché il capitalismo non può fare a meno di vedere l’economia stessa come la scienza finalizzata alla crescita della ricchezza (sebbene a me sembrerebbe che un sapere per considerarsi scienza non dovrebbe avere alcun fine, e da questo punto di vista l’economia, più che una scienza, andrebbe piuttosto considerata come una semplice disciplina a tesi predefinita). Solo a partire da un’analisi critica della cultura dominante, è possibile ipotizzare un processo di cambiamento anche solo parziale dei modi di vita dominanti. La scelta di costituirsi in comunità minoritarie, prima ancora che nel numero di aderenti, nella logica stessa di costituzione, condanna in qualche modo ad essere riassorbiti nel corso del tempo. Esiste, è vero, la comunità armish che vive in alcuni luoghi degli USA e resiste ormai da secoli, ma lì essi hanno scelto la separazione anche fisica dagli altri, separazione tra l’altro pressoché impossibile in luoghi così densamente popolati come lo sono un po’ tutti i paesi d’Europa. Pensare di svolgere la propria attività lavorativa assieme al resto della popolazione, riservando solo una frazione della giornata alle scelte di movimento, sembra una decisione molto rischiosa. Anche se mediante un attivo proselitismo si facesse breccia nella società, si dovrebbe poi essere pronti ad adottare decisioni politiche di carattere generale, non solo e soltanto scelte di carattere personale, se coltivarsi la lattuga nel proprio orto o andare al mercato ad acquistarla, ma come organizzare una società che includa solo autoproduttori, questa è tutta un’altra faccenda. &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="line-height: normal; text-align: justify; font-family: trebuchet ms; color: rgb(0, 0, 153);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;Un secondo esempio che porto è quello che, riconoscendo che nella nostra società esiste una gerontocrazia, raccoglie firme che impegnino i soggetti a ritirarsi da tutta una serie di funzioni pubbliche dirigenziali a partire da una certa età, al momento definita in sessanta anni. Anche qui, a partire da un’analisi che vede questo affollarsi di anziani e vecchi ad accaparrarsi fette di potere, e che condivido come risulterà chiaro nel prosieguo, si propone un’iniziativa inevitabilmente inefficace, in quanto non entra nel merito delle cause che hanno portato a questa situazione. Ancora una volta, senza entrare nel merito dei meccanismi che operano nella nostra società, e limitandosi ad affrontarne un aspetto specifico, non si rimuovono le cause e quindi non si perviene a nessuna reale alternativa ai meccanismi sociali e politici esistenti. Ciò di cui insomma sono convinto è che manchi la consapevolezza che senza una base filosofica adeguata, senza una elaborazione anche linguistica originale, non sia possibile cambiare in maniera significativa i nostri comportamenti sociali, in quanto sono il frutto di una ideologia i cui fondamenti datano a duemilacinquecento e più anni fa. Per questo, parlare di Platone e del Vecchio Testamento non deve apparire come un vezzo, ma piuttosto come l’unica possibile via per non essere comunque, al di là delle proprie intenzioni, subalterni al pensiero dominante.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="line-height: normal; text-align: justify; font-family: trebuchet ms; color: rgb(0, 0, 153);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;Il titolo scelto coglie l’aspetto innovativo delle tematiche a sfondo ecologico, sposando il termine “verde” che si è ormai imposto in ambito anche politico. Nello stesso tempo, questo saggio si pone come un momento di riordino di queste tematiche, in quanto riconosce le limitazioni di un approccio da una parte sensazionalista dall’altro scientista. Così, per quanto possa sentirmi emotivamente coinvolto dalla balena che si arena su qualche spiaggia in qualche parte del globo, giudico eccessiva l’attenzione che la stampa dedica a questi specifici episodi, con ciò stesso fornendo un’immagine distorta, direi perfino caricaturale, dei problemi ecologici. Allo stesso modo, un certo approccio che chiamerò scientista parte da un punto di vista sbagliato, centrato su un rapporto uomo-ambiente in cui il primo è il soggetto e l’ambiente l’oggetto. Se noi ricordiamo anche la dimensione naturale dell’uomo possiamo capire come già oggi e non solo in un futuro catastrofico l’uomo paghi un prezzo enorme a un’ideologia che si caratterizza come fondamentalmente distruttiva. In altre parole, non solo l’uomo sta tagliando il ramo che lo sostiene, ma in questa azione di potatura si regala l’infelicità presente: se si tralascia questo aspetto di attualità, ci si condanna inevitabilmente a un ruolo marginale, a svolgere solo e soltanto il ruolo della Cassandra di turno. Ritengo insomma che l’attualità delle tematiche verdi non sta tanto nell’utilizzare le conoscenze scientifiche già disponibili per provvedere a non compromettere la vivibilità futura del nostro pianeta, questo viene già fatto ampiamente, ma con effetti inevitabilmente limitati: ci sarà sempre il Pierino di turno a sostenere che gli sviluppi futuri della tecnologia risolveranno problemi di compatibilità che oggi appaiono irrisolvibili. Le tematiche verdi sono estremamente, direi perfino disperatamente attuali proprio perché l’effetto combinato dell’ideologia occidentale e dello sviluppo tecnologico sta già distruggendo oggi la nostra vita quotidiana, le polveri sottili nell’aria che respiriamo nelle nostre città assieme al modo di vivere le esperienze interpersonali così come ci vengono propinate dalla televisione.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8579103677097075634-6867341813605052916?l=ideologiaverde.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/feeds/6867341813605052916/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/2012/01/il-mio-libro-2.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8579103677097075634/posts/default/6867341813605052916'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8579103677097075634/posts/default/6867341813605052916'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/2012/01/il-mio-libro-2.html' title='IL MIO LIBRO 2'/><author><name>Vincenzo Cucinotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18184543762214806551</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_ACKQK9jMMfI/SjdzWxeiFcI/AAAAAAAAAAM/sYYNkVa6wpc/S220/copertina.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8579103677097075634.post-4795186083984126272</id><published>2012-01-03T16:41:00.002+01:00</published><updated>2012-01-03T17:52:16.894+01:00</updated><title type='text'>DIFESA DEI TITOLI E SCELTE DI POLITICA ECONOMICA COME FATTI SEPARATI</title><content type='html'>&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153);font-size:130%;" &gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt;Il ragionamento che il neopotentato italiano vuole convincerci a seguire è di questo tipo. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt;Le scelte di politica economica non derivano da considerazioni di opportunità intrinseca, ma derivano invece da vincoli dettati dai mercati, e quindi il parlamento deve piegarsi e la manifestazione del senso di responsabilità è votare quanto gli viene proposto senza discuterne i contenuti. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt;La seconda parte di questo stesso ragionamento è stabilire la natura di questi vincoli, cosa insomma vogliono i mercati da noi. Ebbene, in questi giorni è una litania continua, bisogna mostrarsi affidabili, gli stessi mercati che ci inguaiano facendo crescere gli interessi sui nostri titoli, si mostrano assai più benevoli verso gli analoghi titoli della Spagna: perchè, forse perchè la Spagna ha i fondamentali della propria economia obiettivamente migliori dell'Italia? No, questo non è certamente vero, la ragione sta nella maggiore affidabilità di quella nazione rispetto alla nostra. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: trebuchet ms;"&gt;&lt;br style="font-family: trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt;Ora, questa linea di ragionamento ha un'immediata conseguenza, ed è quella di non potere valutare in modo verificabile la bontà dei provvedimenti adottati. Qui infatti non si tratta di stabilire quanto sia il nostro deficit, quale sia l'anadamento del nostro debito, o ancora la nostra inflazione, o ancora l'aumento del PIL, tutti parametri sulla cui significatività si può discutere, ma tutti sicuramente calcolabili in maniera univoca. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt;No, qui dobbiamo apparire affidabili, e davvero è impossibile definire un parametro che possa quantificare l'affidabilità. Ciò ha come conseguenza inevitabile un altissimo margine di arbitrarietà nella natura stessa dei provvedimenti adottati che possono comunque essere giustificati in base a questo sfuggente requisito dell'affidabilità. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt;Se però noi smentiamo la stassa fondatezza del criterio dell'affidabilità, allora tutta questa linea di ragionamento crolla miseramente. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt;Ebbene, se io fossi uno speculatore, me ne fregherei allegramente dell'affidabilità. E' vero, io non punterei un singolo centesimo di euro sui titoli di stato proprio a causa di problemi di affidabilità, ma la mancanza di affidabilità non riguarda i titoli in sè, ma al contrario proprio il comportamento dei mercati. Poichè a qualsiasi individuo razionale è chiaro che i mercati si muoivono in maniera opaca, non giustificabile secondo criteri minimamente prevedibili, tale individuo si guarderà dall'affidare a questi stessi mercati il destino dei propri averi. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt;Credo che si possa concordare che siamo in una fase di speculazione particolarmente intensa, e il fine di tali speculatori non è ovviamente di essere tranquillizzato, ma di guadagnare: alle grandi corporations, non importa nulla dell'affidabilità, la propria sarebbe comunque inferiore a qualsiasi Grecia in giro per il mondo, ma solo e soltanto di guadagnare. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt;Pertanto, presentare i mercati come se fossero dei compassati giudici dei nostri comportamenti più che falso risulta assolutamente ridicolo, i mercati sono semplicemente i nostri nemici, nè più nè meno che questo. L'unica cosa che un patriota dovrebbe fare è difendere il proprio paese dagli attacchi da parte del mercato, e questo ci aspetteremmo da Napolitano e Monti, ma direi anche da Draghi per altri versi. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt;Invece, assistiamo a una recita in cui si sottopone il paese a dei provvedimenti che in altri momenti nessuno accetterebbe contando sulla giustificazione del vincolo estero. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: trebuchet ms;"&gt;&lt;br style="font-family: trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt;Concludendo, credo che tutti noi dovremmo pretendere di giudicare le scelte di politica economica in base al loro merito, se fanno vivere meglio le persone o se le fanno vivere peggio. I problemi gravissimi che riguardano gli interessi da pagare sul nostro debito sovrano stratosferico non possono in alcun modo trovare alcuna soluzione che si basi su vincoli di bilancio che in definitiva agiscono soltanto sul bilancio primario (al netto cioè degli interessi), che è già in attivo, e quindi virtuoso. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt;Io mi aspetterei da una parte una patrimoniale straordinaria che riduca di una percentuale robusta l'ammontare del debito, dall'altra che la BCE assuma il ruolo di compratore di ultima istanza dei titoli di tutti i paesi dell'area euro, o in alternativa regolamentare in maniera così ferrea i mercati da impedire questi giochetti che ci costano manovre senza fine e che ci porteranno soltanto in miseria. Che Monti e Napolitano facciano la voce grossa lì dove devono, visto che si sentono parte di questo club esclusivo europeo che determina le scelte dell'unione.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153);font-size:130%;" &gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt;Insomma, i due capitoli, mettere ordine nell'economia interna, e difendere i nostri titoli sono intrinsecamente separati e mescolarli serve solo a confondere il popolo bue, ed è quindi una violazione del contratto sociale e di conseguenza non giustifica più il monopolio della violenbza che lo stato si riserva.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8579103677097075634-4795186083984126272?l=ideologiaverde.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/feeds/4795186083984126272/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/2012/01/difesa-dei-titoli-e-scelte-di-politica.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8579103677097075634/posts/default/4795186083984126272'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8579103677097075634/posts/default/4795186083984126272'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/2012/01/difesa-dei-titoli-e-scelte-di-politica.html' title='DIFESA DEI TITOLI E SCELTE DI POLITICA ECONOMICA COME FATTI SEPARATI'/><author><name>Vincenzo Cucinotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18184543762214806551</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_ACKQK9jMMfI/SjdzWxeiFcI/AAAAAAAAAAM/sYYNkVa6wpc/S220/copertina.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8579103677097075634.post-9212812135889162498</id><published>2012-01-02T12:22:00.004+01:00</published><updated>2012-01-02T15:47:00.016+01:00</updated><title type='text'>IL MIO LIBRO 1 (CONTINUA)</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153);font-size:130%;" &gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Inizio oggi la pubblicazione su questo blog di parti consistenti del mio libro, troppo lungo per essere pubblicato qui integralmente. I quattro anni trascorsi li sento, e tanti concetti li esprimerei in maniera differente, ma l'impianto complessivo lo condivido ancora. Ho scelto di iniziare con un pezzo abbastanza breve, coerentemente con gli altri post di questo blog. Naturalmente, ogni osservazione è benvenuta, anchew perchè mi permette di chiarire punti meno chiari tramite miei commenti in risposta ai vostri.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo libro è il frutto delle riflessioni degli ultimi dodici anni della mia vita,&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;anche se la maggior parte di esso risale a più di nove anni fa. Questa prima &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;versione è stata scritta con spirito autodidatta, cioè facendo riferimento esclusivamente &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;alla mia cultura complessiva e soprattutto alla mia esperienza.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;In sostanza, questa esperienza, di cui il libro rappresenta la testimonianza, è&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;partita in maniera del tutto spontanea sulla base di un’esigenza personale di &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;reagire a un clima culturale contemporaneo a cui mi sento estraneo, e non da &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;sollecitazioni derivanti dalla lettura e dalla specifica conoscenza di quanto già &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;esistente sull’argomento.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;I rischi di una tale impresa sono evidenti: da una parte che le mie riflessioni&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;non siano così originali, che cioè io sia pervenuto autonomamente a concetti &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;già da altri espressi, dall’altra di impedire al lettore di collocare quanto da me &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;affermato in un contesto appropriato. A ben vedere però, entrambi questi rischi &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;sono da un differente punto di vista dei vantaggi, come uno straniero che &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;proprio in quanto tale riesce a vedere una città sotto una nuova luce. Reinventare &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;un concetto è anche un modo per chiarirlo, per gettare nuova luce su di esso, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;come pure lo smarrimento di un lettore può costituire per lui un’opportunità &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;per uscire dagli schemi consueti.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Le letture a cui mi sono dedicato più recentemente mi hanno consentito di&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;individuare le attuali tendenze del pensiero filosofico, dove, a parte poche significative &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;eccezioni, anche partendo da punti di vista del tutto differenti e pervenendo &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;a conclusioni divergenti, c’è un’ampia concordanza nel focalizzare &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;l’attenzione sul linguaggio. A fronte di ciò, ci troviamo in una società in cui &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;queste riflessioni stentano a propagarsi, e dove, particolarmente in ambito politico, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;vengono del tutto ignorate. Il tempo sembra essersi arrestato al momento &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;delle grande rivoluzioni americana e francese, tanto che, ad esempio, il marxismo &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;che cronologicamente è posteriore, viene liquidato con le vecchie parole &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;d’ordine di quei grandi eventi di fine settecento, senza alcuno sforzo di rivisitare&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;il pensiero politico alla luce appunto delle tendenze prevalenti in ambito filosofico&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;complessivo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Questo libro vuole essere un contributo al superamento di questo ritardo &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;della politica e della cultura in generale, e conseguentemente della società, ri&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;spetto ad alcuni aspetti della filosofia contemporanea, che ritengo particolarmente &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;promettenti, particolarmente forieri di sviluppi in ambito politico-sociale.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Io sono convinto che la vita, intesa come fenomeno naturale, stia al centro&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;della nostra esistenza, che le cose ci succedono esattamente come a un sasso succede &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;di cadere per effetto dell’attrazione gravitazionale da parte del nostro pianeta. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Come, affinché i sassi cadessero, non fu necessario attendere che Newton &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;enunciasse la legge sulla gravitazione universale, così qualsiasi cosa noi pensiamo &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;e diciamo, segue, costituisce alla fine un più o meno sofisticato adattamento &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;all’ambiente. Il linguaggio, d’altra parte, per sua stessa natura, tende a &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;debordare dalla funzione originale di veicolo per lo scambio di informazioni.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Interviene così un capovolgimento del rapporto uomo-ambiente, l’uomo pretende&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;di giudicare e di riprogettare la realtà in accordo a un “discorso”, cioè a &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;un’entità composta di parole.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Questo è l’aspetto ideologico del linguaggio, a cui non si può in alcun modo&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;sfuggire, in quanto la sua funzione è proprio quella di operare sulla realtà.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Come esseri pensanti non possiamo non essere ideologici: ideologia come tutto&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;ciò che, sovrappostosi alla nostra biologicità, ci qualifica come compartecipi di &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;un sistema culturale, di una determinata civiltà. I primi rudimenti ideologici, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;quelli che poi si rivelano fondamentali, si trasmettono con l’apprendimento della &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;lingua materna. Nel momento in cui affido a queste pagine le mie riflessioni &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;sono consapevole, anzi faccio proprio affidamento sulla comune ideologia che &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;lega me ai miei potenziali lettori: nello stesso tempo in cui pongo alla loro attenzione &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;una visione diversa delle cose, sono però anche consapevole di quanto &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;queste affondino comunque le loro radici in un comune sentire che travalica la &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;comune appartenenza alla specie umana. Evidenze di ciò possono dedursi dagli&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;studi etnologici che ci mostrano le differenze profonde che civiltà cresciute separatamente&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;dalla nostra evidenziano. La traduzione da una lingua a&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;un’altra non è un’operazione automatica, neanche tra due lingue entrambe neola&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;tine come italiano e francese. Basta considerare l’esempio banale ma significa&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;tivo dell’italiano “per favore”, che in francese diventa “s’il vous plais”, letteralmente &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;“se vi piace”. Quanto c’è di più rispettoso degli altri e nello stesso &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;tempo di orgoglioso nell’espressione francese rispetto alla servile ed egocentrica &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;espressione italiana! Tradurre poi da lingue lontane è veramente un compito&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;arduo, quasi disperato. Basti pensare ancora allo sforzo ormai pluridecennale&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;che stanno operando in Cina per tradurre gli oltre diecimila ideogrammi della &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;loro lingua in un alfabeto: ancora non si intravede la fine di questo progetto &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;pur tanto calorosamente sostenuto dal governo di quel paese.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Che la condivisione di un linguaggio costituisca un legame ideologico, dovrebbe&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;chiarire l’infondatezza dell’ipotesi stessa di poter vivere in una società &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;civile senza ideologie.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Con tutto ciò, non voglio negare che esistono ideologie cattive ed anche intrinsecamente&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;ottuse, ma sarebbe paradossale da ciò trarre la conclusione che &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;tutte le ideologie in quanto tali vadano condannate. È invece necessario giudicare &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;un’ideologia soprattutto in base alle sue conclusioni: ottuso sarebbe, questo &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;sì, credere che un coerente sistema di premesse sia sufficiente a qualificare positivamente &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;una certa ideologia.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Malgrado tutto ciò, si moltiplicano le discussioni sulla morte delle ideologie,&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;si afferma con grande clamore che viviamo in un mondo deideologizzato e amenità &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;di questo tipo. Poiché non avere ideologie in realtà significherebbe tornare &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;quantomeno a riabitare le caverne, rimane da capire perché si discuta &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;tanto a partire da premesse tanto infondate. La risposta non può che essere &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;che viviamo in un mondo tanto profondamente ideologizzato da non esserne &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;consapevole. Infatti, quale migliore ideologia di quella che, custodita nel più intimo &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;del nostro essere, non riusciamo a percepire? Come potremmo allora liberarcene?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;D’altra parte, se abbiamo occhi per vedere, l’ideologia dominante si&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;può disvelare.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Un esempio che trovo molto significativo riguarda gli odori, e particolarmente&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;gli odori che emanano dal nostro stesso corpo. È un fatto ormai storicamente &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;accertato che fino a gran parte del diciottesimo secolo molti odori che a &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;noi risultano sgradevoli, se non addirittura ributtanti, risultavano graditi a &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;quei nostri progenitori. Persino l’odore degli escrementi era pienamente accettato. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Per una visione più obiettiva delle cose, bisogna anche ricordare che, data &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;l’assenza di reti fognarie, per essi si trattava comunque di odori familiari e&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;sappiamo quanto l’abitudine possa condizionare gli uomini. Analoga spiegazione &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;difficilmente si potrebbe però estendere ad esempio al caso dell’odore del &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;sudore ascellare, sia perché esplicitamente declamato, sia perché la convivenza &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;di tale afrore con noi è automatica e la sua eliminazione, richiedendo una cura &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;del nostro stesso corpo, ci coinvolge in modo ben maggiore. Ebbene, nella no&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;stra società, forse nulla risulta più  bandito, più sgradevole nella considerazione&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;comune, di coloro che, non curando sufficientemente l’igiene personale e non facendo &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;uso di deodoranti, emanano questi nostri naturali odori; si può urlare, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;perfino spingere chi ci sta attorno, ma guai a fare cattivo odore, in questo caso &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;sei definitivamente out. Questo è indubbiamente un aspetto ideologico della nostra &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;vita: ciò che appena due secoli fa era accettato e forse perfino gradito, oggi &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;rappresenta qualcosa che ci sollecita a un giudizio pesantemente negativo verso &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;quegli individui che disobbediscono all’imperativo, questo sì davvero categorico,&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;di eliminare o almeno sopraffare questi odori.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8579103677097075634-9212812135889162498?l=ideologiaverde.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/feeds/9212812135889162498/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/2012/01/il-mio-libro-1-continua.html#comment-form' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8579103677097075634/posts/default/9212812135889162498'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8579103677097075634/posts/default/9212812135889162498'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/2012/01/il-mio-libro-1-continua.html' title='IL MIO LIBRO 1 (CONTINUA)'/><author><name>Vincenzo Cucinotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18184543762214806551</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_ACKQK9jMMfI/SjdzWxeiFcI/AAAAAAAAAAM/sYYNkVa6wpc/S220/copertina.jpg'/></author><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8579103677097075634.post-2025583415073522269</id><published>2011-12-28T19:18:00.004+01:00</published><updated>2011-12-28T19:52:23.672+01:00</updated><title type='text'>IL 2011, L'ANNO DEL SUICIDIO DELLA POLITICA</title><content type='html'>&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153);font-size:130%;" &gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt;Tempo di bilanci annuali: come potremmo definire il 2011?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt;Io lo chiamo l'anno del suicidio della politica, questa mi pare la caratteristica principale.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt;In sostanza, i partiti hanno interiorizzato una concezione che vede l'essere di parte come una colpa.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt;Così, si sbracciano per dire che non sono di parte, anzi che lo sono, hanno questa colpa, ma vogliono essere buoni, almeno adesso che l'Italia si trova al centro del più clamoroso ed incomprensibile attacco finanziario che si sia mai visto in Europa, che fa impallidire l'attacco portato a suo tempo alla Grecia conducendola al baratro più profondo senza che si veda alcuna possibilità che ne esca fuori.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt;I partiti vogliono fare i buoni e smettere di essere quello che il loro ruolo prevede, portatori di una loro specifica visione dell'interesse generale. Akltro paradosso di questa situazione è che si considera gesto di responsabilità votare in parlamento provvedimenti che non si condividono.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt;Guardate un po', a me pareva che il senso di responsabilità consisterebbe invece proprio nel non votare provvedimenti che non si condividono e votare quelli che si condividono.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt;Se il significato delle parole e il senso comune vengono capovolti, allora siamo in pieno suicidio, pronti ad accettare qualunque crimine perpetuato nei nostri confronti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt;Questo imbambolamento subito soprattutto da un ceto che per cultura ed età dovrebbe aspirare ad essere protagonista delle scelte collettive rischia oggi di permettere appunto che l'Italia diventi presto la seconda Grecia. Di fronte alle scelte della BCE centrate tutte sulla difesa ad ogni costo, compreso quello del fallimento di interi stati sovrani, del sistema bancario assunto ormai come il soggetto fondamentale del mondo di oggi, tutta la polemica politica col governo Monti sta nel sollecitare provvedimenti che incentivino la crescita.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt;Come si fa a non  capire che nessun provvedimento di politica economica può risultare efficace nella situazione data, quella di un'Europa che subisce passivamente ogni genere di attacchi a suoi membri autorevoli? L'unica cosa che andrebbe pretesa da questo governo è quella di dare un ultimatum all'Europa che può essere così formulato:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt;O la BCE si assume il compito di garantire la difesa del corso dei titoli pubblici o l'Italia esce dall'euro.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt;Le resistenze e le titubanze della Merkel non possono più essere tollerate, perchè pesano sui nostri conti, e non capisco come chiunque non sia un traditore della propria patria possa aqccettare queste mezze misure che non possono essere in alcun modo risolutive.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt;Pensare che si possa ricercare una soluzione lasciando al tempo la possibilità di risolvere i nostri problemi è un  errore imperdonabile, anche perchè nel frasttempo possono solo crescere i sentimenti di ostilità tra gli stati: meglio, o se preferite meno peggio, lasciarsi consensualmente, sarà allora possibile immaginare convergenze  future, mentre il prersente clima è velenoso, può soltanto distruggere quel min imo di europeismo che si è andato costruendo negli ultimi decenni sotto la spinta ideale di grandi politici europei del tempo che fu.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt;Insomma, vedere questi partiti negare di svolgere il ruolo che dovrebbero, vedere un parlamento che ancora blatera di crescita in un mondo che non potrebbe sopportare a lungo neanche l'attuale livello di produzione, da' proprio l'impressione che l'umanità sembra matura per la propria estinzione senza che ci sia un minimo di consapevolezza collettiva dell'enormità dei guai in cui ci siamo cacciati.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt;E comunque, buon 2012 (ma ce ne vuole di ottimismo, eh!).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8579103677097075634-2025583415073522269?l=ideologiaverde.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/feeds/2025583415073522269/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/2011/12/il-2011-lanno-del-suicidio-della.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8579103677097075634/posts/default/2025583415073522269'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8579103677097075634/posts/default/2025583415073522269'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/2011/12/il-2011-lanno-del-suicidio-della.html' title='IL 2011, L&apos;ANNO DEL SUICIDIO DELLA POLITICA'/><author><name>Vincenzo Cucinotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18184543762214806551</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_ACKQK9jMMfI/SjdzWxeiFcI/AAAAAAAAAAM/sYYNkVa6wpc/S220/copertina.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8579103677097075634.post-2655451533102332830</id><published>2011-12-22T09:35:00.003+01:00</published><updated>2011-12-22T11:40:04.541+01:00</updated><title type='text'>CHE FLOP IL PRESTITO ALLE BANCHE DA PARTE DELLA BCE!</title><content type='html'>&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153);font-size:130%;" &gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt;Le dichiarazioni di Draghi rilasciate al Financial Times e riportate in un precedente post, rimettono al centro del dibattito economico il sistema bancario. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt;La BCE in sostanza ha costruito un meccanismo, direi barocco per il suo meccanismo intricato, per immettere liquidità nel sistema. Le banche possono prendere a prestito a tassi agevolati (appena l'1%) unha quantità di denaro teoricamente illimitata dalla BCE, dando in garanzia spazzatura. No, non è un errore di battitura e neanche un'esagerazione, se vi dico che le banche possono perfino emettere lo stesso giorno delle obbligazioni appositamente progettate per questo scopo. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt;Una volta che le banche, che vi ricordo sono enti di diritto privato e che godono di enormi spazi di autonomia, sono state dotate di tale liquidità in condizioni di grande favore (tassi più bassi di quelli di mercato di almeno cinque punti percentuali), la speranza espressa pubblicamente da Draghi, è che le banche tornino a fare il loro tradizionale mestiere, quello di intermediare risparmi e prestiti, e quindi nella situazione data fornire alle imprese quella liquidità che permetta loro almeno di non dovere chiudere. Inoltre, egli auspica anche che le banche trovino conveniente acquistare i titoli di stato. Ciò, ovviamente porterebbe ad un effetto di riduzione dei tassi con immediate ripercussioni sull'equilibrio dei conti pubblici dei paesi in difficoltà nell'area euro. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt;Ieri, giorno dell'emissione, l'operazione non ha avuto gli effetti sperati, e ciò è davvero difficile da comprendere in  termini strettamente di mercato. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt;Cosa può indurre una banca a non comprare dei titoli ottenendo per tre anni un guadagno del 5%? Se il faro delle scelte di investimento fosse davvero l'utile che se ne trae, non  v'è spiegazione. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt;Qualche giorno fa, c'è stato un altro segnale incomprensibile e pertanto inquietante, la riduzione drastica degli interessi sulle nuove emissioni di titoli spagnoli. Come si può spiegare che gli investitori si sentano più sicuri di una paese, la Spagna, che ha collocato quasi tutto il suo prestito all'estero, che non potrebbe mai rientrare dal debito, seppure più modesto di quello italiano, visto che i suoi cittadini non posseggono la ricchezza che sarebbe richiesta per questo scopo, che non può imporre ancora più dell'Italia misure di rigore visti i già stratosferici tassi di disoccupazione, e che quyindi nel breve periodo non ha alcuna possibilità di ridurre il proprio deficit, già ben più alto di quello italiano. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt;Evidentemente, ci devono essere criteri extra-finanziari, di natura strettamente politica, che inducono a non mollare l'osso italiano, un osso ben ricco di carne da spolpare, e che quindi i mastini della finanza internazionale non intendono mollare fino a operaz&lt;ione di="" spolpamento="" span=""&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt;Insomma, questa operazione rischia di rivelarsi un flop clamoroso almeno dal punto di vista delle motivazioni ufficiali per cui è stata lanciata. Del resto, questo automatismo tra disponibilità di risorse finanziarie e scelta di investimento nei debiti sovrani non si può dare per scontato. Prima, sarebbe necessario spiegare perchè la Deutschebank abbia affossato i titoli italiani vendendo proprio nel momento più delicato quelli che aveva in portafoglio: è credibile che abbia voluto ottenere un minusvalenza e senza neanche consultare il governo tedesco e la BCE? &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt;Così, l'impressione è che ci si trovi in un mondo in cui nulla di ciò che appare è vero, e che trame di ogni tipo si agitino sullo sfondo, e che in tale scenario coloro che per ruolo istituzionale od anche solo per cittadinanza dovrebbero difendere l'Italia e la sua popolazione, giochino un ruolo opaco e forse sporco ai nostri danni. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt;Sembrerebbe, ma l'opacità della situazione non permette di trarre conclusioni più chiare, che la fine dell'euro sia già stata decisa, e che ciò che vediamo siano soltanto gli atti che servono a definire i rapporti di forza tra paesi e valute dell'area euro dopo la separazione.&lt;/span&gt;&lt;/ione&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8579103677097075634-2655451533102332830?l=ideologiaverde.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/feeds/2655451533102332830/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/2011/12/che-flop-il-prestito-alle-banche-da.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8579103677097075634/posts/default/2655451533102332830'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8579103677097075634/posts/default/2655451533102332830'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/2011/12/che-flop-il-prestito-alle-banche-da.html' title='CHE FLOP IL PRESTITO ALLE BANCHE DA PARTE DELLA BCE!'/><author><name>Vincenzo Cucinotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18184543762214806551</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_ACKQK9jMMfI/SjdzWxeiFcI/AAAAAAAAAAM/sYYNkVa6wpc/S220/copertina.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8579103677097075634.post-7990490640240080527</id><published>2011-12-21T09:56:00.002+01:00</published><updated>2011-12-21T10:00:15.835+01:00</updated><title type='text'>PRESIDENTE, IO NON LA ACCUSO DI NULLA DI PIU' DELLE PAROLE CHE LEI STESSO HA PRONUNCIATO</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal" style="line-height: normal; font-family: trebuchet ms; color: rgb(0, 0, 153);"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;No, Presidente, non ci siamo proprio. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="line-height: normal; font-family: trebuchet ms; color: rgb(0, 0, 153);"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Mi chiedo come ci possa essere qualcuno che sostenga senza timore di affermare cose palesemente false che in Italia ci sia democrazia. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="line-height: normal; font-family: trebuchet ms; color: rgb(0, 0, 153);"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Si potrebbe a lungo disquisire quanto i principi liberali siano compatibili con una reale democrazia, ma io limiterò il mio intervento alla presente fase politica italiana (seppure con molti aspetti che coinvolgono ampi settori dell’Europa nel suo complesso, soprattutto nel passato più recente), quella per intenderci iniziata con l’uscita di Fini nell’autunno del 2010 e la scissione così verificatasi del PDL. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="line-height: normal; font-family: trebuchet ms; color: rgb(0, 0, 153);"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Il 14 dicembre del 2010 divenne palese che si era venuta definendo una situazione inedita, un Parlamento i cui membri praticavano in maniera appena nascosta una messa in vendita dei loro voti. Quel giorno, Berlusconi che aveva lanciato questa campagna di compravendita, e gli alleati che evitarono di ribellarsi a questa pratica, e quindi anche la Lega, così come la stampa a lui amica, che oggi straparlano, posero una pesante pietra sulla democrazia seppellendola all’interno di riti parlamentari formalmente rispettati. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="line-height: normal; font-family: trebuchet ms; color: rgb(0, 0, 153);"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Napolitano in quella fase giocò un ruolo essenziale seppure presumibilmente involontario, chiedendo alle opposizioni di rinviare la presentazione della mozione di sfiducia alla scopo di consentire prima l’approvazione della finanziaria. Quel mese che così Berlusconi guadagnò, si rivelò decisivo ai fini della compravendita di parlamentari, perché la mozione venisse bocciata. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="line-height: normal; font-family: trebuchet ms; color: rgb(0, 0, 153);"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Non si trattò di un errore da poco, ed esso coinvolse anche le forze di opposizione che avevano comunque la facoltà di rifiutare l’invito del Capo dello Stato, tutti quanti responsabili della perdita di democrazia da cui non ci siamo ancora ripresi né si vede quando ciò potrà avvenire. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="line-height: normal; font-family: trebuchet ms; color: rgb(0, 0, 153);"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;In verità, vorrei far notare ai miei interlocutori che attribuiscono ogni responsabilità al popolo bue, che questo non fece mancare il suo voto di sonora bocciatura al governo nelle elezioni amministrative del giugno 2011 e nel successivo referendum: come elettori davvero non potevamo fare di più. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="line-height: normal; font-family: trebuchet ms; color: rgb(0, 0, 153);"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Era la politica che doveva provvedere a permettere agli elettori, che chiaramente mostravano di essere politicamente orientati in modo differente rispetto alle precedenti consultazioni del 2008, di definire una nuova composizione del parlamento. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="line-height: normal; font-family: trebuchet ms; color: rgb(0, 0, 153);"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Ciò che invece avvenne è che l’ultra elettoralista Berlusconi improvvisamente smise accuratamente di parlare di nuove consultazioni puntando tutto sul proseguo della legislatura fino alla sua conclusione fisiologica, di fronte ad una opposizione timida e divisa tra le alternative di elezioni immediate o di governo d’emergenza. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="line-height: normal; font-family: trebuchet ms; color: rgb(0, 0, 153);"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Tra loro, un Presidente sempre più protagonista che decide di sorvolare sulla questione essenziale della natura e della composizione del governo, per occuparsi prioritariamente di licenziare provvedimenti economici, apparentemente senza considerarne neanche lo specifico contenuto. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="line-height: normal; font-family: trebuchet ms; color: rgb(0, 0, 153);"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Quindi, Presidente, le accuse che le vengono rivolte non riguardano la supposta violazione di chissà quali norme costituzionali (si sarebbe trattato in quel caso di colpo di stato, e nessuno che io sappia ha sollevato tale tipo di accusa), cosa certamente falsa, ma del fatto che lei tra le differenti alternative che aveva di fronte, ha deciso di occuparsi di affrontare le questioni economiche a qualsiasi costo. Nel primo caso, in tal modo Lei ha tarpato le ali all’opposizione permettendo a Berlusconi di uscire indenne dalla scissione di Fini, e determinando per tale via l’apertura di questa fase particolarmente fangosa della politica italiana. Successivamente, proprio nel momento in cui anche gli elettori avevano dato un colpo decisivo a Berlusconi, Lei ha chiesto una nuova tregua perché l’economia viene prima. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="line-height: normal; font-family: trebuchet ms; color: rgb(0, 0, 153);"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Quindi, Presidente, le accuse che Le vengono rivolte non fanno in definitiva che utilizzare le sue stesse parole, è Lei stesso che in ciò che afferma, manifesta questa concezione della democrazia secondo cui questa è sottomessa rispetto a questioni che prevalgono, e in particolare rispetto all’economia. Lei poteva, ne aveva piena facoltà, affidare l’incarico a Monti senza magari quella caduta di stile che è stata la sua nomina a senatore a vita, senza avere alcuna esigenza di motivare tale decisione, ma al contrario ha scelto di introdurre delle motivazioni che a me suonano come profondamente antidemocratiche. Il processo che Le faccio non riguarda le procedure che ha seguito e la loro costituzionalità, ma bensì le sue parole, e a me basterebbe che Lei ritrattasse. Se non lo fa, allora io mantengo la mia opinione in proposito. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="line-height: normal; font-family: trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153); font-family: trebuchet ms;"&gt;Qui, non posso ripetere ciò che ho tentato di argomentare in precedenti post su quali siano le conseguenze gravissime del suo punto di vista, come delle implicazioni su quale sia la comunità di cui Lei si sente parte integrante, forse perfino prima dell’essere italiano, e quindi rimando i lettori ai numerosi post che ho dedicato a tale argomento, ed in particolare a &lt;/span&gt;&lt;a style="color: rgb(0, 0, 153); font-family: trebuchet ms;" href="http://ideologiaverde.blogspot.com/2011/11/la-politica-come-antagonista.html"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;questo&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153); font-family: trebuchet ms;"&gt; articolo.&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8579103677097075634-7990490640240080527?l=ideologiaverde.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/feeds/7990490640240080527/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/2011/12/presidente-io-non-la-accuso-di-nulla-di.html#comment-form' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8579103677097075634/posts/default/7990490640240080527'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8579103677097075634/posts/default/7990490640240080527'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/2011/12/presidente-io-non-la-accuso-di-nulla-di.html' title='PRESIDENTE, IO NON LA ACCUSO DI NULLA DI PIU&apos; DELLE PAROLE CHE LEI STESSO HA PRONUNCIATO'/><author><name>Vincenzo Cucinotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18184543762214806551</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_ACKQK9jMMfI/SjdzWxeiFcI/AAAAAAAAAAM/sYYNkVa6wpc/S220/copertina.jpg'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8579103677097075634.post-3010697700365120804</id><published>2011-12-19T13:23:00.004+01:00</published><updated>2011-12-19T14:40:13.776+01:00</updated><title type='text'>PERCHE' DRAGHI SEGA IL RAMO SU CUI E' SEDUTO?</title><content type='html'>&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153);font-size:130%;" &gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Vi propongo il link che segue, che riporta alcuni passaggi di un'intervista al neo Presidente della BCE, nonchè precedente governatore della Banca d'Italia Mario Draghi. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/19/lintervista-draghi-fine-delleuro/178594/ &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Ecco il testo integrale: &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic; font-family:trebuchet ms;" &gt;Financial Times: &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic; font-family:trebuchet ms;" &gt;We  are now more than four years into the financial crisis. What lessons  would you draw so far? What has gone right and what has gone wrong? &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;p  style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic; font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;strong&gt;Mario Draghi:&lt;/strong&gt;  We have to distinguish two stages. First was the financial crisis, with  its repercussions for the real economy. I think we learnt the lessons  that we need a more resilient financial system, a system where we would  have less debt and more capital. There has been substantial progress in  designing new regulatory policies and some progress in implementing this  new design. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic; font-family:trebuchet ms;" &gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;p  style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic; font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;The second stage of the crisis is really a combination of, I would  say, a challenging political phase, where euro area leaders are  reshaping what I called the fiscal “compact,” and a situation where  banks and countries face serious funding constraints. These challenging  funding conditions are now producing a credit tightening and have  certainly increased the downside risks for the euro area economy.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic; font-family:trebuchet ms;" &gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;p  style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic; font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Action is proceeding on two fronts. At last week’s European Union  summit you saw a first step towards fiscal rules that are not only more  binding, but actually are of a different nature. They would be binding  ex ante, which is an entirely new quality, and written into the primary  legislations of the member states. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic; font-family:trebuchet ms;" &gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;p  style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic; font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;The second line of action is a set of meaningful, significant  decisions taken by the ECB last week. We cut the main interest rate by  25 basis points. We announced two long-term refinancing operations,  which for the first time will last three years. We halved the minimum  reserve ratio from 2 per cent to 1 per cent. We broadened collateral  eligibility rules. Finally, the ECB governing council agreed that the  ECB would act as an agent for the European Financial Stability Facility  (EFSF). &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic; font-family:trebuchet ms;" &gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;p  style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic; font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;strong&gt;FT: &lt;/strong&gt;Will the three-year refinancing operations give banks an incentive to buy “periphery” eurozone bonds?&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic; font-family:trebuchet ms;" &gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;p  style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic; font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;strong&gt;MD: &lt;/strong&gt;Not necessarily. Of course banks also have  capital difficulties, and these measures don’t necessarily help them on  that side. The objective is to ease the funding pressures that banks are  experiencing. They will then decide what the best use of these funds  is. One aspiration is to have them financing the real economy,  especially small and medium sized enterprises (SMEs). What we are  observing is that small and medium sized banks are the ones having the  biggest funding difficulties, and they are generally the ones who  provide most of the financing for the SMEs. And SMEs account for about  70 per cent of employment in the euro area’s corporate sector. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic; font-family:trebuchet ms;" &gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;p  style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic; font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;strong&gt;FT: &lt;/strong&gt;Is this Europe’s version of “quantitative easing”?&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic; font-family:trebuchet ms;" &gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;p  style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic; font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;strong&gt;MD: &lt;/strong&gt;Each jurisdiction has not only its own rules,  but also its own vocabulary. We call them non-standard measures. They  are certainly unprecedented. But the reliance on the banking channel  falls squarely in our mandate, which is geared towards price stability  in the medium term and bound by the prohibition of monetary financing  [central bank funding of governments].&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic; font-family:trebuchet ms;" &gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;p  style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic; font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Coming back to what banks are going to do with this money: we don’t  know exactly. The important thing was to relax the funding pressures.  Banks will decide in total independence what they want to do, depending  on what is the best risk / return combination for their businesses. One  of the things that they may do is to buy sovereign bonds. But it is just  one. And it is obviously not at all an equivalent to the ECB  stepping-up bond buying.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic; font-family:trebuchet ms;" &gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;p  style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic; font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;strong&gt;FT: &lt;/strong&gt;Do you expect, in the next six months, another round of bank recapitalisations and, in some cases, nationalisation?&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic; font-family:trebuchet ms;" &gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;p  style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic; font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;strong&gt;MD: &lt;/strong&gt;Last week, we had the results of the European  Banking Authority (EBA) “stress tests” exercise. But ideally, the  sequence ought to have been different: We should have had the EFSF in  place first. This would have had certainly a positive impact on  sovereign bonds, and therefore a positive impact on the capital  positions of the banks with sovereign bonds in their balance sheet. So  the ideal sequencing would have been to have the recapitalisation of the  banks after EFSF had been in place and had been tested.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic; font-family:trebuchet ms;" &gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;p  style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic; font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;In fact, it was done the other way round, so the capital needs  identified by the EBA exercise reflect stressed bond market conditions.  That may exert pressure on banks to achieve better capital ratios by  simply deleveraging.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic; font-family:trebuchet ms;" &gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;p  style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic; font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Deleveraging means two things; selling assets and/or reducing  lending. In the present business cycle conditions, I think the second  option is by far the worst. I understand regulators have recommended to  their banks that they shouldn’t go this way, so let’s hope they follow  this advice.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic; font-family:trebuchet ms;" &gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;p  style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic; font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;strong&gt;FT: &lt;/strong&gt;Couldn’t somebody just say to the EBA, look, just hold off now, this is completely unhelpful? &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic; font-family:trebuchet ms;" &gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;p  style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic; font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;strong&gt;MD:&lt;/strong&gt; I think the press statement by EBA somehow hints at that, because they say that there wouldn’t be another exercise next year.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic; font-family:trebuchet ms;" &gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;p  style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic; font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;To be fair to EBA, the shape of the exercise was decided at a time  when the biggest economic threat seemed to be the banking system’s lack  of credibility. People feared banks’ balance sheets concealed  fragilities that in the end would strain the economies. So they started  this exercise thinking that, being transparent, and marking-to-market  sovereign bonds, would strengthen the credibility of the banking system  and reduce risk premia. At the end, it did not work that way because of  the sequencing. But I wouldn’t say it’s EBA’s fault.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic; font-family:trebuchet ms;" &gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;p  style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic; font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;strong&gt;FT: &lt;/strong&gt;The big point here though is, at least the world  in 2011, has fundamentally changed, if not for the last two years,  where a position where equities would be seen as more risky than  government bonds is now in reverse ….&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic; font-family:trebuchet ms;" &gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;p  style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic; font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;strong&gt;MD: &lt;/strong&gt;The big change is that assets which were  considered absolutely safe are now viewed as potentially unsafe. We have  to ask what can be done to restore confidence. I would say there are at  least four answers.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic; font-family:trebuchet ms;" &gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;p  style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic; font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;The first, lies with national economic policies, because this crisis  and this loss of confidence started from budgets that had got completely  out of control.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic; font-family:trebuchet ms;" &gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;p  style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic; font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;The second answer is that we have to restore fiscal discipline in the  euro area, and this is in a sense what last week’s EU summit started,  with the redesign of the fiscal compact.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic; font-family:trebuchet ms;" &gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;p  style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic; font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;However, we are in a situation where premia for these risks overshot.  When you have this high volatility – like we had after Lehman – you  have an increase in the counterparty risk. In the worst case, you can  have accidents and even if you don’t have accidents, you have a much  reduced economic activity because people become exceedingly risk averse.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic; font-family:trebuchet ms;" &gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;p  style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic; font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;So the third answer to this is to have a firewall in place which is  fully equipped and operational. And that was meant to be provided by the  EFSF. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic; font-family:trebuchet ms;" &gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;p  style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic; font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;The fourth answer is to again ask: why are we in this situation. Part  of this had to do with fiscal discipline, but the other part was the  lack of growth. Countries have to undergo significant structural reforms  that would revamp growth. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic; font-family:trebuchet ms;" &gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;p  style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic; font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;strong&gt;FT: &lt;/strong&gt;And the fifth answer is that the idea of  introducing private sector involvement (PSI) in eurozone bail-outs was,  in retrospect, a mistake? &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic; font-family:trebuchet ms;" &gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;p  style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic; font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;strong&gt;MD: &lt;/strong&gt;The ideal sequencing would have been to first  have a firewall in place, then do the recapitalisation of the banks, and  only afterwards decide whether you need to have PSI. This would have  allowed managing stressed sovereign conditions in an orderly way. This  was not done. Neither the EFSF was in place, nor were banks  recapitalised, before people started suggesting PSI. It was like letting  a bank fail without having a proper mechanism for managing this  failure, as it had happened with Lehman. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic; font-family:trebuchet ms;" &gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;p  style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic; font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Now, to be fair again, one has to address another side of this. The  lack of fiscal discipline by certain countries was perceived by other  countries as a breach of the trust that should underlie the euro. And so  PSI was a political answer given with a view to regaining the trust of  these countries’ citizens. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic; font-family:trebuchet ms;" &gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;p  style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic; font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;strong&gt;FT: &lt;/strong&gt;Coming to the fiscal pact, what is your answer  to those who say there is excessive concentration on budgetary rigour at  the expense of competitiveness and growth and that actually what is  being created is a “stagnation and austerity union”? &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic; font-family:trebuchet ms;" &gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;p  style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic; font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;strong&gt;MD: &lt;/strong&gt;The answer is that they are right and wrong at  the same time. They are right because there can’t be any sustainable  economy without growth and competitiveness and job creation. They are  wrong if they think that there is a trade-off between the two. There’s  no trade-off between fiscal austerity, and growth and competitiveness. I  would not dispute that fiscal consolidation leads to a contraction in  the short run, but then you have to ask yourself: what can you do to  mitigate this? &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic; font-family:trebuchet ms;" &gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;p  style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic; font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Improvement in budgetary positions should elicit some positive market  response, lower spreads and lower cost of credit. But two further  conditions have to be satisfied: Implementation at national level of the  structural reforms needed to enhance growth and jobs creation. And  finally, it is necessary to have the right euro area design,  implementing the fiscal compact, so that the confidence is fully  restored. Austerity by one single country and nothing else is not enough  to regain confidence of the markets – as we are seeing today. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic; font-family:trebuchet ms;" &gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;p  style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic; font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Consolidation must also go hand in hand with structural reforms. Each  country has its own path that they should undertake. For some, the  situation would not be sustainable even if they were outside the euro  and were to devalue their currency. That would give only a temporary  respite – and higher inflation, of course. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic; font-family:trebuchet ms;" &gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;p  style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic; font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;strong&gt;FT: &lt;/strong&gt;But that was part of the answer in the early 1990s in Italy – it did have an exchange rate adjustment. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic; font-family:trebuchet ms;" &gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;p  style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic; font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;strong&gt;MD: &lt;/strong&gt;If you take that as an example, remember there  was no IMF around, there was no EFSF and gross [government bond]  issuance in 1992 was a multiple of the figures that we see today. It’s  true that Italy moved the exchange rate, but this cuts both ways. It  brought a temporary respite to the economy, so that exports could grow,  but it also widened sovereign bond spreads because exchange rate risk  came on top of sovereign risk. Three or four years down the road Italy  still had something like 600 basis point spread with respect to the  German Bund. Furthermore, the effect of the devaluation would have been  only temporary without the structural reforms (abolition of indexation  among others) that followed.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic; font-family:trebuchet ms;" &gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;p  style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic; font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;strong&gt;FT: &lt;/strong&gt;But these austerity programmes are very harsh. Don’t think that some countries are really in effect in a debtor’s prison?&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic; font-family:trebuchet ms;" &gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;p  style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic; font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;strong&gt;MD: &lt;/strong&gt;Do you see any alternative?&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic; font-family:trebuchet ms;" &gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;p  style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic; font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;strong&gt;FT: &lt;/strong&gt;They could leave the eurozone? &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic; font-family:trebuchet ms;" &gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;p  style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic; font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;strong&gt;MD: &lt;/strong&gt;But as I said before, this wouldn’t help.  Leaving the euro area, devaluing your currency, you create a big  inflation, and at the end of that road, the country would have to  undertake the same reforms that were due to begin with, but in a much  weaker position. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic; font-family:trebuchet ms;" &gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;p  style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic; font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;strong&gt;FT: &lt;/strong&gt;… But maybe it would be the best thing for the rest of the eurozone?&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic; font-family:trebuchet ms;" &gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;p  style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic; font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;strong&gt;MD: &lt;/strong&gt;Well, then you would have a substantial breach  of the existing treaty. And when one starts with this you never know how  it ends really. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic; font-family:trebuchet ms;" &gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;p  style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic; font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;strong&gt;FT: &lt;/strong&gt;You said earlier that it would have been far  better if the EFSF had been in place. So where are we on creating this  firewall – what size of bazooka are we talking about?&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic; font-family:trebuchet ms;" &gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;p  style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic; font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;strong&gt;MD: &lt;/strong&gt;One first observation is that the delay in  making the EFSF operational has increased the resources necessary to  stabilising markets. Why? Because anything that affects credibility has  an immediate effect on the markets. A process that is fast, credible and  robust needs less resources. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic; font-family:trebuchet ms;" &gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;p  style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic; font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;strong&gt;FT:&lt;/strong&gt; It sounds like you’re a bit disappointed then with the outcome of last week’s summit then?&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic; font-family:trebuchet ms;" &gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;p  style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic; font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;MD: Actually no, because there was confirmation of previous figures  on the EFSF’s resources – and of an additional €200bn that could be  provided by the International Monetary Fund. What was also overlooked by  many is that the date for a first assessment of the adequacy of  resources has been brought forward to March 2012 – in just three months’  time, when the leaders ask themselves whether the resources for the  firewall will be adequate. In the meantime, the ECB acting as an agent  will make the EFSF operational. Important was also the commitment to  clearly restrict the PSI to IMF practices, which should reassure the  investors.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic; font-family:trebuchet ms;" &gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;p  style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic; font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;strong&gt;FT:&lt;/strong&gt; When do you think the EFSF will be operational?&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic; font-family:trebuchet ms;" &gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;p  style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic; font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;strong&gt;MD:&lt;/strong&gt; Our aim is to be ready to provide agency functions in January next year. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic; font-family:trebuchet ms;" &gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;p  style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic; font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;strong&gt;FT:&lt;/strong&gt; But can we assume that the idea floated in  October of leveraging the EFSF is not actually going to happen? And that  bringing in other sovereign wealth funds, Chinese, all this was  overpriced.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic; font-family:trebuchet ms;" &gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;p  style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic; font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;strong&gt;MD:&lt;/strong&gt; No, I think it is premature and probably wrong  to proclaim the EFSF dead. Furthermore I think that if one can show its  usefulness in its present size, the argument for its enlargement would  be much stronger.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic; font-family:trebuchet ms;" &gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;p  style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic; font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;strong&gt;FT:&lt;/strong&gt; What do you say to those who say the solution is  to have a very big firewall and ultimately put the ECB behind it,  because that is the only thing which will tame the markets?&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic; font-family:trebuchet ms;" &gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;p  style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic; font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;strong&gt;MD:&lt;/strong&gt; People have to accept that we have to and always will act in accordance with our mandate and within our legal foundations. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic; font-family:trebuchet ms;" &gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;p  style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic; font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;strong&gt;FT:&lt;/strong&gt; But if you look at the wording of the treaty, there is nothing that sets a limit on how many government bonds you buy ….&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic; font-family:trebuchet ms;" &gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;p  style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic; font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;strong&gt;MD:&lt;/strong&gt; We have to act within the Treaty. In general,  there must be a system where the citizens will go back to trusting each  other and where governments are trusted on fiscal discipline and  structural reforms. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic; font-family:trebuchet ms;" &gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;p  style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic; font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;strong&gt;FT:&lt;/strong&gt; Once the firewall is in place with the EFSF,  perhaps as soon as the beginning of next year, might you actually stop  the SMP (securities market programme)? &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic; font-family:trebuchet ms;" &gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;p  style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic; font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;strong&gt;MD:&lt;/strong&gt; We have not discussed a precise scenario for the SMP. As I often said, the SMP is neither eternal nor infinite.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic; font-family:trebuchet ms;" &gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;p  style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic; font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Let’s not also forget that the SMP was initiated with the view to  reactivating monetary policy transmission channels. So as long as we see  that these channels are seriously impaired, then the SMP is justified. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic; font-family:trebuchet ms;" &gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;p  style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic; font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;strong&gt;FT:&lt;/strong&gt; Arguably, the monetary transmission channels are  more impaired than ever before, if you look at interest rates in Greece  or Italy compared with Germany?&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic; font-family:trebuchet ms;" &gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;p  style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic; font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;strong&gt;MD:&lt;/strong&gt; The cost of credit is bound to differ because  it’s geared to some extent not on our short-term policy rate but on  sovereign spreads. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic; font-family:trebuchet ms;" &gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;p  style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic; font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;strong&gt;FT:&lt;/strong&gt; Would the ECB consider putting a limit on yields or spreads, or would that violate the treaty in your view?&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic; font-family:trebuchet ms;" &gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;p  style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic; font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;strong&gt;MD:&lt;/strong&gt; Sovereign spreads have mostly to do with the  sovereigns and with the nature of the compact between them. It is in  this area that progress is ongoing. Monetary policy cannot do  everything. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic; font-family:trebuchet ms;" &gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;p  style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic; font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;strong&gt;FT:&lt;/strong&gt; But if the economic situation deteriorated,  would you be prepared to embark on “quantitative easing” in the style of  the US Federal Reserve or Bank of England, in terms of large-scale  government bond purchases to support economic growth?&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic; font-family:trebuchet ms;" &gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;p  style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic; font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;strong&gt;MD: &lt;/strong&gt;The important thing is to restore the trust of  the people – citizens as well as investors – in our continent. We won’t  achieve that by destroying the credibility of the ECB. This is really,  in a sense, the undertone of all our conversation today. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic; font-family:trebuchet ms;" &gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;p  style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic; font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;strong&gt;FT:&lt;/strong&gt; What will be the effect of the British staying  out of Europe’s fiscal compact, and is there in your view a risk to the  City of London?&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic; font-family:trebuchet ms;" &gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;p  style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic; font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;strong&gt;MD:&lt;/strong&gt; The UK certainly has shown a capacity to  undertake a fiscal correction of an extraordinary size. My more general  reaction to all this is that it’s sad. I think the UK needs Europe and  Europe needs the UK. There’s a lot that can be learnt from both sides. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic; font-family:trebuchet ms;" &gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;p  style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic; font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;strong&gt;FT:&lt;/strong&gt; The UK has taken legal action against the ECB [over the location of financial market clearing houses] …&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic; font-family:trebuchet ms;" &gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;p  style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic; font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;strong&gt;MD:&lt;/strong&gt; I can’t comment on that. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic; font-family:trebuchet ms;" &gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;p  style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic; font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;strong&gt;FT:&lt;/strong&gt; What are you expectations for global growth next year?&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic; font-family:trebuchet ms;" &gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;p  style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic; font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;strong&gt;MD:&lt;/strong&gt; You could have a significant slowdown in several  parts of the world. Global growth is decelerating, and uncertainty has  risen. At the same time, we have laid a lot of groundwork for a better  functioning of economic union in the future and we should draw  confidence from that. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8579103677097075634-3010697700365120804?l=ideologiaverde.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/feeds/3010697700365120804/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/2011/12/perche-draghi-sega-il-ramo-su-cui-e.html#comment-form' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8579103677097075634/posts/default/3010697700365120804'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8579103677097075634/posts/default/3010697700365120804'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/2011/12/perche-draghi-sega-il-ramo-su-cui-e.html' title='PERCHE&apos; DRAGHI SEGA IL RAMO SU CUI E&apos; SEDUTO?'/><author><name>Vincenzo Cucinotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18184543762214806551</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_ACKQK9jMMfI/SjdzWxeiFcI/AAAAAAAAAAM/sYYNkVa6wpc/S220/copertina.jpg'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8579103677097075634.post-2019417297412345795</id><published>2011-12-18T08:05:00.005+01:00</published><updated>2011-12-18T09:53:02.214+01:00</updated><title type='text'>GRILLI SI CANDIDA A FAR PARTE DELLA LISTA DEI CIALTRONI</title><content type='html'>&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153);font-size:130%;" &gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Vedo che la coda per avere diritto al titolo ufficiale di cialtrone, aumenta minuto dopo minuto. Ieri, Grilli ha rilasciato un'intervista in cui pone con forza la propria candidatura a cialtrone del giorno. Buon ultimo, egli dichiara che senza il decreto legge ieri approvato dalla Camera, avremmo presto fatto la fine della Grecia. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Se Grilli volesse comportarsi come una persona seria, come sarebbe dovuto vista la sua carica, dovrebbe finirla di occuparsi di cosa sarebbe potuto accadere se non avessimo fatto qualcosa, si tratta di faccende ipotetiche e pertanto non verificabili: nessuno mai potrà affermare qualcosa in proposito senza finire col chiedere un atto di fede agli interlocutori. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Ci vuole tanta perspicacia per capire che oggi ciò che il governo dovrebbe dire è cosa accadrà dopo avere scelto questo tipo di manovra? Il cittadino vuole che i membri del governo si scommettano sui provvedimenti che assumono. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Poco importa oggi stabilire cosa sarebbe successo all'Italia se non avesse fatto nulla, ciò che importa è stabilire se quanto è stato fatto in termini di costi per i propri cittadini è adeguato a risolvere il problema. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;In termini tecnici, la cosa sembra del tutto impossibile perchè gli effetti recessivi della manovra tendono non a migliorare il rapproto debito/PIL, ma piuttosto a peggiorarlo. In termini sperimentali, la tanto a sproposito citata Grecia, a seguito della cura lacrime e sangue imposta dalla Merkel, è passata da un rapporto pari a circa 1,2 a uno di circa 1,6. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Naturalmente, le mie argomentazioni non vogliono, nè potrebbero, escludere che Grilli, Monti e Napolitano abbiano ragione , che la ragione sia la loro e noi siamo in torto, ma allora mi chiedo cosa costoro sono disposti a scommettere.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Bisogna insomma una volta per tutte rendersi conto che non soltanto ogni atto di politica economica ha sempre un'enorme rilevanza sulla stessa vita delle persone, ma che in particolare oggi non possiamo permetterci di sbagliare nulla. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;L'impressione che si ricava leggendo le interviste a membri del governo sia di un dilettantismo, di tentativi più o meno casuali di indovinare la giusta manovra. Essi non perdono occasione per sostenere esplicitamente di non potere prevedere la congruità di queste manovre alla risoluzione dei problemi, ma anzi proponendo scenari con successivi interventi. Ma se la terapia fosse errata, insistere sulla stessa strada costituirebbe un atto criminale, con conseguenze gravissime sull'intera popolazione italiana. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Il minimo che dovremmo chiedere a costoro è che dichiarino sin da ora che tutte le manovre andranno a buon fine, e che sono così certi di ciò, da impegnarsi a rimettere il loro mandato in caso di insuccesso, è un atto di onestà minima che nonc i dovrebbero rifiutare.&lt;br /&gt;Di fronte a tutto ciò, l'unica argomentazione è appunto quella di fare affermazioni ipotetiche sulla situazione che alternativamente si sarebbe postsa. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Insomma, la vera base che viene portata a supporto delle manovre non sta nel sostenerne la loro validità, ma nel sostenere che era l'unica strada possibile perchè in caso alternativo sarebbe successa la catastrofe. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Ebbene, per esprimermi in metafora, nessuno mi potrà convincere ad evitare le pallottole sparate dal mio nemico mentre nuoto, mettendomi una pietra al collo per andare al fondo, proteggendomi così dagli spari. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Per questo, seguiterò su questo blog a dare del cialtrone a chi giustifica i propri atti senza argomentarne la validità, ma semplicemente apoditticamente affermandone l'ineluttabilità: mi pare che la coda si va rapidamente allungando...&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8579103677097075634-2019417297412345795?l=ideologiaverde.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/feeds/2019417297412345795/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/2011/12/grilli-si-candida-alla-lista-dei.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8579103677097075634/posts/default/2019417297412345795'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8579103677097075634/posts/default/2019417297412345795'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/2011/12/grilli-si-candida-alla-lista-dei.html' title='GRILLI SI CANDIDA A FAR PARTE DELLA LISTA DEI CIALTRONI'/><author><name>Vincenzo Cucinotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18184543762214806551</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_ACKQK9jMMfI/SjdzWxeiFcI/AAAAAAAAAAM/sYYNkVa6wpc/S220/copertina.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8579103677097075634.post-3706273348554960738</id><published>2011-12-17T22:05:00.003+01:00</published><updated>2011-12-17T23:03:27.991+01:00</updated><title type='text'>SPEZZIAMO IL CICLO PERVERSO DI UNA CONCORRENZA INUMANA</title><content type='html'>&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153);font-size:130%;" &gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Alcune impressioni istantanee seguendo il dibattito di "In onda". &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;La prima cosa che mi viene in testa è che non c'è mai nessuno che faccia ammenda delle sciocchezze che ha sostenuto in un  perido precedente della propria vita. Dunque, c'hanno rotto ole scatole per anno che se volevamo fare lavorare bene le imprese, bisognava rendere il mercato del lavoro flessibile. Tale flessibilità allora veniva presentata come la possibilità di prevedre figure lavorative diversificate. ASccanto al lavoratore a tempo indeterminato, era necessario prevedere differenti tipologie di lavoratore a tempo deteminato. La cosa veniva presentata come l'offerta di molteplici possibilità di figura lavorativa, tra cui l'impresa avrebbe potuto scegliere a suo piacimento. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Ora, di colpo, quelle stesse persone, senza spendere una parola che possa spiegare il proprio cambio di opinione, vengono a perorare la causa di una unificazione delle figure lavorative. In sostanza, togliamo qualche diritto a quelli più protetti e aggiungiamo qualche forma di protezione ai meno protetti, e così da ora in poi non ci saranno lavoratori di serie A e lavoratori di serie B. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Ma come, eravate così preoccupati di garantire la scelta alle aziende, ed adesso invece prevale l'unificazione delle figure. Ma scusate, allora basta dire che avete sbagliato a prevedere figure precarie e torniamo alla legislazione ante senza tate discussioni, questa e solo questa potrebbe essere una conclusione degna di qualcuno che ripensa a suoi prexcedenti errori. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Altri non sembrano d'accordo su queste innovazioni, ma continuano a battere sulla ripresa, sulla famosa, ma io direi famigerata, crescita del PIL. E visto che su questa crescita tutti appaiono d'accordo, allora tutta la discussione verte sulla competitività. Per avere più occupazione, dobbiamo avere più produzione, ma per avere più produzione, dobbiamo vincere la concorrenza. Ora, dico io, ma in questi ultimi decenni, cos'altro abbiamo fatto? Con che coraggio vengono ancora a propinarci la solita lezioncina di seconda mano di ricette liberiste, dopo i palesi fallimenti di questa linea di politica economica? La più penosa è la vedova di Padoa Schioppa, che non fa altro che ripetere come un pappagallo le solite menate liberiste, senza evidentemente avere quel minimo di intelligenza richiesto per collocarsi nel contesto della crisi più profonda almeno degli ultimi ottanta anni. Oggi, se qualcuno sostiene ancora simili ricette, è un cialtrone conclamato  che è lecito definire imbecille. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Ma, qualcuno potrebbe chiedere, c'è un'alternativa possibile? &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Io dico di sì, l'alternativa è senz'altro possibile, è anzi a portata di mano, ed è rifiutare una volta per tutte il mito della crescita ininterrotta. e accettando questo, che non significa necessariamente decrescita (trovo qualcosa di inquietante in questa contrapposizione in qualche modo simmetrica alla logica capitalista), ma che dobbiamo soltanto uscire da questo criterio di scelta automatico su base quantitativa, ci sottraiamo a una logica globalistica che vede nel massimizzare la dimensione di mercato in cui far operare meccanismi di concorrenza. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Se davvero crediamo che anche l'economia vada in ultima istanza finalizzata all'uomo, e quindi alla piena occupazione, allora per valorizzare proprio il lavoro umano, dobbiamo lottare contro l'abbassamento dei prezzi, le cose devono costare abbastanza da rendere il lavoro umano sufficientemente remunerativo, senza che esso venga in conflitto con i progressi in termini di produttività dei miglioramenti tecnologici. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;La conseguenza è che oggi predicare il ripristino della sovranità nazionale in campo economico con meccanismi inevitabilmente protezionistici, ben lungi dall'essere un atto retrivo, costituisce l'unico modo reale per mettere all'ordine del giorno dell'intero mondo il superamento della logica capitalista: nulla più del proprio esempio, del dimostrare nei fatti che io l'ho fatto e così lo possono fare utti gli stati, può fu8nzionare da detonatore per salvare l'umanità dalla catastrtofe ambientale. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Un'ultima notazione la riservo al nostro premier, che continua a predicare che la salvezza dei paesi europei sta solo nell'Europa, che senza questa dimensione comune, nessun paese può pensare di uscirne bene, io vorrei appunto imporre un punto di vista sperimentale. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Anch'io sono convinto che sarebbe bene che l'europa uscisse dalla crisi con decisioni comuni, ma non tanto da chiudermi gli occhi e non vedere che al contrario domina una logica nazionale da furbetti, quella in sostanza di usare l'europa per favorire in realtà il proprio paese. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Come ho avuto modo di dire svariate volte ormai, trovo questo atteggiamento gravemente irresponsabile perchè finirà cominque col distruggere qualsiasi progetto di costruzione europea, ma avendo nel frattempo alimentato rancori robusti che potrebbero portare ad esiti tragici seppure oggi del tutto imprevedibili. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;La verità, caro Monti, è che la Svezia, la Repubblica ceca e svariati altri paesi che hanno optato per una propria moneta nazionale, si trovano in una posizione assolutamente migliore di paesi come l'Italia che hanno invece optato per l'euro. Le ragioni sono ben note, e qui non c'è bisogno di ribadirle,  tutte ragioni che potyrebebro essere rimosse se solo vi fosse la volontà politica di farlo. Purtroppo, questa volontà non c'è proprio per il prevalere di piccoli calcoli di bottega, ed allora si deve uscire dall'euro, affrontando tutte le gravi conseguenze che ne seguiranno, ma evitando almeno le ben più gravi conseguenze che già oggi si appalesano nel rimanere prigionieri di quest'esperimento già fallito. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Lo dico nel contesto di questo articolo proprio per riconfermare come i fatti ci tirino per i capelli verso la soluzione nazionale, l'unica che ci permetta di uscire dal circolo vizioso dell'essere schiavizzati al meccanismo perverso di un capitalismo ormai non più in grado di uscire dalla crisi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8579103677097075634-3706273348554960738?l=ideologiaverde.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/feeds/3706273348554960738/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/2011/12/spezziamo-iol-ciclo-perverso-di-una.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8579103677097075634/posts/default/3706273348554960738'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8579103677097075634/posts/default/3706273348554960738'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/2011/12/spezziamo-iol-ciclo-perverso-di-una.html' title='SPEZZIAMO IL CICLO PERVERSO DI UNA CONCORRENZA INUMANA'/><author><name>Vincenzo Cucinotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18184543762214806551</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_ACKQK9jMMfI/SjdzWxeiFcI/AAAAAAAAAAM/sYYNkVa6wpc/S220/copertina.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8579103677097075634.post-1591839442362288614</id><published>2011-12-16T09:40:00.000+01:00</published><updated>2011-12-16T09:41:28.715+01:00</updated><title type='text'>IL PARLAMENTO INDEGNO</title><content type='html'>&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:worddocument&gt;   &lt;w:view&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:hyphenationzone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:compatibility&gt;    &lt;w:breakwrappedtables/&gt;    &lt;w:snaptogridincell/&gt;    &lt;w:wraptextwithpunct/&gt;    &lt;w:useasianbreakrules/&gt;   &lt;/w:Compatibility&gt;   &lt;w:browserlevel&gt;MicrosoftInternetExplorer4&lt;/w:BrowserLevel&gt;  &lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if gte mso 10]&gt; &lt;style&gt;  /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable  {mso-style-name:"Tabella normale";  mso-tstyle-rowband-size:0;  mso-tstyle-colband-size:0;  mso-style-noshow:yes;  mso-style-parent:"";  mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt;  mso-para-margin:0cm;  mso-para-margin-bottom:.0001pt;  mso-pagination:widow-orphan;  font-size:10.0pt;  font-family:"Times New Roman";} &lt;/style&gt; &lt;![endif]--&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="line-height: normal; font-family: trebuchet ms; color: rgb(0, 0, 153);"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Gli ultimi giorni di cronaca parlamentare sono per larga parte dedicati alle intemperanze dei parlamentari leghisti. Essi non perdono occasione per inscenare buffonate di ogni tipo in quelle aule che si vorrebbe austere. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="line-height: normal; font-family: trebuchet ms; color: rgb(0, 0, 153);"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Se i comportamenti nella sede dell’attività legislativa servissero a portare anche lì ciò che avviene nella società e nelle piazze, questa sarebbe un’attività benemerita, ma la cosa che rende il tutto osceno è che questi parlamentari recitano un penoso soggetto che serva a prendere in giro la parte più credulona del loro elettorato. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="line-height: normal; font-family: trebuchet ms; color: rgb(0, 0, 153);"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;E’ vero, in questi anni l’elettorato leghista si è bevuto di tutto, e si sa che chi vota Lega in genere non brilla per cultura e per acume mentale. Mi chiedo però fino a che punto questi continueranno a seguire siffatti rappresentanti, accettandone i comportamenti che si possono spiegare soltanto in termini di vantaggi personali, dell possibilità cioè di continuare ad avere una carriera politica così ben remunerata. Possibile che ci sia qualcuno disposto a credere allo sdegno per i sacrifici imposti agli Italiani da quelli stessi che dagli scranni governativi assentivano senza battere ciglio a tutte le imposizioni avanzate dal sodale Tremonti? Cosa avrà mai fatto Monti di così diverso dal duo di separati in casa Tremonti – Berlusconi? Come si può giudicare la determinazione di consentire alle richieste della magistratura nei confronti di parlamentari indagati, dopo avere salvato vari personaggi solo qualche mese fa? E’ possibile esibire tale evidenza di incoerenza ed essere ancora votati e magari financo acclamati? &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="line-height: normal; font-family: trebuchet ms; color: rgb(0, 0, 153);"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Io non lo credo, non credo almeno che possano essere tanti così creduloni da dare ancora credito alla banda Bossi che sistema i propri familiari mostrando già col proprio personale esempio di che tempra morale sia fatto. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="line-height: normal; font-family: trebuchet ms; color: rgb(0, 0, 153);"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Il punto però che volevo affrontare riguarda il comportamento in generale dei parlamentari, di cui quelli leghisti costituiscono soltanto una specifica tipologia. Mi pare che sia assolutamente necessario rimarcare come ci troviamo ad avere a che fare con un parlamento pessimo nella sua composizione, probabilmente il peggiore nella storia della repubblica. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="line-height: normal; font-family: trebuchet ms; color: rgb(0, 0, 153);"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;In un precedente post, affrontavo il problema di come la democrazia si sostanzi nel dibattito politico tra forze differenti, ognuna caratterizzata da una sua specifica ipotesi dell’interesse generale. Questa deve necessariamente essere la base da cui partire, che cioè la dialettica parlamentare derivi da opinioni e non da interessi differenti. Per questo, ritengo inaccettabile la pretesa del PD di configurarsi come il partito dell’interesse generale visto come se fosse univocamente definibile e non oggetto di dibattito. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="line-height: normal; font-family: trebuchet ms; color: rgb(0, 0, 153);"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Ebbene, le evidenze delle cronache parlamentari sono di tutt’altro tipo, ci mostrano come i singoli parlamentari non facciano più neanche mistero di pensare al proprio specifico tornaconto. Tutte le vicende legate al voto del 14 dicembre 2010 e fino ai nostri giorni, mostrano come si sia inscenata in quelle aule una compravendita di voti, del tutto incompatibile col ruolo che i parlamentari dovrebbero svolgere. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="line-height: normal; font-family: trebuchet ms; color: rgb(0, 0, 153);"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Si può dissentire sul merito dei singoli atti ed accettarli comunque come espressione dell’opinione opposta di una maggioranza, si può e si deve accettare di costituire una minoranza piegata dalle dure leggi della democrazia, ma non si può e non si deve accettare che un parlamento si comporti come un organismo costituito da un certo numero di soggetti che pensano prevalentemente al proprio personale interesse. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="line-height: normal; font-family: trebuchet ms; color: rgb(0, 0, 153);"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Quando questo si configura, quel parlamento diventa indegno delle sue funzioni e i singoli parlamentari diventano responsabili di tradimento del loro mandato e della loro nazione, e penso che noi cittadini più attenti di altri dovremmo essere vigili affinché essi rispondano del loro tradimento, e che tutto non ricada nell’oblio che tutto assolve. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="line-height: normal; font-family: trebuchet ms; color: rgb(0, 0, 153);"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Questo compito è particolarmente importante in una società in cui lo stesso settore dell’informazione è parte del problema, anch’esso preoccupato di difendere degli interessi particolari, fossero anche costituiti dall’esigenza di maggiori tirature, e quindi qualcuno dovrà ad esso supplire. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="line-height: normal; font-family: trebuchet ms; color: rgb(0, 0, 153);"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Il parlamento sta nella maggior parte dei suoi membri tradendo il popolo italiano, anche nella forma della deresponsabilizzazione e dell’affidamento a soggetti chiamati come esperti a sostituirsi agli eletti, e a suo tempo di questo dovrà rispondere con modalità ancora indefinibili, ma vorrei che ci fosse in tanti miei concittadini la volontà di non dimenticare quale sfascio questi abbiano causato coi loro comportamenti volgarmente guidati soltanto dalla personale avidità. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8579103677097075634-1591839442362288614?l=ideologiaverde.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/feeds/1591839442362288614/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/2011/12/il-parlamento-indegno.html#comment-form' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8579103677097075634/posts/default/1591839442362288614'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8579103677097075634/posts/default/1591839442362288614'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/2011/12/il-parlamento-indegno.html' title='IL PARLAMENTO INDEGNO'/><author><name>Vincenzo Cucinotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18184543762214806551</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_ACKQK9jMMfI/SjdzWxeiFcI/AAAAAAAAAAM/sYYNkVa6wpc/S220/copertina.jpg'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8579103677097075634.post-7691361674417699966</id><published>2011-12-13T16:23:00.003+01:00</published><updated>2011-12-13T18:50:27.392+01:00</updated><title type='text'>PRESTO IL MIO LIBRO QUI A PUNTATE</title><content type='html'>&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153);font-size:130%;" &gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt;Ancora adolescente, in quei lontani giorni, lessi che era stata rintracciata una tribù (potremmo chiamarla una comunità umana) isolata. Da evidenze a me ignote, gli etnologi conclusero che inquella comunità fossero in uso le stesse tecniche di preparazione del cibo, le stesse modalità di vita per almeno cinquecento anni.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt;Fu una cosa che mi scosse, che mi svegliò dal torpore delle mie certezze di occidentale, tutto proteso a considerare la vita come una corsa ad ostacoli  e l'umanità come una comunità incamminata verso un futuro di maggiore...tutto, la storia come progresso.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt;Successivamente,  le mie scarse conoscenze sul pensiero orientale mi fornirono altre evidenze che in fondo ciò che per noi occidentali è scontato, apparentemente non lo è per tutta l'umanità.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt;Da quei giorni, mi ripromisi che mai più sarei rimasto prigioniero del pensiero dominante, che in occidente, forse già dai lontani giorni dell'antica Grecia, era sorta una malattia che aveva colpito con grande virulenza l'occidente, mai più ripresosi da tale sindrome.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt;Faccio questa premessa per spiegare quanto di rivoluzionario è richiesto a mio parere per uscire fuori dalle secche in cui l'ideologia occidentale ha portato il mondo intero.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt;Certo, nutro molti dubbi sulla possibilità che questa strada, che io trovo necessaria, possa essere imboccata, e che quindi il destino dell'umanità, il che significa se non dei nostri figli, quella dei nostri nipoti sia alquanto triste.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt;Ho scritto un libro per esporre alcuni spunti di pensiero che ritengo fortemente innovativi, ma che si è rivelato un flop, non riuscendo ad attrarre molti lettori.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt;Poichè sono abbastanza presuntuoso, sono tuttora convinto che meriterebbe una maggiore attenzione e che le cose lì esposte possano costituire una base di partenza importante per sviluppare un pensiero alternativo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt;Questo blog l'ho inizialmente concepito come un ausilio al libro, ma presto mi sono reso conto di come sia difficile sintetizzare concetti già espressi alquanto succintamente nel libro, nel breve spazio di un post.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt;Ora proverò a riportare parti scelte del libro direttamente nel blog, e spero che vorrete continuare a seguirmi come  finora avete fatto, magari rivolgendomi domande che possano favorire qualche passaggio che dovesse risultare meno chiaro.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt;Devo spendere qualche parola sulla questione dell'appello che intendevo rivolgere: sospenderò per ikl momento l'iniziativa, in attesa di ricevere incoraggiamenti, cioè volontà di condivisione dell'ìinziaitva che rischia sennò di apparire del tutto velletaria.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8579103677097075634-7691361674417699966?l=ideologiaverde.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/feeds/7691361674417699966/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/2011/12/ancorta-adolescente-in-quei-lontani.html#comment-form' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8579103677097075634/posts/default/7691361674417699966'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8579103677097075634/posts/default/7691361674417699966'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ideologiaverde.blogspot.com/2011/12/ancorta-adolescente-in-quei-lontani.html' title='PRESTO IL MIO LIBRO QUI A PUNTATE'/><author><name>Vincenzo Cucinotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18184543762214806551</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_ACKQK9jMMfI/SjdzWxeiFcI/AAAAAAAAAAM/sYYNkVa6wpc/S220/copertina.jpg'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8579103677097075634.post-2769869559281026087</id><published>2011-12-11T08:30:00.006+01:00</published><updated>2011-12-11T09:55:05.158+01:00</updated><title type='text'>DELLE LIMITAZIONI ALL'USO DEL CONTANTE E DELLE PENSIONI: UN PUNTO DI VISTA DIFFERENTE</title><content type='html'>&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153);font-size:130%;" &gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;br /&gt;Oggi, articolerò il mio intervento in tre parti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;L'una è un preannuncio del lancio di un appello via web ai popoli d'Europa che vorrei fare da questo blog, e a cui spero vi siano adesioni da parte di chi mi legge, che vorrei si facesse parte dirigente per rieccheggiare l'appello da altri siti: di auesto riparleremo al più presto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Una questione ben più delimitata di cui mi vorrei poi occupare riguarda la questione delle limitazioni alla diffusione del contante, stabilite anche dal decreto legge del governo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;La mia impressione è che si rischi di creare un effetto analogo a quello degli USA che chiedono agli immigrati se negli USA intendono compiere attentati terroristici. Fuori di metafora, se io sono disposto a delinquere evadendo le tasse, perchè mai poi dovrei attenermi a una legge che mi impone di non utilizzare il contante al di sopra di una determinata soglia? Tra due persone deliberate ad evadere le tasse, può ben compiersi un pagamento in contante, basta violare una norma di legge in più che non mi pare possa costituire un vero deterrente. Paradossalmente, si potrebbe ottenere un effetto esattamente opposto a quello desiderato, che cioè se per motivi vari io sia fortemente condizionato ad adoperare il contante, automaticamente venga costretto, per non far sapere della transazione illegalmente compiuta in contante, a non dichiararla finendo quindi con l'evadere magari anche quando non ne avessi avuto l'intenzione.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;A me pare che per evitare le operazioni in contante da parte di persone disposte a violare la legge, non sia sufficiente stabilire una soglia massima agli importi delle relative transazioni, ma bisognerebbe che il contante proprio non esistesse. A me tuttavia pare che ciò equivarrebbe, mutatis mutandis, a distruggere un'intera città solo per stanare un criminale, che cioè gli effetti deleteri che accompagnano già le limitazioni all'uso del contante siano maggiori del beneficio ottenuto. quali soprattutto il peso crescente del sistema bancario.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;E' paradossale che, nel momento in cui viviamo una fase di profonda crisi del ruolo di intermediazione finanziaria svolta dalle banche, si obblighi per legge tutti ad affidarsi a quelle stesse banche che vedrebbero il loro ruolo gonfiarsi ulteriormente sia in termini di importi intermediati che  soprattutto in termini delle cosiddette informazioni sensibili, la sostanziale schedatura di tutti noi e dei nostri dettagliati comportamenti da consumatori. In effetti, non è possibile trovare un modo di garantire dall'abuso di tale tipo di informazioni una volta che esse siano state acquisite.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Il terzo argomento riguarda le pensioni viste da un punto di vista generale. La moda del momento è quella delle pensioni calcolate col metodo contributivo, tu ricevi in base ai contributi che hai versato. Sembra un sistema logico, ma già facevo notare in un precedente post che, dato che non è possibile (per fortuna!) conoscere in anticipo l'età della morte, di equo nelle pensioni contributive c'è ben poco, c'è un fondamentale elemento di buona o cattiva sorte, Si potrebbe aggiungere che nei casi di reversibilità, non v'è più alcun legame con l'età anagrafica al momento del pensionamento, se non una generica attesa che chi ne dovrebbe usufruire dovrebbe trovarsi in condizioni anagrafiche simili, cosa però per niente scontata, senza considerare poi il caso dei figli minori che hanno diritto ad usufruire dell'intero importo delle pensioni fino alla maggiore età.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Vorrei però sollevare un'obiezione ben più generale. La questione riguarda la stessa questione del mettere davvero da parte delle risorse da utilizzare successivamente: è davvero possibile farlo? La questione non è per niente ovvia, dato l'ampio intervallo di tempo che trascorre tra l'inzio del rapporto di lavcoro e l'inizio del trattamento di quiescenza. Così, tutti sappiamo quanto i propri risparmi possano essere oggetto di vicissitudini tali da mettere in pericolo persino il loro mantenimento nel tempo. Per lo stato poi, la cosa è del tutto impossibile, sarebbe perfino inimmaginabile uno stato che mettesse letteralmente da parte i contributi previdenziali ricevuti dai contribuenti. La verità è che ovviamente i pensionati ricevono i soldi corrispondenti ai contributi versati dagli attuali lavoratori, cioè nella realtà non v'è alcuna corrispondenza tra i contributi a suo tempo versati, a loro volta utilizzati a favore dei nostri predecessori, e le nostre pensioni, si tratta soltanto di un calcolo fittizio. Così, non capisco proprio come oggi possiamo contribuire a garantire le pensioni dei nostri figli se non  forse nel ridurre il debito pubblico, e dwel resto non sarei così preoccupato delle loro future pensioni quanto della loro presente occupazione, dato che le loro pensioni saranno comunque pagate coi contributi versati dai loro figli. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Nella realtà, il criterio contributivo vie
